(31)-Messaggio del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, per il
Capodanno
"A voi che mi ascoltate, e a tutti gli italiani, in patria e all'estero, sento di dovere una risposta,
insieme con il più sincero, cordiale augurio. Una risposta alla domanda che più ci inquieta: come
dobbiamo guardare all'anno che sta per iniziare, con quali preoccupazioni e con quali motivi di
speranza e di fiducia? E' una domanda non facile, alla quale vorrei provarmi a rispondere partendo
da quel che dell'Italia ho visto e ho potuto intendere lungo tutto il 2007, attraverso un gran numero
di visite e di incontri".
"Ho visto, dal Sud al Nord - la mia più recente, intensa tappa è stata Milano - aspetti eloquenti
dell'Italia che vuole crescere, divenire più moderna e più giusta, e che sa come per non perdere
terreno in Europa e nel mondo debba vincere competizioni e sfide difficili. Ho colto - nelle situazioni
più diverse, anche se non dovunque nella stessa misura - segni concreti di dinamismo e di
capacità innovativa, prendendo visione di realizzazioni e progetti audaci. Mi si è presentata in
questa luce la realtà dell'economia, delle imprese e del lavoro produttivo; e la realtà di istituzioni
indubbiamente vitali. Ho visitato, in particolare, Istituti di ricerca e di alta formazione che possono
ben vantare il titolo di centri di eccellenza".
"Questi sono fatti, e sono motivi di fiducia nell'avvenire dell'Italia: il problema sta nel come
valorizzare e incoraggiare dovunque nel paese questo dinamismo, nel come trasmettere questi
impulsi all'intero sistema Italia, puntando sull'innovazione e sul merito, privilegiando fortemente
l'istruzione, così da giungere via via a un più alto tasso di crescita, a una crescita più sostenuta e
generale, in cui sia pienamente coinvolto il Mezzogiorno. Se questo è il problema, con esso deve
misurarsi la politica - governo e istituzioni rappresentative ad ogni livello - ma debbono misurarsi
nello stesso tempo tutte le forze sociali e culturali. Non c'è da abbandonarsi alla sfiducia, ma da
proporre, decidere, operare".
"E c'è da proporre soluzioni innanzitutto di fronte all'allarme per l'aumento del costo della vita,
che la parte più povera e disagiata della popolazione può sempre meno reggere e un'altra parte
delle famiglie, che conta solo su retribuzioni e redditi insufficienti, regge a costo di seri sacrifici, mai
abbastanza riconosciuti".
"Il malessere sociale è qui, ed è nell'incertezza del lavoro, in special modo nella difficoltà, ancora
per troppi giovani nel Sud, a trovare lavoro, nonostante la netta diminuzione del tasso nazionale di
disoccupazione. Il malessere è nella insufficiente tutela del lavoro, della vita sul lavoro. Questo è
stato e rimane un mio assillo. Mi hanno commosso e scosso le parole di un giovane compagno di
lavoro del ventiseienne Rosario, uno degli operai travolti nell'orribile rogo di Torino: "Noi ragazzi
che siamo cresciuti insieme a lui da quando avevamo 14 o 15 anni, se lui lotta per la vita dobbiamo
lottare con lui fino alla fine". Gli sono rimasti accanto, poi purtroppo la fine è giunta. E ieri è giunta
anche per Giuseppe, altro ventiseienne, ultima delle vittime di una vera e propria inaudita strage.
Abbraccio con affetto i loro familiari e la città".
"Molti e diversi sono comunque i fatti che smentiscono le rappresentazioni di un'Italia in declino.
Un autorevole osservatore straniero - e ce ne sono di attenti e non malevoli - ha di recente indicato
un punto di forza del nostro paese - in particolare, la chiave del forte successo, in questo periodo,
delle nostre esportazioni - nella cultura della creatività, che deve far considerare grande il
potenziale delle nostre imprese e del nostro lavoro. E in questo nuovo esprimersi della creatività
italiana, rivive la forza di una tradizione, di un patrimonio e di una sensibilità cui dobbiamo dedicare
ben maggiore attenzione. Dovunque mi sia recato in visita quest'anno in Europa e fuori d'Europa
ho constatato quanto grande sia la forza d'attrazione del nostro patrimonio storico-artistico e
culturale, antico e moderno. Un patrimonio che parte da lontano, come ci dice in questo momento
la straordinaria mostra delle opere illegalmente sottratte e ora recuperate all'Italia, grazie a un
esemplare sforzo congiunto delle istituzioni e dei corpi dello Stato".
"E' una mostra ospitata al Quirinale. Perché questo Palazzo, senza eguali al mondo, è -
permettetemi di sottolinearlo - tra i luoghi più rappresentativi della storia e della creatività italiana,
ed è aperto a tutti gli italiani, che in diverse centinaia di migliaia l'hanno visitato nel corso del 2007".
"Qui abbiamo accolto anche tante rappresentanze dell'Italia più operosa e generosa. E dell'Italia
che soffre, che lotta contro le sofferenze e sostiene l'impegno a combatterle. Mi ha molto colpito
l'incontro che abbiamo avuto in Quirinale in occasione della Giornata dedicata alle persone con
disabilità: abbiamo visto queste persone non rassegnate, impegnate a esprimere una speranza
attiva realizzando al meglio se stesse grazie a una splendida rete di solidarietà. E ciò ci dice che
grande è anche il potenziale umano e morale di cui l'Italia dispone".
"Vi sto parlando poco di quel che accade nella sfera della politica e delle istituzioni. Ma non certo
perché non sia importante: piuttosto perché vorrei richiamare l'attenzione su quel che di più ampio
vive e conta nel paese, sulle realtà e sulle responsabilità che non possono ridursi alla sfera della
politica. Siamo poi in un momento in cui molto si discute sul bilancio di attività del governo e sulle
critiche e richieste dell'opposizione: se ne discute in libertà e con asprezza, e non possono esserci
interferenze da parte mia, in nessun senso".
"Posso solo dire che per consolidare e generalizzare tutti i fenomeni e fermenti positivi che ho
richiamato, per mettere a frutto le potenzialità su cui l'Italia può contare, è comunque
indispensabile che si adottino alcune riforme in campo istituzionale e che si crei un nuovo, più
costruttivo clima politico, fondato su una effettiva legittimazione reciproca. Mi sono speso a tal fine
sin dall'inizio del mio mandato, e insisterò nelle mie sollecitazioni e nei miei appelli: ora che uno
spiraglio di dialogo si è aperto, con il contributo di entrambi gli schieramenti politici, specie sulla
riforma elettorale, occorre assolutamente evitare che l'occasione vada perduta. Quali siano le
condizioni, da un lato, per la continuità dell'azione di governo, e dall'altro, per un esito positivo del
confronto sulle riforme, lo si vedrà presto in Parlamento".
"Torno ora su considerazioni che si rivolgono a voi tutti, a noi tutti come italiani. Possiamo avere
più fiducia in noi stessi, ma dobbiamo essere più esigenti verso noi stessi. Ci preoccupano
giustamente l'insicurezza e la criminalità; ci preoccupano difficoltà e fenomeni legati a una
immigrazione in rapida crescita. Non si possono tuttavia ignorare i risultati ottenuti colpendo i
vertici delle organizzazioni mafiose, o conseguendo una diminuzione di varii tipi di reato: si tratta di
risultati di cui va dato merito alla magistratura e alle forze dell'ordine, apprezzandone l'impegno
sempre rischioso e garantendo loro mezzi adeguati. Ma quel che più conta, perché ciascuno possa
fare la sua parte, è liberarsi dalle paure che non fanno ragionare e dai particolarismi che non fanno
decidere".
"La paura può far dimenticare i limiti e i diritti da rispettare nell'azione che va condotta a tutela
della sicurezza dei cittadini; la paura può far degenerare la fondata richiesta dell'osservanza della
legge e delle regole da parte degli immigrati in minaccia inammissibile di violazione della libertà di
culto per tutte le confessioni religiose e della dignità di quanti, provenienti da paesi lontani e vicini,
operano nel nostro paese soddisfacendone esigenze e domande concrete".
"Paure irragionevoli e particolarismi, politici o localistici, emergono in troppi casi: impedendo, ad
esempio, la soluzione del sempre più allarmante problema dei rifiuti in Campania, con grave danno
per le condizioni e per l'immagine di una città e di una regione nelle quali invece non mancano
energie positive, realtà nuove e iniziative di qualità".
"Essere esigenti verso noi stessi significa impegnarci a dare prove effettive di senso civico, dalle
più semplici alle più impegnative, come quelle offerte dal coraggioso esporsi degli imprenditori
siciliani contro pizzo e mafia; a dare prove di consapevolezza dell'interesse generale,
contribuendo, ad esempio, alla salvaguardia dell'ambiente, alla tutela del territorio e del paesaggio,
insidiati da nuove spinte speculative. L'interesse generale esige rispetto reciproco tra le istituzioni,
ancora una volta, e più che mai, rispetto ed equilibrio tra politica e magistratura, fiducia in tutte le
istituzioni di garanzia".
"L'interesse generale esige un pieno sostegno all'azione internazionale dell'Italia, al suo
impegno, innanzitutto, nell'Unione europea per favorirne il rilancio e l'iniziativa comune sui temi
cruciali della pace e della sicurezza internazionale. Qualche settimana fa, portando negli Stati Uniti
la voce unitaria del nostro paese, la conferma di una collocazione internazionale dell'Italia
largamente condivisa, ho potuto verificare come il nostro maggiore storico alleato apprezzi i
contributi e gli sforzi dell'Italia e dell'Europa in un mondo drammaticamente percorso, ancora in
questi giorni, dall'aggressività del terrorismo e da una molteplicità di mutamenti e sfide globali e di
gravi tensioni. In questo momento, siamo perciò più che mai vicini e grati alle migliaia di nostri
militari che affrontano l'estremo rischio quotidiano - rendo commosso omaggio a quanti hanno
anche di recente sacrificato la vita in queste missioni - e insieme affrontano la fatica dell'impegno
umanitario, in aree tra le più critiche di questo mondo. Lo fanno, lo facciamo nello spirito della
Costituzione repubblicana".
"Ecco, vedete, ricorre da domani il sessantesimo anniversario della nostra Carta
fondamentale: proprio nel proporci di rivederne alcune regole, relative all'ordinamento della
Repubblica, dobbiamo risolutamente ancorarci ai suoi principi, anche e non da ultimo ai suoi valori
morali, e in special modo a quei suoi indirizzi che non vediamo abbastanza perseguiti e tradotti in
atto".
