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BELLINI GIORGIONE E TIZIANO ALLA NATIONAL GALLERY OF ART DI WASHINGTON, Una conversazione con il Curatore David Alan Brown
Washnington DC –(Amico) (16 giugno 2006)-- Siamo nello studio di David Alan Brown curatore delle pitture Italiane e Spagnole della National Gallery of Art di Washington per parlare della mostra”Bellini Giorgione,Titian and the Renaissance on Venetian Painting” che apre al pubblico il 18 Giugno Gli diamo il bentornato a “Melodie Italiane” dove abbiamo avuto il piacere di ospitarlo in passato per la mostra “Tiziano” ed anche per “Virtue and Beauty”,una altra grande mostra italiana. Al Dott. Brown chiediamo di parlarci di questa grande mostra che ci porta il Rinascimento Veneziano del XVI secolo.
David Alan Brown – Questa certamente non e’ la prima mostra delle pitture veneziane , ce ne sono state molte altre a Londra , Parigi Roma, a Venezia stessa . ma quelle mostre erano organizzate per artista ed hanno coperto tutto il secolo, tutto il 500. Noi invece abbiamo deciso di fare una mostra focalizzata sui primi tre decenni del secolo, il periodo piu interessante e piu eccitante dal punto di vista visivo ed intellettuale, e di organizzare la mostra su temi invece che su artisti
Pino Cicala - Infatti ci sono tre temi principali che sarebbero il ritratto, la figura femminile ed un terzo.....
David Alan Brown - Il terzo e’ il paesaggio pastorale e questi tre temi, il paesaggio pastorale il nudo femminile e l’eroticismo ed il ritratto ,che chiamamo ritratto drammatico, sono temi essenzialmente veneziani
Pino Cicala- Ma oltre ai tre di cui si fa il nome nel titolo della mostra vi sono rappresentati altri artisti ?
David Alan Brown- Si infatti abbiamo messo i nomi di Giovanni Bellini, di Tiziano, di Giorgione nel titolo della mostra ovviamente per attirare il pubblico. Loro sono i giganti ben conosciuti al pubblico ma la mostra vuole attirare l’attenzione anche sui contemporanei di questi giganti e cioe’ Sebastiano del Piombo che in quel periodo all inizio del secolo lavorava quasi al livello di Tiziano ma anche Palma Vecchio un bravissimo pittore che e’ rappresentato in ogni categoria della mostra, Vincenzo Catena il collega di Giorgione, Lorenzo Lotto anche Cima da Conegliano che era un po piu anziano degli altri pittori ma un bravissimo pittore anche lui ‘ Abbiamo quattro opere di Cima da Conigliano nella mostra piu Paris Bordone, Bonifazio Veronese, Savolo , molti di questi artisti sono rappresentati nella mostra con opere eccezionali
Pino Cicala- Bellini Giorgione e Tiziano erano contemporanei ma c’e’ una differenza di eta
David Alan Brown- Infatti Giovanni Bellini in questo periodo era molto anziano ed ha vissuto fino al punto in cui doveva gareggiare con i suoi ex Allievi. Un fatto notevole che quasi tutti o almeno la maggioranza dei pittori rappresentati nella mostra erano allievi di Giovani Bellini e da allievi sono diventati anche rivali.
Pino Cicala – Di Giovanni Bellini avete restauranto molti anni fa il“Festino degli Dei” che in questa mostra sara’ accoppiato al Baccanale dallo studiolo di Alfonso d’Este..Tornano ad essere assieme
David Alan Brown- Si, infatti il culmine della mostra e’ probabilmente la giustapposizione del “Festino degli Dei” dipinto da Giovanni Bellini nel 1514 per Alfonso d’Este Duca di Ferrara ed alterato da Tiziano 15 anni dopo per lo stesso committente, che facevano parte di uno studio privato del Duca che e’ stato considerato la camera piu bella del rinascimento Italiano e nel ‘ Baccanale degli Andriani” come si chiama il quadro di Tiziano. L’artista piu giovane ha tentato di fare una “critique, ” una risposta, al quadro mitologico del suo vecchio maestro.
Pino Cicala- In queta mostra si fa anche giustizia a Bellini
David Alan Brown – Si Giovanni Bellini in questo periodo era il patriarca della pittura veneziana. E ‘ conosciuto come pittore di Madonne, di altri soggetti religiosi in cui era davvero bravissimo, ma verso la fine della sua vita si e’ reinventato come un pittore di soggetti profani e nella mostra saranno riuniti due di questi ultimi quadri di Giovanni Bellini, il primo “Il Festino degli dei Dei” e,l’ altro la “ Venere ,o la nuda, con lo Specchio” del Kunsthistoriches Museum di Vienna, che e’ il nostro partner nella mostra . La mostra va a Vienna dopo la chiusura a Washington
Pino Cicala- Ci saranno parecchie opere che vengono dall’ Italia ma anche da tanti altri musei in tutto il mondo
David Alan Brown- Si abbiamo almeno una cinquantina di opere che provengono dall’Italia, sicuramente da Venezia da Vicenza da Pordenone da Milano da Bergamo da Roma da Firenze da Napoli ma anche da altre citta europee come Londra, Parigi, Berlino, Madrid, perfino Varsavia e sono tutte rappresentantive dei loro autori al piu alto livello.
Pino Cicala- Quindi tanti partner ed un altro: lo sponsor, Bracco
David Alan Brown – Si abbiamo avuto la fortuna di trovare lo sponsor ideale perche’ un aspetto della mostra , molto importante sono gli studi radiografici delle pitture che mostrano come sono stati creati sotto la superficie pittorica. Vediamo, usando le radiografie i cambiamenti, i pentimenti si dice, dei pittori . Bracco e’ una , “Medical Imaging Comany:”, basata a Milano e quel che loro offrono come modo di scoprire i segreti del corpo umano e’ analogo al metodo di studiare questi quadri veneziani.
Pino Cicala- Un metodo che ci ha permesso di scoprire come lavoravano e che e’ stato applicato moltissimo anche da lei personalmente nello studio della Ginevra da Benci
David Alan Brown- Si infatti non soltanto il pittore veneziano ma anche altri come Leonardo hanno adoperato un processo creativo che lasciava la possibilita di cambiare il concetto pittorico anche durante il processo di dipingere il quadro
Pino Cicala- Una mostra che fa onore all arte italiana, una mostra della quale gli Italiani sono molto orgogliosi perche’ giunge anche in un periodo in cui fra Italia ed America c’e’ una relazione molto vicina .Molti eventi Italiani nella nostra hanno avuto citta come per esempio la settimana scorsa l’Opera Ball ospitato a Villa Firenze. Questo mostra continua una stagione felice per l’Italia ed anche per questo vi siamo particolarmente grati.
David Alan Brown- Con questa Mostra ,come le altre mostre sull’ arte italiana che abbiamo fatto alla Galleria, tentiamo di mantenere viva la grande tradizione artistica dell’Italia nel mondo moderno
Pino Cicala- E di questo vi ringraziamo.
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(28) - "LA MENTE DI LEONARDO. NEL LABORATORIO DEL GENIO UNIVERSALE" - SI APRE A FIRENZE LA XXVIII ESPOSIZIONE DEL CONSIGLIO D’EUROPA
FIRENZE\ nflash\ (28 marzo 2006)- È la più completa mostra che sia mai stata allestita su Leonardo da Vinci. "La mente di Leonardo. Nel laboratorio del Genio universale" è stata inaugurata ieri, 27 marzo, alla Galleria degli Uffizi di Firenze, alla presenza di numerose autorità, tra cui la vicesegretario generale del Consiglio d’Europa, Maud de Boer Buquicchio, il Ministro per i Beni Culturali, Rocco Buttiglione, e il direttore di Universal Leonardo, Martin Kemp. La mostra, da oggi e sino al 7 gennaio 2007 aperta al pubblico, è la prima spettacolare esposizione della serie "Universal Leonardo", partnership internazionale tra gallerie che collaborano per promuovere l’eredità universale, appunto, del grande artista. Tale eredità è anche il tema della 28ª Esposizione del Consiglio d'Europa, che dal 1954 organizza esposizioni d’arte con lo scopo di diffondere e far apprezzare la cultura europea e di stimolare la ricerca storico-scientifica e della storia dell’arte. "La mente di Leonardo" è dedicata all’opera di Leonardo nel campo artistico, dell’anatomia, delle scienze e della tecnologia e presenta disegni e dipinti originali (esposti durante i primi tre mesi di apertura), nonché una serie delle sue spettacolari macchine e dei suoi esperimenti innovativi che, testimonianza del suo genio universale, saranno illustrati attraverso l’impiego di strumenti multimediali di grande suggestione. La natura "universale" della personalità e degli interessi di Leonardo risulta, alla fine del percorso, non come l'espressione della sua insofferenza a confinarsi in uno specifico settore d'indagine, ma come l'indicatore del suo progetto più ambizioso: la compilazione di una enciclopedia unitaria del sapere, strumento indispensabile per un artista che miri a realizzare nelle proprie opere una perfetta imitazione della natura. (nflash)
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(28)- VISITA VIRTUALE DELLA VALLE DEI TEMPLI DI AGRIGENTO ALL’ISTITUTO ITALIANO DI CULTURA DI WASHINGTON
WASHINGTON\ aise\ (28 marzo 2006)- È stato un mese all’insegna dell’arte quello organizzato dall’Istituto Italiano di Cultura di Washington, che dopo le mostre "Piranesi: A View of the Artist through the Collection of Engravings of the Royal Academy of San Carlos", inaugurata il 6 marzo scorso ed aperta sino all’8 aprile presso l’Istituto stesso, e la personale fotografica "Venetian Masquerade" di Maurice Asseo, aperta anch’essa sino all’8 aprile presso la Creative Partners Gallery, presenta ora un nuovo interessante appuntamento.
