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Commemorata a Washington la ricorrenza di Vittorio Veneto- (Nov 2003)
La ricorrenza di Vittorio Veneto e' stata commemorata a Washington con una Messa solenne nella Parrocchia Italiana del Santo Rosario, celebrata dal Parroco Don Carlo Zanoni, concelebranti Monsignor Leopoldo Girelli della Nunziatura Apostolica, ed il Missionario della Consolata Rev. Giuseppe Sesana , alla presenza dell'Ambasciatore d'Italia, S.E. Sergio Vento, del Vice capo Missione Stefano Stefanini,dell' Addetto militare Generale Pasquale Preziosa , del Generale Graziano , dell'Ammiraglio Caruso e di Funzionari e personale dell Ufficio militare e dell'Ambasciata d'Italia nella bella Chiesa costruita dagli emigranti e gremita di fedeli.
La tradizione iniziata nel 1968, nel 50mo anniversario della Vittoria, e che riuni' allora tanti combattenti e tanti "ragazzi del '99" , continua oggi nel ricordo di tutti i caduti di tutte le guerre e delle missioni di pace cui l'Italia ha dato e da un importante contributo.
L'Ambasciatore Sergio Vento, alla fine della liturgia, ha espresso la gratitudine e la riconoscenza della Nazione a quanti sono caduti nell'adempimento del loro dovere in difesa della patria nell'affemazione di interessi nazionali, "un momento alto e forte e dell'identita' della nazione italiana ed anche del significato del contributo che le forze armate stanno dando oggi e continueranno a dare in futuro per l'affermazione dei valori di solidarieta' di dignita' umana di liberta' e di giustizia".
Concludendo l'Ambasciatore ha espresso il compiacimento di "ritrovarci ogni anno per questa commemorazione ma sopratutto per questa affermazione di forte convinzione dei valori nel significato che la parola Patria sia per tutti noi un motivo di grande soddisfazione".
La liturgia, durante la quale era stato osservato un momento di riflessione con le note del "Silenzio" e del "La leggenda del Piave", si e' conclusa con il canto degli Inni nazionali.
Nel pomeriggio, il programma Radio Italiano riprendendo dalla celebrazione del 50mo anniversario della Vittoria, nel 1968, ha aperto la tradizionale commemorazione annuale di Vittorio Veneto con il brano piu famoso del bollettino della Vittoria registrato dalla viva voce del generale Armando Diaz, e con una selezione di musiche patriottiche, concludendo con "Va pensiero" e con un invito a commemorare i caduti di tutte le guerre e, nel giorno della commemorazione dei defunti, anche quanti sono caduti sull'altro non meno importante fronte del lavoro e sono morti in terre lontane con sulle labbra e nel cuore il nome della patria lontana.
Avevano lasciato le persone care e si erano salutati sapendo che il loro arrivederci era un addio pagando il prezzo non umano imposto a chi emigra per trovare e conquistarsi all'estero un futuro per se e per i figli, quei figli i cui successi abbiamo visto riconoscere e premiare al Gala' conclusivo del convegno annuale della Fondazione Italo Americana. (Pino Cicala)
© 2003 Pino Cicala. All rights reserved.
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Dal primo Consigliere Alberto Galluccio abbiamo ricevuto questo Avviso Urgente per i Connazionali
SI INFORMANO I CONNAZIONALI RESIDENTI ALL'ESTERO (E NON) CHE A PARTIRE DAL 1 OTTOBRE 2003 POTRANNO ENTRARE IN USA IN ESENZIONE DI VISTO PER MOTIVI TURISTICI ("VISA WAIVER PROGRAM") SOLTANTO SE IN POSSESSO DI PASSAPORTO ITALIANO A LETTURA OTTICA (COME DA FAC-SIMILE QUI RIPORTATO).IN CASO CONTRARIO GLI INTERESSATI DOVRANNO MUNIRSI O DI VISTO PRESSO LE AUTORITA' AMERICANE IN ITALIA O DI UN NUOVO PASSAPORTO A LETTURA OTTICA. PER BENEFICIARE DELL'ESENZIONE DEL VISTO PER MOTIVI TURISTICI, I MINORI DEVONO AVERE PASSAPORTO INDIVIDUALE A LETTURA OTTICA.PER ULTERIORI INFORMAZIONI CONSULTARE:
il sito del consolato americano in Italia (www.usembassy.it/cons)
e il sito del US Department of State (www.travel.state.gov/vwp.html)
Dalla stessa pagina e' possibile accedere al FAC-SIMILE DEL PASSAPORTO A LETTURA OTTICA.
(Ndr) Segnaliamo alla vostra attenzione le nuove disposizioni delle autorita' americane, per ridurre al minimo il disagio di coloro che si recano in Italia alla fine di questa estate.
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Consultazioni Referendarie del 15 Giugno 2003 - Dati statistici STATI UNITI
Cari amici,
allego la tabella con i dati relativi alle ore 16:00 di giovedi' 12 giugno 2003, da considerare definitivi in relazione alla partecipazione al voto all'estero.
Come in precedenza, la colonna RESTITUITI indica il numero di plichi non consegnati per irreperibilita' dei destinatari, quella delle BUSTE il numero delle buste restituite agli Uffici entro l'anzidetto termine di legge. La percentuale dei votanti e' calcolata sul numero dei plichi effettivamente recapitati.
Cordialmente,
Alberto Galluccio
Primo Consigliere dell'Ambasciata d'Italia a Washington
Consultazioni Referendarie del 15 Giugno 2003 - Dati statistici STATI UNITI
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PLICHI |
% |
RESTITUITI |
% PLICHI |
RECAPITATI |
BUSTE |
% RECAPITATI |
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| BOSTON |
12,999 |
8.38 |
3,263 |
25.10 |
9,736 |
2,187 |
22.46 |
|
| CHICAGO |
13,824 |
8.91 |
2,829 |
20.46 |
10,995 |
2,395 |
21.78 |
|
| DETROIT |
9,854 |
6.35 |
1,783 |
18.09 |
8,071 |
2,052 |
25.42 |
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| FILADELFIA |
13,892 |
8.96 |
2,773 |
19.96 |
11,119 |
2,841 |
25.55 |
|
| HOUSTON |
2,167 |
1.40 |
58 |
2.68 |
2,109 |
703 |
33.33 |
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| LOS ANGELES |
10,627 |
6.85 |
497 |
4.68 |
10,130 |
1,484 |
14.65 |
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| MIAMI |
6,139 |
3.96 |
734 |
11.96 |
5,405 |
1,178 |
21.79 |
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| NEWARK |
11,775 |
7.59 |
2,406 |
20.43 |
9,369 |
2,074 |
22.14 |
|
| NEW YORK |
65,117 |
41.99 |
11,631 |
17.86 |
53,486 |
11,401 |
21.32 |
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| SAN FRANCISCO |
6,908 |
4.45 |
832 |
12.04 |
6,076 |
596 |
9.81 |
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| WASHINGTON |
1,783 |
1.15 |
114 |
6.39 |
1,669 |
596 |
35.71 |
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155,085 |
100.00 |
26,920 |
17.36 |
128,165 |
27,507 |
21.46 |
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MESSAGGIO DI S.E. L'AMBASCIATORE SERGIO VENTO
Trasmesso da Melodie Italiane per il 2 giugno 2003
Per la prima volta ho l'onore e l'orgoglio di rivolgere alla collettivita' italiana un messaggio di augurio ed al tempo stesso un programma di lavoro al momento dell' assunzione delle mie responsibilita' come Ambasciatore Italiano a Washington. L'augurio e' rivolto a ciascuno di loro sopratutto nel convincimento del grande contributo che sara' offerto all' affermazione del ruolo degli italiani e degli italoamericani nella societa' americana.
Una grande societa' che ha offerto al mondo, al mondo delle liberta', al mondo della democrazia, al mondo della sicurezza un insostituibile contributo nel corso del ventesimo secolo e che ancora recentemente ha continuato a manifestare una forte leadership.
Per quanto riguarda il programma di lavoro che mi accingo a condurre, a sviluppare, tengo a sottolineare l'importanza della posizione assunta dall'Italia al fianco degli Stati Uniti nell'affermazione e nel raggiungimento di obiettivi di sicurezza in una fase particolarmente delicata , particolarmente travagliata dell'attualita' internazionale come ci e' stato tragicamente ricordato dagli attentati terroristici dell'undici settembre e da quelli ancora piu recenti.
L' Italia e' stata al fianco degli Stati Uniti innanzitutto per ragioni di solidarieta', ma anche perche' condivide l'analisi su quelle che sono le nuove minacce arrecate dopo la fine della guerra fredda dal terrorismo nelle sue varie manifestazioni. Terrorismo inteso come rifuito del dialogo, come rifiuto della collaborazione internazionale per cercare delle soluzioni equilibrate e giuste ai tanti problemi che esistono nella realta' internazionale.
Da Parte del Governo Italiano, da parte del Parlamento, da parte dell'opinione pubblica italiana c'e' infatti la consapevolezza che la ricerca di soluzioni ai problemi del sottosviluppo, della poverta nel mondo, dell'emarginazione va cercata con strumenti politici, con strumenti di dialogo, con strumenti di cooperazione, rispetto ai quali non c'e' spazio per il terrorismo, non c'e' spazio per la dottrina del rifiuto.
Quindi come Italiani e come Europei intendiamo continuare ad operare d' intesa con gli Stati Uniti ricercando in ogni modo la piattaforma di intesa e di collaborazione con gli Stati Uniti per l'affermazione dei nostri valori di liberta', di sicurezza, di giustizia; ed in questo gli Italiani d'America hanno un ruolo importante da svolgere. Sapete tutti come negli ultimi ventiquattro mesi il ruolo dell'Italia in questo paese e' cresciuto. E' cresciuto non soltanto nella sua dimensione politica, che ricordavo prima, ma in quella economica ed imprenditoriale. E' cresciuto come ricerca di nuovi spazi per la lingua italiana, per la cultura Italiana. La presenza dell'Italia e' cresciuta anche grazie al contributo di quegli Italiani che operano in questo paese nel settore della scienza, della ricerca, dell'Universita'. Loro rappresentano infatti un valore aggiunto ed un enorme potenziale per la crescita quantitativa e qualitativa dei rapporti fra l'Italia e gli Stati Uniti.