"Ciò vale per quell'indirizzo di tutela del lavoro che ho già evocato; o per quell'indirizzo di pari
opportunità, in primo luogo tra uomo e donna, che si è venuto solo parzialmente attuando; o
ancora per un indirizzo, quale è stato anni fa riformulato, di nuovo equilibrio tra le istituzioni centrali
e quelle regionali e locali. Né meno attuale è l'indirizzo costituzionale di garanzia della libertà
religiosa, di reciproca indipendenza e di collaborazione tra Stato e Chiesa, che richiede un
misurato e schietto confronto tra l'Italia e la Santa Sede, com'è nei voti - ne sono certo - del
Pontefice Benedetto XVI, cui rinnovo un sincero augurio".
"A voi che mi ascoltate, e a quanti sono in queste ore raccolti con le loro famiglie, auguro un
anno sereno, per difficile che sia. E' un augurio che si ispira a sentimenti e ragioni di fiducia
nell'Italia, perché cresca e migliori, guardando soprattutto alle generazioni più giovani e a quelle
che verranno".
(31 dicembre 2007) |
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(28) - CONSIGLIO DEI MINISTRI/ APPROVATO IL "PACCHETTO SICUREZZA" DI AMATO-
PROROGATE LE MISSIONI ITALIANE ALL’ESTERO E NUOVE ROTTAMAZIONI
ROMA\ aise\ -28 dicembre 2007- Riunito questa mattina a Palazzo Chigi, l’ultimo Consiglio dei
Ministri di quest’anno ha approvato il cosiddetto "decreto milleproroghe" e il "pacchetto sicurezza"
proposto dal Ministro dell’Interno Giuliano Amato.
Si tratta del decreto legge sulle "misure urgenti in materia di contrasto al terrorismo e di
allontanamento di cittadini dell’Unione europea per motivi imperativi di pubblica sicurezza", che
sostituirà quello approvato il 1 novembre scorso. Questo nuovo provvedimento estenderà alle misure
di allontanamento dei cittadini dell'Unione Europea i motivi di prevenzione del terrorismo già previsti
dal decreto Pisanu sull'espulsione dei cittadini extracomunitari.
Quanto al "milleproroghe" comprende anche un provvedimento per la rottamazione di elettrodomestici
e auto, compreso le Euro2, come ha confermato il ministro per le Infrastrutture, Antonio Di Pietro, al
termine della riunione. A beneficiare della rottamazione (bonus di 700 euro più un anno di bollo gratis)
saranno le vetture immatricolate prima del gennaio 1997.
Il Consiglio dei ministri ha poi prorogato di un anno le missioni italiane all'estero, in Afghanistan,
Kosovo e Libano.
Il Consiglio dei Ministri ha approvato poi la continuità fino al prossimo 30 novembre, -con modifiche di
organizzazione, l’emergenza legata ai rifiuti in Campania. I poteri del Commissario, esercitati finora dal
Prefetto di Napoli, saranno spacchettati e ridotti. Ci sarà un "commissario gestore" che affiancherà gli
enti locali ai quali, ha precisato Amato, ritorneranno attribuzioni.
Padoa Schioppa ha presentato al Consiglio la proposta di Air France-Klm per l’acquisto di Alitalia cui il
Ministro ha dato parere favorevole.
Su proposta del Ministro Mussi, il Consiglio ha nominato quale presidente dell’Istituto di Astrofisica il
professo Maccacaro, il Professor Bignami come presidente dell’Asi, mentre all’attenzione delle
commissioni competenti sarà sottoposto il nome di Maiani per la presidenza del Cnr.
Presentato dai Minsitri Mussi e Fioroni è stato approvato un decreto legislativo che riguarda
l’orientamento scolastico per l’università e l’accesso ai corsi a numero chiuso che, negli ultimi anni,
sono incrementati del 500%. Mussi ha spiegato che, grazie a questo decreto, si accederà ai corsi a
numero chiuso con un punteggio di 105, di cui 80 derivati da test e selezioni, e 25 dal precedente
curriculum scolastico (ultimi 3 anni di superiori + voto dell’esame di maturità).
Col secondo provvedimento è stato approvato definitivamente dal Cdm il regolamento per l’istituzione
della Agenzia Nazionale di Valutazione dell’Università e delle Ricerca (Anvur). Ora si attende il sì
definitivo della Corte dei Conti.
Sempre proposta da Mussi, nel milleproroghe è stata inserita una norma per l’assunzione di professori
associati e ordinari all’Università, assunzioni, ha ricordato Mussi, bloccate da due anni. Tale norma,
quindi, proroga la validità della Legge 210/1998 limitatamente al 2008 con una variante: un posto un
vincitore, abolendo, cioè, il cosiddetto "sistema degli idonei". (aise)
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(28) –NOTTE NOIR A L’AQUILA: UN
TRIONFO PER MARIO FRATTI - DI
GOFFREDO PALMERINI
L’AQUILA\ nflash\ - 28 Dicembre 2007
- Un pomeriggio con un cielo azzurro
terso ed una notte stellata, bianca di
luna piena hanno accompagnato nel
solstizio d’inverno gli eventi di Notte
Noir, sedici ore di kermesse con
cinema, teatro, musica, letteratura,
black comics, costume e gastronomia,
nel cuore architettonico della città di
Federico II di Svevia. L’Aquila ha
accolto con spirito signorile e
"freddardente" – l’aggettivo fu coniato
dalla grande scrittrice aquilana
Laudomia Bonanni in un suo elzeviro
– la festosa marea d’appassionati,
giovani soprattutto, giunti anche da
molto lontano, per gustare una
manifestazione unica al mondo,
intrigante nelle sue molteplici
sfaccettature artistiche e spettacolari,
tutte però legate dal filo del noir. Un
enorme successo di pubblico e di
critica anche per questa seconda
edizione di Notte Noir, organizzata
dall’Istituto Cinematografico
dell’Aquila, già vaticinato dall’interesse
destato lo scorso anno, rimbalzato per
mesi sulle pagine web di genere e sul
sito ufficiale (www.nottenoir.it)
subissato di contatti. Un vero trionfo il
pubblico ha tributato a Mario Fratti,
insigne drammaturgo aquilano da oltre
quarant’anni di casa a Broadway,
reduce dal successo di due suoi
drammi (Cecità e La Gabbia) di
recente rappresentati a Smirne, in
Turchia. (nflash) |
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(27)-SPORT/ IL 2007 SI CHIUDE
NEL SEGNO DELL’INTER VITTORIOSA PER 2-1 NEL
DERBY DI MILANO. ROMA SEMPRE SECONDA E
JUVENTUS AL TERZO POSTO. SI RIPRENDE IL 12
GENNAIO
ROMA\ nflash\ -27 dicembre 2007- Si
è chiuso domenica scorsa, con la 17esima giornata di
campionato, l’anno solare calcistico 2007. Senza sorprese,
senza novità clamorose, il campo ha nuovamente decretato
la superiorità dell’Inter nei confronti delle avversarie. Il
programma pre-natalizio aveva infatti regalato al
campionato la sfida tra i campioni del mondo del Milan e i
campioni d’Italia dell’Inter, perfetto ed intrigante antipasto di
un 2008 che si annuncia ancor più entusiasmante. Tutti,
tranne gli interisti ovviamente, a tifare per i rossoneri, nella
speranza che una vittoria del Diavolo potesse riavvicinare
le inseguitrici alla banda Mancini. Così non è stato. L’Inter
ha vinto per 2-1 il derby numero 266 e ha mantenuto così
invariate le distanze dalla Roma (-7, vittoriosa per 2-0 sulla
Sampdoria) e dalla Juventus (a –8 dopo la vittoria casalinga
per 2-0 contro il Siena). Il Milan ci ha provato e il pareggio,
se fosse arrivato, non sarebbe stato ingiusto. Il 2-1 firmato
dagli argentini Cruz e Cambiasso (dopo il vantaggio
milanista di Pirlo) consegna invece alle statistiche un’Inter
2007 da record. Alcuni dati per meglio inquadrare questo
splendido anno nerazzurro: 92 punti in 37 partite nell’anno
solare 2007, media punti a partita pari a 2,48 (battuto il
record precedente della Juventus di Capello nel 2005), 28
vittorie, 8 pareggi e una sola sconfitta (quella con la Roma il
18 aprile scorso), 79 gol segnati e solo 28 subiti. Numeri
impressionanti, soprattutto per gli avversari.
Con la vittoria sul Milan l’Inter si è
laureata campione d’inverno con due turni d’anticipo. 9
volte su 13 la squadra campione d’inverno si è poi
aggiudicata lo scudetto. La Beneamata non perde da 23
giornate, è l’unica imbattuta, dalla A alla C2 e tra le grandi
d’Europa, e con quella sui cugini rossoneri ha inanellato la
vittoria consecutiva numero 10 (6 in campionato, 3 in
Champions e 1 in Coppa Italia). Più che per le statistiche, la
vittoria finale dei nerazzurri risulta essere probabile se si
guarda alla solidità della squadra, al gioco espresso e alla
determinazione con cui ormai persegue gli obiettivi. La
mentalità, oltretutto, è quella delle grandi squadre. Tra gli
altri risultati di giornata, pareggio per 2-2 tra Palermo e
Lazio, vittoria con goleada (5-1) della Fiorentina sul Cagliari
e pareggio 1-1 tra Napoli e Torino. Quarto posto in
classifica occupata ancora dall’Udinese che ha pareggiato
in casa contro l’Empoli per 2-2. (nflash)
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(27) - DA OGGI ON LINE "GOVERNOINFORMA": COMUNICAZIONE E DIALOGO CON I
CITTADINI
ROMA\ aise\ - Da oggi, 27 dicembre, è on line "Governoinforma", il magazine on line del
Governo italiano, che dà voce alla comunicazione del governo nel suo insieme. Progettato e
realizzato dalla Struttura di Comunicazione del Governo, il sito www.governoinforma.it è
suddiviso in quattro sezioni principali - Primo Piano, Azione di Governo, Multimedia e La vostra
opinione - e offre una lettura articolata e aggiornata in tempo reale delle principali notizie, con
la collaborazione degli uffici stampa e comunicazione della Presidenza del Consiglio, dei
Ministeri e del portale www.governo.it cui farà riferimento per tutta la documentazione di
carattere istituzionale. In linea con la sua funzione di servizio, il sito sarà arricchito da un
glossario ricco di termini giuridico-amministrativi.
Altra novità del “progetto Governoinforma”, la sperimentazione di una nuova rete extranet che
collegherà tutti i Ministeri e la Presidenza per la condivisione delle linee guida e dei contributi
redazionali.