Venerdì, 31 marzo, alle ore 18.30, si terrà, infatti, nei locali dell’Istituto la presentazione di un tour virtuale della Valle dei Templi di Agrigento creata da Altair 4 Multimedia di Roma e realizzata in collaborazione con la Sorprintendenza Archeologica di Agrigento, l’Ente Parco della Valle dei Templi di Agrigento ed il Museo Archeologico Regionale di Agrigento. Sarà Alessandro Furlan, Presidente di Altair 4 Multimedia, a presentare personlamente il DVD-Rom.
Particolare attenzione sarà riservata ai siti di Eraclea Minoa ed Agrigento (Akragas), un tempo cuore di una delle civiltà più antiche e sviluppate del Mediterraneo. La loro storia è particolarmente adatta alla valorizzazione multimediale: la meravigliosa posizione geografica, l’importanza delle città nello sviluppo del territorio, le relazioni e gli scambi con le altre civiltà del Mediterraneo, la creazione di una identità culturale che influenzò grandemente le altre culture. Gli scenari architettonici, gli eventi storici, le scene di vita quotidiana e i vari aspetti sociali, economici e politici saranno ricostruiti ed illustrati attraverso l’uso di antiche fonti e memorie di famosi viaggiatori del passato. (aise)
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(28)- CONCLUSO IL RESTAURO DEI DIPINTI MURALI DELLA BASILICA DI ASSISI
ASSISI\ aise\ (28 marzo 2006)- Dopo otto anni di ricerche e lavori si è conclusa la complessa operazione di recupero, riassemblaggio, restauro e ricollocazione degli affreschi crollati con le volte della Basilica Superiore di S. Francesco durante il terremoto del 26 settembre 1997. E mercoledì 5 aprile, in occasione della VIII Settimana della Cultura, il restauro dei dipinti sarà inaugurato alla presenza del Ministro per i Beni e le Attività Culturali, Rocco Buttiglione.
Si è trattato di un lavoro mastodontico, che ha impegnato decine di restauratori per circa 60mila ore, ha comportato un costo complessivo che si aggira intorno ai 2milioni di euro ed ha riguardato una superficie pittorica di circa 180 mq.
Gli interventi strutturali condotti sull’edificio, che ne hanno consentito la riapertura al culto già alla vigilia dell’anno giubilare 2000, sono stati in parte accompagnati ed in parte seguiti da meticolosi restauri che hanno interessato anche gli arredi e i dipinti murali, ma soprattutto hanno consentito il recupero, la classificazione, il restauro e, almeno in parte, anche la ricollocazione in situ di oltre 300mila frammenti. Già tra il 2001 e il 2002, infatti, gli elementi "certi" che avevano composto le originarie figure di santi dipinte sull’arcone, in prossimità della controfacciata della Basilica, e quelli appartenenti alla vela di San Girolamo vennero ricollocati, trattando le ampie zone lacunose rimaste, parte con la tecnica dell’abbassamento ottico, parte con la tecnica del tratteggio.
Ogni fase del lavoro e ogni scelta sostanziale, di merito e di metodo, è stata accompagnata da studi, confronti e verifiche a livello internazionale tra studiosi, tecnici e specialisti di vari settori (storici dell’arte, architetti, ingegneri, restauratori, fisici, chimici, informatici, ecc.), in modo che l’integrazione tra competenze diverse potesse offrire nuove soluzioni ai problemi che via via s’incontravano nelle diverse fasi del lavoro. Così, a partire dal 2002, con l’ausilio del computer e di sofisticate tecnologie, ha preso avvio anche l’ultima parte del lavoro, quella relativa alla individuazione e alla scelta degli elementi appartenenti alla vela cimabuesca raffigurante San Matteo, alla decorazione del costolone e alla vicina vela stellata, da ricollocare sulla struttura della volta ripristinata. Nonostante in questo caso gli elementi rintracciati e riassemblabili con certezza abbiano restituito soltanto tracce molto frammentarie in rapporto all’originaria superficie pittorica, che copriva per intero i circa 100 mq occupati dalle due vele, i criteri adottati sono stati gli stessi della fase precedente.
Il lavoro si conclude quindi consegnando le decine di migliaia di frammenti rimasti a terra ad un’ipotesi di museo "in divenire", che testimoni il grande valore tecnico e scientifico di questa impresa ed affidi all’evoluzione tecnologica ed informatica l’eventuale futuro del cantiere dell’utopia. (aise)
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(27)- "ANTONELLO DA MESSINA": LA MOSTRA IMPOSSIBILE È A ROMA
ROMA\ nflash\ (27 marzo 2006)- È una straordinaria sequenza di capolavori quella che sino al 25 giugno potrà essere ammirata alle Scuderie del Quirinale a Roma, dove venerdì scorso è stata inaugurata la mostra "Antonella da Messina". Straordinaria perchè per la prima volta le Scuderie hanno riunito quasi tutte le opere del maestro del Quattrocento e di tutta la storia dell’arte, rendendo l’esposizione romana un evento unico e probabilmente irripetibile: da Londra, Washington, New York, Parigi, Vienna, Dresda, Anversa, ma anche dalla Sicilia e da tutta Italia sono giunte a Roma 37 delle circa 45 opere riconosciute del grande artista, sparse oggi nei musei di tutto il mondo e troppo rare e preziose per convincerli, sinora, a privarsene, anche se per pochi mesi. E straordinaria perché il percorso di formazione della mostra è stato accompagnato, caso unico, da un’indagine a tappeto sul corpus antonelliano, condotta in modo non invasivo con l’utilizzo delle più moderne tecnologie all’infrarosso. La campagna di indagini, che trova nel catalogo edito da Silvana editoriale un eccezionale esto di approfondimento, ha consentito di scoprire dati e particolari illuminati sulla vita e sulla carriera di Antonello, di cui in realtà ben poco conosciamo. In sintesi, però, quello che è giunto a noi dell’artista non arriva a 50 tavole in tutto. Ed oggi, ad oltre 50 anni dall’ultima mostra che raccolse per la prima volta nel 1953 a Messina 18 quadri della sua produzione riconosciuta, alle Scuderie del Quirinale sono state riunite oltre il doppio delle opere, in quella che può essere senz’altro definita come la più grande rassegna monografica mai realizzata sull’artista siciliano, capace di rivelare al grande pubblico, come al consesso scientifico internazionale, l’interezza del lavoro antonelliano. La mostra "Antonello da Messina", organizzata da Azienda Speciale Palaexpo e Zètema Progetto Cultura, si propone dunque di ricostruire compiutamente la figura di Antonello, anche attraverso l’esame delle tematiche da lui sviluppate: dalle serie delle "Annunciate" ai celeberrimi "Ecce Homo", alle "Crocifissioni" sino all’altissima poetica dei volti. La grandezza di questo straordinario pittore è messa poi a confronto con quella di altri artisti, come Jan van Eyck e Petrus Christus, Colantonio e Giovanni Bellini, Cima da Conegliano, Alvise Vivarini e Bartolomeo Montagna, sino ad arrivare ad un corpus di 60 opere. (nflash)
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(25) LA RESTAURATA "CROCE DIPINTA" DI SEGNA DI BONAVENTURA TORNA NELLA BADIA DELLE SANTE FLORA E LUCILLA DI AREZZO
AREZZO\ nflash\ -(25 marzo 2006) Sarà restituita al culto e agli occhi dei visitatori l’imponente "Croce dipinta" del 1319 circa, attribuita a Segna di Bonaventura e custodita all’interno della Badia delle Sante Flora e Lucilla di Arezzo. Dopo un lungo e meticoloso lavoro di restauro la croce verrà, infatti, presentata ufficialmente domenica 26 marzo, anche se nell’ambito dell’iniziativa "Aperto per restauri", è possibile accedere al cantiere che ha ospitato la grande croce per una visita ravvicinata all’opera restaura. Domenica verranno presentati in Badia anche i restauri della cappella affrescata da Bernardino Santini nel sec. XVII con storie della vita di di San Benedetto e Santa Scolastica, che contiene una tela con soggetto analogo, forse di Giuseppe Santini, all’interno di una preziosa cornice dorata in legno e papier maché. I restauri, sono stati eseguiti da Francesca Gattuso con la collaborazione di Antonella Borghini e Laura Salvatori per le pitture murali e di Daniela Galoppi, Laura Ugolini e Laura Panci per la tela. La croce di Segna di Bonaventura è una delle più grandi croci dipinte esistenti (cm.590xcm.438) e, al momento dello smontaggio, era collocata al di sopra della porta della sagrestia. Tale collocazione risale probabilmente alla seconda metà dell’Ottocento, quando nel presbiterio della chiesa fu montato l’altare vasariano, proveniente dalla Pieve di Arezzo, all’epoca oggetto di lavori di ripristino dell’aspetto medievale. (nflash)
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(6) - TORNA IN ITALIA DOPO DUECENTO ANNI LA TAVOLA DI RAFFAELLO PREDICA DI SAN GIOVANNI BATTISTA
CITTÀ DI CASTELLO\ aise\ -(6 marzo 2006)- Torna in Italia, dopo 200 anni un capolavoro di Raffaello, conservato dal 1764 alla National Gallery di Londra. Si tratta della "Predica di San Giovanni Battista", unica tavola superstite della predella della "Pala Ansidei", dipinta nel 1505 dal genio urbinate per la cappella omonima della chiesa di San Fiorenzo a Perugia. La tavola rimarrà nel nostro Paese per due mesi e mezzo e sarà il punto centrale della mostra "Gli esordi di Raffaello tra Urbino, Città di Castello e Perugia", in programma dal 24 marzo all’11 giugno, a Palazzo Vitelli alla Cannoniera di Città di Castello, sede della Pinacoteca comunale.