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Annual Gala e nuovi obbiettivi per l'Ordine Figli d'Italia in America (May 2003)
Alla vigilia del 15mo Gala annuale dell'Ordine dei Figli d'Italia in America il Dott Vincenzo Marra, recentemente nominato "Ambassador and Advisor to the Executive Council" dell'Ordine Sons of Italy in America, attraverso il programma Radio Italiano di Washington ha spiegato le novita' del Gala 2003 nelle relazioni fra OSIA e l'Italia. Per la prima volta in 99 anni i "Sons of Italy" avranno come sponsors un entita' italiana, ha detto Marra. La Federlombarda, che rappresenta l'agricoltura della Lombardia, sponsorizzera' una cena basata essenzialmente sulle specialita culinarie lombarde (Il risotto servito dalle forme di Grana,il Grana ed il Prosciutto delle Valli Padane, l'Ossobuco, per citare alcune cose), ma e' importantissimo che i "Sons of Italy" mi hanno chiesto di diventare loro Ambasciatore per avvicinarsi vieppiu' all'Italia di oggi. Ho accettato questo incarico, ha continuato Marra, perche' credo fortemente nell'Italia come quinta potenza economica industriale mondiale. L' Italia e' veramente un grande paese che dobbiamo cominciare a portare qui. Al Sindaco Albertini, che mi chiedeva come mai, come nuovo Ambasciatore, ho portato i Sons of Italy prima in Lombardia , ho spiegato che gli Italiani d' America ,che per ' l' 82 % guardano a Napoli come al Nord , hanno dovuto abbandonare tutte le loro tradizioni, ed hanno dovuto trasformare il loro modo di pensare estremamente emotivo in prammatismo di tipo anglosassone per poter avere successo nello stato americano. Nel Nord avete dovuto trasformarvi da societa' rurale a societa prammatica - ha continuato Marra- quindi io credo che il dialogo con gli Italo americani, che sono quasi tutti del Sud, deve cominciare dal Nord perche e' la parte piu vicina a noi. Voi la pensate come noi, siamo tutte e due prammatici . Poi quando si tratta di andare a fare un bicchiere o comunque ricordare le tradizioni possiamo sempre tornare nei luoghi di origine pero' tenete presente che la forza portante degli Italiani d' America vuole conoscere l' Italia che lavora , vuole conoscere l' Italia di oggi; quella tradizionale la conosce gia, glie la hanno lasciata i genitori , e questo desiderio forte dei Sons of Italy di volersi riagganciare all' Italia non puo cominciare dalla tradizione. La tradizione c'e' e quindi incoraggiamo tutte quelle regioni che vogliono portare la tradizione ad essere sempre piu vicini a noi, come lo sono stati in passato, ma noi dobbiamo portare qui, finalmente, la forza reale, la forza tecnologica perche' quando noi pensiamo all'Italia che si trova negli Stati Uniti con i ristoranti ,con il cibo con tutte le altre cose tradizionali che conosciamo ,dobbiamo pensare a un Italia estremamente vulnerabile (perche' se oggi va di moda il vino Italiano e domani va di moda lo champagne chiaramente vincono i Francesi se poi va di moda la birra vincono i Tedeschi) viceversa se noi riusciamo a portare qui il "know how" e la tecnologia che hanno fatto dell' Italia la quinta potenza mondiale, allora possiamo accedere a delle situazioni durature, di contratti per costruzioni di aerei , intelligence, progetti spaziali , dove l' Italia purtoppo appare solo al 4% contro il 25 dei francesi. Perche'dobbiamo essere sempre ridotti a paese di spaghetti ristoranti e allegra vita ,si chiede Marra, quando siamo una superpotenza culturale che non si deve raffigurare solo nei dipinti di Raffaello o di Michelangelo. Siamo una superpotenza culturale che modernamente oggi porta l' Italia per diritto, per numeri, nell'Olimpo del mondo.
Per questo , per la prima volta in 99 anni, l' Ambasciata Italiana ospitera' i Sons of Italy per una presentazione Medicea della cultura associata ad un grande pranzo d'affari. La Federlombarda sponsorizzera' il professor Enrico Bruschini che verra' dall' Italia per presentare l'arte Italiana moderna in una conferenza di 45 minuti che raccogliera' tutta la stampa ed i mezzi mediatici per dire che i Sons of Italy si stanno avvicinando all'Italia di oggi.
L'Italia di oggi viene a trovare gli Americani attraverso questa iniziativa, che e' la prima di una serie di iniziative che devono combinare l'Italia di oggi, l'arte di oggi , la superpotenza culturale alla superpotenza tecnologica, economica. Signori l'abbiamo gia detto, ha concluso Vincenzo Marra, siamo gia' alla pari.
Nel corso del National Education and Leadership Gala saranno premiati il Chairman dell'Empire State Development Hon. Charles Gargano, il Segretario Tesoriere della AFL-CIO Richard L. Trumka, ed il leggendario pilota Andy Granatelli. Joe Mantegna sara Maestro di Cerimonie del Gala di cui e' Chairman Onorario il Governatore dello Stato di New York George E. Pataki. di origini calabresi.
La Fondazione dell'OSIA ha distribuito oltre 80 milioni di dollari per borse di studio, ricerche mediche, progetti culturali ed aiuti umanitari. L'Ordine, fondato nel 1905, ha sede a Washington e conta 754 capitoli con oltre 600 mila membri. (Pino Cicala)
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Nuova Associazione di Italiane a Washington(May 2003)
Un associazione di Donne Italiane che Vivono all' Estero (D.I.V.E.) che si propone di promuovete le relazioni interpersonali tra italiane residenti all'estero e' nata a Washington per l'iniziativa di un gruppo di amiche. La Presidentessa Dott.ssa Paolo Corneo ha descritto per gli ascoltatori del programma Radio Italiano di Washington la storia, le attivita' ed i piani per il futuro.
"La nostra associazione e' nata nel novembre 2001 e la nostra principale ragione di esistere sono i nostri figli, che se sono fortunati hanno un genitore italiano e che comunque frequentano scuole americane, ed e' quella di organizzare attivita' in italiano per questi bambini perche' sappiano cos'e' l'Italia , cos'e' la lingua italiana , e siano in contatto perenne con questa bellissima cultura e se decidessero un giorno di tornare in Italia non si trovino spersi.
Dell'associazione possono fare parte donne Italiane che parlano italiano ma sono ammesse anche italo americane, il 10%, che debbono pero' parlare perfettamente italiano e devono aver vissuto in Italia. Su 80 socie 6 sono infatti Italo americane.
Desideriamo mantenere l'italianita' perche' 'tutte noi abbiamo avuto un contatto molto importante con l' Italia, siamo praticamente tutte cresciute in Italia e quindi possiamo davvero trasmettere ai nostri figli tutto quello che abbiamo assorbito nella nostra infanzia e nell'adolescenza."
Le DIVE organizzano attivita' varie per le socie ma sopratutto per i loro figli. "Un attivita mensile per i bambini fino a cinque anni e una per bambini piu grandi, mentre per le socie organizziamo un dopo-cena e un incontro settimanale del comitato di accoglienza per dare il benvenuto alle nuove arrivate. Facciamo grandi feste per Carnevale, Natale, Fine Anno, Pasqua, facciamo anche una Caccia al Tesoro e tante altre attivita' tutte in Italiano. Un paio di volte l'anno organizziamo delle cene alle quali invitiamo i mariti".
In progetto anche un libro di cucina, ed un sito web che si aggiunge alla newletter "La Divoteca" ricca di informazioni, che contiene anche una lunga lista di libri della biblioteca circolante. L'associazione "non profit" si propone anche di fornirsi di una sede propria ed ha gia iniziato ad espandersi con una sezione fondata in Connecticut da una DIVA che vi si e'trasferita.( Pino Cicala)
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Congresso sull'insegnamento delle lingue straniere (May 2003)
Si e' tenuta a Washington la riunione annuale del cinquantenario della North-East Conference on the teaching of Foreign language. Sotto gli auspici dell'Ambasciata d'Italia vi hanno partecipato numerose istituzioni che si interessano all'insegnamento della lingua Italiana, che assieme, in un area dedicata all'Italiano hanno presentato progetti, proposte, metodi innovativi di insegnamento per lo sviluppo professionale.
Fra i partecipanti gli enti gestori dei programmi di insegnamento della lingua Italiana nell'area Metropolitana, gli Istituti Italidea di Roma, Babilonia di Taormina, Dante Alighieri di Siena, Edizioni Alma di Bologna Edizioni Guerra, e il consorzio ICON per ' insegnamento della lingua e cultura Italiana attraverso l'internet ed AROMI D'Italia che rappresenta il lato piu dolce della cultura con le sue offerte gastronomiche e culinarie.
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EUROPEAN ART AT DUPONT CIRCLE (May 2003)
Washington Art Celebrates the Beginning of Summer at the Galleries of Dupont Circle - June 2003
In the first such collaboration with the embassies of the European Union member-countries, eleven Dupont Circle galleries have opened their doors to artists from the European Union. The show offers Washingtonians a glimpse of recent trends in European art and features painting, drawing and photography. With a different curator from each gallery, the overall show contains a wide array of styles, reflecting Europe's diversity. This event is co-sponsored by the European Commission Delegation in Washington, DC.
Austria -- Maria Moser, Marsha Mateyka Gallery
Belgium, Flanders -- David Alexander Janssen, Studio Gallery
Denmark -- Miki Jacobsen, Anne Vilsboll, Burdick Gallery
Finland -- Melek Mazici, Elizabeth Roberts Gallery
France -- Franck Moeglen, Troyer Gallery
Germany -- August Sander, Kathleen Ewing Gallery
Greece -- Konstantin Kakanias, Elizabeth Roberts Gallery
Ireland -- Felim Egan, Robert Brown Gallery
Italy -- Carmello Bolognese, Enzo Faraoni, Patrizia Gozzini, Raimondo Izzo, Silvio Loffredo, Antonio Martini, Alessandro Nutini, Ken Tielkemeir, Gallery 10
Luxembourg -- Anne-Lorraine Bousch, Conner Gallery
Spain -- Alberto Reguera, Gallery K
Sweden -- Maria Friberg, Conner Contemporary Gallery
The Netherlands -- Jan van Duijnhoven, Reinoud van Vught, Gallery K
United Kingdom -- Paul Edwards, Aaron Gallery
Opening Reception at all 11 galleries on Wednesday, June 4th from 5.30 - 7.30 p.m.
For more information, please visit: www.artgalleriesdc.com
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ITALIAN BOOK CLUB DELL'ORDINE FIGLI D'ITALIA IN AMERICA (April 2003)
L'Ordine Figli d'Italia in America, si prepara al vicino centenario (nel 2005) con numerose nuove iniziative al servizio della Comunita' Italo Americana attraverso i suoi 754 capitoli e le centinaia di migliaia di soci in tutta America. Fra queste e' il "Sons of Italy Book Club , un programma inteso a divulgare le opere di autori Italo Americani che saranno usati come base di discussione nelle riunioni mensili.
L'annunzio e' stato fatto alla conclusione di una Tavola Rotonda alla quale hanno partecipato autori di successo che hanno discusso lo stato , i problemi , e le aspettative della letteratura italo-americana.Alla discussione, condotta dall'editore della rivista "Washingtonian", Chuch Conconi, hanno partecipato il poeta Dana Gioia, recentemente nominato alla direzione del potente e prestigioso National Endowement for the Arts, e gli autori di best -seller, Lorenzo Carcaterra , Paul Policelli, Bill Tonelli ed Adriana Triggiani.Una presentazione interessante cui ha fatto seguito una seria di domande del numeroso ed attento pubblico che comprendeva rappresentanti della Comunita' Italiana, giornalisti,e funzionari dell'Ambasciata Italiana.
L'importanza di una produzione letteraria che rappresenti l'esperienza degli Italiani d' America e la cultura cui si ispira, che rifletta il contributo alla vita della Nazione,e che vada oltre gli stereotipi ha trovato un unanime consenso cosi come e' stata riconosciuta l'importanza della conoscenza della lingua italiana per una piu profonda comprensione reciproca e come elemento di identita.Sull'insegnamento della lingua Italiana che sara' offerta nei licei pubblici come materia valida per crediti all'Universita' ha parlato il Primo Consigliere Giampaolo Cantini che ha sottolineato l'interesse del Governo Italiano che ha approvato un sostanziale contributo finanziario ed l'assistenza di funzionari .
La Tavola Rotonda aperta col benventuo della Dott.ssa Dona De Sanctis,Vice Direttore Esecutivo dell OSIA, si e'conclusa col saluto del Presidente Nazionale Giudice Messa affiancato dal direttore Esecutivo Dott. Philip Piccigallo e dell'Ambasciatore dell'Ordine Vincenzo Marra. (Pino Cicala)
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Rinvio voto per i Comites (April 2003)
Le elezioni oper il rinnovo dei Comitati degli Italiani all'estero (Comites) sono state rinviate rispetto alla scadenza prevista ed avranno luogo entro il 31 dicembre 2003.
I Componenti dei Comites restano in carica fino all'entrata in funzione dei nuovi Comitati.