Il progetto nasce per rendere più diretta e accessibile la comunicazione di governo: a questo
scopo la redazione seguirà nel trattamento delle notizie le linee guida Rei, Rete di eccellenza
dell’italiano istituzionale. Chiarezza e dinamicità saranno un tratto costante della navigazione
anche nelle "rubriche in pillole": Che cos'è?, Sapevate che..., Domande e risposte
completeranno le notizie approfondendone gli aspetti meno conosciuti. Non mancheranno
opportunità di dialogo e confronto, con sondaggi e interviste.
La Finanziaria 2008 è l’argomento portante per la versione di lancio del portale, che apre su
Salute, Lavoro, P.A., Beni culturali e Comunicazioni. Le notizie sono accompagnate dalle
interviste-flash Tre domande… ai ministri Turco, Damiano, Santagata, Rutelli e Gentiloni. (aise)
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(24) - IL POMODORO È SEMPRE PIÙ
UN "POMO D’ORO": SCOPERTE NUOVE
PROPRIETÀ
ROMA\ nflash\ - 24 dicembre 2007 - Lo
sviluppo è sempre più intrecciato e
determinato dai saperi. Un esempio molto
significativo di questo nuovo paradigma
dello sviluppo ci viene dalla Campania. I
ricercatori dell’Istituto di chimica
biomolecolare (Icb) del Cnr di Pozzuoli e
del Dipartimento di Farmacologia
Sperimentale, Facoltà di Scienze
Biotecnologiche dell’Università Federico II
di Napoli hanno dimostrato che un
polisaccaride, estratto e purificato dalle
bucce di pomodoro, possiede potenziali
proprietà antinfiammatorie. È ciò che
emerge da uno studio appena pubblicato
sul "Journal of Natural Products" nel quale
sono stati descritti gli effetti di questo
polisaccaride su una linea cellulare di
macrofagi, cellule mononucleate tissutali
che svolgono un ruolo molto importante
nelle risposte immunitarie naturali e
specifiche, opportunamente stimolati per
ottenere una risposta infiammatoria.
(nflash) |
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(23) - LA DIMENSIONE ETICA DELLA POLITICA ESTERA ITALIANA AL
CENTRO DEGLI AUGURI DI FINE ANNO DEL PRESIDENTE NAPOLITANO AL
CORPO DIPLOMATICO ACCREDITATO IN ITALIA
ROMA\ aise\ -23 Dicembre 2007 - "L'Italia crede nei valori della democrazia e del
rispetto della persona umana come asse portante di un ordine internazionale giusto
e stabile. Siamo convinti che, pur nel rispetto delle diversità tra popoli e continenti,
questi valori debbano accomunarci. La nostra battaglia per la moratoria sulla pena
di morte riflette questa nostra profonda convinzione. Non è per noi un punto di
arrivo, ma una base di partenza". Con queste parole e sottolineando "l'importanza
della dimensione etica" nella politica estera italiana, il presidente della Repubblica,
Giorgio Napolitano, ha rivolto i suoi "migliori auguri per le prossime Festività e per
un anno di pace" al Corpo Diplomatico accredito in Italia.
Alla tradizionale cerimonia di presentazione degli auguri di fine anno nel Salone dei
Corazzieri del Palazzo del Quirinale, erano presenti il vice ministrO degli Affari
Esteri, Ugo Intini, i sottosegretari Donato Di Santo e Vittorio Craxi ed i presidenti
della Commissioni Affari Esteri, Umberto Ranieri, e Politiche dell'Unione Europea,
Franca Bimbi, della Camera.
Dopo l'indirizzo di saluto rivoltogli dal Decano del Corpo Diplomatico, il Nunzio
Apostolico, monsignor Giuseppe Bertello, Napolitano ha rivolto un discorso ai Capi
delle Missioni Diplomatiche riuniti al Quirinale, facendosi "interprete dei sentimenti
di amicizia che legano l'Italia" ai loro Paesi.
"Quello che si sta per chiudere è stato un anno importante per l'Italia, per l'Europa,
per la comunità internazionale nel suo insieme", ha ricordato il Capo dello Stato.
"Un anno non facile, critico o problematico sotto molti aspetti; tra questi non posso
non menzionare in primo luogo la perdurante minaccia e aggressione del
terrorismo, che si è riproposta nei giorni scorsi così tragicamente ad Algeri. Ma vi
sono stati, nell'anno che si sta chiudendo, anche molti momenti positivi. Basti
pensare, per quanto riguarda l'Europa, alla firma del Trattato di Lisbona e, sul piano
internazionale, alla Conferenza di Annapolis, che ha dato nuovo impulso al processo
di pace in Medio Oriente". E naturalmente, Napolitano non ha mancato di
sottolineare "lo storico voto con cui l'Assemblea Generale dell'Onu ha approvato la
moratoria della pena di morte" martedì scorso.
Il presidente della Repubblica ha poi passato in rassegna lo stato dei rapporti del
nostro Paese con tutti i Paesi e le aree geografiche del mondo, nonché le questioni
più urgenti per l’interà comunità riunita ieri al Quirinale.
"Dobbiamo prendere atto del fatto che viviamo in un mondo che diventa
strutturalmente sempre più complesso e difficile da governare", ha osservato. E
"ciò richiede una convinta assunzione di responsabilità da parte della comunità
internazionale e delle istituzioni che la rappresentano, prima fra tutte l'Onu". Per
questo l'Italia è consapevole della "importanza di costruire un sistema
internazionale basato sul "multilateralismo efficace", centrato sulle Nazioni Unite e
su un sistema di regole condivise. L'Italia ritiene da sempre che le Nazioni Unite
costituiscano il foro più appropriato per affrontare le principali sfide globali, la fonte
di legittimazione degli interventi della comunità internazionale nelle aree di crisi". E
"la presenza dell'Italia in Consiglio di Sicurezza per il biennio 2007-2008 è per il
nostro Paese un'ulteriore opportunità per portare il nostro contributo di idee ed
azioni a vantaggio della pace e della stabilità internazionale". In questo mese in cui
l'Italia ha la presidenza del Consiglio, ha assicurato poi Napolitano, "ci
impegneremo per focalizzare l'attenzione su alcune delle più cruciali questioni
internazionali del momento, dal Kossovo al Medio Oriente, nel quadro dei seguiti
della Conferenza di Annapolis, al Libano la cui stabilità e piena sovranità è centrale
per una pace sostenibile in quella regione".
Di certo, ha continuato il Capo dello Stato, "l'Europa resta nostro punto di
riferimento essenziale", perché "l'Italia è profondamente convinta che un'Europa
unita, capace di parlare con una sola voce e di fare la sua parte nel mondo d'oggi,
in un quadro di limpida solidarietà transatlantica, possa essere un fattore decisivo
della costruzione di uno stabile e più giusto ordine globale". Auspicando
l’allargamento dell’Ue ai Paesi dei Balcani Occidentali, Napolitano ha poi fatto
riferimento al Trattato firmato pochi giorni fa a Lisbona, che "ha consentito di
salvaguardare le innovazioni istituzionali indispensabili in una Europa a 27 membri,
che erano contenute nel progetto di Trattato Costituzionale", ma ha perso "la chiara
visione, che in quel progetto era contenuta, della volontà di costruire l'Europa
politica", un progetto "al quale l'Italia non intende rinunciare".
"Altro storico pilastro della politica estera dell'Italia è il nostro impegno atlantico",
ha ricordato il presidente Napolitano. "Con gli Stati Uniti ed il Canada condividiamo
un'alleanza di lunga data fondata su un patrimonio irrinunciabile e sempre vivo di
valori ed interessi comuni, come ho potuto ancora una volta verificare in occasione
della mia recentissima visita negli Stati Uniti".
Non si può però dimenticare che "il nostro impegno nella Nato e il nostro apporto
alla stessa direzione dell'Alleanza debbono congiungersi con lo sviluppo più attento
e coerente di una strategia di cooperazione con un grande Paese vicino come la
Russia, il cui contributo alla soluzione di tutte le questioni globali va ricercato
attivamente".
Quanto all’America Latina ed ai Caraibi, "speciali vincoli culturali ed umani,
sensibilità e tradizioni comuni legano l'Italia ai Paesi ed ai popoli" di quella regione,
ha detto Napolitano, sottolineando il "salto di qualità" nelle relazioni compiuto
quest'anno grazie ad "una intensa attività sul piano politico e diplomatico". Basti
pensare alla Conferenza svoltasi a Roma in ottobre ed agli incontri dello stesso
Napolitano con numerosi Capi di Stato latino-americani, tra i quali la presidente del
Cile Bachelet.
"L'Italia guarda con grande attenzione" anche all'Asia, continente che "vive oggi
una fase di straordinario dinamismo", ma che ad un "impetuoso sviluppo economico
e sociale" deve accompagnare "una crescente affermazione dei diritti e della dignità
della persona umana".
C’è poi l’Africa, alla quale l'Italia, ha detto il Capo dello Stato, "riconosce
pienamente la crescente rilevanza sulla scena internazionale". per questo il nostro
Paese "attribuisce un peso sempre maggiore ai rapporti con tutti i Paesi del
continente" così come guarda "con grande interesse ed ottimismo allo sviluppo di
processi virtuosi nel continente africano, incluso il consolidamento delle
organizzazioni regionali, ed in particolare dell'Unione Africana, che hanno deciso di
assumersi crescenti responsabilità per garantire pace e sicurezza nel continente".
"Il rilancio della cooperazione nel Mediterraneo rappresenta anch'esso una scelta di
fondo per l'Italia e per l'Unione Europea", ha evidenziato Giorgio Napolitano.
"L'Italia ritiene che le sfide in questa regione debbano essere affrontate soprattutto
in un'ottica multilaterale e con gli strumenti esistenti del partenariato regionale, che
possono essere ulteriormente rafforzati".
Quanto al Medio Oriente, il presidente italiano ha definito la stabilità nella regione
come "elemento assolutamente cruciale per la pace internazionale" e, ha aggiunto,
"i risultati positivi della Conferenza di Annapolis ci danno fiducia e speranza", ma "ci
sarà bisogno nei prossimi mesi di un forte impegno di tutti" per realizzarne entro la
fine del 2008 gli obiettivi.
"La pace nel mondo non può prescindere dai progressi nella stabilizzazione
dell'Afghanistan". E Napolitano non poteva non ricordarlo. "È un compito che
dobbiamo portare avanti con pazienza e lungimiranza. È una responsabilità
comune, e non solo dell'Occidente, che deve impegnare in maniera positiva anche i
Paesi vicini".