L’eccezionale prestito è il risultato di una proficua collaborazione tra l’Amministrazione comunale di Città di Castello e la National Gallery di Londra e rappresenta il tassello fondamentale per documentare i due assunti che il progetto espositivo si propone: indagare su un breve ma fondamentale periodo della storia dell’arte italiana, quello che vede sbocciare e rapidamente affermarsi la formidabile personalità artistica del giovane maestro urbinate, nonché, come scrive Francesco Federico Mancini nel suo testo in catalogo, "documentare la centralità rivestita da Città di Castello in anni da ritenere decisivi per la formazione di Raffaello".
Durante questo evento, tornerà a essere visibile al pubblico anche il "Gonfalone della Santissima Trinità" (Trinità e Santi Rocco e Sebastiano, Creazione di Eva e due Angeli) di Raffaello, che si trovava da oltre un anno all’Istituto Centrale del Restauro di Roma. Il risultato di questo intervento ha riportato alla luce particolari dell’opera per lungo tempo nascosti. Il visitatore potrà dunque riscoprire questo capolavoro giovanile dell’artista urbinate così come egli l’aveva concepito e realizzato.
Nel percorso espositivo, si incontrerà anche "Santa Caterina d’Alessandria", conservata alla Galleria Nazionale di Urbino e gli Studi per il Padre Eterno, provenienti dal British Museum di Londra, oltre a un’ampia sezione dedicata alla parte documentaria, con una serie di testi fondamentali per ricostruire e comprendere il percorso artistico di Raffaello nel suo periodo tifernate. Il catalogo, pubblicato da Edimond in italiano e inglese, oltre a fare un’analisi storico-critica degli esordi dell’artista, grazie a contributi di importanti storici dell’arte anglosassoni e italiani, tratterrà del restauro del Gonfalone da un punto di vista scientifico e storico. (aise)
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(6) – PIRANESI ENGRAVINGS AT THE ITALIAN INSTITUTE OF CULTURE *
Washington (6 March 2006)-The Istituto and the Cultural Office of the Embassy of Spain are pleased to invite you to visit the exhibit "Piranesi: A View of the Artist through the Collection of Engravings of the Royal Academy of San Carlos" (Valencia, Spain). In collaboration with the Generalitat Valenciana.
In addition to the etched portrait of Piranesi executed in 1750 by Felipe Polanzani, the exhibition is comprised of pieces from the collection of the Museo de Bellas Artes de Valencia. Ten engravings selected from Piranesi’s most famous work, the Carceri d’invenzione (Imaginary Prisons), which exists in a first edition of 1745 and more importantly in a later edition of 1760 – 1761. In this second edition, Piranesi retouched the older plates created in his youth, accentuating elements already present in the first edition in order to enhance their overall effect. Ten of the sixteen engravings that make up the later edition may be viewed in the present exhibition, including two engravings (II and V) not present in the earlier edition, which consisted of only fourteen prints.
Four prints from the Vedute di Roma (Views of Rome) are exhibited. Besides the Carceri, these prints constitute the artist’s finest work. In them, Piranesi best displays his painterly skill as well as his love for the city where he spent the greater part of his life. It is also in this series, composed of 135 large plates, that he left the greatest testimony to his skill as a master of etching. Begun in 1748, this work occupied Piranesi for thirty years until 1778, the year of his death.
Also exhibited are eight prints from Le antichità romane (Roman Antiquities), a four-volume work published in 1756 by Angelo Rotilj, a press located in Rome’s Palazzo Massimi. This work is the result of Piranesi’s constant studies of the monuments of Rome and its surrounding area. Its first volume includes a total of 87 prints depicting different buildings in the city as well as the portrait of Piranesi engraved by Polanzani in 1750, while the second and third volumes include 90 prints of funerary monuments; the 57 plates that make up the fourth and final volume depict the bridges, theatres and porticos of Rome.
The exhibition concludes with two prints from the Antichità d’Albano e di Castel Gandolfo (Antiquities of Albano and of Castel Gandolfo), a work completed in 1764 and dedicated to Cardinal Rezzonico, who had been elected Pope as Clemente XIII in 1758. Rezzonico, who, like Piranesi, was from Venice, invited the artist to live at his summer residence on several occasions, giving rise to the work that Piranesi would later dedicate to the Pontiff in gratitude.
* The exibit opens on March 6th and will continue until April 3rd at the Italian Cultural Institute, 2025 M Street NW, Suite 610, Washington, DC 20036
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(12) - INAUGURATA A ROMA "L'ECCELLENZA DEL RESTAURO ITALIANO NEL MONDO"
ROMA\ aise\ (12 novembre)- Raccontare i numerosi interventi che il Ministero dei Beni Culturali, insieme all'Istituto centrale per il restauro, ha realizzato in luoghi di grande rilevanza culturale a sostegno del patrimonio mondiale. Questo l'obiettivo de "L'eccellenza del restauro italiano nel mondo", mostra promossa dal MiBAC e dall'ICR in collaborazione con la Direzione Generale per la cooperazione allo sviluppo del Mae, sotto l'Alto Patronato del Presidente della Repubblica.
La mostra è stata inaugurata dal Ministro Buttiglione lo scorso 5 novembre negli spazi espositivi del Vittoriano che, negli ultimi anni, grazie alla volontà di Ciampi, è diventato un luogo simbolo non solo dell'identità nazionale, ma anche del saper fare italiano. Un luogo, dunque, non scelto a caso, come ha sottolineato il curatore della mostra Giuseppe Proietti, Capo Dipartimento per la ricerca, l'innovazione e l'organizzazione del MiBAC nella conferenza di presentazione.
Foto, pannelli, filmati, postazioni tridimensionali e telematiche, mostreranno fino al 18 dicembre, quanto i professionisti italiani hanno fatto, e fatto fare, in diversi siti archeologici, dall'Iran all'Egitto, dalla Cina all'Iraq.
Considerato dall'Unesco il suo "braccio operativo" per gli interventi d'emergenza su monumenti e opere danneggiate da eventi bellici o calamità naturali, il nostro Paese, grazie ad eccellenti professionisti, era a Bagdad, sei giorni dopo l'attacco Usa, per verificare i danni e catalogare le opere trafugate. Sempre italiana l'equipe che ha compiuto i primi sopralluoghi nella Fortezza di Bam dopo il terremoto che nel 2003 colpì violentemente l'Iran. Italiani i restauratori che, insieme ai colleghi cinesi, hanno rimesso a nuovo la Sala dell'Armonia suprema all'interno della città proibita a Pechino e che sono ora impegnati nella fase tecnica per il recupero di alcuni tratti della grande muraglia cinese. Dovunque, poi, le attività sul campo, sempre a contatto con i professionisti del luogo, si accompagnano a corsi di formazione, per preparare e aggiornare gli operatori locali nella conservazione e nel restauro delle aree archeologiche. A quest'ultimi, curati essenzialmente dall'ICR promotore tra l'altro di molti gemellaggi e stage in Italia per professionisti esteri, è dedicata una sezione della mostra. È un metodo, insomma, che, come ha ricordato Proietti, è anche "un mezzo per veicolare il Sistema Italia" e per stabilire proficue collaborazioni e un profondo dialogo interculturale. Conservare il patrimonio culturale ed artistico è sempre e dovunque rilevante, in Italia, il Paese che più di ogni altro custodisce le testimonianze di un patrimonio plurimillenario e multiforme, un dovere. Per questo i nostri professionisti eccellono: perché contano su un'eredità di conoscenze, principi, metodi ed esperienze provate sul campo e che ora, dopo un lungo ed intenso cammino, vengono irradiate in tutto il mondo. (ma.cip.\aise)
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(14) - Mostra d Basile A Washington
Washington - Una mostra dedicata allo scultore italiano Antonio Basile presso l'Istituto Italiano di Cultura di Washington continuerà fino al prossimo 31 ottobre. Uno scultore famoso in tutto il mondo per il suo stile inconfondibile legato alle antiche arti del passato, i suoi lavori si ispirano infatti alle architetture del passato, come le arti precolombiane ma anche la tradizione indiana e quella ellenica.