Il differimento dettato dal previsto referendum del giugno 2003, per evitare sovrapposizione di due elezioni e permettere cosi un sereno esame delle questioni da parte degli interessati.
Per il testo integrale visitare il sito dell'Ambasciata d'Italia all' indirizzo http://www.italyemb.org/avviso2.htm.
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NIAF NETWORKS WITH THE MEDIA IN THE NATION'S CAPITAL(Feb 2003)
The National Italian-American Foundation (NIAF) hosted its second media networking event this year with leading Italian American and Italian journalists at Café Milano in Georgetown on February 25, 2003. It was the Foundation's fifth media event in the nation's capital.
Michael Barone, senior writer at U.S. News & World Report, hosted the luncheon. Michael Castellano, a senior at Georgetown Preparatory School and NIAF Students to Leaders (S2L) participant who attended the Foundation's business and finance seminar in NYC last summer, joined the journalists from the print and electronic media to share his experiences. Fourteen journalists from the following media outlets: USA Today, Newsday, CNN, The Washington Post, National Geographic, Legal Times, White House Weekly, National Review Magazine, United Press International, WTTG -TV (Fox), ANSA, Gente D' Italia,and Antenna Italia attended the luncheon.
NIAF Chairman Frank J. Guarini, along with Hon. Connie Morella, former Member of Congress and NIAF board secretary, greeted the guests. The journalists received the latest report on the Italian ancestry of the 108th U.S. Congress compiled by the NIAF.
Michael Barone whose ancestors trace their roots to Italy, Ireland and Scotland talked about the strength that is rooted in the links we share with other groups. He drew the similarity between today's minority groups with those immigrants at the turn of the century. The journalists discussed the polarization that is occurring in the political world today and the need to keep a watchful eye on this trend.
The goal of the NIAF's media events is to give journalists an opportunity to meet with their colleagues and introduce the NIAF to them as the "one-stop" source for contacts and information about Italian Americans.
Last month the Foundation hosted a media dinner in Miami Beach for area journalists of Italian heritage. The NIAF has scheduled a similar event in New York City on March 6th at the Columbus Club.
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DISPOSIZIONI GENERALI PER LE BORSE DI STUDIO CONCESSE DAL GOVERNO ITALIANO A CITTADINI STRANIERI ED I.R.E." - ANNO ACCADEMICO 2003/2004. (Feb 2003)
Si trasmette in allegato, con preghiera di assicurarne la massima
diffusione, il bando predisposto da questa Ambasciata in applicazione delle
"DISPOSIZIONI GENERALI PER LE BORSE DI STUDIO CONCESSE DAL GOVERNO ITALIANO
A CITTADINI STRANIERI ED I.R.E." - ANNO ACCADEMICO 2003/2004.
Detto testo ed il bando sono inoltre in corso di pubblicazione sulla pagina
web www.italyemb.org/EducationSection.
Grato della cortese collaborazione, saluta cordialmente
per Pasquale FERRARA
Primo Consigliere
DESTINATARI:
===============
AMERICAN UNIVERSITY
4400 Massachusetts Avenue, N.W. Washington D.C., 20016-8058
prof. Romeo Segnan
Professor Emeritus
American University - Department of Physics
CATHOLIC UNIVERSITY OF AMERICA
3939 Massachusetts Ave NW - Washington D.C., 20016
Stefania Lucamante, Ph.D.
Associate professor of Italian and Comparative Literature - Director
Italian Program
Department of Modern Languages and Literatures
GEORGE WASHINGTON UNIVERSITY
2121 Eye Street, N.W. - Washington, D.C., 20052
Dr. Magda Ferretti
Coordinator, Department of Romance Languages and Literatures
Department of Romance Languages and Literatures
UNIVERSITY OF MARYLAND
College Park, MD, 20742
Giuseppe Falvo
Associate Professor of Italian
GEORGETOWN UNIVERSITY
Box 571014 - Georgetown University
Washington, D.C., 20057
Dr. Roberto Severino
Chair Italian Department
Department of Italian
GRADUATE SCHOOL, U.S.A. DEPARTMENT OF AGRICOLTURE
14th & Independence Avenue, S.W. - Room 1101
Washington, D.C., 20250-9901
Dr. Maria Wilmeth
Contract Manager
Center for Foreign Language Excellence
ISTITUTO ITALIANO DI CULTURA DI WASHINGTON D.C.
Prof. Marten Stiglio
Direttore
"N.I.A.F."
Serena Cantoni
"O.S.I.A."
Michael Greto
"Lido Civic Club"
Louis J. Scalfari, President
"Abruzzo and Molise Heritage"
Lucio D'Andrea President
5115 Concordia st
Fairfax, Va. 22032
A.A.T.I. - Washington Chapter (American Association Teachers of Italian)
Martin Marafioti Presidente
"Antenna Italia"
Pino Cicala
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Paola PESARESI
AMBASCIATA D'ITALIA
Ufficio Scuola
3000 Whitehaven Street, N.W.
WASHINGTON, D.C., 20008
TEL. 202 612 4494
FAX 202 518 2149
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L'Italia agli Oscar (Feb 2003)
Scontata l'esclusione del Pinocchio di Benigni, l'Italia e' presente agli Oscar con le candidature di Alberto Grimaldi, co-produttore di Gangs of New York, e gli scenografii Dante Ferretti e Francesca Lo Schiavo.
Alberto Grimaldi ha prodotto alcuni dei piu grandi film Italiani con Fellini (Casanova e Satyricon) Bertolucci ( Ultimo Tango a Parigi e Novecento ), Pasolini (Decamerone, Racconti di Canterbury, Salo') E Leone ( Per Qualche Dollaro in piu ed Il Bello,il Brutto e il Cattivo). Il film e' passato attraverso varie vicende legali prina che a Grimaldi fossero riconosciuti i diritti di produzione. Dante Ferretti da solo ed in coppia a Francesca Lo Schiavo ha avuto ben sette precedenti nominations. Per Gangs of New York essi hanno ricostruito a Cinecitta' un vecchio malfamato quartiere di New York, ed un quartiere signorile con ristoranti e decorazioni di lusso.
Il film di Scorzese potrebbe dare all'Italia due Oscar importanti, come miglior film e come migliore scenografia.Lo sapremo il 23 marzo, a primavera. (Pino Cicala)
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Aida in costumi Luminex alla Constitution Hall (Feb 2003)
Poster by Olbinski
Arte. Musica. Tecnologia. Sono stati tre elementi della presentazione in anteprima dei costumi dell' Aida che avra' la prima Sabato 22 febbraio nella rinnnovata Constitution Hall.
L'Ambasciatore Salleo che ha ospitato nella Ambasciata d'Italia l'eccezionale avvenimento ha sottolineato questi tre aspetti artistico musicale e tecnologico che sono l'Italia di oggi protesa al futuro e rispettosa delle tradizioni .
L'Aida aprira' la seconda parte della stagione della Washington Opera, che durante I lavori di ristrutturazione del teatro dell'Opera del Kennedy Center usera' la Constitution hall.
Per la presentazione dell'Opera si e' costruita, nella platea, una piattaforma che sara il palcoscenico attorno al quale gli spettatori saranno disposti come a ventaglio. Difficolta' enormi quindi per l'accesso in scena dei protagonisti,in mancanza di quinte, per la scenografia,, per l' orchestra che sara' disposta alle spalle dietro tendaggi speciali che permettono il passaggio dei suoni, problemi di acustica in un locale costruito per ospitare congressi.
A risolvere queste difficolta' e' stato chiamato il mago del virtuale Paolo Micciche'. Le Scene sono di Antonio Mastromattei e dall' Italia vengono anche i costumi, di Alberto Spiazzi in tessuti Luminex, un altra creazione Italiana che unisce l'esperienza dell industria tessile italiana alla tecnologia e che permette di inserire nei filati fibre ottiche in tessuti luminosi usati per le scene ed i costumi che nelle parole del creatore riflettono non solo la luce ma anche le emozioni interne del personaggio.
Aida apre sabato 22 febbraio con Franco Farina come Radames, Marianne Cornetti, Amneris, e Barbara Quintiliani come la Sacerdotessa.(Pino Cicala)
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La Washington Opera Company alla Constitution Hall (January 30, 2003)
Placido Domingo
La Washington Opera Company concludera' la stagione 2002-2003 alla Constitution Hall, sede temporanea durante i lavori di ristrutturazione del teatro dell'Opera del Kennedy Canter.
La Constitution Hall, costruita per ospitare congressi politici, sara' adattata per l'Opera con la costruzione di un palcoscenico nella parte anteriore della platea, mentre l'orchestra, mancando il "golfo mistico" sara' sistemata nell'attuale palcoscenico, dietro una velatura particolare che consente il passaggio del suono. Maestro, Orchestra e Cantanti comunicheranno attraverso una serie di monitors. La mancanza di "quinte", le difficolta' di cambi di scena, sono alcuni dei problemi che la produzione ha dovuto affrontare, e l'acustica ha richiesto particolari accorgimenti perche', ha detto Placido Domingo, nell'Opera non c'e' posto per amplificazione.
Ad aprire le presentazioni alla Constituion Hall e' stata scelta "Aida", la monumentale opera di Giuseppe Verdi, ed un direttore Italiano, il mago del virtuale e della fantasia creativa Paolo Micciche'. Un onore ed un onere non indifferente che ancora una volta riconosce la centralita' dell'Opera Italiana. Franco Farina sara' Radames.
All'Aida seguiranno "Don Giovanni" di Mozart, e "Fidelio" di Beethoven che sara' diretta da Francesca Zambello.
Per la Stagione 2003-2004 sono in cartellone sette Opere, fra le quali il Pipistrello di Strauss, La Norma di bellini, Le Walkirie di Wagner, che saranno presentate alla Constitution Hall.
Per il ritorno alla rinnovata Opera House del Kennedy Center, il direttore artistico Placido Domingo ha scelto la "Manon Lescaut" di Puccini, che lui stesso condurra', e per la quale sono in corso trattative con La Scala. Seguiranno "Cenerentola" di Rossini (che sara' condotta da Riccardo Frizza, con Simone Alberghini ed Alfonso Antoniozzi), "Traviata" di Verdi (scene e costumi di Giovanni Agostinucci, condotta da Giovanni Reggioli. In tutto sono quattro le opere italiane in cartellone per la stagione 2003-2004 che si concludera', come e' tradizione con un opera americana, "Un tram chiamato Desiderio", dal capolavoro di Tennesse Williams, diretto dall' autore, Andre' Previn, che sara' sostituito in due recite da Federico Cortese.
Una stagione interessante, ricca, e molto italiana, e nel gradito annunzio del Presidente del Board of Directors Michael Sonnenreich, senza aumento del prezzo dei biglietti. (Pino Cicala)
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I Foggiani: Avieri Americani in Italia nella Grande Guerra (January 30, 2003)
Dear Bert..cosi iniziano le lettere che il Tenente George Lewis inviava alla fidanzata Bertha Harsch.
Le lettere, gli appunti del suo diario,e tante fotografie documentano un periodo poco noto degli anni 1917 e 1918 quando avieri americani, addestrati a Foggia, al comando del Capitano Fiorello La Guardia, combatterono accanto agli Italiani contribuendo alla conclusione vittoriosa della Grande Guerra.
Il Tenente George Lewis visse quegli anni documentando il quotidiano che poi che si rivelo' staordinario. Nelle sue fotografie dell'Italia di allora, degli incontri con pionieri del volo, di piloti e progettisti, del volo sulle Alpi verso la Francia dove l'attendeva il progettista Ingegner Gianni Caproni sul "Grande 600 "aperto, dell 'incontro con Hemingway e con Luigi Rizzo sono la testimonianza visiva di un epoca e di un epopea.