Quella del Medio Oriente e dell’Afghanistan non sono le uniche "sfide" alla nostra
sicurezza che, ha precisato il Capo dello Stato, "hanno carattere globale". Ed il
riferimento è stato in particolare alla proliferazione delle armi di distruzione di
massa e al cambiamento climatico.
"Non c'è minaccia più grave alla nostra sicurezza e alla stabilità internazionale della
proliferazione delle armi di distruzione di massa, in particolare di quelle nucleari",
ha ammonito Napolitano, per il quale "una corsa al riarmo nucleare va evitata
nell'interesse di tutti attraverso una diplomazia paziente, ma ferma", perché "le
armi nucleari non servono a guadagnare rispetto e "rango" internazionale, ma, al
contrario, alimentano il sospetto e la sfiducia da parte della comunità internazionale
nei confronti dei Paesi che intendono dotarsene". Per questo, "dobbiamo impegnarci
tutti per preservare e rafforzare ulteriormente il Trattato di Non Proliferazione, che
resta una pietra angolare" e l’Italia "intende adoperarsi, in sintonia con le recenti
decisioni del Consiglio Europeo, perché si trovi una soluzione negoziata a lungo
termine alla questione nucleare iraniana".
Quanto infine alla lotta ai cambiamenti climatici, "l'Italia e l'Europa hanno scelto di
"guidare attraverso l'esempio", assumendosi impegni particolarmente gravosi di
riduzione dei gas a effetto serra. Ma fenomeni di natura globale come il
cambiamento climatico possono essere affrontati con qualche speranza di successo
solo con politiche ampiamente condivise sul piano mondiale", perché, ha concluso
Napolitano salutando l'intesa raggiunta a Bali, "il clima è un "bene pubblico
comune" e in quanto tale dobbiamo proteggerlo insieme". (aise) |
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(22) - Messaggio di Fine d’anno di S.E. Giovanni Castellaneta,
Ambasciatore d’Italia negli Stati Uniti d’America
Cari connazionali, cari Americani di origine italiana, desidero rivolgere
a tutti Voi e alle Vostre famiglie un sincero ed affettuoso augurio
all’approssimarsi del Santo Natale e alla fine di quest’anno, il mio
terzo negli Stati Uniti, che ha visto ancora una volta testimoniata al
piu’ alto livello l’amicizia ed il rispetto che uniscono i nostri due Paesi.
Sentimenti di stima e di ammirazione che vedono Voi come
protagonisti della loro eccellenza e del loro pieno consolidamento nel
tempo. Il 6 dicembre scorso ho partecipato alla commemorazione dei
nostri minatori scomparsi cent’anni fa nella tragedia mineraria di
Monongah, impegnati con la loro fatica nell’edificazione di questo
grande Paese di accoglienza. Pochi giorni orsono abbiamo
festeggiato invece in Ambasciata l’aggiudicazione di un’importante
commessa per la Difesa americana da parte di una nostra societa’,
vinta grazie alla bravura e preparazione dei nostri giovani ingegneri e
tecnici. Due aspetti legati a diversi periodi storici ma riconducibili ad
unico comun denominatore: le nostre capacita’ e la nostra dedizione
al lavoro.
Per questo l’America continua ad apprezzare grandemente il
contributo dato al suo progresso in tutti i campi dagli italiani ed italo-
americani. Secondo le stime piu’ attendibili, del resto, oggi circa il
10% della popolazione statunitense ha origini italiane e si puo’ dire
compiuto il processo di definitivo assorbimento dell’italianita’ quale
compononente costitutiva dell’identita’ americana.
Su questo sfondo si sono susseguite anche nel 2007 le numerose
visite al piu’ alto livello di rappresentanti del nostro Governo sia a
Washington che nel resto degli Stati Uniti, culminate in quella recente
del Signor Presidente della Repubblica.
Nel suo colloquio con il Presidente Bush, e’ stato ribadito l’eccellente
stato delle relazioni bilaterali e l’affidamento che questa
Amministrazione ripone sul nostro Paese in tutti i principali scacchieri
internazionali, nel comune impegno per il ristabilimento della pace e
della sicurezza in quelle parti del mondo dove, purtroppo, oggi esse
non sono garantite. Un’orgogliosa riaffermazione delle proprie origini
italiane ha poi caratterizzato l’incontro del Presidente Napolitano con
la Speaker del Congresso, signora Nancy Pelosi, “testimonial”
d’eccezione della costante ascesa degli italo-americani anche ai
vertici politici di questo Paese.
Continua a crescere l’interesse della societa’ americana anche nei
confronti dellla nostra lingua e cultura. Oggi l’italiano e’ la quarta
lingua studiata in questo Paese da oltre 120.000 studenti a livello
scolastico e 80.000 a livello universitario. Siamo al primo posto come
meta per studenti americani tra i Paesi non di lingua inglese e siamo
presenti con nostri Dipartimenti e docenti in oltre 250 Universita’
americane.
Crescono altresi’ le nostre esportazioni negli Stati Uniti e il “Made in
Italy” e’ sempre piu’ sinonimo di eccellenza e di qualita’ non solo piu’
nei tradizionali settori ma anche nei piu’ avanzati campi della
tecnologia e della scienza.
Si celebra in questi giorni la Giornata Internazionale dei Migranti che
vede il nostro Paese protagonista ma con ruoli invertiti: da terra di
emigrazione a Paese di accoglienza nell’arco di un secolo. Gli Stati
Uniti rappresentano per noi un modello. Hanno accolto milioni di
connazionali costretti a lasciare l’Italia e ne hanno consentito negli
anni il pieno inserimento in questa societa’ storicamente
multiculturale. Oggi spetta al nostro Paese il ruolo di accogliere in
modo regolato e rispettoso dei diritti fondamentali chi e’ costretto
dalla poverta’ ad emigrare.
Ho proseguito anche quest’anno i miei viaggi in altre citta’ e
circoscrizioni di questo vasto Paese. Ovunque ho continuato a
ricevere solidi attestati di stima e simpatia nei confronti delle
numerose collettivita’ italiane ivi residenti; ho raccolto Vostre
testimonianze di sacrifici e successi in ogni diverso campo di attivita’;
ho verificato quanto estesa e profonda e’ l’amicizia che il popolo
americano nutre nei nostri confronti.
Tutto cio’ e’ per me fonte di profonda ammirazione per quanto gli
“Italiani d’America” hanno realizzato e ulteriore sprone a
rappresentare il nostro Paese nel miglior modo possibile.
E’ con questi sentimenti, che auguro a tutti Voi ed ai Vostri Cari un
sereno Natale ed un Nuovo Anno di successo e salute. |
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(21) - A NEWARK LA PRECONFERENZA DEI GIOVANI ITALIANI NEGLI
STATI UNITI IN VISTA DELL’APPUNTAMENTO MONDIALE A ROMA
NEWARK\ aise\ -21 Dicembre 2007 - In vista della Conferenza Mondiale dei
Giovani che, molto probabilmente, si terrà a Roma nel 2008, lo scorso sabato, 15
dicembre, presso l’Hilton Hotel di Newark New Jersey, si è tenuta la Preconferenza
dei Giovani Italiani nel Mondo USA, alla quale hanno partecipato giovani provenienti
da ogni parte degli USA e molti Presidenti di Comites.
La riunione, tenutasi è stata un momento importantissimo a testimonianza del ruolo
determinante svolto dalle nuove generazioni nel mantenere vive le nostre tradizioni
culturali e la nostra identità.
Il contributo dei 12 giovani è stato straordinario e se, da una parte, ci ha fatto
comprendere quali siano le difficoltà del loro inserimento nel mondo
dell’emigrazione e delle sue rappresentanze, dall’altra, ha messo in luce il diverso
modo di interloquire e la diversa concezione dello stare insieme, emersi
prepotentemente dai vari interventi. In ognuno di loro l’italianità non è affatto
scomparsa e l’assimilazione alla cultura del nuovo mondo non ha comportato la
perdita della propria identità etnica, assieme ad alcuni valori fondamentali come il
senso della famiglia, particolari stili di vita e, in alcuni casi, anche la lingua. Uguale,
se non superiore a quello delle generazioni precedenti, è rimasto l’interesse verso la
cultura e le tradizioni d’origine, sebbene l’amore per l’Italia abbia per i giovani un
senso diverso ma ugualmente profondo: cambia l’approccio e di ciò tutti noi
dobbiamo farci carico, sostenendoli, affinché in un mondo nuovo le nostre tradizioni
e la nostra identità non vadano perse.
I giovani si sono divisi in gruppi di interesse e di programma ed hanno richiesto che
ad ogni gruppo partecipasse un "senior" come testimone e "consigliere" di ciò che
tutti cercheranno di sviluppare.
Unica nota negativa, fanno sapere dal Comitato di Presidenza del CGIE, è stato il
"solito disinteresse di RAI International che, seppure invitata, ha disertato un
avvenimento di portata storica per la nostra Comunità; ma a ciò siamo ormai
abituati. Anche il quotidiano America Oggi non ha ritenuto interessante partecipare,
con grande disappunto dei nostri giovani, la cui protesta corale, assieme a quella
dei Presidenti Comites e dei consiglieri CGIE presenti, è stata verbalizzata e sarà
portata all’OdG del prossimo Comitato di Presidenza del CGIE".
I giovani partecipanti delegati sono stati Francesco Daniele (Boston), Anney
Brandt(Detroit), Nneka Achapu (Houston), Francesco Tuzzolino(Houston), Lucia
Peretti (L.A.), Francesco Traina (Miami), Vito Totino (Newark),
GiuseppeNastasi(N.Y), Elena Gumina (S.F.) Francesco De Leo (Washington). Erano
presenti, inoltre, giovani dell’area metropolitana di New York che hanno contribuito
validamente alla riuscita della Preconferenza.