La mostra, allestita in una sala dell'Ambasciata italiana, è stata inaugurata lo scorso 23 settembre e sta riscuotendo un notevole successo. "Un pò di tempo fa - spiega Michele Giacalone ufficio relazioni esterne dell'IIC statunitense - l'artista italiano ci ha contattati, cosicchè viste le sue opere, abbiamo deciso di allestire una mostra in suo onore. Le opere in mostra poi , si prestano benissimo nello spazio enorme che è stato dedicato loro in Ambasciata". Le sculture presenti sono 26, in più, in esposizione, alcuni suoi lavori di oreficeria, i piccoli gioielli in oro e alcune litografie.
"La sua arte è in continuo mutamento, in sperimentazione, Basile è un amante dei cambiamenti "- si dice di lui- " Può essere considerato un artista ellenico per la maniera di rendere geometriche le sue opere. Il suo spirito geometrico è ciò che un artista crea attraverso il suo repertorio iconografico pittorico in maniera tale che la distribuzione delle forme riproduca il ritmo e l'articolazione di un ordine armonico. Il contenuto delle sue catapulte vede l'artista nel periodo moderno compreso in un'immagine ricorrente usata per rappresentare le vicissitudini dell'anima: la donna. La donna negli impianti del Basile è un genere di geroglifico anche come nelle pareti egiziane, si riferisce, narra un evento differente o, come nel caso in Basile, dice a dell'anima in se".
Pasquale Basile è nato a Messina nel 1945 , ha iniziato la sua carriera artistica nel 1975. E' stato anche il creatore del monumento alla Vespa per il 50mo anniversario del due ruote più famoso d'Italia. (News Italia Press)
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(16)- SCULTURE DEL RINASCIMENTO ITALIANO DA ORSANMICHELE ALLA NATIONAL GALLERY DI WASHINGTON
WASHINGTON\ aise\ - Apre al pubblico domenica prossima, 18 Settembre, la mostra "Sculture Monumentali a Firenze: Ghiberti, Nanni di Banco e Verrocchio ad Orsanmichele". La mostra, organizzata dalla National Gallery di Washington e dall'Opificio delle Pietre Dure di Firenze con la collaborazione della Sovrintendenza per i Beni Archeologici e per il Paesaggio e quella per il Patrimonio Storico Artistico ed Etnoantropologico di Firenze, è stata resa possibile dal generoso contributo di un anonimo donatore e dall'assistenza della Foundation of Italian Art and Culture. Eleonora Luciano, Assistant Curator for Sculpture della National Gallery che nel 2003 curò la mostra del restaurato Davide del Verrocchio e nel 2001 fu co-curator con David A. Brown della mostra "Virtue and Beauty: Leonardo's Ginevra Da Benci and Renaissance Portrait of Women", ha curato la mostra con la collaborazione di Cristina Acidini, Soprintendente dell'Opificio delle Pietre Dure, ed Annamaria Giusti, Direttrice della sezione Bronzi.
Come ha sottolineato Eleonora Luciano, nel corso della trasmissione radio "Melodie italiane", chissà come questi grandi artisti reagirebbero se potessero vedere oggi l’America e scoprire che porta il nome di un loro conterraneo, Amerigo Vespucci! Sarebbero di sicuro contenti e orgogliosi del fatto che le loro opere, dopo quasi seicento anni, hanno attraversato l'Atlantico.
Tre i capolavori in mostra, parte delle 14 opere recentemente restaurate e celebrano a Washington la conclusione di un programma di restauro durato 21 anni. Sono "Quattro Santi Coronati" di Nanni di Bacco, "San Matteo" del Ghiberti, e "Cristo e San Tommaso" di Andrea del Verrocchio.
Li attendono nella Galleria Nazionale tanti capolavori dell'arte italiana, compresa Ginevra da Benci, la sola Opera di Leonardo conservata nell'emisfero americano, che fa parte della collezione permanente esposta proprio nella sala accanto. (pino cicala\aise)
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(29) - 130 ARTISTI AL CASTELLO DI DONNAFUGATA PER IL GALA LIRICO D'AGOSTO
RAGUSA\ aise\ - Sarà un gala lirico ad aprire la due giorni di musica e spettacolo al castello di Donnafugata i prossimi 5 e 6 agosto. Grazie all'organizzazione dell'associazione Incontri Iblei, al Comune di Ragusa e alla Provincia regionale di Ragusa, torna la grande lirica nello spazio antistante l'antico e suggestivo maniero. Due le opere portate in scena quest'anno con la presenza di centinaia di musicisti del Teatro Lirico Europeo composta da maestri d'orchestra che vengono da varie nazioni dell'Est Europeo. Il 5 agosto sarà in scena l'opera lirica "Pagliacci", il famoso dramma in un atto di Ruggero Leoncavallo. Il 6 agosto, invece, andrà in scena "L'elisir d'amore", l'altrettanto noto melodramma in due atti di Gaetano Donizetti. (aise)
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(2) Un altro dipinto sotto la Vergine delle Rocce
Londra - Un nuovo dipinto di Leonardo da Vinci è stato scoperto sotto la superficie della Vergine delle Rocce. Secondo quanto scrive oggi la BBC on line, lo ha confermato la National Gallery di Londra.
La scoperta è stata fatta dagli esperti del museo londinese attraverso l'uso dei raggi X e infrarossi, precisa la BBC. Sotto il quadro - di cui esiste un'altra versione al museo Louvre di Parigi - ci sarebbe una donna in ginocchio, con un braccio allungato.
Secondo gli esperti, è possibile che il genio fiorentino inizialmente avesse progettato di dipingere un'adorazione di Gesù da ragazzo, ma che successivamente abbia abbandonato l'idea, preferendo riprodurre la sua immagine da bambino.
La Vergine delle Rocce venne realizzata nel 1483, quando Leonardo, si impegnò a dipingere la parte centrale di un trittico destinato ad una pala d'altare per la confraternita della Concezione. L'opera deve essere consegnata l'8 dicembre 1483 per la festa dell'Immacolata Concezione.(News Italia Press)
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(1) - RETROSPETTIVA DI GILBERT STUART ALLA NATIONAL GALLERY DI WASHINGTON
La retrospettiva di Gilbert Stuart, il pu famoso ritrattista degli inizi della Repubblica Americana comprende piu di 90 opere compresi i 13 ritratti di Washington, e quelli dei primi cinque Presidenti degli Stati Uniti .
Gilbert Stuart, che ritrasse i potenti, dell'epoca, dopo il successo in Inghilterra ed Irlanda venne in America col dichiarato intento di ritrarre George Washington. Ci riusci e fece tanti ritratti del Primo Presidente degli Stati Uniti come ristampe di un libro cui si apportano delle modifiche.
Gilbert Stuart intratteneva con interessanti conversazioni i clienti , che quindi posavano volentieri, ma non accettava di abbellire i soggetti. Integrita' artistica pur nella necessita di provvedere alla famiglia per altro numerosa.
L'eccezionalita del suo talento artistico e' evidente in tutte le opere e specialmente nei ritratti del Pattinatore, di Anna Dorothea Foster and Charlotte Ann Dick, di Catherine Yates, di Lynda Smith , dell' ex Presidente John Adams ritratto ottantenne, e nel medaglione per Thomas Jefferson che ammirava particolarmente.
Una serie di ritratti, piu o meno con le stesse caratteristiche di stile potrebbe sembrare un esperienza tediosa e monotona , ma diventa la scoperta di un periodo storico , di personaggi, di costumi, che vi permette anche di ammirare l' originale dell "Atheneum", il ritratto di George Washington che ci saluta dalla banconota piu popolare. (Pino Cicala)
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March 24 - "TOULOUSE LAUTREC E MONTMARTRE" ALLA NATIONAL GALLERY DI WASHINGTON
WASHINGTON\ aise\ - Più di novantamila visitatori nel primo giorno di apertura della mostra "Toulouse Lautrec and Montmartre" alla National Gallery di Washington. Toulouse Lautrec è uno dei più popolari pittori francesi, ha detto il direttore Earl Powell, perché ci ha lasciato delle immagini irresistibili della Montmartre di fine secolo.
Più di 240 le opere esposte tra pitture, sculture, disegni, stampe, manifesti pubblicitari, profili per il teatro delle ombre ed anche inviti, biglietti di ingresso e testi di canzoni, che attraggono per la loro immediatezza, per il quadro che danno di tutta un'epoca e dei suoi cafes, case chiuse, teatri, e degli artisti e dei clienti che ne erano protagonisti.
Assieme alle opere di Toulouse Lautrec compongono la mostra anche opere di Degas e Manet, suoi predecessori, e dei suoi contemporanei Bonnard, Van Gogh, Picasso ed altri artisti che hanno vissuto quell'epoca rivoluzionaria di libertà e di libertinismo, di voglia di vivere, ma anche di impegno creativo.