Lettere, appunti, foto, raccolte dal figlio Edward che le ha organizzato raccontandole, sono ora in un libro che, pubblicato dal Museo Aeronatico Caproni di Trento, vuole rendere omaggio alla cooperazione dell'Italia e dell'America nella Grande Guerra.
L'Ambasciatore d'Italia, Ferdinando Salleo, che ha voluto presentare il libro in Ambasciata, ha sottolineato la continuita' del legame fra le due nazioni, ed il Capo di Stato Maggiore dell'Aeronatica Italiana, Generale Ferracuti, ha partecipato alla cerimonia alla quale sono intervenuti numerosi giovani ufficiali della Aeronautica Americana ed Italiana nonche' tanti discendenti di quegli avieri che mantengono vivo il ricordo della grande avventura nella associazione dei "Foggiani".
Il libro "Dear Bert" e' un documento essenziale nella storia della Grande Guerra. (Pino Cicala)
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Pinocchio di Benigni (Jan 2003)
Non sono stati troppo anzi affatto benigni i critici americani del film PINOCCHIO prodotto diretto e interpetrato dal grande attore, vincitore di un Oscar per "La vita e' bella".
Io ho letto Pinocchio quando ero ancora alle elementari e vedendo il film ho incontrato i personaggi che mi avevano affascinato da bambino. Pinocchio, infatti, non e' solo una favola ma una lezione,un maestro in piu, che fa capire il bene ed il male, i doveri dei bambini,il rispetto dei genitori e delle autorita' e ammonisce a guardarti dai cattivi ,dai pericoli,dai mostri.
Forse oggi in concetto del baubau che impaurisce i bambini non e' piu di moda in una societa in cui la violenza riempe film e videogiochi e mi sorprende che i critici si siano lamentati che il "mostro che mangia Geppetto" spaventa i bambini, e che i movimenti di Benigni non hanno l'agilita di un atleta.
Pinocchio e' un burattino che sogna di diventare un bambino vero non ha e non cerca quei poteri soprannaturali che i caratteri dei fumetti acquistano da costumi fantastici.Pinocchio ha solo un vestito di carta fiorata. Certo il doppiaggio non e' perfettamente sincronizzato ma di questo bisognerebbe parlarne ai doppiatori.
Perche' non parlare degli altri elementi che definiscono un film che racconta il "Pinocchio di Collodi" e non il "Pinocchio dal film omonimo" . E' una storia senza strappalagrime disneyane, in un paese italiano agli inizi dello Stato Italiano, raccontata con grande maestria, tecnica eccezionale,effetti speciali che non assaltano, un ritmo misurato, una fotografia in cui ogni fotogramma e' una composizione pittorica,un paesaggio urbano senza concessioni al pacchiano, e la splendida campagna toscana. La colonna sonora, ed i costumi esprimono amore e rispetto per la storia . Poco sulle scene spettacolo nel teatro dei burattini e nel paese dei balocchi molto,invece , sull'eta' di Benigni, che hanno giudicato troppo vecchio per sognare di essere Pinocchio.
Forse lo volevano in un costume da superhero.
Pinocchio e' un film da vedere e merita il successo che ha ottenuto in Europa dove, evidentemente, conoscono il Pinocchio del Collodi. Bravo Benigni, Grazie. (Pino Cicala)
e voi cosa ne pensate ? fatecelo sapere usando il FEEDBACK in questo sito
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DALLA REGIONE CALABRIA UN MONUMENTO IN MEMORIA DELLE VITTIME DELLA TRAGEDIA MINERARIA DI MONONGAH
REGGIO CALABRIA\ aise\ - "Il sacrificio di quegli uomini tempri le nuove generazioni", si legge nell'epigrafe che sarà posta alla base del monumento agli emigrati calabresi che persero la vita nella miniera di Monongah, nel West Virginia, il 6 dicembre del 1907. Il Consiglio provinciale della Regione Calabria ha infatti deciso di erigere l'opera commemorativa a San Giovanni in Fiore, località della Sila cosentina della quale erano originarie molte delle vittime del disastro minerario.
La tragedia di Monongah è stata ricordata recentemente dal presidente Ciampi in occasione della sua ultima visita negli Stati Uniti, nel corso di una cerimonia cui hanno partecipato il presidente del Consiglio regionale della Calabria, Luigi Fedele, ed il sindaco della cittadina di San Giovanni in Fiore, Riccardo Succurro. (aise)
STEFANO VIZIOLI A MELODIE ITALIANE
Una Conversazione con Pino Cicala
La Baltimore Opera Company ha aperto la Stagione con una nuova produzione del Trovatore di Verdi diretta da Stefano Vizioli.
Una Stagione che si apre nel segno italiano con il Maestro Andrea Licata, le scene di Alessandro Ciammarughi, la mezzo Soprano Marianne Cornetti, il giovane tenore Frank Porretta e Giovanni Meoni che debutta a Baltimora nella parte del Conte di Luna. Leonora sara' la bravissima Dimitra Theodossiu che ha cantato nel ruolo a Roma, a Trieste ed a Verona e che debutta negli Stati Uniti
Un opera difficile per le passioni ed il dramma che la caratterizza.Abbiamo chiesto di parlarci di questa nuova produzione al regista Stefano Vizioli.
VIZIOLI-Il Trovatore e' un opera difficilissima per un regista perche' parla di passioni e bisogna avere soprattutto quattro attori ed artisti formidabili e la scenografia e' un impianto fisso, una specie di scatola nera con dei piani inclinati che rendono molto movimentata la posizione anche degli artisti e quindi crea diversi piani anche di visione con delle immagini poi proiettate su delle quinte di specchio ed anche con delle immagini allusive del mondo magico e guerresco di un opera come Trovatore ma anche un mondo molto passionale.
P-Quale'e' la proporzione delle proiezioni? A Washington abbiamo appena visto Aida e Norma con scene create da proiezioni, molto efficaci, debbo dire. V-Le proiezioni in questo caso sono solamente allusive e riguardano solo questo materiale a specchio delle quinte quindi compaiono solo quando sono necessarie ai fini del racconto , ma del racconto emotivo, non della descrizione di un ambiente.Quindi, per esempio, un mondo stellare quando entra Leonora, questo mondo lunare femminile descritto attraverso questa specie di galassia che si vede in questomateriale a specchio e quindi riflettente, poi pero' una volta levata la proiezione resta questo specchio scuro, buio, per cui e' anche interessante verificare che la proiezione e' solamente un elemento allusivo, non e' mai un intera scenografia di proiezioni. Ecco questo ci tengo a dire P-E' la sua prima esperienza in America ?
V- No Io sono arrivato nel 2000 con Rossini a Filadelfia e poi da allora sono stato invitato a Boston, a Saint Louis e adesso a Baltimora, dove ero gia venuto col Barbiere di Siviglia due anni fa, e l'anno prossimo debuttero' a Santa Fe'.
Per me e' un debutto e sono anche abbastanza emozionato di debbuttarlo qui in America ed a Baltimora che e' una citta particolarmente filo italiana con una lunga tradizione operistica.
P- Cosa puo dirci sui suoi piani futuri
V- Sicuramente l'anno prossimo ho un importante debutto a Roma con Cavalleria Rusticana e con il Cordovano di Petrassi , il compositore molto importante che e' morto l'anno scorso quindi anche in commemorazione della morte e poi di nuovo a Saint Louis con Cavalleria Rusticana e Suor Angelica, Santa Fe' col Simon Boccanegra e Santiago del Cile con il Rigoletto.Incrocio le dita su altri progetti perche' da buon Italiano sono scaramantico. P- Dove ha studiato e dove e' nato ?
V- Io sono di Napoli, nato a Napoli in una famiglia di neoruopsichiatri,quindi evidentemente l'affiliazione con la lirica e' diretta: o finivo in manicomio o finivo in teatro .
P- Napoli ha una grande tradizione lirica, basta pensare al San Carlo, al Conservatorio di San Pietro a Maiella. Vincenzo Bellini, la cui Norma e' in programma a Washington ha studiato e debuttato a Napoli.
V- Io mi sono diplomato a San Pietro a Maiella in Pianoforte e sono molto emozionato di vedere Norma anche perche' e' un opera che io fatto con Riccardo Muti al festival di Ravenna e poi ho ripreso in tanti altri teatri Italiani. Certo per Norma bisogna avere una grande protagonista ed a Washington avete Hasmik Papian con la quale io ho fatto Nabucco due anni ed e' una grande artista.
P- Ha avuto un grande successo . Una Norma diversa perche' appunto a Constitution Hall non c'e' un palcoscenico vero e proprio quindi la scena e' stata creata con le proiezion
V- Io penso che per un regista un palcoscenico che sia fuori dagli schemi tradizionali sia sempre una sfida da accogliere l'importante e' non trasformare un luogo che non nasce come teatro in una brutta copia di un teatro.Un luogo autonomo, anche per esempio quando ho fatto a Saint Louis Lucia di Lammermour c'e' un palcoscenico assolutamente fuori dai canoni tradizionali pero e' una magnifica sfida per un regista. L'anno venturo a Santa Fe e' un altro teatro che assolutamente non risponde ai canoni dello spettacolo
P-La Washington Opera ha chiamato Paolo Micciche' ad aprire la stagione a Constitution Hall con l'Aida per la sua esperienza all'Arena,uno spazio diverso e alternativo ed anche Alberto Spiazzi per i costumi che all fine servono anche da schermo per le proiezioni.
V-Io penso che quando si ha uno spazio cosi particolare bisogna assolutamente assecondare la originalita della logistica dello spazio, Noi siamo viziati dai nostri meravigliosi teatri ma se si comincia ad andare in paesi come l'America, come la Germania, dove la tradizione degli spazi teatrali e' differente bisogna adeguarsi alle novita spaziali che possono dare questi paesi, non ancorarsi a uno stereotipo
P-Come ha trovato il teatro di Baltimora
V-Il teatro di Baltimora offre delle magnifiche possibilita' in larghezza, non e' molto profondo quindi si espande molto in larghezza, non in profondita'. Quello che mi piace molto in America e il lavoro che si fa con il coro. Sono sempre dei cori di una grandissima duttilita scenica che hanno una grande passione di stare in scena al contrario dei nostri che sono inamovibili, e mi fa piacere lavorare con dei cori cosi duttili e col desiderio del palcoscenico
P-Puo quindi orchestrarli,girarli, muoverli
V-Di non aver paura dei movimenti .Loro trovano nel movimento una ragione per essere in palcoscenico invece da noi, viziati purtoppo da una non cultura di palcoscenico, il movimento causa dei problemi psicologici perche' i compositori volevano il teatro non volevano il concerto con costumi
P- Un altra sfida per lei
V- Sicuramente una sfida che io accetto volentieri
P-Che vincera sicuramente.' Grazie per aver portato in America un altro esempio della creativita' italiana (Pino Cicala)
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SPECIALE XXV - LA BIOGRAFIA DI GIOVANNI PAOLO II - PAPA DEI GRANDI NUMERI E VIAGGIATORE INSTANCABILE
ROMA\ aise\ - Era il 16 ottobre 1978: dopo il brevissimo pontificato di Giovanni Paolo I (Albino Luciani, già patriarca di Venezia), viene eletto al soglio di Pietro il cardinale polacco Karol Józef Wojtyla, 58 anni, arcivescovo di Cracovia, primo papa straniero dal 1523. Rivolgendosi in italiano alla folla, presente in piazza san Pietro subito dopo l'elezione, riesce comunque a strappare un sorriso di simpatia con la frase divenuta subito famosa: "E se sbaglio, mi corigerete". Nato a Wadowice, città a 50 km da Cracovia, il 18 maggio 1920. Il 4 luglio 1958, papa Pio XII lo nomina vescovo ausiliare di Cracovia. Il 13 gennaio 1964 viene nominato arcivescovo di Cracovia da Paolo VI, che gli concede anche la porpora cardinalizia il 26 giugno 1967. Partecipa al Concilio Vaticano II (1962-65) fornendo un importante contributo nella stesura della costituzione "Gaudium et spes".