Presenti, inoltre, i Presidenti di Comites Arcobelli (Houston, Coordinatore
Intercomites), Sassi (Miami), Ribaudo (Newark), Cianfaglione (N.Y.), Cicala
(Washington), la V.Presidente del Comites di Newark Maria Abate e, in
rappresentanza del Comites di L.A., Valerio Chiarotti, oltre a rappresentanti di
associazioni. Per il CGIE, presenti tutti i Consiglieri USA Centofanti, Della Nebbia,
Mangione, Nestico, Sorriso. Alla riunione è infine intervenuto il ViceConsole di
Newark Paolo Toschi, il cui intervento, per le indicazioni e i suggerimenti, ha
suscitato vivo interesse anche per la giovane età del diplomatico. (aise)
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(20) - NATALE 1947: LA NASCITA DELLA COSTITUZIONE ITALIANA
(NoveColonne ATG) Roma - 27 dicembre 1947. La data di nascita della Costituzione
italiana, e, con essa, dell'identità italiana. Centotrentanove articoli che ci raccontano chi
siamo, la nostra storia, il futuro ed il presente. Due giorni dopo il Natale, e quattro prima
dell'avvento del nuovo anno, ci troviamo di fronte ad un ulteriore motivo per festeggiare:
i sessanta anni della Carta che regola la vita della nostra collettività. Come nacque il testo
alla base della vita politica del nostro paese? A Roma, il 25 giugno del 1946 - un anno e
due mesi dopo la fine del secondo conflitto mondiale, e della liberazione del territorio
italiano da parte delle truppe anglo-americane e dei partigiani - l'Assemblea Costituente,
eletta il 2 giugno, si riunisce a Montecitorio. Le tribune del pubblico sono gremite di folla
in festa. Il socialista Giuseppe Saragat, eletto presidente, chiude il proprio discorso
all'Assemblea con queste parole: "Fate che il volto di questa Repubblica sia un volto
umano. La democrazia non è soltanto un rapporto fra maggioranza e minoranza, non è
soltanto un armonico equilibrio di poteri sotto il presidio di quello sovrano della nazione,
ma è soprattutto un problema di rapporti fra uomo e uomo. Dove questi rapporti sono
umani, la democrazia esiste; dove sono inumani , essa non è che la maschera di una
nuova tirannide". Passa un mese, e il 19 luglio del 1946 l'Assemblea nomina i 75 membri
di una Commissione che ha il compito di redigere il testo della Carta Costituzionale: si
tratta per lo più di docenti universitari, ma sono rappresentate le categorie operanti in tutti
i settori: amministrativo, istituzionale sindacale, finanziario. I lavori della Commissione
si articolano in tre parti: una riguardante "diritti e doveri dei cittadini", che coinvolgerà 18
membri; una, composta di 38 membri, che si occupa dell'organizzazione costituzionale
dello stato e la terza, di 18 membri, con il compito di rendere omogeneo il testo della
Costituzione. Per la prima volta, l'Italia assiste all'elaborazione di un testo scritto da
rappresentanti democraticamente eletti: una Carta che nasce dal basso, a differenza del
precedente Statuto Albertino, che dopo un secolo di vita era definitivamente arrivato al
tramonto. La precedente Costituzione era stata infatti concessa dal Re Carlo Alberto nel
1848 in seguito ai moti insurrezionali che avevano attraversato tutta l'Europa.
Dopo
l'unificazione dell'Italia, a nulla valsero le richieste, provenienti dalle componenti
mazziniane del nostro Risorgimento, di un'Assemblea Costituente: lo Statuto, in vigore in
un primo momento nel regno di Sardegna, fu esteso successivamente all'intero Regno
d'Italia. La Costituzione del 1947, al contrario, scritta dai Capi della Resistenza e dagli
esponenti dei partiti politici che avevano subito il carcere fascista, rappresenta in pieno la
prima espressione della volontà del popolo italiano. Piero Calamandrei, membro
dell'Assemblea Costituente, definirà il nuovo documento "il programma politico della
Resistenza": "...Dietro ad ogni articolo di questa Costituzione, o giovani, voi dovete
vedere giovani come voi: caduti combattendo, fucilati, impiccati, torturati, morti di fame
nei campi di concentramento... morti per le strade di Milano, per le strade di Firenze, che
hanno dato la vita perché la libertà e la giustizia potessero essere scritte su questa
carta...". E ancora: "...Dovunque è morto un italiano per riscattare la libertà e la dignità,
andate lì, o giovani, col pensiero, perché lì è nata la nostra Costituzione". La redazione
della Carta Costituzionale, ed i dibattiti ad essa connessi, richiesero diciotto mesi, la
partecipazione di 275 deputati e 1090 interventi. Il 22 dicembre del 1947 l'Assemblea
approvò a scrutinio segreto il testo della Carta, con 453 voti favorevoli e 62 contrari.
Cinque giorni dopo - il 27 dicembre 1947 - Enrico De Nicola, Capo provvisorio dello
Stato, firmò il documento assieme ad Umberto Terracini, presidente dell'Assemblea
Costituente, ed Alcide De Gasperi, l'allora presidente del Consiglio. Di fronte a
Montecitorio si accalcava una folla desiderosa di partecipare alla seduta dell'Assemblea:
in un'aula gremita di persone - il rosso delle camicie di un gruppo di garibaldini delle
Argonne in un angolo - Terracini annunciò: "L'Assemblea approva la Costituzione della
repubblica italiana". Tra gli applausi dei deputati, le note dell'inno di Mameli e il
risuonare della campana di Montecitorio, nasceva la Carta dei diritti degli italiani.
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(20) - "PER VERDI. OMAGGIO A LUCIANO PAVAROTTI": IN MOSTRA AL MUSEO NAZIONALE DEGLI
STRUMENTI MUSICALI ROMA IL GENIO MUSICALE DI DUE GRANDI MAESTRI ITALIANI
ROMA\ aise\ -20 Dicembre 2007- È stata presentata oggi, 20 dicembre, alla stampa e sarà inaugurata questa
sera dal sottosegretario per i Beni e le Attività Culturali, Danielle Mazzonis, la mostra "Per Verdi. Omaggio a
Luciano Pavarotti, a cura di Luciano Marchetti, direttore tegionale per i Beni Culturali e Paesaggistici del Lazio,
Renato Meucci dell’Università degli Studi di Milano e Pierluigi Petrobelli, direttore dell'Istituto Nazionale di Studi
Verdiani.
L'esposizione, dedicata al genio del grande Maestro dell'Opera italiana e alla innovazione da lui apportata nella
concezione dello spettacolo operistico e dell'orchestra, vuole essere anche un omaggio a uno dei suoi maggiori
interpreti, l'indimenticabile Luciano Pavarotti.
La mostra, che sarà aperta al pubblico da domani e sino al 24 febbraio 2008 presso il Museo Nazionale degli
Strumenti Musicali di Roma, è promossa dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, dalla Direzione
Regionale per i beni culturali e paesaggistici del Lazio e dal Polo Museale Romano in collaborazione con
l'Istituto Nazionale di Studi Verdiani di Parma, il Teatro dell'Opera di Roma, Radio RAI e Rai Teche.
Eccezionalmente esposti a Roma bozzetti di scenografie, fotografie, figurini e costumi moderni disegnati da
grandi artisti accanto a una selezione di strumenti musicali tra cui le "perle" del Museo: l'Arpa Barberini, il
Cembalo Müller, il Pianoforte di Cristofori, le tibie in avorio e osso del II secolo dC; il tutto accompagnato da
registrazioni audio e proiezioni video.
L'esposizione, realizzata e organizzata da Comunicare Organizzando di Alessandro Nicosia, cui si deve anche
il catalogo, intende mettere in evidenza l'importanza dell'aspetto visivo nello spettacolo verdiano, come pure gli
strumenti musicali che ebbero una rilevanza nella diffusione della musica del Maestro anche al di fuori della
sua sede originaria, e cioè il teatro.
Come afferma Francesco Ernani, sovrintendente del Teatro dell'Opera di Roma: "il Teatro dell'Opera Pantheon
di tutte le opere in cui esse si fondono, frutto della genialità non isolata di una sola arte ma compendio di
musica, poesia e arti figurative, nasce e vive per realizzare Cultura musicale e trovare in essa la sua
immortalità".
Il percorso della mostra delle opere verdiane si sviluppa nelle sei sale del Museo degli Strumenti Musicali, e tre
sono dedicate a Luciano Pavarotti, il gradissimo tenore recentemente scomparso. La sezione, realizzata da
Nicoletta Mantovani con partiture appunti, fotografie, locandine degli spettacoli, registrazioni audio e video delle
sue interpretazioni, i programmi di sala, i costumi indossati per il Rigoletto, il Trovatore, l'Aida e il Don Carlos,
vuole testimoniare il grande amore del tenore per Verdi e per le sue opere, a cui deve alcune delle sue più
famose interpretazioni.
"Se ripenso alla voce di Pavarotti l'altra cosa che mi viene subito alla mente è la giovinezza. Da quando ha
debuttato nella Bohème di Modena fino a quando ci ha lasciati, la sua voce ha continuato ad essere quella di
un ragazzo, esprimendo tutto l'ottimismo, la voglia di conquistare il mondo, i sogni della giovinezza", afferma
Carlo Majer, già Direttore del Teatro Regio di Torino e del Teatro di San Carlo di Napoli. "Anche i personaggi
che sono rimasti indelebilmente legati a Pavarotti sono tutti giovani uomini che debuttano nel gran teatro della
vita... Cantando quei ruoli, Pavarotti era riuscito a combinare le doti dei due più grandi tenori italiani fra le due
guerre mondiali, la bellezza timbrica di Beniamino Gigli e la dizione nitida e coinvolta di Tito Schipa".
Prima di Verdi la scenografia era in buona sostanza solo uno sfondo neutro davanti al quale l'opera si cantava,
per Verdi invece l'ambientazione della vicenda drammatica, i movimenti sulla scena dei cantanti-attori e il gioco
delle luci sono tutte componenti altrettanto importanti quanto la parte musicale. In questa mostra sono esposti i
bozzetti delle scenografie di opere per le quali abbiamo notizia, diretta o indiretta, di interventi del Maestro
riguardanti anche la loro realizzazione scenica.
Le visionarie e rivoluzionarie scenografie di Giuseppe Bertoja per la prima assoluta di Attila alla Fenice di
Venezia, del 1846 e quelle ideate per Macbeth nel 1873-74, le scenografie di Carlo Ferrario e Giovanni
Zuccarelli per Don Carlos del 1884, ed esposte per la prima volta le scenografie ideate dall'austriaco Andreas
Leonhard Roller, scenografo ufficiale dei teatri imperiali di Pietroburgo, per la prima rappresentazione de La
forza del destino (1861-62).
Una sala è dedicata completamente alle scenografie per il Rigoletto, interpretazioni sceniche a partire da quelle
per la prima rappresentazione alla Fenice di Venezia nel 1851 di Giuseppe Bertoja, affiancate dalle
interpretazioni di Alessandro Prampolini e di Filippo Peroni e da quelle novecentesche di Carelli e Furiga .
Un'altra sala è completamente dedicata all'ultimo capolavoro verdiano, il Falstaff, con i bozzetti ideati da Adolfo
Hohenstein per la prima alla Scala del 1893 e le successive interpretazioni novecentesche di Parravicini e di
Mario Vellani Marchi.