Corollario alla mostra, una serie di conferenze, filmati ed eventi nell'ambito di manifestazioni artistiche dedicate alla Francia. Tra queste, la mostra del fotografo Andre Kersetz, inaugurata il 6 febbraio scorso e le prossime "Cezanne in Provence" e "Dada" in programma nel 2006.(Pino Cicala\aise)
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Alla Phillips Collection di Washington "Modigliani :Oltre il mito"
Apre Sabato 26 Febbraio, alla Phillips Collection di Washington, la mostra "Modigliani: oltre il Mito" che raccoglie un centinaio di opere, disegni, ,sculture e dipinti che in ordine cronologico permettono di seguire il suo sviluppo artistico e di guardare alla sua arte oltre le convenzioni che ne oscurano la grandezza
Modigliani si trasferi giovanissino a Parigi ove pur freguentando l' ambiente degli artisti , non ne segui i vari manifesti ,mantenendo con orgoglio la sua identita' di ebreo italiano .
Parlava francese , aveva visitato le citta d'arte Italiane , ammirandone i monumenti , pitture e sculture, del Rinascimento e la sua cultura che includeva conoscenze dell arte Africana,Greca, Paleocristiana ed Orientale, era anche influenzata dai recenti sviluppi compresa l'arte di Cezanne e dei suoi amici e contemporanei Picasso Lipchitz e Brancusi.
I disegni preparatori per un progetto di un "tempio della bellezza" sorretto da donne-cariatidi ( cui e' dedicata una sala della mostra) confermano la sua vocazione alla scultura cui aveva dovuto rinunciare per problemi fisici ed economici , mentre le linee fluide del disegno e le sfumature dei colori danno ai soggetti dei suoi quadri espressioni indimenticabili .
Salute malferma , poverta' estrema, personalita volatile, morte a soli trentracinque anni, ed il suicidio della sua compagna il giorno dopo la sua morte crearono il mito Modigliani che questa mostra , la piu completa degli ultimi 50 anni, ci consente di ridimensionare lasciandoci liberi di concentrarci sulla sua arte leggendola nel linguaggio da lui creato.
La mostra organizzata originalmente del Jewish Museum di New York, ed alla quale sono state aggiunte altre opere, continuera fino al 29 maggio.(Pino Cicala)
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February 7 - INAUGURATA ALL'ERMITAGE DI SAN PIETROBURGO LA MOSTRA "FUTURISMO. NOVECENTO. ASTRAZIONE. ARTE ITALIANA DEL XX SECOLO"
SAN PIETROBURGO\ aise\ - È stata inaugurata sabato scorso, 5 febbraio, nella prestigiosa sede del Museo dell'Eremitage di San Pietroburgo, "Futurismo. Novecento. Astrazione. Arte Italiana del XX Secolo", la prima mostra sull'arte italiana del XX secolo realizzata in Russia, con il patrocinio del Ministero degli Affari Esteri Italiano. A curare la mostra è stato chiamato il Museo d'Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto insieme con altre due prestigiose istituzioni museali italiane coinvolte dal Museo trentino, le Civiche Raccolte d'Arte di Milano e la Galleria d'Arte Moderna di Torino. Curatori della mostra "Futurismo. Novecento. Astrazione. Arte Italiana del XX Secolo" sono la Direttrice del Mart Gabriella Belli ed Albert Kostene-vich, Senior curator al Dipartimento arte occidentale dell'Ermitage, con la collaborazione di un comitato scientifico di alto prestigio internazionale. La mostra presenta circa ottanta opere, dipinti e sculture, per la maggior parte provenienti dalle raccolte permanenti dei tre Musei promotori, integrate da due capolavori dell'arte italiana, un Morandi e un Campigli, che da mezzo secolo fanno parte delle collezioni dell'Ermitage. In una sequenza articolata cronologicamente, sono approdati a San Pietroburgo i grandi protagonisti e alcune delle opere più significative dell'arte italiana dei primi cinquant'anni del secolo scorso: da Balla a Boccioni, da Depero a Severini; da Carrà e Morandi a de Chirico, Casorati, Campigli, Sironi, Savinio, fino a Burri, Fontana e Manzoni. "Futurismo. Novecento. Astrazione. Arte Italiana del XX Secolo" sarà aperta al pubblico dal 18 febbraio al 24 aprile 2005. (aise)
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February 7 - I "CAPOLAVORI DELL'IMPRESSIONISMO E DELL'ESPRESSIONISMO" DELLA COLLEZIONE WÜRTH A PALERMO
PALERMO\ aise\ - Cinquanta opere che testimoniano una delle epoche più interessanti della storia dell'arte moderna saranno ospitate al Palazzo dei Normanni di Palermo dal 13 febbraio al 12 giugno 2005 con la mostra "La collezione Würth. Capolavori dell'impressionismo e dell'espressionismo".
L'esposizione dei capolavori dell'impressionismo appartenenti alla collezione Würth illustra le diverse correnti artistiche dalla fine dell'Ottocento alla prima metà del Novecento, partendo dagli esponenti dell'impressionismo e del tardoimpressionismo, come Claude Monet, Camille Pissarro e Alfred Sisley fino all'espressionismo tedesco di Emile Nolde, Ernst Ludwig Kirchner, Max Beckmann e molti altri ancora.
L'ambizione degli impressionismi di catturare "l'attimo fuggente" ha prodotto grandiose rappresentazioni ispirate alla natura ma anche alla vita urbana. Motivo portante dei quadri sono forma, luce, colore e il contenuto emotivo del soggetto, che si esprime in uno stile semplificante ma pieno di forza. Edvard Munch, di cui è esposto "Il Vampiro", e la scoperta dell'arte dei popoli primitivi furono i modelli dell'espressionismo tedesco. Con i quadri caratterizzati da grandi superfici e colori forti, nacque il linguaggio che esprimeva le emozioni e rispecchiava le trasformazioni e gli eventi drammatici subiti dall'Europa, fino al 1945. (aise)
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February 7 - BRASILE/ IL CARNEVALE DI RIO PARTE CON UN GRANDE OMAGGIO ALL'ITALIA
RIO DE JANEIRO\ aise\ - Il carnevale di Rio del 2005 si è aperto ieri con un omaggio all'Italia e alla buona tavola, da parte di una delle più titolate Scuole di Samba della città: la "Mocidade Indipendente di Padre Miguel". Alla sfilata hanno partecipato oltre ai numerosi italiani e oriundi residenti, molti connazionali venuti da molte città d'Italia, anche perchè è stato celebrato un gemellaggio tra il carnevale carioca e quelli più celebri del nostro paese. Il tema della manifestazione segna l'apoteosi italiana, tra gastronomia, cultura, moda, opera e magia. Oltre a Leonardo da Vinci, infatti, è stato celebrato il primato della moda nel mondo e, soprattutto, la nostra gastronomia. Decisivo alla buona riuscita della sfilata (che è costata più di 1 milione di euro) il patrocinio della italiana TIM.
Nelle parole del samba un inno all'amicizia tra i due popoli e un riconoscimento alla grande influenza della nostra cultura e all'opera dei nostri immigrati allo sviluppo ed al progresso del Brasile. Una mano alla buona riuscita della presentazione della Mocidade l'ha data anche Giove Pluvio. Infatti la pioggia, che aveva rovinato la festa ai carri precedenti, ha deciso di dare una tregua, permettendo ai quattromila componenti di impegnarsi con molta determinazione nel ballo e nel canto del samba. Più della metà dei partecipanti erano estranei alla comunità, principalmente italiani. Vedremo nei prossimi giorni come andrà a finire, se cioè
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February 7 - CARNEVALE ROMANO: QUELLO STORICO È A VIA MARGUTTA
ROMA\ aise\ - Il Carnevale, erede degli antichi Saturnali, è nato a Roma, dove nel Rinascimento ha toccato apici di opulenza e sfrenatezza da far invidia alla Rio de Janeiro dei nostri giorni.
Il Carnevale era rovesciamento delle parti (i poveri comandavano i potenti e i potenti stavano al gioco), musica, luce, scherzi feroci, cibo e vino a volontà. Per ricostruire il clima del vero Carnevale romano, nei limiti del vivere civile e della sicurezza, ovviamente, il Comune (Assessorato al Commercio) e la Provincia di Roma promuovono la prima edizione del Carnevale a via Margutta nel giorno di martedì grasso, oggi 8 febbraio.