Questo è un Papa che ha fatto conoscere al mondo grandi numeri. In 25 anni di pontificato Giovanni Paolo II è stato un viaggiatore/pellegrino instancabile, nonostante i molti e seri problemi di salute. Non più tardi di un mese fa, (11-14 settembre) recandosi in Slovacchia ha compiuto il 102° viaggio all'estero, senza dimenticare l'appuntamento, di pochi giorni fa, a Pompei (il 7 ottobre) che ha segnato la 143esima visita pastorale in Italia. Non solo, perché tra i suoi continui movimenti, ha anche visitato la maggior parte delle 334 parrocchie romane. Circa duecento sono state, inoltre, le beatificazioni e canonizzazioni; nove i concistori, con la nomina di 232 cardinali, compresi i 31 annunciati all'Angelus di domenica 28 settembre 2003 e che riceveranno la berretta cardinalizia il 21 ottobre. (aise)
ESTERI/ IL GOVERNO ITALIANO ESPRIME CORDOGLIO AI FAMILIARI DI ANNALENA TONELLI/ IL MINISTRO FRATTINI: LA SUA TRAGICA SCOMPARSA, STIMOLO PER RIPORTARE LA PACE IN SOMALIA - IL MINISTRO TREMAGLIA: IL NOME DI ANNALENA RESTERÀ NEL CUORE DI TUTTI
ROMA\ aise\ - Il Governo italiano ha espresso il più profondo cordoglio ai familiari di Annalena Tonelli, la volontaria italiana uccisa in circostanze ancora non chiarite nella sua abitazione di Borama, nella regione del Somaliland. "Il suo assassinio è tanto più odioso in quanto unanime era l'apprezzamento per l'impegno umanitario che da tanti anni Annalena Tonelli profondeva in favore delle vittime della guerra, delle malattie e della povertà. La sua abnegazione e la sua dedizione nell'assistere i più bisognosi, in particolare i malati di tubercolosi per i quali aveva fondato un ospedale a Borama, le erano valsi lusinghieri e meritati riconoscimenti anche a livello internazionale", ha dichiarato il ministro degli Affari Esteri, Franco Frattini. "Sono profondamente addolorato per la tragica scomparsa della Vostra Annalena. Mi associo a quanti riconoscono alla Signora Tonelli doti straordinarie, di grande umanità e generosità, messe al servizio degli altri. Doti riconosciute a livello internazionale con l'assegnazione del Nansen Refugee Award". È quanto ha scritto invece il ministro per gli Italiani nel mondo, Mirko Tremaglia, nel telegramma di condoglianze inviato alla famiglia Tonelli. (aise)
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PREMIO ITALIANI NEL MONDO/ IL GRANDE ABBRACCIO DELL'ITALIA AI CONNAZIONALI NEL MONDO - PREMIO SPECIALE PER NINO MANFREDI E SOPHIA LOREN
ROMA\ aise\ - Gli italiani in Italia hanno stretto con un grande abbraccio i loro connazionali nel mondo. Il desiderio di Marzio Tremaglia è stato così realizzato dal padre, il Ministro Mirko Tremaglia. Mercoledì sera, per la terza volta, nella 'mozzafiato' cornice della terrazza del Bollettino al Complesso del Vittoriano si è svolta la cerimonia di consegna del Premio per gli Italiani nel Mondo, istituito dalla Fondazione Marzio Tremaglia. Un parterre decisamente importante, ha accolto, applaudito e ringraziato gli italiani che nel mondo si sono distinti nella scienza, ricerca, cultura, imprenditoria.rappresentando ed esportando al meglio il nome dell'Italia al di là dei confini nazionali.
La serata presentata da Roberta Capua in collaborazione con Pippo Baudo, si è aperta con l'esecuzione, da parte della banda dell'Areonautica militare, dei Due Inni d'Italia e alla Gioia e con la lettura del Messaggio del Presidente della Repubblica, Carlo Azelio Ciampi. "Il Premio Italiani nel Mondo rinnova anche quest'anno l'attenzione delle Istituzioni verso i nostri connazionali all'estero - si legge nel messaggio - . Il loro impegno contribuisce a valorizzare nel mondo il patrimonio di civiltà, di cultura e di tradizioni, elemento fondante della nostra identità. L'eccellenza dei premiati nell'arte, nella scienza, nella ricerca, nell'imprenditoria, nei ruoli istituzionali, testimonia la multiforme ricchezza del talento italiano. Il legame con questi concittadini alla vita della repubblica - viene sottolineato dal Presidente Ciampi - è diventato più intenso e partecipato attraverso l'esercizio del diritto di voto, attuato per la prima volta nell'ambito della recente consultazione referendaria".
Commovente è stata la consegna di un Premio Speciale a Nino Manfredi. A causa dei problemi di salute, oramai noti a tutti, a ricevere il Premio è stata la moglie e compagna di vita dell'attore, Erminia Manfredi, accompagnata da Lino Banfi (che a fine serata ha ricevuto per mano del Ministro Tremaglia una Croce della Presidenza della Repubblica per il suo impegno come Ambasciatore Unicef). Ospite d'onore, premiata con un premio speciale una donna che grazie alla sua bellezza, alla sua bravura è ed è stata musa ispiratrice di film, oggi pietre miliari del cinema, uno dei simboli, come è stato più volte precisato dell'Italia: Sophia Loren. (aise)
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BRONTE - CITTA' DEL PISTACCHIO E DELLA CULTURA - PRIMA TAPPA DELLA MOSTRA 'PER FESTEGGIARE I 1000 ANNI DELLA CARTA IN SICILIA'
BRONTE\ aise\ - (16- 8 - 2003) - La "Città del pistacchio e della cultura" sarà la prima tappa di un'importante mostra, sia dal punto di vista storico che culturale, della collezione di 12 tavole su carta fatta a mano dal titolo: "Per festeggiare i mille anni della carta in Sicilia". Il sindaco di Bronte, Salvatore Leanza, ha, infatti, accettato l'invito della galleria "Etnarte" di Riposto, ad esporre, nel Castello Nelson, durante la Sagra del Pistacchio, le opere realizzate col maestro "cartaro" Franco Conti e supervisionate da Mario Ursino, funzionario e storico del Museo nazionale di arte moderna e contemporanea di Roma. Un lavoro unico al mondo per ricordare l'introduzione della carta da parte degli arabi in Sicilia che non a caso si ferma a Bronte dove gli stessi arabi introdussero la coltivazione del Pistacchio, oggi simbolo e ricchezza della laboriosa cittadina. Ad arricchire la mostra, inoltre, due pannelli di carta fatti a mano più grandi al mondo. (aise)
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Su La Rinascita
ROMA\ aise\ - Su La Rinascita, settimanale del Pdci in edicola venerdì 15 agosto, è pubblicata una intervista di Giampiero Cazzato al filosofo Luciano De Crescenzo, ne pubblichiamo alcuni stralci. "Oggi andare in vacanza vuol dire entrare in competizione con decine di altri milioni di tuoi simili. Non si sa perché tutti incolonnati verso luoghi dove si diramano altre interminabili file, per mangiare, per vedere distrattamente luoghi d'arte, tutti arrabbiati con se stessi e con il mondo". "Bisognerebbe divertirsi lavorando e avremmo risolto il problema del cosiddetto esodo estivo e non solo quello. Io nella vita ho sofferto tanto per raggiungere questo livello. Ho guadagnato tanti soldi per non dovere andare più in vacanza". Alla domanda di quale sia il mezzo per instupidire le masse, Luciano De Crescenzo risponde: "La televisione. La tv è il più potente mezzo di plagio. Dovrebbe approfittare della sua potenza per migliorare il gusto della massa, invece fa il contrario (...). Ad Atene si eleggevano 400 "deputati" e poi dai 400 se ne tiravano a sorte 100. Io sono un fautore della democrazia del sorteggio. Se ci fosse stato il sorteggio la Dc non avrebbe governato per 40 anni di seguito. Se ci fossimo affidati alla sorte forse non avremmo un ministro che vuole dividere l'Italia. Quando vedo sventolare il tricolore e sento l'inno nazionale io mi commuovo. Quando sento Bossi parlare mi incazzo (...)".(aise)
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GLI ITALIANI NEL MONDO NEL DOCUMENTO DI PROGRAMMAZIONE DEL GOVERNO
ROMA\ aise\ - "Ai connazionali all'estero è stato riconosciuto il ruolo di straordinaria ricchezza e di indispensabile risorsa che gli spetta per quanto hanno saputo realizzare, in ogni parte del mondo, in termini di progresso e civiltà". Il Ministro per gli Italiani nel Mondo, Mirko Tremaglia, ha commentato con queste parole l'inserimento, nel Documento di Programmazione Economica e Finanziaria per gli anni 2004-2007, di un lungo passaggio che riguarda i 4 milioni di cittadini e i 60 milioni di oriundi che vivono in ogni parte del Pianeta. Il Dpef riconosce, anzitutto, la piena titolarità dei diritti, su un piano di perfetta parità con gli Italiani in Italia, acquisita dai connazionali con il fondamentale riconoscimento dell'esercizio del diritto di voto; in secondo luogo, pone l'accento sulle eccezionali potenzialità che si possono aprire anche a beneficio del nostro Paese favorendo gli investimenti degli Italiani all'estero in Italia.
Il passo del Dpef che riguarda gli Italiani nel mondo recita testualmente: "Gli Italiani nel mondo con l'esordio del voto all'estero per il referendum sono entrati a pieno titolo nella nostra Costituzione e quindi nel Sistema Italia. Il Governo realizzerà interventi nel settore istituzionale e sociale, rafforzando i legami con le collettività italiane all'estero al fine di riconoscere a loro gli stessi diritti che hanno gli Italiani in Italia. Gli Italiani nel mondo costituiscono una grande risorsa e una ricchezza per l'Italia. L'indotto a favore degli Italiani all'estero è di 191mila miliardi di vecchie lire. Il raccordo culturale, politico ed economico dei 4 milioni di cittadini italiani all'estero troverà attuazione con i 60 milioni di cittadini di origine italiana e con i 350 parlamentari oriundi che sono nei Parlamenti e nei Governi in ogni continente. Occorre facilitare gli investimenti degli Italiani all'estero in Italia".(aise)
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CGIE/ ASSEMBLEA PLENARIA/ ORDINE DEL GIORNO N.5: RIACQUISTO DELLA CITTADINANZA
ROMA\ aise\ - L'Assemblea Plenaria del Consiglio Generale degli Italiani all'Estero, riunita a Roma, dal 9 all'11 luglio 2003, ha approvato a maggioranza, con 2 voti contrari e 3 astenuti, un ordine del giorno sul Riacquisto della Cittadinanza. Nel testo del documento si legge: "L'Assemblea Plenaria del CGIE
RILEVATO
- che dopo l'approvazione della legge 91/92 che ha consentito il riacquisto della cittadinanza da parte dei connazionali che l'avevano persa ai sensi della legge n. 555/1912, e scaduti i termini che lo consentivano, tanti sono stati i connazionali che chiedono di poter riacquistare la cittadinanza italiana;
- che durante il periodo in cui era consentito riacquistare la cittadinanza italiana, vi sono state importanti comunità che non hanno potuto esercitare il diritto previsto dalla legge perché la legislazione del Paese dove vivono non lo consentiva, mentre oggi tale legislazione preclusiva e' modificata;
- che comunque la normativa attualmente vigente crea enormi disparità di trattamento in seno ad una stessa famiglia dove alcuni figli, perché minorenni, hanno potuto divenire cittadini italiani mentre altri, perché maggiorenni sono rimasti esclusi dal beneficio previsto dalla legge; - che anche in quei Paesi dove la legislazione consentiva il riacquisto della cittadinanza, la quasi totalità dei connazionali titolati ad esercitare il diritto, non lo ha fatto per l'assoluta mancanza di informazione;
- che tutte le comunità italiane nel mondo hanno in ogni occasione richiesto con insistenza di poter essere messi in condizione di riacquistare la cittadinanza italiana;
- che tale richiesta e' stata sancita anche in documenti ufficiali assunti dalla I Conferenza degli Italiani nel Mondo del Dicembre 2000 e dalle Assemblee Plenarie, Continentali e dalle Commissioni tematiche del C.G.I.E. RITENUTO
- che le richieste così come formulate rappresentano la volontà di quei connazionali che non hanno potuto usufruire e non hanno saputo della possibilità di esercitare un diritto previsto dalla legge
INVITA
il Ministro per gli Affari Esteri ed il Ministro per gli Italiani nel Mondo a formare un comitato tecnico che esamini le indicazioni emerse dalla I^ Conferenza degli Italiani nel Mondo, tenendo conto anche delle mutazioni nella comunità italiana, della futura costituzione europea, nonché delle problematiche relative alla doppia cittadinanza;
DA MANDATO
al CdP di trasmettere il presente ordine del giorno alle autorità interessate e di monitorare i successivi passaggi della richiesta così formulata per garantirne l'accoglimento, e di riferire poi all'Assemblea Plenaria". (aise)
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PRAEMIUM IMPERIALE per gli Italiani Mario Merz per la Scultura e Claudio Abbado per la Musica
Gli Italiani Mario Merz per la Scultura e Claudio Abbado per la Musica hanno ricevuto il "Praemium Imperiale 2003". Il Premio istituito dall' Art Association di Tokio nel 1988, premia gli artisti nelle categorie non incluse nel premio Nobel, Pittura, Scultura Architettura , Musica e Cinema/teatro.