Nella sala dedicata ad Aida, le scenografie delle prime rappresentazioni italiane del 1872 alla Scala di Milano e
al Regio di Parma, grazie alle quali Gerolamo Magnani trovò la convinta approvazione di Verdi. Speciale risalto
è dato alla scenografia ideata da Alessandro Prampolini per Il trovatore la seconda scena del primo atto.
Questa scenografia, creata appositamente per la prima rappresentazione dell'opera al Teatro Apollo di Roma
nel marzo 1853, è stata scoperta da Olga Jesurum durante la preparazione di questa mostra.
Particolare rilievo viene dato nella mostra romana a quattro strumenti di eccezionale rilievo che fanno parte
della collezione del Museo Nazionale degli Strumenti Musicali. Soltanto tre sono gli strumenti superstiti fra
quelli costruiti dall'inventore del pianoforte Bartolomeo Cristofori, quello datato 1722 fa parte della collezione
romana. Sempre nel campo degli strumenti a tastiera il Museo possiede il più antico clavicembalo tedesco,
costruito da Hans Muller nel 1537.
L'Arpa Barberini, opera forse di G. B. Soria e risalente al 1630, è uno stupendo esemplare che glorifica, anche
con il suo aspetto esteriore, i fasti della famiglia principesca. Completa questa sezione della mostra, dedicata
agli strumenti d'eccellenza del Museo, un esemplare di tibie doppie romane, risalenti al II secolo d.C.
restaurate a cura dell'Istituto Centrale per il Restauro. Esse facevano parte della collezione di Evan Gorga,
noto collezionista di antichità (1865-1957).
La loro provenienza è incerta, anche se sono state riscontrate analogie tecniche e stilistiche con le tibiae
conservate presso il Museo Archeologico Nazionale di Napoli. Il restauro è stato una importante occasione per
studiare le tecniche esecutive e funzionali di questo tipo di strumento. Nel corso del trattamento di restauro le
tibiae sono state sottoposte ad interventi diagnostici di cui si dà ampio conto nei pannelli della mostra. (aise)
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(19) - BENEDETTO XVI ALL’UDIENZA GENERALE :
IN VISTA DEL NATALE SI INTESIFICHI LA PREGHIERA PER LA PACE LA
SALVEZZA E LA GIUSTIZIA DI CUI IL MONDO HA URGENTE BISOGNO
ROMA\ aise\ - 19 Dicembre 2007 - Focalizzare il senso e il valore del Natale: a questo
sono chiamati i cristiani di tutto il mondo nei giorni che anticipano la venuta del Signore.
Sul mistero del Natale si è soffermato questa mattina Benedetto XVI che, in udienza
generale, ha osservato che "se da una parte il Natale ci fa commemorare il prodigio
incredibile della nascita del Figlio Unigenito di Dio dalla Vergine Maria nella grotta di
Betlemme, dall’altra ci esorta anche ad attendere, vegliando e pregando, lo stesso nostro
Redentore, che nell’ultimo giorno "verrà a giudicare i vivi e i morti". Forse noi oggi, anche
noi credenti, aspettiamo realmente il Giudice; tutti però aspettiamo giustizia".
"Vediamo tanta ingiustizia nel mondo – ha aggiunto il Santo Padre – nel nostro piccolo
mondo, nella casa, nel quartiere, ma anche nel grande mondo degli Stati, delle società. E
aspettiamo che sia fatta giustizia. La giustizia è un concetto astratto: si fa giustizia. Noi
aspettiamo che venga in concreto chi può fare giustizia. Ed in questo senso preghiamo:
Vieni, Signore, Gesù Cristo come Giudice, vieni secondo il modo tuo. Il Signore – ha
proseguito – sa come entrare nel mondo e creare giustizia. Preghiamo che il Signore, il
Giudice, ci risponda, che realmente crei giustizia nel mondo. Aspettiamo giustizia, ma
questo non può essere solo l’espressione di una certa esigenza nei confronti degli altri".
"Aspettare giustizia nel senso cristiano – ha sottolineato il Papa – indica soprattutto che
noi stessi cominciamo a vivere sotto gli occhi del Giudice, secondo i criteri del Giudice;
che cominciamo a vivere in presenza sua, realizzando la giustizia nella nostra vita. Così,
realizzando la giustizia, mettendoci alla presenza del Giudice, aspettiamo nella realtà la
giustizia. E questo è il senso dell’Avvento, della vigilanza. Vigilanza dell’Avvento vuol dire
vivere sotto gli occhi del Giudice e preparare così noi stessi e il mondo alla giustizia".
Aspettando la nascita di Gesù, "il credente si fa interprete delle speranze dell'intera
umanità; l’umanità anela alla giustizia e così, benché spesso in modo inconsapevole,
aspetta Dio, aspetta la salvezza che solo Dio può donarci". Importante, per i cristiani,
deve essere la "preghiera assidua", così come propongono le invocazioni della Novena di
Natale tra cui quella rivolta all'Atteso delle genti, affinché affretti la sua venuta. "Invocare
il dono della nascita del Salvatore promesso – ha spiegato Papa Benedetto – significa
però anche impegnarsi a prepararne la strada, a predisporne una degna dimora non
soltanto nell'ambiente attorno a noi, ma soprattutto nel nostro animo".
Mai come in questo periodo dell’anno, dunque, "è importante che noi siamo realmente
credenti e da credenti riaffermiamo con forza, con la nostra vita, il mistero di salvezza
che reca con sé la celebrazione del Natale di Cristo! Se non si riconosce che Dio si è fatto
uomo, che senso ha festeggiare il Natale? La celebrazione diventa vuota". Credenti in
Gesù, i cristiani hanno il compito di "testimoniare di fronte a tutti la consapevolezza di un
dono inaudito che è ricchezza non solo per noi, ma per tutti".
"Cari amici, in questa ormai immediata preparazione al Natale la preghiera della Chiesa si
fa più intensa, affinché si realizzino le speranze di pace, di salvezza, di giustizia di cui
ancora oggi il mondo ha urgentemente bisogno. Chiediamo a Dio – ha detto il Santo
Padre – che la violenza sia vinta dalla forza dell'amore, le contrapposizioni cedano il posto
alla riconciliazione, la volontà di sopraffazione si trasformi in desiderio di perdono, di
giustizia e di pace. L'augurio di bontà e di amore che ci scambiamo in questi giorni
raggiunga tutti gli ambiti del nostro vivere quotidiano. La pace sia nei nostri cuori, perché
si aprano all'azione della grazia di Dio. La pace abiti nelle famiglie e possano trascorrere il
Natale unite davanti al presepe e all'albero addobbato di luci. Il messaggio di solidarietà e
di accoglienza che proviene dal Natale, contribuisca a creare una più profonda sensibilità
verso le vecchie e le nuove forme di povertà, verso il bene comune, a cui tutti siamo
chiamati a partecipare. Tutti i membri della comunità familiare, soprattutto i bambini, gli
anziani, le persone più deboli, possano sentire il calore di questa festa, che si dilati poi
per tutti i giorni dell'anno".
"Il Natale – ha ribadito – sia per tutti festa della pace e della gioia. Maria, madre di Dio e
della Chiesa ci aiuti a fare del prossimo Natale un’occasione di crescita nella conoscenza e
nell’amore di Cristo". Infine, il Papa ha indirizzato un saluto particolare ai giovani, ai
malati ed agli sposi novelli. "A pochi giorni dalla solennità del Natale, possa l’amore, che
Dio manifesta all’umanità nella nascita di Cristo, accrescere in voi, cari giovani, il
desiderio di servire generosamente i fratelli. Sia per voi, cari malati, fonte di conforto e di
serenità, perché il Signore viene a visitarci, recando consolazione e speranza. Ispiri voi,
cari sposi novelli, a consolidare la vostra promessa di amore e di reciproca fedeltà". (aise) |
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(14) - IL PRESIDENTE NAPOLITANO REPLICA AL NEW YORK TIMES: I
PROBLEMI CI SONO MA NON DIMENTICHIAMO CHE I PRESIDENTI USA
VIAGGIANO SU ELICOTTERI ITALIANI
NEW YORK\ aise\ -14 Dicembre 2007- "Scommettete sull'Italia, sulla nostra
tradizione e il nostro spirito animale". Così il presidente della Repubblica, Giorgio
Napolitano, ha risposto all’articolo pubblicato ieri dal New York Times, che definisce
l’Italia il Paese "più amato del mondo" ma poi ne traccia un quadro di certo non
entusiasmante.
Da New York, dove si trovava in visita di Stato, Napolitano, citando l'economista
Keynes e i suoi "animal spirits", ha aggiunto: "ci sono molti problemi e non si può
fare del facile ottimismo", ma certo, "invece di prendere a modello un noto comico
per capire la nostra società", Grillo, ha invitato a "parlare anche dei punti di forza,
come le gare vinte dalla nostra industria della Difesa, dato che", ha ricordato al
giornalista americano, concludendo, "i presidenti americani viaggeranno su
elicotteri italiani". (aise) |
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(13) - NEL 1901 IL PRIMO MESSAGGIO OLTRE L’OCEANO
(NoveColonne ATG) Roma - L’11 dicembre 1896 nasceva la radio. A Londra
viene acclamata la nuova invenzione del 22enne Guglielmo Marconi. E il 12
dicembre di cinque anni dopo, nel 1901, l’inventore emiliano realizzerà la
prima radiocomunicazione transoceanica. I tre brevi segnali corrispondenti
alla lettera S del codice morse - la prima della parola “Sos” - lanciati da
Poldhu, in Cornovaglia, nel sudovest dell'Inghilterra, alle ore 12.30 (con un
trasmettitore 100 volte più potente di quelli allora esistenti, pari a 15 kW)
furono ricevuti dall'altra parte dell'Oceano Atlantico, a oltre 3mila chilometri
di distanza su una collina vicino al porto canadese di St. John di Terranova, in
Canada, da Persy Wright Paget. Realizzando un'impresa che i fisici ritenevano
semplicemente impossibile.
L'evento fu acclamato da scienziati e inventori (come Thomas A. Edison),
dalla stampa e dalla gente comune. E nel tempo Marconi ricevette onori e
riconoscimenti (tra i quali il premio Nobel per la fisica nel 1909, 16 lauree ad
honorem fra cui quelle di Oxford e Cambridge, la nomina a membro onorario
delle principali accademie ed istituti scientifici europei ed americani e nel
1914, a soli 40 anni, la nomina di Senatore del Regno Italiano, nella
privilegiata categoria dei “benemeriti della Patria”).