È la conclusione ideale del breve Carnevale di quest'anno: le maschere sono quelle tipiche della vecchia e spesso dimenticata tradizione romana (Cassandrino, Don Pasquale, Meo Patacca...) e così i dolci e il vino e le storie raccontate dai cantastorie (le cronache dei "fatti di coltello" che spesso accompagnavano le sanguigne feste d'epoca), nonché gli stornelli cantati sulla via, dai terrazzi e nei cortili. Infine, sfilata con le maschere tipiche e corteo con i "moccoletti". Nel bel mezzo, omaggio a Fellini, grande esploratore del "grandguignol" romanesco, con l'esecuzione di musiche di Nino Rota. (aise)
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February 6 - RIAPRE A VENEZIA LA COLLEZIONE PEGGY GUGGENHEIM
VENEZIA\ aise\ - Dopo quasi un mese di chiusura, sabato 5 febbraio la Collezione Peggy Guggenheim ha ripaerto al pubblico e molte sono le novità che accoglieranno ora i visitatori. I lavori di manutenzione straordinaria e di adeguamento dello storico Palazzo Venier dei Leoni si sono concentrati sul ripristino della cosiddetta barchessa, un padiglione nel giardino costruito nel 1957 su volere di Peggy Guggenheim. Il pubblico potrà ammirare questo spazio nella sua originaria bellezza, con la riapertura della grande finestra verso il cortiletto che si affaccia sul cancello di Claire Falkenstein. Il costante incremento del numero dei visitatori, 350mila nel 2004, e la ricca offerta di mostre, eventi, programmi hanno reso necessario rinnovare e migliorare i servizi per i visitatori della Collezione Peggy Guggenheim. Dopo la riapertura del museo, due appuntamenti primaverili attendono i visitatori: il 19 febbraio verrà aperta al pubblico la mostra "Brancusi. L'opera al bianco", in collaborazione con l'Atelier Brancusi del Centre Pompidou, Musée national d'art moderne di Parigi, e il 19 marzo la mostra "E se venisse un colpo di vento? Opere di Giuseppe Spagnulo", a cura di Luca Massimo Barbero, Associate Curator della Collezione Peggy Guggenheim. (aise)
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February 2 - EXHIBITION - "CAMPANIA: LAND OF MYTH AND HISTORY"
Rare books & Manuscripts from Italian and American Collections" Special Collections Room, Lauinger Library, Georgetown University, 37th and O Streets NW, Washington, DC For information call: (202) 687 7425\line\line Under the patronage of the Embassy of Italy, Regione Campania, Italy, brings a brilliant array of rare books and illustrations to Washington that portray the rich cultural history of the region in an exhibit at the Georgetown University Special Collections Division of Lauinger Library. Entitled "Campania: Land of Myth & History" the exhibit is presented jointly with The Georgetown University and coordinated by the cultural association, Italian Muse, with the collaboration of the Istituto. The rare items featured have been drawn from the vast collections of the libraries of Campania, an area that extends from Naples southeast across the Italian peninsula.\line\line This exhibit, which will remain open throughout the month of December, will highlight significant places and events of great historical interest connected to this ancient and fascinating region, which is a veritable cradle of classical civilization. The parchments, manuscripts, and ancient volumes on display help illuminate the tradition of the "Grand Tour" of the 18th century as they trace the history of the kingdom of Naples and the re-discovery of the famous ancient Greek and Roman settlements in Campania where a trove of archeological and artistic artifacts remain as a testimony to the presence of those cultures.\line\line The exhibit will also pay visual tribute to the treasures of Campania with a handsome collection of images, including hand colored illustrations and engravings by artists such as William Hamilton, Jean-Claude R. de Saint-Non, Thomas Major, Filippo Morghen, Giovan Battista and Francesco Piranesi. These remarkable images offer viewers a glimpse of the dramatic discoveries unearthed during the excavations of Pompeii, Ercolanum, and Paestum and other all but forgotten moments in the history of Naples and Campania. \line In conjunction with the exhibit a team of experts from the library and museum sectors in Italy are sponsoring a series of workshop to examine and explore critical issues related to the management and preservation of the cultural and artistic legacy entrusted to their institutions. Also participating in the workshops will be their American counterparts from major institutions in the Washington area, such as the Library of Congress, the Folger Shakespeare Library, the Baltimore Museum of Art, and The Georgetown University. \line\line The Special Collections Division at the Lauinger Library of The Georgetown University is open Monday through Friday from 9 AM to 5:30 PM.
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"LA FENICE" RISORGE ACCOMPAGNATA DA LA TRAVIATA DI ROBERT CARSEN
VENEZIA\ aise\ - Serata di gala venerdì scorso alla "Fenice" di Venezia in occasione della riapertura, dopo sette anni, dello storico teatro. Ad inaugurare l'evento la più veneziana delle opere di Verdi, "La Traviata", composta quasi interamente nei foyer di questo teatro e qui rappresentata per la prima volta nel 1853. Nella sontuosa sala si respira un'atmosfera d'altri tempi: uomini in smoking, donne con sfarzosi abiti piumati, veri reali, quelli del Belgio, seduti nel palco regio. Anche il teatro, ricostruito dopo il terribile incendio del 1996 esibisce di nuovo le sue antiche forme a meno di una piccola e quasi impercettibile differenza rispetto all'originale: l'inclinazione dell'arco scenico, soluzione adottata per ovviare ai problemi acustici derivati dall'impiego, nella ricostruzione, di legni moderni, molto meno sonori di quelli originali. Ma quando il sipario si apre l'illusione del passato svanisce. Risulta immediatamente evidente l'intenzione del regista, il canadese Robert Carsen, di offrire una rappresentazione moderna di "Traviata", trasferendole valori strettamente attuali come, e questo si coglie appunto fin dalla prima scena, l'importanza e il potere del denaro. Il pregio maggiore dell'interpretazione di Carsen sta nell'aver reso l'opera fortemente dinamica, grazie anche alla straordinaria Patrizia Ciofi, che interpreta Violetta, e alle scelte stilistiche di Lorin Maazel, che realizza una strettissima unione tra orchestra e palco ed elimina le tradizionali pause tra le arie rendendo l'esecuzione molto più fluida e scorrevole. Parole, musica e azione coincidono in ogni momento fino a fondersi in chiusura del terzo atto con il teatro stesso, quando insieme a Violetta la sala torna a risplendere illuminandosi mentre lei pronuncia la sua ultima frase: "Cessarono gli spasmi del dolore/ in me rinasce... m'anima/ insolito vigore!": è la "Fenice" che risorge. (aise)
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October 3 - The Pope John Paul II Cultural Center
3900 Harewood Road, NE, Washington, DC 20001
202-635-5400
God's Women: Nuns in America, a new exhibit about women religious.
The exhibit highlights the contributions that nuns and religious sisters have made to American culture as educators, medical professionals, administrators, social workers and women of prayer.
This exhibition contains artifacts, art and photographs spanning a 300-year history.
Featured are three American saints: Elizabeth Ann Seton, Frances Cabrini and Katharine Drexel who changed the educational and social dimensions of American Catholic life.
The exhibit also looks at nuns in popular culture, including the Flying Nun, the Singing Nun and the Ingrid Bergman-nun.
Featured is a collection of more than 50 dolls in authentic habits, circa 1950s, that were made by various religious orders.
The Pope John Paul II Cultural Center fosters greater understanding among people of different religious, cultural and ethnic backgrounds through art, cultural programs, dialogue and study. It seeks to cultivate a society that is united by the Gospel message of justice, responsibility, peace and compassion.
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September 12 - Stagione 2004-2005 della Washington National Opera
Washington - La Washington Opera che, per voto del Congresso ,si fregia ora dell'attributo "National" ha inaugurato la 49ma stagione con "Andrea Chenier" di Umberto Giordano in una produzione originale della compagnia con Salvatore Licitra e Carlo Ventre nel ruolo di Andrea Chenier , la soprano Italiana Paoletta Marrocu in quello di Maddalena de Coigny e Mario Bellanova nel ruolo di Fouchier Tinville. Placido Domingo sostituira' Maestro Evelino Pido' nelle recite del 26 settembre e 2 ottobre.
Salvatore Licitra, Paoletta Marrocu e Carlo Ventre debuttano con la compagnia che li ha scelti per aprire la grande stagione del ritorno alla rinnovata Opera House del Kennedy Center che include "Trovatore" e "Tosca" e che, nella tradizione iniziata dal Direttore Generale Placido Domingo, include anche una Zarzuela, la "Luisa Fernanda" ed un Opera originale , "Democracy"commissionata al compositore Scott Wheeler, nativo di Washington DC.
A concludere il ricco cartellone sono "Billy Budd" di Benjamin Britten co-diretta da Francesca Zambelli, " Maid of Orleans" di Tchaikovsky, "Flauto Magico" di Mozart, " Sansone e Dalila" di Sain-Saens e " Democracy " di Scott Wheeler che vedra' anche il debutto della Youth Orchestra della Washington National Opera.
Altri artisti in programma sono Mirella Freni come Giovanna d'Arco, Marcello Giordani che in "Tosca" si alternera' a Salvatore Licitra nel ruolo di Cavaradossi, Roberto Servile nel ruolo del Conte di Luna, Carmen Giannattasio come Leonora nel "Trovatore" e la Washingtoniana Denyse Graves ed Elena Manistina che si alterneranno nel ruolo di Azucena.
Il Maestro Stefano Ranzano debuttera' come conduttore per "Maid of Orleans" che sara' diretta da Lamberto Poggelli con scene di Luisa Spinatelli e costumi di Tiziana Tosco.
"Tosca" sara' diretta da Franco Corsaro, Emilio Segi dirigera' la Zarzuela " Luisa Fernanda", e "Samson e Dalila " ritorna nella produzione originale di Giancarlo del Monaco.Tanta Italia in una stagione che conferma la Washington National Opera come una delle grandi compagnie della lirica. (Pino Cicala)
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April 16 - CANDIDA CONVERSAZIONE CON GABRIELE SALVATORES REGISTA DI "NON HO PAURA"
Pino Cicala- Devo anzitutto dire grazie perche' mi ha riportato indietro alla mia gioventu' in campagna, in un paesaggio diverso meraviglioso come il racconto, per come si svolge, e per l'obiettivo all' altezza del bambino, e per i contrasti, per la storia basata purtoppo su argomenti, su episodi non belli ma raccontata in una maniera cosi' delicata, e cosi' umana.