Il Grant for Young artists e' andato alla "De Sono Associazione per la Musica. Fra i premiati del passato ricordiamo il pittore Matta,Gli scultori Umberto Mastroianni, Arnaldo Pomodoro e Giuliano Vangi, gli architetti Gae Aulenti e Renzo Piano, il compositopre Luciano Berio, e Federico Fellini per il Cinema.Per informazioni sul prestigioso premio e sui vincitori pote consultare il sito www.praemiumimperiale.org
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IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA CIAMPI: DA OGGI TOCCA ALL'ITALIA E NOI GUIDEREMO IL PROCESSO COSTITUTIVO ANIMATI DAL NOSTRO SPIRITO EUROPEISTA
SONDRIO\ aise\ - Da oggi, tocca all'Italia presiedere l'Unione in un semestre cruciale per il futuro dell'Europa.. Lo ha ricordato anche il Presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, da Sondrio, nel discorso pronunciato di fronte alle autorità istituzionali e civili. A pochi giorni dal vertice di Salonicco, che ha confermato l'importanza del progetto di Costituzione europea elaborato dalla Convenzione, il Capo dello Stato ha sottolineato che c'è ancora molto lavoro da fare: il testo già preparato deve essere ancora completato e può essere migliorato, soprattutto con un ampliamento dei campi di applicazione del voto a maggioranza.. Ciampi si è, poi, detto convinto che alla prima istituzione federale dell'Europa unita, la Banca Centrale Europea, bisogna affiancare altre istituzioni e procedure di lavoro, che consentano che a una politica monetaria federale, che ha per obiettivo l'interesse di tutta l'Unione, corrisponda una politica economica che sia anch'essa al servizio dell'Europa..
Ad ogni modo, ha proseguito, toccherà al Governo italiano guidare - e certo lo faremo animati dal nostro tradizionale spirito europeista - la fase finale del processo costitutivo, che, confidiamo, si concluderà con la firma di un nuovo Trattato di Roma: un documento che sarà, peraltro, per sua natura diverso dal precedente, perché dovrà contenere la Costituzione di una nuova entità transnazionale di governo di tutti i popoli europei che hanno aderito, o si preparano ad aderire all'Unione..
In coloro che, per tutta una vita, hanno creduto nell'idea dell'Europa unita e hanno lavorato perché si realizzasse, la prossimità del traguardo della firma di una Costituzione europea - ha proseguito Ciampi - suscita grande attesa.. Dalle macerie della più disastrosa di tutte le guerre europee, si è lavorato per costruire nuove istituzioni europee, ma, ha ammonito il Capo dello Stato, dobbiamo tutti continuare a lavorare, nel solco tracciato da alcuni grandi, illuminati, nostri antenati, quale fu Benedetto Croce. Egli, ha ricordato Ciampi, auspicava: "il germinare di una nuova coscienza, di una nuova nazionalità europea", che sarebbe sorta come l'identità nazionale italiana da quelle regionali, "non rinnegando l'essere loro anteriore, ma innalzandolo e risolvendolo in quel nuovo essere".
Proprio mentre cresce, in tutti noi, la coscienza di una comune identità europea e, per converso, riaffiora e si consolida anche la coscienza della propria identità locale, provinciale o regionale, crescono anche e si manifestano con forza la coscienza e l'orgoglio di essere Italiani.. Dunque, ha concluso Ciampi, siamo, contemporaneamente, più Italiani, più Europei, più Lombardi e in ciò non vi è alcuna contraddizione. L'anima umana è complessa, grande abbastanza per accogliere sentimenti complessi come questi, che non sono antagonistici, ma che anzi si arricchiscono vicendevolmente. Essi confluiscono nel senso di appartenenza a una grande civiltà, la civiltà europea, di cui l'Italia può a buon diritto vantarsi di essere stata la culla.. (aise)
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SEMESTRE ITALIANO/ RIUNIONE DELLA PRESIDENZA ITALIANA DEL CONSIGLIO DELL'UE/ IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA CIAMPI AI MEMBRI DELLA COMMISSIONE UE ED AL GOVERNO ITALIANO: L'EUROPA POTRA' SEMPRE CONTARE SULLA NOSTRA COSCIENZA EUROPEISTA
ROMA\ aise\ - L'Europa potrà sempre contare sulla coscienza europeista degli italiani, perché essa si basa sui valori di libertà e di rispetto della dignità di ogni essere umano, fondamento della nostra civiltà; valori consacrati nella Costituzione italiana, come nella Carta Europea dei diritti, e come domani lo saranno nella Costituzione dell'Unione Europea.. Con queste rassicurazioni il Presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, ha salutato i Membri della Commissione Europea e il Governo italiano, giunti ieri a Palazzo del Quirinale in occasione della riunione della presidenza italiana del Consiglio dell'Unione Europea. (aise)
AL VIA LA RIUNIONE COLLEGIALE TRA PRESIDENZA E COMMISSIONE EUROPEE
ROMA\ aise\ - Giunta ieri a Roma, dove è stata ricevuta al Quirinale dal Presidente della Repubblica Ciampi, la Commissione europea, guidata dal Presidente Romano Prodi, ha incontrato oggi, 4 luglio, il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ed i Ministri del Governo italiano, per uno scambio di vedute complessivo sulle priorità strategiche dell'Unione Europea nel semestre di Presidenza italiana. La Presidenza italiana pone particolare attenzione al rapporto con la Commissione europea e alla definizione delle basi per una cooperazione costruttiva. Anche per questo, ciascun Ministro ha incontrato i Commissari europei per le materie di rispettiva competenza. (aise)
CONVENZIONE EUROPEA E CONFERENZA INTERGOVERNATIVA AL CENTRO DEI COLLOQUI TRA IL MINISTRO FRATTINI E IL PRESIDENTE DEL SENATOFRANCESE PONCELET
ROMA\ aise\ - La necessità di consolidare i risultati della Convenzione europea nella Conferenza intergovernativa, che si aprirà in ottobre a Roma dopo un intenso lavoro preparatorio previsto per i mesi estivi, è stata al centro dell'incontro tra il Ministro degli Affari Esteri, Franco Frattini, ed il presidente del Senato francese, Christian Poncelet, ricevuto ieri, 3 luglio, alla Farnesina. Durante il cordiale colloquio Frattini e Poncelet hanno affrontanto vari temi legati all'integrazione europea ed hanno, in particolare, concordato sull'esigenza di concludere tempestivamente i lavori della Conferenza, per giungere alla firma del nuovo trattato costituzionale prima delle elezioni europee del giugno 2004. (aise)
IL MINISTRO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALEMANNO INCONTRA FISCHLER IN OCCASIONE DEL SEMESTRE DI PRESIDENZA ITALIANA DELL'UNIONE EUROPEA
ROMA\ aise\ - Il Ministro delle Politiche agricole e forestali, Gianni Alemanno, avrà oggi, venerdì 4 luglio, un incontro bilaterale con il Commissario europeo all'agricoltura, Franz Fischler, presso la Stanza degli Armadi di Villa Madama, in occasione del confronto tra il Governo italiano e la Commissione europea sulle priorità strategiche dell'Unione nel semestre di presidenza italiana. ella stessa occasione si svolgerà un incontro tra il Sottosegretario alle Politiche agricole e forestali, Paolo Scarpa Bonazza Buora ed il Commissario europeo alla Salute, David Byrne. (aise)
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SEMESTRE ITALIANO/ APPROVATA LA BOZZA DI COSTITUZIONE UE: COSI' LA CONVENZIONE CHIUDE I SUOI LAVORI/ IL TESTO ALLA PRESIDENZA ITALIANA IL 18 LUGLIO
BRUXELLES\ aise\ - La Convenzione si conclude oggi: il risultato dei suoi lavori è di proporre la prima costituzione per l'Europa.. Con queste parole il presidente della Convenzione europea Valery Giscard d'Estaing ha chiuso l'ultima assemblea plenaria della costituente UE, offrendo alcune foglie di lattuga alla tartaruga-drago cinese in terracotta che 18 mesi fa aveva indicato quale simbolo dei lavori della costituente. Il Presidente Giscard aveva aperto la seduta dell'ultima sessione plenaria ricordando quali saranno i simboli dell'Unione europea che la Costituzione consacrerà come parte dell'identità del continente: la bandiera, con le stelle d'oro su fondo blu; l'inno, tratto dall'Inno alla gioia della nona sinfonia di Ludwig Van Beethoven; il motto, essere uniti nella diversità, e la valuta, l'euro.. Inoltre il 9 maggio è celebrata in tutta l'Unione la festa dell'Europa.. Queste alcune delle novità inserite nell'ultima versione della bozza di costituzione europea modificata nella notte e che è stata sottoposta all'adozione definitiva della plenaria. Il Presidente Giscard consegnerà la bozza globale il prossimo 18 luglio a Roma al Presidente di turno del consiglio europeo. La bozza sarà, poi, trasmessa alla Conferenza Intergovernativa (Cig) che si riunirà sempre a Roma da ottobre per adottare definitivamente la costituzione europea. (aise)
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Diplomatici che sono stati a Washington (June 2003)
ROMA ( da aise) - Antonio Badini è il nuovo Ambasciatore d'Italia al Cairo. In carriera diplomatica dal 1970. Dal 2000 è Direttore generale per i paesi del Mediterraneo e del Medio Oriente . Dal 2002 è Ambasciatore di grado.
Roberto Toscano è il nuovo Ambasciatore d'Italia a Teheran. In carriera diplomatica nel 1969 e dal 1999 a capo dell'Unità di analisi e programmazione della Segreteria generale.
Giorgio Radicati è il nuovo Ambasciatore d'Italia a Praga. In carriera diplomatica nel 1967 e dal 1998 Console generale a New York.