Ma inizialmente ricevette l’avversione di scienziati e tecnici. Che arrivarono a
tacciarlo di ignoranza. Hertz aveva dimostrato nel 1888 l'esistenza delle onde
elettromagnetiche, sulla base delle equazioni di Maxwell, onde che dovevano
propagarsi in linea retta, e molti studiosi, tra i quali Righi, Popov, Tesla,
avevano sviluppato generatori sempre più potenti per impiegare le onde di
Hertz nelle telecomunicazioni.
Il successo di Marconi si deve all'obiettivo (mandare le onde ovunque,
innanzitutto al di là di ostacoli come una collina), poi concepire che il nuovo
sistema di telecomunicazione avesse le caratteristiche per diventare
mondiale sostituendo gradatamente gli altri, infine che occorrevano capitali e
industria per realizzare l'idea.
Eppure, inizialmente, Quirino Majorana, fisico del Politecnico di Torino,
accusò Marconi di non sapere che le onde si propagano in linea retta (la
possibilità di superare ostacoli e viaggiare lungo la curvatura della terra
dipende dall'esistenza dello strato di Heaviside, allora ignoto, che le riflette) e
di non aver capito la funzione di immensi condensatori, quali il cielo e la
terra, che aveva collegati al suo generatore, senza tuttavia eliminare i
condensatori a sfera originari. La storia non tarderà a sconfessarlo.
Così lo stesso Marconi descrisse lo storico esperimento: "La mattina del 12
dicembre 1901 tutto era pronto ed il momento decisivo si avvicinava.
Nonostante un fortissimo e gelido vento si riuscì ad innalzare dopo molti vani
tentativi un cervo volante che sollevava una estremità dell'antenna ad un'
altezza di cica 120 metri. Alle 12,30 mentre ero in ascolto al telefono del
ricevitore ecco giungere al mio orecchio, debolmente ma con tale chiarezza
da non lasciare adito a dubbi, una successione ritmica dei 3 punti
corrispondenti alla lettera S dell'alfabeto Morse. I segnali ciò che secondo
ordini da me impartiti venivano lanciati nello spazio dalla stazione di Poldhu
sull'altra sponda dell'Oceano. Era nata in quel momento la radio telegrafia a
grande distanza. La distanza di oltre 3000 Km che sembrava allora enorme
per la radio era stata superata nonostante il presunto ostacolo della
curvatura terrestre che tutti ritenevano insormontabile. Il governo Italiano fu
il primo ad avere la notizia di questa scoperta. Un dubbio rimaneva tuttavia
nella mente di molti studiosi, quello cioè che essendo la trasmissione
dall'Inghilterra all'america avvenuta soltanto attraverso la superficie del mare
essa avrebbe forse potuto essere ostacolata se lungo il percorso si fossero
trovati continenti e montagne. La possibilità di risolvere questo dubbio mi fu
data per volere di S.M. il Re Vittorio Emanuele III che nel 1902 fece mettere
a mia disposizione la Reale Nave Carlo Alberto agli ordini dell'ammiraglio
Carlo Mirabello. Su questa nave nel corso di una lunga crociera nella Manica
nel Baltico, nel Mediterraneo e nell'Atlantico potei inconfondibilmente provare
che le zone continentale e le montagne interposte fra stazioni
radiotelegrafiche non ne impedivano le comunicazioni. Si ebbe così la
conferma di ciò che avevo da tempo intuito e che ora è divenuto realtà cioè
non vi e distanza sulla terra che le radio comunicazioni no possano superare.
Da quel giorno la scienza delle radiotelecomunicazioni ha fatto passi da
gigante ed offre oggi all'umanità il più potente ed universale mezzo di rapida
comunicazione a distanza che il mondo abbia mai conosciuto". |
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(11)-LANCIATO IL SECONDO SATELLITE COSMO SKYMED
ROMA\ aise\ -11 Dicembre 2007- È stato lanciato il 9 dicembre scorso, alle 3.31, ora italiana, il
secondo satellite della costellazione Cosmo SkyMed per l'osservazione della Terra, che permette
di raccogliere immagini in qualsiasi condizione meteorologica anche durante la notte. Si tratta
del secondo passo nella realizzazione del più grande programma spaziale mai realizzato
dall'Italia e primo al mondo di tipo duale, ossia civile e militare. Il lancio è avvenuto dalla base
californiana di Vandenberg, con un razzo Delta II della Boeing.
Cosmo SkyMed (Constellation of small satellites for mediterranean basin observation) è il
risultato della collaborazione fra Agenzia spaziale italiana (Asi), il Ministero dell’Università e
della Ricerca e il Ministero della Difesa ed è realizzato dalla Thales Alenia Space.
Il primo satellite della costellazione, lanciato il 7 giugno scorso, ha inviato a Terra le prime,
spettacolari, immagini all'inizio di settembre e finora ha acquisito quasi 4mila immagini
corrispondenti, nelle varie modalità operative, ad una superficie complessivamente coperta pari
a circa 6.900.000 chilometri quadrati, pari a 20 volte quella dell'Italia.
Cosmo SkyMed 1 ha anche fornito immagini di disastri naturali e ambientali come la frana di
Bolzano, il naufragio della petroliera russa Volganeft - 139 nel Mar Nero, il ciclone in
Bangladesh. Cosmo SkyMed 2 permetterà di raddoppiare queste cifre, acquisendo fino a 900
immagini al giorno, la mappatura di un milione e mezzo di chilometri quadrati e una maggiore
frequenza.
Nel 2008 sarà la volta del terzo satellite della costellazione, mentre il quarto ed ultimo sarà
lanciato nel 2009. Si prevede che, complessivamente, i quattro satelliti saranno in grado di
acquisire 1.800 immagini al giorno, che permetteranno di controllare e sorvegliare la Terra a
fini di protezione civile (per la gestione dei rischi ambientali),strategici (difesa e sicurezza
nazionale), scientifici e commerciali e in particolare per applicazioni nel campo della gestione
dei rischi ambientali, delle emergenze. (aise) |
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(7) - IL PRESIDENTE NAPOLITANO INAUGURA LA MOSTRA DE "L’ANNUNCIAZIONE" DI GUIDO RENI A
NEW YORK
NEW YORK\ aise\ -7 dicembre 2007- Sarà il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, in quei giorni in
visita di Stato negli Usa, ad inaugurare il 13 dicembre la mostra de "L'Annunciazione" di Guido Reni all'Istituto
Italiano di Cultura di New York.
L'esposizione, che sarà aperta al pubblico dal giorno seguente, sarà accompagnata dalla presentazione della
stagione lirica e da varie iniziative di promozione del sistema Marche a livello integrato, in presenza di autorità e
personalità del mondo artistico, culturale ed economico, critici d'arte ed esperti.
La mostra resterà aperta sino al 10 gennaio 2008, poi il dipinto, prima del suo rientro ad Ascoli Piceno, si
sposterà all'Università di Yale.
In occasione dell'inaugurazione, al presidente Napolitano sarà consegnato il volume "Marche, gente e terra",
presentato questa mattina dal presidente Spacca e frutto della collaborazione tra la Regione e Banca Marche. Il
testo, ha detto Spacca, rappresenta "un'operazione che rafforza il senso di identità e permette di far conoscere le
Marche nel mondo". (aise) |
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(7) - NOMINATO IL DIRETTIVO DI FORZA ITALIA NELLE AMERICHE: L’ON FERRIGNO
PRESIDENTE E COORDINATORE GENERALE
PHILADELPHIA\ aise\ - 7 Dicembre 2007 - L’on. Salvatore Ferrigno è il nuovo presidente di Forza Italia
nelle Americhe. La nomina è stata formalizzata durante la riunione convocata a Philadelphia dallo stesso
Ferrigno in qualità di coordinatore della ripartizione Americhe di Forza Italia, carica alla quale è stato tra
l’altro riconfermato.
Nel corso della riunione è stato nominato l’intero Direttivo di Forza Italia oltreoceano. Oltre a Ferrigno
presidente e coordinatore generale, del direttivo fanno parte i due vice presidenti Tullio Cerciello (West
Coast USA) ed Elio Bartolotta (Central-Mid West), il segretario Melo Cicala ed i coordinatori d’area: Vito
Badalamenti – New York, Eastern States, Elio Bartolotta - Chicago, Central and Mid West States, Tullio
Cerciello – San Diego, Western States, Melo Cicala – Washington DC, Middle Atlantic and South East
States, Giuseppe Mazza - New England States, Riccardo (Ricky) Filosa - Caribbean and Central Aamerica
States, Liliana Bartolotta - Responsabile per l'Area Femminile e Tommaso Bullaro - Responsabile per il
Coordinamento delle Comunità e delle Sezioni Elettorali.
Restano da nominare i coordinatori per le Province del Canada e per l'Area Giovanile.
"Dopo la mia nomina a responsabile di Forza Italia per le Americhe", ha dichiarato l'on.Ferrigno, "ho
ritenuto giusto formare la squadra di lavoro: tutte le persone che ne fanno parte sono grandi conoscitori
del mondo degli italiani all'estero, delle problematiche e delle necessità dei connazionali. Sono persone
che si sono distinte sempre per la loro professionalità e dedizione all'associazionismo e agli interessi degli
italiani residenti oltre confine".
"Forza Italia", ha continuato il deputato azzurro, "ha deciso di operare anche fuori i confini dello Stivale e
non solo con la sua associazione, gli Azzurri nel Mondo, ma proprio come partito. Naturalmente", ha
aggiunto, "come ho avuto modo di dire più volte, con gli Azzurri ci sarà sempre un rapporto di reciproca
collaborazione, perchè siamo della stessa famiglia: ma è anche giusto evidenziare come sia ormai lo
stesso partito a cercare di migliorare la qualità della vita degli italiani all'estero, perchè finalmente Forza
Italia ha capito e ha deciso che si occuperà da vicino di tutto ciò che riguarda gli italiani nel mondo".