Gabriele Salvatores- Ma io infatti penso che comunque questo non sia un film sui rapimenti e potrebbe essere su qualsiasi altra cosa. In realta' ci voleva questa cosa importante di un padre che faceva qualcosa che non andava. Il film e' infatti secondo me proprio un film sulla perdita dell'innocenza, sul passaggio tra l'infanzia e l'adolescenza, cioe' quello che qui chiamano "coming of age" E' il rapporto tra padre e figlio la cosa che mi interessava indagare di piu' fin dall'inizio. A volte quando si e' bambini si pensa che il papa' e la mamma sono solo buoni, e poi si scopre che possono essere buoni e cattivi, bianchi e neri, comunque umani. Questo e' il passaggio che ti permette poi di diventare adulto:- l'abbiamo sperimentato tutti, e' anche un passaggio doloroso. Io ricordo la prima volta che mio padre non e' stato bene veramente, che rischiava di morire c'era proprio quella scoperta che siamo umani.
PC-vulnerabili.
GS-Bravissimo, centrando su questo si puo dire che ovviamente non mi interessava niente di quello che poteva essere la parte cruenta, violenta, della vicenda, certo mi piaceva raccontare questa storia questa perdita dell'innocenza, il passaggio, la perdita dell'infanzia anche, come se fosse un thriller; in effetti c'e' qualcosa di spaventoso nella perdita dell'innocenza .Questo e' il motivo per cui poi e' venuto cosi, cioe non e'un film documentario o violento su quella cosa li
PC-E poi le tradizioni della famiglia, la madre che ovviamente deve seguire il marito e non puo reagire……e poi la relazione fra Michele e la sorellina
GS-Questo 'e molto carino. Adesso le racconto una cosa che non ho avuto modo dire anche perche' fare le interviste in inglese e' sempre piu complicato, ma e una cosa molto carina .La bambina aveva cinque anni quando ho girato il film e quindi non sapeva neanche leggere pero' era una bambina molto intelligente, anche molto spiritosa e un giorno la vedevo un po triste sono andato da lei e le ho detto se poteva fare qualche scena in cui camminava per mano con Michele, e allora le ho chiesto: ma che cosa e' che sei triste…e (lei) dice ma sai, io lui, questo Michele,questo Giuseppe si chiama, mi piace tanto pero' mi fa tanto soffrire. E allora come per altre situazioni del genere ho cercato anche un pochino di usare questa logica. Ho detto a Michele :- Guarda che devi proteggerla e' piccolina oltre tutto guarda che tu le piaci ...ma molte di queste cose sono nate cosi sentendo i bambini, nessuno aveva recitato prima. Li ho scelti proprio secondo delle loro attitudini .Per esempio Michele e' figlio di un operaio della FIAT. Il padre lavora di giorno la madre di notte quindi lui e' sempre solo fin da piccolo ed e' abituato a occuparsi del fratellino piu piccolo e quindi ha proprio sviluppato questo senso di protezione verso i piu piccolini e nello stesso tempo e' stato un po costretto a diventare un po piu grande prima del tempo dovendo occuparsi di qualcuno piu piccolo. Infatti c'era questo velo di malinconia nei suoi occhi ogni tanto.E' un ragazzino molto vispo .Io non ho figli ma ho imparato molte cose con questo film e credo di aver capito un po cosa vuol dire
PC-C'e' poi il tema dell'amicizia fra i bambini quando si scopre che ci si puo fidare ma fino a un certo punto ..questo e' un altro shock
GS-Certo. Lui affronta in questa vicenda tutta una serie di cose che sono quelle che poi purtroppo ci fanno diventare grandi Quello e' un altro momento tremendo perche' il confidare un segreto a un amico e scoprire che questo puo tradirti per ottenere qualcosa perche', parlando con un po di psicologia, per prepararmi al film, mi dicevano che e' uno dei passaggi appunto quando cominci a usare le cose in termini utilitari. I bambini all'inizio hanno un rapporto con la realta' molto istintivo, passionale, non razionale. Quando si comincia a fare una cosa per ottenere, ed anche i bambini lo fanno a un certo punto, cioe fanno i carini con la mamma per avere qualcosa, quel momento li' e'primo passo in cui..
PC-Un passaggio molto delicato e' quando a poco a poco i bambini. cioe il ragazzino che e'ostaggio Michele cominciano a parlarsi, si scoprono
GS-Quella e' una delle scene che personalmente mi piace di piu' ed e' anche uno dei miei sottotemi del film.Ognuno poi puoi vederci quello che vuole pero'questa e' una cosa a cui tengo molto perche' credo che la paura nasce da quello che non conosciamo e che quindi ci spaventiamo perche' non lo conosciamo, perche' e' diverso da noi, e la paura genera violenza. Ovviamente se ci lasciamo avvicinare anche se ci lasciamo toccare da chi pensiamo sia diverso magari possiamo scoprire che siamo uguali. Michele dice "no ma sei piccolo..hai dieci anni..anche io.. che fai la quinta.. anch' io.. ma allora siamo uguali". Quella cosa e' incredible in un mondo dove facciamo di tutto, tutti quanti, per sembrare unici, diversi da come ci tagliamo i capelli,da come ci vestiamo tutta la ricerca di dire io sono..invece i bambini sono felici di scoprirsi uguali,che e' una bella cosa.Si, quella e' una della mie scene preferite fra l'altro pensi che per farla io ho lavorato coi bambini non raccontadogli la storia dall'inizio, ma facendogliela scoprire scena per scena mentre giravamo proprio per farli partecipare di piu ma poi anche senza farli diventare piu spontanei nel lasciare proprio in modo che ogni giorno poi la sera mi dicevano ma che succede adesso : "aspettate domani lo scopriamo insieme … ma lui chi e'.. quello mi dicevano allora arrivati a quella scena prova a pensare chi sia veramente… potrebbe essere come un ET, un extraterrestre, un alieno,uno zombie quindi all'inizio c'era questa cosa li' che dovevamo costruire,
PC-Infatti quando scopre che c'e' qualcuno nel fosso vede solo un piede.. poi dopo alcune visite piano piano...lentamente..la coperta che lo copre ..quasi come a un monaco...scivola
GS-Quell'idea la e' venuta..proprio a Mattia, si chiama il bambino cosi che faceva la parte di Filippo, un bambino molto introverso. Diceva quando sto in casa spesso leggo e siccome mi da fastidio la luce non voglio che nessuno mi veda , mi chiudo in camera, mi metto sotto la coperta. Da li e' venuta fuori l'idea, lui ha detto proprio come ET .. si ricorda che in ET lo portano coperto, ed io li ho fatto giocare a quello
PC-Poi e' anche bello perche' ..il bambino in effetti si crede morto
GS-O e' un matto o e' un morto vivente, uno zombie. Lavorando un po' con i psicologi infantili mi hanno detto una cosa che mi ha molto commosso,.mi hanno detto che i bambini non hanno il senso della morte cosi forte. Vedono un gatto morto, un uccellino morto, ma non lo sperimentano ed invece hanno fortissimo, cosa tremenda per loro, il senso dell'abbandono e per questo che il bambino preferisce pensare che sono morti piuttosto che pensare che "... se sono vivi perche' non mi vengono a prendere"
PC-V'e poi la differenza tra la sensibilita e l'intelligenza dei bambini e questo gruppo di sequestratori che fanno piuttosto ridere
GS-Perche' poi forse Lei lo sapra' o si ricorda che molti di quei sequestri venivano organizzati al Nord, famosi Turatello, Vellensasca, , e il rapito era poi affidato a qualche famiglia di poveracci, in Calabria , in Puglia , in Sicilia, in Sardegna. A volte se li vendevano, e quando la cosa non riusciva ad andar a buon termine una famiglia di pastori o contadini si vendeva il sequestrato chiaramente abbassando il prezzo quindi per dire che si trattava di disperati. Io ho cercato di dare questa idea, certo sono colpevoli stanno facendo una cosa cattiva.. non esistono buoni e cattivi..c'e' un motivo in una terra cosi abbandonata
PC-... e cos'i bella
GS-E cosi bella .Cristo si e' fermato ad Eboli. Si, una terra fantastica. Mi sono innamorato della Basilicata che non conoscevo bene , qualche volta passavo di la coi genitori per andare in vacanza ma non la conoscevo ed e' veramente straordinaria: ha montagne bellissime, due mari diversissimi perche' verso Metaponto la Magna Grecia e' tutta sabbia dall'altra parte verso il Tirreno ci sono queste rocce a picco sul mare, una terra bellissima con anche gente molto ospitale all'inizio, meno per esempio della Sicilia o di certe cose della Campania e sono un pochino piu chiusi, pero' superato il primo momento si aprono
PC- Hanno avuto meno contatio
GS-Anche meno cultura. La Sicilia ha una cultura fortissima c'e' insomma proprio questo senso anche di grande eleganza... non so come dire... mentre li' e' piu contadina piu arcaica, ci sono ancora paesi ove parlano albanese, paesi che parlano Greco... Ed e' un granaio perche' come avra' visto, anche questo non lo sapevo perche' sapevo della Puglia , anche in Sicilia ci sono tanti campi di grano ma non cosi'. E' pazzesco, e' un oceano per chilometri si puo andare lungo la strada , la statale intorno a Melfi . per chilometri sembra un deserto, sembra un mare di spighe ,non ho dovuto cambiare molto..