Carlo Trezza è il nuovo Capo della Rappresentanza Permanente d'Italia presso l'Ufficio delle Nazioni Unite per il disarmo a Ginevra. In carriera diplomatica nel 1970 e dal 2002 Coordinatore per la Sicurezza e il Disarmo presso la Direzione generale per gli affari politici multilaterali e i diritti umani.
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CERIMONIA CELEBRATIVA DELL'INVENZIONE DEL TELEFONO DA PARTE DELL ITALIANO ANTONIO MEUCCI
Roma (aise)- Alla presenza del Presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, nell'Aula Magna del Ministero delle Comunicazioni, si e tenuta una cerimonia celebrativa dell'invenzione del telefono, ad opera dell'italiano Antonio Meucci. La manifestazione è stata indetta dal Ministero delle Comunicazioni per rendere omaggio ad una delle figure più rappresentative d'Italia che, con la sua geniale intuizione, ha dato onore e ha contribuito a diffondere nel mondo il nome e il prestigio del nostro Paese. Alla cerimonia sono intervenuti, tra gli altri, il Ministro delle Comunicazioni, on. Maurizio Gasparri, il Ministro Consigliere degli USA Incaricato d'affari, Emil Skodon, il Ricercatore, professor Basilio Catania, il giornalista Piero Angela,e il Direttore di Medialab del Massachussets Institute of Technology professor Nicholas Negroponte
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PRESENTATA DAL MINISTRO URBANI 'VETRINA ITALIA': IL CENTRO INFORMATIVO SUL PATRIMONIO CULTURALE ITALIANO (April 2003)
ROMA\ aise\ - Il nostro Paese ha una storia millenaria, che ha lasciato innumerevoli testimonianze artistiche. Artisti geniali, capolavori immortali, architetture raffinate, vestigia archeologiche che trasmettono il segno di grandi civiltà possono ancora oggi essere ammirate da tutti. Il compito del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, un'amministrazione che conta più di 24mila operatori, studiosi e specialisti diffusi sul territorio, è assicurare che questo tesoro venga tutelato. È quanto ha dichiarato il Ministro alle Attività e Beni Culturali, Giuliano Urbani, inaugurando "Vetrina Italia", il centro informativo voluto dal Ministero sul patrimonio culturale italiano. Aprire le porte di monumenti, musei e bellezze artistiche è, dunque, secondo le linee ministeriali, un modo non solo per far conoscere la storia e l'identità dell'Italia, ma anche per offrire ai visitatori stranieri l'unicità di un Paese dove la civiltà è lo straordinario prodotto dell'intreccio di arte e cultura.
Vetrina Italia - ha proseguito Urbani - è un esempio di come i settori dei trasporti, dell'accoglienza turistica e dei beni culturali debbano fare sistema per promuovere il Paese. Le grandi stazioni, gli hub aeroportuali e i porti marittimi sono i luoghi in cui l'Italia si presenta al mondo. Grazie a simili iniziative, che auspico possano essere ripetute altrove, milioni di persone saranno in grado di avvalersi ogni giorno di un bagaglio di informazioni sul patrimonio e gli eventi culturali il più completo ed esauriente possibile. La presenza di istituzioni e associazioni autorevoli, la facilità di consultazione e la ricchezza di informazioni finalmente accorpate - ha concluso - sono la migliore dimostrazione del fatto che l'Italia comincia a cogliere il significato strategico della valorizzazione del proprio patrimonio artistico. (aise)
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INTITOLATO ALL'ITALIANO STELIO MONTEBUGNOLI L'ASTEROIDE 14573 (April 2003)
ROMA\ aise\ - Deve fare uno strano effetto pensare che il proprio nome sfreccia nello spazio a velocità supersonica. Basta chiedere, per provare, all'Ingegnere Stelio Montebugnoli, dell'Istituto di Radioastronomia del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Bologna, al quale l'International Astronomical Union (IAU) ha intitolato l'asteroide 14573, per il contributo offerto al successo del primo esperimento intercontinentale di rilevazione di un asteroide in transito vicino alla Terra.
La tecnica più efficace per la rilevazione dei Near-Earth Asteroids (NEA) è quella radar, in particolare attraverso due antenne paraboliche: una che trasmette grandi potenze in direzione dell'asteroide e l'altra, situata anche a distanze intercontinentali, che ne riceve l'eco radio riflesso. Esattamente il sistema utilizzato nel primo esperimento intercontinentale Italia 'USA di rilevazione degli asteroidi, effettuato nel dicembre del 2001 grazie alla collaborazione tra NASA-JPL, Istituto di Radioastronomia (IRA-CNR) e Istituto di Scienze dell'Atmosfera e del Clima (ISAC-CNR), entrambi del CNR di Bologna, e l'Osservatorio Astronomico di Torino. A guidare questo team è stato proprio Stelio Montebugnoli, con Giordano Cevolani e Mario Di Martino. (aise)
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MARCELLO SPATAFORA E' IL NUOVO RAPPRESENTANTE PERMANENTE D'ITALIA PRESSO LE NAZIONI UNITE (March 2003)
ROMA\ aise\ - Marcello Spatafora è il nuovo Rappresentante permanente d'Italia presso le Nazioni Unite a New York. La nomina, recentemente deliberate dal Consiglio dei Ministri, è stata resa nota dal Ministero degli Affari Esteri, a seguito del gradimento del Segretario Generale dell'ONU.
Nato a Innsbruck il 30 luglio 1941, Marcello Spatafora si laurea in giurisprudenza presso l'Università di Pisa nel 1962 ed entra in carriera diplomatica nel 1964. Tra gli incarichi ricoperti nel corso della carriera, dopo aver prestato servizio presso la Direzione Generale del Personale, nel 1968 è Vice Console a Parigi. È in seguito nominato Primo segretario a Belgrado nel 1970 e Consigliere a Beirut nel 1973. Rientrato al Ministero nel 1977, presta servizio presso la Segreteria Generale. Dal 1980 al 1986 è Ambasciatore a Kuala Lumpur e quindi Ambasciatore a La Valletta. Nel 1989 riassume al Ministero come Capo della Delegazione per l'organizzazione del turno di Presidenza italiana della CEE-CPE (Comunità Economica Europea - Cooperazione Politica Europea) e nel 1991 è nominato Responsabile dell'Unità per le Autorizzazioni di Materiali d'Armamento. Dal 1993 al 1997 è Ambasciatore a Canberra e in seguito Ambasciatore a Tirana. Nel 1998 è nominato Ambasciatore di grado. Rientrato a Roma nel 1999, assume l'incarico di Direttore Generale degli Affari Economici e quindi, dal 2000, di Direttore Generale per la Cooperazione Economica e Finanziaria Multilaterale. (aise)
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APPROVATO IL REGOLAMENTO DI ATTUAZIONE DELL'ESERCIZIO DI VOTO PER I CITTADINI ITALIANI RESIDENTI ALL'ESTERO (March 2003)
ROMA\ aise\ - Lo schema di decreto del Presidente della Repubblica concernente regolamento di attuazione della legge 27 dicembre 2001, n. 459, recante norme per l'esercizio del diritto di voto dei cittadini italiani residenti all'estero (n. 168) è stato approvato dalla Commissione Affari Costituzionali del Senato. L'esame, sospeso nella seduta dello scorso 12 febbraio, è stato infatti concluso dalla Commissione giovedì 20 marzo, che ha espresso parere favorevole con le osservazioni proposte dal presidente Pastore, relatore, fin dalla sua esposizione introduttiva, integrato dai rilievi formulati dalla Commissione bilancio. Osservazioni che il Ministro degli Italiani nel Mondo, Mirko Tremaglia, presente durante i lavori del Senato, ha peraltro ritenuto pertinenti e quindi accoglibili.
Tremaglia ha inoltre assicurato che il Consiglio dei ministri approverà tempestivamente il regolamento di attuazione, con le modifiche suggerite, in modo da corrispondere alle pressanti esigenze connesse alla prossima consultazione referendaria. Il Ministro ha, poi, ricordato che sulla questione del voto per corrispondenza si è determinata un'ampia convergenza fra le amministrazioni interessate ed ha, infine, precisato che le norme regolamentari non comportano oneri finanziari ulteriori rispetto a quelli indicati a copertura della legge n. 459. (aise)
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SERGIO VENTO E' IL NUOVO AMBASCIATORE D'ITALIA A WASHINGTON (March 2003)
ROMA\ aise\ - Sergio Vento è il nuovo Ambasciatore d'Italia a Washington. La nomina, recentemente deliberata dal Consiglio dei Ministri, è stata resa nota dal Ministero degli Affari Esteri, a seguito del gradimento del Governo degli Stati Uniti d'America.
Nato a Roma il 30 maggio 1938, Sergio Vento si laurea in scienze politiche presso l'Università di Roma nel 1960 ed entra in carriera diplomatica nel 1963. Tra gli incarichi ricoperti nel corso della carriera, dopo aver prestato servizio presso la Segreteria particolare del Sottosegretario di Stato e a l'Aja, è Console a Buenos Aires dal 1970 al 1972 e quindi Consigliere ad Ankara.
Rientrato al Ministero nel 1975, presta servizio presso la Direzione Generale per gli Affari Politici. Nel 1979 è Primo consigliere alla Rappresentanza permanente d'Italia presso l'OCSE a Parigi. A Roma, dal 1985 al 1987 presta servizio presso la Direzione Generale per gli Affari Economici ed è quindi Consigliere Diplomatico del Vice Presidente del Consiglio. Nel 1989 è Ambasciatore a Belgrado e nel 1991 è nominato Ambasciatore di grado. Rientrato a Roma nel 1992, è Consigliere Diplomatico del Presidente del Consiglio. Nel 1995 è nominato Ambasciatore a Parigi. Dal 1999 è Rappresentante permanente d'Italia presso l'ONU a New York. (aise)
All'Ambasciatore Vento il Benvenuto a Washington di "amico"
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IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA CIAMPI CONSEGNA L'ONORIFICENZA DI CAVALIERE DELLA GRAN CROCE AL PREMIO NOBEL RICCARDO GIACCONI (March 2003)
ROMA\ aise\ - Promuovere la ricerca, la diffusione e l'applicazione del sapere è un dovere non solo costituzionale, ma appartiene alle ragioni fondanti della nostra comunità nazionale. In Italia e nell'Europa che stiamo costruendo, con una cittadinanza e una sovranità comuni, la conoscenza, l'alta formazione, le grandi istituzioni culturali, debbono essere i pilastri sui quali far crescere quella identità culturale che già lega i nostri popoli, e soprattutto riuscire a immedesimare in tutto questo le giovani generazioni..
È quanto ha dichiarato il Presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, che ha consegnato questa mattina al Quirinale l'onorificenza di Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana al Professor Riccardo Giacconi, Premio Nobel per la fisica 2002.
È un bene - ha dichiarato Ciampi - che i nostri giovani ricercatori vadano a studiare anche all'estero, laddove esistono già gruppi consolidati di ricerche importanti. C'è un mercato mondiale dell'intelligenza e della conoscenza del quale bisogna far parte..
Ma, ha aggiunto, allo stesso tempo dobbiamo credere nel ruolo delle Accademie, rilanciarne l'attività anche internazionale, sollecitarle nel perseguire antiche e nuove vocazioni per la conoscenza e l'incontro fra le culture, per la ricerca e, con il fascino della loro tradizione, per la formazione dei giovani. È questa una priorità nazionale ed europea.. Il Presidente della Repubblica ha, poi, aggiunto: quando affrontiamo il problema della limitazione della fuga di cervelli non si deve intendere con il tenere in patria i nostri giovani, ma di aiutarli ad avere maggiori contatti con l'estero, ma offrendo e favorendo anche l'opportunità di tornare in Italia.