(aise) |
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(7) - MODENA INTITOLA A PAVAROTTI IL TEATRO COMUNALE
(NoveColonne ATG) Modena -7 Dicemvre 2007 - A tre mesi dalla morte di Luciano
Pavarotti, Modena intitola al tenore il Teatro Comunale della città. La cerimonia si è
svolta il 6 dicembre alle 11.30 alla presenza del sindaco Giorgio Pighi, delle autorità
cittadine e dei famigliari del maestro. E’ stato proprio il sindaco a ricordare la figura
del tenore e a togliere il drappo rosso dalle due iscrizioni – “Teatro Comunale Luciano
Pavarotti” - collocate nel foyer del Teatro e sulla facciata principale dell'ottocentesco
edificio, in corso Canalgrande. “Il ricordo di Luciano Pavarotti, grande artista
modenese che ha illustrato con passione la sua città assume carattere permanente
attraverso un luogo d'eccellenza a lui dedicato”, ha commentato Pighi, che annunciò
l'intitolazione il giorno stesso della morte del tenore. In occasione dell'inaugurazione, il
Teatro Comunale è stato aperto al pubblico per visite guidate gratuite di circa un'ora
anche negli spazi dietro le quinte, nella sala di scenografia e nei camerini. |
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(5) - GRAZIE ALL’ACCORDO MAE – MIBAC LA IT CARD AMPLIA I SUOI
SERVIZI: SCONTO DEL 20% IN TUTTI I MUSEI NAZIONALI
ROMA\ aise\ - 5 Dicembre 2007- Dalla Farnesina comunicano che è stato firmato
l’accordo fra il Ministero degli Affari Esteri e il Ministero dei Beni ed Attività
Culturali relativo all’ampliamento dei servizi offerti dalla IT CARD, la carta di
sconto rilasciata gratuitamente dagli uffici consolari che permette di usufruire in
Italia di una serie di benefici su una vasta gamma di servizi a favore dei cittadini
italiani nel mondo.
Aumentano, dunque, le offerte e le opportunità fornite dalla IT CARD, visto che,
grazie all’accordo tra i due Ministeri, viene introdotto un nuovo servizio: lo sconto
del 20% sul biglietto d’ingresso di tutta la rete museale nazionale, compresi i siti
archeologici, con l’esclusione del Museo della Civiltà Egizia di Torino. La
convenzione, firmata per il MAE dall’Ambasciatore Adriano Benedetti, Capo della
Direzione Generale per gli Italiani all’estero e Politiche Migratorie, e per il MIBAC
dal Sottosegretario di Stato, Danielle Gattegno Mazzonis, vuole dare un ulteriore
impulso al cosiddetto "turismo di ritorno" dei nostri connazionali residenti
all’estero. (aise) |
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(5)-IL VICE MINISTRO DANIELI INCONTRA IL COMITATO DI PRESIDENZA DEL CGIE
ROMA\ aise\ - 5 Dicembre 207- Il Vice Ministro degli Affari Esteri, Sen. Franco Danieli ha
tenuto ad incontrare i componenti del Comitato di Presidenza del CGIE riunitosi ieri a Roma
"per salutarli", ha dichiarato Danieli, "e per un’ulteriore verifica rispetto ai temi prioritari che
riguardano i nostri connazionali all’estero".
Dall’incontro è emersa una piena sintonia tra il Vice Ministro ed il Comitato di Presidenza sui
diversi temi, dalla Finanziaria, che prevede un importante aumento di risorse nei capitoli per gli
Italiani nel Mondo, alla conferenza dei giovani dell’emigrazione promossa dal Governo per il
2008 la cui preparazione sarà portata avanti in collaborazione con il CGIE.
Un orientamento condiviso è emerso anche sul tema della riorganizzazione dei servizi e della
rete consolare, come previsto dalle norme approvate dal Parlamento nell’articolo 1, comma 404
della legge finanziaria 2007. Su questo tema si andrà ad un raccordo e ad un interscambio di
informazioni più stretto e continuativo, condividendo il comune obiettivo di rinnovare,
riqualificare e potenziare l’insieme dei servizi consolari e della rete diplomatico/consolare nel
mondo. Il Vice Ministro Danieli, concordando con diversi interventi del Comitato di Presidenza
ha affermato che, dopo gli approfondimenti ed i confronti sviluppati nel 2007, l’anno che verrà
dovrà caratterizzarsi come quello delle riforme, specialmente per quanto riguarda la riforma
della legge 153, della legge sul voto, degli organismi di rappresentanza a partire dallo stesso
CGIE e dai Comites. (aise) |
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(4) - IL PRESIDENTE NAPOLITANO CONFERISCE LA MEDAGLIA D'ORO AL MERITO
CIVILE ALLE VITTIME DI MONONGAH: Un doveroso omaggio a chi ha sacrificato
la vita ai piu nobili ideali di riscatto sociale.
ROMA\ aise\ - 4 Dicembre 2007 - Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha
conferito, su proposta del Ministro dell’Interno, la Medaglia d’Oro al Merito Civile al
Remembrance Committee in memoria dei 171 minatori italiani deceduti nel disastroso
incidente di Monongah in Virginia (USA), in occasione del centenario del tragico evento,
quale "doveroso omaggio e unanime riconoscen
za della Nazione tutta ai lavoratori italiani periti nella circostanza, sacrificando la vita ai più
nobili ideali di riscatto sociale".
L’onorificenza verrà consegnata il 6 dicembre dal vice Ministro degli Affari Esteri, Franco
Danieli, al Presidente del Comitato per le Celebrazioni del Centenario di Monongah e
discendente dei minatori di Monongah, Sen. Roman Prezioso, nel corso della cerimonia
commemorativa del centenario della violenta esplosione provocata dai gas accumulatisi
nelle gallerie 6 e 7 della miniera di carbone bituminoso della Fairmont Coal Company,
situata nel paesino di Monongah, nella valle di Monongahela del West Virginia, che costò la
vita a 362 minatori, 171 dei quali italiani. (aise) |
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(3) - DAL 1° DICEMBRE L’ITALIA ALLA PRESIDENZA DEL CDS DELL’ONU: LE
POSTE EMETTONO UN FRANCOBOLLO CELEBRATIVO
ROMA\ aise\ -3 Dicembre 2007- Dal 1º dicembre l’Italia ha assunto la presidenza
mensile del Consiglio di Sicurezza dell’Onu. Per tutto il mese, il premier Romano
Prodi, in qualità di presidente del Consiglio di Sicurezza, avrà il compito di gestire
l’agenda del Consiglio, presiedere le riunioni e coordinarne le attività, naturalmente
in collaborazione con gli altri membri del Consiglio stesso. L’agenda verrà approvata
ufficialmente domani, 4 dicembre, ma intanto già sono noti alcuni appuntamenti: ci
sarà sicuramente una riunione sul Medio Oriente, che rappresenterà la prima
riunione di valutazione sugli esiti della Conferenza di Annapolis, si affronterà la
situazione in Libano, per analizzare l’ultimo rapporto del Segretario Generale
sull’attuazione della Risoluzione 1701 che ha istituito Unifil II, e ci sarà una
discussione sulla situazione in Kosovo, poiché la Troika dovrà presentare al
Segretario Generale i risultati del suo lavoro entro il 10 dicembre. È molto probabile
che, in occasione della discussione sul Kosovo che dovrebbe cadere il 19 dicembre,
il Ministro D’Alema si rechi a New York. Si tratta infatti di una questione di
particolare rilevanza, anche in considerazione delle scadenze di cui vi dicevo e del
ruolo che l’Europa, e l’Italia in questo contesto, dovranno assumere per valutare le
conclusioni cui sarà giunta la Troika. Numerosi saranno anche i dossier africani, a
cominciare dalla Somalia, ed in primo piano anche la promozione della giustizia
internazionale.
Insomma dicembre sarà un mese intenso, anche e non ultimo in relazione al
progetto di risoluzione sulla moratoria della pena di morte, che dovrebbe arrivare in
Assemblea Generale per il voto finale nel periodo intorno al 20 dicembre, comunque
prima delle Festività natalizie. In vista di quella data, continua l’impegno italiano
soprattutto a New York, perché, nonostante l’approvazione in III Commissione, il
voto in Plenaria non è affatto scontato.
Intanto, in occasione dell’assunzione da parte dell’Italia della presidenza mensile
del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, Poste Italiane, di concerto con il
Ministero degli Affari Esteri e il Ministero delle Comunicazioni, ha emesso un
francobollo celebrativo per il nostro Paese, membro non permanente per il biennio
2007-2008 del massimo organo delle Nazioni Unite.
Il francobollo raffigura un "casco blu" delle Nazione Unite con un bimbo in braccio,
avvolti da una fascia tricolore e da due rami di ulivo di colore blu. L’immagine
intende simboleggiare il rilevante contributo dell’Italia all’azione svolta dalle Nazioni
Unite a tutela della pace, della sicurezza e della stabilità internazionali.
L’Italia, sesto contributore al bilancio ordinario delle Nazioni Unite e primo
contributore di truppe, tra i Paesi occidentali, alle operazioni di pace delle Nazioni
Unite, "fa del rilancio del multilateralismo un obiettivo prioritario della propria
politica estera e", si legge in una nota della Farnesina, "considera le Nazioni Unite la
massima istanza internazionale di legittimazione politica ed il foro più appropriato
per affrontare le sfide globali del nostro tempo". (aise) |
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(29)- BENEDETTO XVI RISPONDE ALLA LETTERA APERTA DI 138 GUIDE
RELIGIOSE MUSULMANE: SIAMO PRONTI AD ACCOGLIERVI
ROMA\ aise\ - 29 Novembre 2007 - Il 13 ottobre scorso, in occasione della fine del
Ramadan, un gruppo di 138 Guide Religiose Musulmane ha indirizzato una lettera
aperta a Benedetto XVI e ai responsabili delle altre Chiese e confessioni cristiane,
dal titolo "Una Parola Comune tra Noi e Voi". Una lettera cui il Santo Padre ha
risposto con una missiva, a firma del Segretario di Stato, Tarciso Bertone,
indirizzata al Principe Ghazi bin Muhammad bin Talal, presidente dell’Aal al-Bayt
Institute for Islamic Thought, il quale aveva personalmente curato l’inoltro della
lettera aperta.
Nella sua replica, il Papa esprime il suo "profondo apprezzamento" sia per il gesto
in sé che per "il positivo spirito che ispira il testo in cui si richiama l’impegno
comune alla promozione della pace nel mondo".
"Senza ignorare o sottovalutare le differenze che caratterizzano cristiani e
musulmani – si legge ancora nella lettera – possiamo comunque guardare a cosa ci
unisce, il fatto che crediamo in un solo Dio, il Creatore e Giudice universale che, alla
fine dei tempi, darà a ciascuno secondo le sue azioni. Tutti noi siamo chiamati ad
affidarci totalmente a lui e ad ubbidire alla sua volontà".
Richiamando l’enciclica "Dio è amore", Bertone scrive ancora che "Papa Benedetto è
rimasto particolarmente impressionato dall’attenzione data nella lettera ricevuta al
comandamento sull’amare Dio e il prossimo come se stessi".
"Come noto, all’inizio del suo pontificato, Papa Benedetto disse: "sono
profondamente convinto che non dobbiamo cedere alle pressioni negative, ma
affermare i valori del rispetto reciproco, della solidarietà e della pace. La vita di ogni
uomo è sacra, sia esso cristiano o musulmano. C’è un grande spazio di azione in cui
sentirci uni | | |