PC-Devo dire che non ho detto una parola ,durante la proiezione non si sentiva volare una mosca ,e poi il finale, solo un improvviso sprazzo di luce
GS-Non c'e' sangue che poi e' un errore. E' il padre ovviamente ( a sparare) e quindi non volevo farlo vedere.Quell' abbacinarsi del bianco, il bianco che arriva e' per certi versi e' anche piu violento, e secondo me, e' anche piu efficace perche' lo schermo all'improvviso non c'e' piu .Non c'e piu vita. Lo schermo bianco e come la pagina bianca dello scrittore all'inizio non c'e' niente
PC- Anche quei paesaggi quelle dissolvenze ..paesaggi dello stesso tipo che si sovrappongono....i e si fondoni uno nell'altro
GS-Secondo me la natura ha delle linee architettoniche meravigliose, a me piace per esempio, molto girare in esterni , non sono architetto, io ho studiato per fare l'avvocato, poi ho preso un altro tipo, mio padre avvocato napoletano gia' un classico pero' mi piace molto l'architettura, il design, e quando riesco a trovare un po' a comporre l'inquadratura pensando a delle linee prospettiche a delle linee costruttive mi piacerebbe...
PC-Gli architetti sono un po in tutto... pensi a , Fellini; Lattuada,...
GS-infatti credo che abbia un senso perche' l'inquadratura e' proprio come un progetto, devi in qualche modo riempire gli spazi, volumi e vuoti.
PC-Io parlerei con lei ancora ...
GS-Anche a me piacerebbe ..
PC-Grazie- Le porgo un benvenuto a Washington anche a nome di chi ascoltera' questo programma
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IL DAVIDE DEL VERROCCHIO RESTAURATO :- DAL BARGELLO ALLA NATIONAL GALLERY OF ART DI WASHINGTON
Il David del Verrocchio sara' alla National Gallery of Art di Washington fino al 21 marzo 2004. E' la prima volta che in 527 anni la statua verra' esposta con la testa di Golia non ancorata ai piedi di Davide ma posta a destra come nella concezione originale.
La statua di David e stata restaurata con i piu moderni metodi in cooperazione con l'High Museum di Atlanta, la Banca C.Steinhausen & Co ed in collaborazione col progetto Citta' di Firenze e l'Associazione "Amici del Bargello"..Un impresa di grande respiro e di alto costo , con uso di prodotti chimici ed inteventi di laser per i quali l'High Museum di Atlanta ha contribuito ampiamente letteralmente meritandosi la visita di Davide.
Il Davide, tema favorito dai piu famosi scultori del Rinascimento rappresenta la giovinezza e quindi la rinascita in quel particolare periodo storico di Firenze. Commissionato dalla Famiglia de Medici fu venduto alla Governo della citta',prima ancora che l'opera fosse compiuta perche' fosse posta nel Palazzo del Governo su una base la cui dimensione rese necessaria la collocazione della testa di Golia tra i piedi di Davide, e quindi il taglio di una parte dei capelli.
Il restauro ha dimostrato che la collocazione originale era quella che e' stata adottata a Washington dove la testa del Golia e'stata collocata alla destra della statua, ed ha anche portato alla luce il bronzo originale con venature di oro ed interessanti particolari anatomici che confermano un Davide giovane ma muscoloso, con lo sguardo diretto, soddisfatto e sorridente , elegante in un vestito semplice ma ricco di decorazioni.
Un Davide che David Allan Brown, uno dei piu grandi esperti di Leonardo , crede sia un ritratto del piu famoso allievo di Verrocchio, il giovane Leonardo da Vinci. Un capolavoro, senza altre copie, portato allo splendore originale ,ed esposto a Washington , dopo la sosta di Atlanta, fra i capolavori del Rinascimento della collezione della National Gallery of Art che includono i busti di terracotta di Lorenzo e Giuliano deMedici della bottega del Verrocchio e dello stesso maestro.
Un avvenimento eccezionale che va oltre alla semplice mostra e diventa un esempio di collaborazione artistica a livello internazionale .Ad esso hanno collaborato curatori dei musei del Bargello,di Atlanta e di Washington dove la mostra e' stata allestita dall'assistente curatore per le sculture Eleonara Luciano.(Pino Cicala)
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RITRATTO DI FERNANDA OLIVIER DI PICASSO ALLA NATIONAL GALLERY
OF ART
Una mostra dei ritratti di Fernande Olivier, che Picasso esegui nel 1909, presenta una serie di opere che segnano un periodo di svolta nella produzione del grande maestro. La mostra, pensata dopo l'acquisizione di uno dei primi bronzi della "Testa di Donna"
(Fernande), mette assieme culture, disegni, oli, e fotografie dei 'lavori in corso.
Io ho avuto la fortuna di visitare mostre di Picasso dai primi anni cinquanta quando a Roma, alla Galleria Nazionale, ebbi modo di apprezzare il percorso dell'artista, dai primi inizi al raggiungimento della assoluto dominio della linea e della forma,e poi altre anche piu vaste come dimensione,come quella recente alla stessa National Gallery, ma questa mostra ha un impatto straodinario.
Forse perche' nel raggruppamento per soggetto si puo vivere il cambiamento incrementale, forse perche', come Italiano d'America, ha voluto dare un significato speciale al ritorno dell'artista spagnolo in patria, a Horta de Ebro per quel momento cruciale che coincide con l'nvenzione del cubismo.
La mostra dal 1 ottobre 2003 al 18 gennaio 2004 e' accompagnata da una serie di conferenze, film e di altri eventi collaterali. Dettagli della mostra di Fernande Olivier di Picasso possono essere trovati nel prossimo.
ROMARE BEARDEN ALLA NATIONAL GALLERY
La Mostra " The Art of Romare Bearden" alla National Gallery of Art dal 14 settembre 2003 al 4 gennaio 2004, ha dato inizio a una serie di manifestazioni sull'intreccio tra arte e musica, blues e sogni , piantagioni del Sud e metropoli del Nord. Un cammino ed una ricerca continua che si svolgono attraverso il passaggio tra i vari mezzi di espressione artistica, colori,collage,oli,monotipi di uno dei piu grandi artisti afroamericani .La mostra, include 130 opere, che esplorano la complessita' dell'evoluzione dell'artista ed include pezzi raramente esposti provenienti anche da collezioni private. Una serie di concerti, films, conferenze, organizati da enti ed associazioni locali accompagneranno questa prima grande mostra che celebra l'esperienza afroamericana in Washington DC. Dettagli della mostra di Romare Bearden possono essere trovati nel prossimo.

Metropolitan Museum of Art New York On display January 22 through March 30, 2003: Leonardo da Vinci, Master Draftsman. More than 130 drawings of extraordinary beauty by Leonardo da Vinci, one of the great masters of all time. This exhibition will survey the staggering contribution as artist, scientist, theorist and teacher of Leonardo da Vinci, the supreme icon in western consciousness, the very embodiment of the universal Renaissance genius.
SMTHSONIAN-HIRSHHORN MUSEUM AND SCULPTURE GARDEN thru Jan 20 ZERO TO INFINITY; - ARTE POVERA 1962-1972- More than 140 works by 14 artists including Giovanni Anselmo, Luciano Fabro, Giulio Paolini, Michelangelo Pistoletto e Gilberto Zorio -Daily 10AM-5:30PM.
Arte povera, termine coniato dal critico Germano Celant nel 1967, descrive un lavoro nato e sviluppatosi in Italia nel dopoguerra.

NATIONAL GALLERY OF ART 600 Constitution Ave. NW, Washington DC
DRAWING ON AMERICA'S PAST- Folk Art, Modernism and the Index of American Design. The Index of American Design helped hundred of artists through the Great Depression and produced a pictorial survey of Americana that may never be surpassed. This winter, The National Gallery of Art celebrates the 60th anniversary of the acquisition of the Index with this exhibition which is open thru March 2nd, 2003.
L'Indice e' una raccolta di acquarelli che riproducono fedelmente creazioni artistiche ed artigianali americane. Alcune delle riproduzioni sono accanto ai loro soggetti. Di fattura squisita le opere meritano una visita. Molti degli artisti sono Italo-Americani.
Sapevate che...
Artisti italiani hanno contribuito a opere pubbliche e a monumenti nella Capitale: Attilio Piccirilli e 5 suoi fratelli scolpirono il Lincoln Memorial, iniziato nel 1911 e terminato nel 1922. Le opere di Brumidi, Andrei, Persico, Valperga, Causici, i fratelli Franzoni, ed altri artisti italiani adornano il Capitol. Andrew Bernasconi e lautore delle sei statue, realizzate tra il 1909 e il 1911, che decorano la facciata della Union Station. In tempi piu recenti, le statue che adornano la National Cathedral, inaugurata nel 1990, sono state realizzate da scultori italiani e italoamericani. Uno di essi, Vincent Palumbo, e stato, fino alla sua recente scomparsa, il responsabile di questi lavori.