Si devono, quindi, creare le condizioni perché i giovani ricercatori italiani e quelli della intera Unione Europea, siano facilitati da un lato a recarsi all'estero e ovunque nel mondo, dall'altro a permettere loro in seguito di tornare. Questo - ha concluso - è il compito che dobbiamo svolgere.. (aise)
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IL PROSSIMO 21 MARZO SCADE IL TERMINE PER IL RILEVAMENTO DATI PER IL CENSIMENTO DEGLI ITALIANI RESIDENTI ALL'ESTERO
ROMA\ aise\ - Il prossimo 21 marzo scadrà il termine per il rilevamento dei dati relativi al censimento dei cittadini italiani residenti all'estero. In tale data, infatti, i dati a disposizione delle sedi Consolari verranno raccolti e aggiornati grazie al formulario inviato in queste settimane a tutti gli italiani nel mondo e debitamente rispedito per la bonifica dell'Aire, l'Anagrafe degli Italiani Residenti all'Estero, in vista dell'esercizio del diritto di voto.
Le disposizioni per la procedura sono contenute tra le righe della legge n. 104 del 27 maggio 2002 che inserisce, tra le norme della disciplina per la cancellazione dalle liste, l'irreperibilità presunta, salvo prova contraria; il periodo trascorso di cento anni dalla nascita; due rilevazioni censuarie consecutive concluse con esito negativo; l'inesistenza, tanto nel Comune di provenienza quanto nell'AIRE, dell'indirizzo all'estero; il mancato recapito della cartolina avviso, spedita ai sensi dell'articolo 6 della legge 7 febbraio 1979, n. 40, in occasione delle due ultime consultazioni che si siano tenute con un intervallo non inferiore ad un anno, esclusa l'elezione del Parlamento europeo limitatamente ai cittadini residenti nei Paesi dell'Unione europea nonché le consultazioni referendarie locali.
I cittadini cancellati per irreperibilità dalle liste elettorali, come previsto comunque dalla legge, possono, in qualunque momento, richiedere con comunicazione recante l'indicazione delle proprie generalità e del luogo di residenza, al Comune che ha provveduto alla cancellazione, di essere reinseriti nell'Anagrafe degli italiani residenti all'estero e nelle liste elettorali. Le aspettative degli addetti ai lavori fanno ben sperare intorno ai risultati dell'operazione di rilevamento, dal momento che verrà compiuta una preziosa opera di aggiornamento di dati spesso oggetto di polemica per la loro inattendibilità. (aise)
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SCOMPARE ALBERTO SORDI E CON LUI UNO DEGLI ULTIMI VESSILLI DELL'ITALIA NEL MONDO
ROMA\ aise\ - E un altro pezzo d'Italia se ne va. L'Albertone "nazionale" è scomparso di 82 anni, a causa di una grave malattia che da mesi lo affiggeva. Con lui si conclude un ciclo della storia, non solo cinematografica e teatrale del nostro Paese, ma soprattutto della cultura e del costume nazionali. L"'italianità", con i tanti suoi vizi e le sue più piccole virtù, con le sue stereotipie e conformismi, dai primi anni della Repubblica fino ad oggi. Questo ha incarnato Alberto Sordi, indossando una maschera, dalla quale solo in rare occasioni si è liberato: quella dell'italiano mammone e provinciale, in apparenza superficiale, ma nel profondo cinico, individualista, opportunista, a tratti meschino, spesso vile, ma talvolta capace anche di slanci di grande coraggio. Innumerevoli i suoi ruoli e le sua attività nel mondo dello spettacolo: ha prestando la sua voce Oliver Hardy, l'Ollio italiano, calcando contemporaneamente le scene teatrali, recitando alla radio e offrendo le sue storiche interpretazioni sul grande schermo da "Mamma mia che impressione", allo "Lo sceicco bianco", e "I vitelloni" del maestro Fellini. E ancora. "Un giorno in pretura", "La Grande Guerra", "Un borghese piccolo piccolo", per citarne sono alcuni dei quasi 200 film in cui Sordi ha dato sfoggio delle sue eccellenti qualità d'attore. I funerali giovedì scoso a piazza San Giovanni, dove, tutta Roma ha reso omaggio ad uno degli ultimi vessilli dell'Italia nel mondo. (aise)
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L'ITALIA ISTITUZIONALE CULTURALE E DELLA GENTE COMUNE RICORDA LA FINE DI UNA PAGINA DI STORIA ITALIANA
ROMA\ aise\ - Un uomo che ha saputo interpretare i sentimenti degli italiani, soprattutto nei momenti più difficili e duri.. Tutta l'Italia, primo fra tutti un addolorato Presidente della Repubblica, ha ricordato il grande Alberto Sordi, scomparso ad 82 anni nella sua casa romana. Un grave lutto per il paese intero, che ha perso uno dei suoi più grandi attori, ma anche un uomo stimato in Italia e all'estero per aver saputo descrivere una fetta di storia della società italiana con rara intelligenza e schiettezza, perché espressione della cultura popolare più autentica. A ricordarlo tutto il mondo istituzionale, anche il Ministro per gli Italiani nel Mondo, Mirko Tremaglia, che ha detto: per i nostri connazionali all'estero era un grande simbolo dell'Italia e, in particolare, dell'Italia che emigrava, di cui ha saputo interpretare tutti i dolori, i sacrifici, le peripezie.. Il sindaco di Roma, Walter Veltroni, ha voluto ricordare così l'attore, ma anche l'amico: è stato importante per tutti noi, per i romani come per gli italiani. Con Sordi è morto un pezzo della storia del cinema, un pezzo importante della storia di questo Paese.
Tante le dichiarazioni di stima e di affetto:
dal Presidente della Camera dei deputati, Pier Ferdinando Casini, al presidente del Senato, Marcello Pera, dal Vice Presidente del Consiglio, Gianfranco Fini, al Ministro dei Beni e delle Attività Culturali, Giuliano Urbani, dal Presidente dei DS, Massimo D'Alema, al capogruppo di Forza Italia al Senato, Renato Schifani. E poi gli attori ed i registi, primo fra tutti Ettore Scola, sensibilmente commosso, che dichiara: Non mi mancherà, perché per me c'é ancora.. Anche l'altro grande regista con cui Sordi lavorò, Mario Monicelli, lo ricorda come un grandissimo attore, il più grande che abbiamo avuto nel secolo scorso e un grande autore, che ha saputo, con i suoi personaggi, fare un ritratto, metterlo a nudo, far ridere gli spettatori e farli vergognare almeno un po'.. Per Nino Manfredi se ne va un grande compagno di vita. Alberto Sordi era un attore immenso, che non ha eredi, per Carlo Verdone ed un personaggio immortale, che rimarrà nei nostri cuori per sempre per Sofia Loren.
Lo ricordano anche Pietro Garinei, Dario Fo, Pippo Baudo, il Sindacato nazionale giornalisti cinematografici italiani - che ha deciso di dedicare a Sordi l'edizione 2003 dei Nastri d'argento - ed il presidente dell'Agis, Alberto Francesconi, secondo il quale proprio ad Alberto si deve la diffusione del cinema italiano nel mondo. Lo saluta la stampa estera e Antonio Tajani, europarlamentare e vicepresidente del Ppe, propone di intitolare ad Alberto Sordi una piazza della Capitale, mentre la Roma ricorderà il suo tifoso più famoso indossando, domenica prossima, una fascia nera in segno di lutto. Intanto sul muro della villa in cui abitava l'Albertone Nazionale decine di mazzi di fiori, rose, margherite ed una poesia di addio al maestro, all'amico, al "padre delle arti che le hai rese virtù di tutti". (aise)
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BORSE DI STUDIO CONCESSE DAL GOVERNO ITALIANO A CITTADINI STRANIERI ED ITALIANI RESIDENTI ALL'ESTERO PER L'ANNO ACCADEMICO 2003/2004
ROMA\ aise\ - Scadrà il 18 marzo il termine per la presentazione delle domande di borsa di studio per l'anno accademico 2003/2004, concesse, grazie ad una serie di accordi culturali bilaterali e multilaterali, dal Governo italiano ai cittadini italiani residenti all'estero ed ai cittadini stranieri residenti in Italia. Nel primo caso si tratta di apposite borse di studio, previste esclusivamente per gli italiani stabilmente residenti all'estero (I.R.E.). Sono, quindi, esclusi i cittadini italiani residenti in via temporanea e i dipendenti a qualsiasi titolo di Uffici della Pubblica Amministrazione italiana all'estero, nonché i loro familiari.
Le borse di studio concesse dal Governo italiano ai cittadini stranieri mirano, in particolare, a favorire la diffusione della conoscenza della lingua e della cultura italiana e costituiscono un contributo per effettuare studi e ricerche in Italia. Gli interessati potranno rivolgersi alle Rappresentanze diplomatiche e consolari competenti e agli Istituti Italiani di Cultura, cui spetterà il compito di dare ampia pubblicità all'offerta di borse di studio del Governo italiano per l'anno accademico 2003/2004 e che offriranno anche assistenza per la corretta compilazione dei modelli di domanda. Ulteriori informazioni potranno essere consultate sul sito internet del Ministero degli Affari Esteri italiano: www.esteri.it. (aise)
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IL MONDO DI GIO PONTI IN PRIMO PIANO A MILANO
MILANO\ aise\ - Architetto, designer, pittore, scultore, editore: Gio Ponti, attento ad ogni aspetto del vivere quotidiano, non si è risparmiato in nessuna arte, e a lui è dedicata la mostra allestita alla Triennale di Milano fino al 27 aprile "Gio Ponti: a world", ovvero "Gio Ponti: un mondo". Già, un mondo quello di Ponti che abbraccia architettura, arredamento, design e arti figurative e la rassegna milanese vuole rappresentare tale mondo in tutta la sua interezza, senza trascurare nessun particolare dell'attività e della personalità di Ponti. Questa è la più importante esposizione monografica fino ad oggi a lui dedicata, e viene presentata a Milano, dopo le tappe di Londra e Rotterdam, grazie all'iniziativa della Regione Lombardia. Il legame tra Milano e Ponti è molto forte, e non solo perché l'artista è nato nel capoluogo lombardo: Milano deve molto della sua urbanistica a Ponti e deve a Ponti il suo simbolo, cioè il famoso e caratteristico grattacielo Pirelli, la torre simbolo di Milano, recentemente colpita da un incidente aereo. E non è un caso che la mostra è inaugurata contemporaneamente all'avvio del restauro del grattacielo Pirelli. E non si deve dimenticare che la Triennale ha visto Gio nel direttorio della sua edizione più mitica, la V del 1936. (aise)
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PASSO AVANTI VERSO L'APPROVAZIONE DEL REGOLAMENTO DI ATTUAZIONE DELLA LEGGE ORDINARIA PER L'ESERCIZIO DEL VOTO DEGLI ITALIANI ALL'ESTERO
ROMA\ aise\ - Ancora un passo nell'iter parlamentare per l'approvazione del regolamento di attuazione della legge ordinaria per l'applicazione del voto degli italiani all'estero. La Commissione Affari Esteri della Camera, infatti, ha inviato ieri alla Commissione Interno i propri rilievi sullo schema di regolamento di attuazione della legge 27 dicembre 2001, n. 459. Nell'atto trasmesso si legge che la III Commissione (esteri), esaminato lo schema di regolamento di attuazione della legge 27 dicembre 2001, n. 459; valutate positivamente, per quanto di competenza, le modalità di compilazione di un elenco aggiornato dei cittadini residenti all'estero, ai sensi degli articoli 5 e 6; ritenuto che, nei casi di cui all'articolo 9, comma 3, con i governi degli stati con i quali non sono state concluse le intese in forma semplificata di cui all'articolo 19 della legge n. 459 del 2001, sia in ogni caso possibile stipulare accordi formali di diritto internazionale, per la precisazione delle condizioni per l'esercizio del diritto di voto da parte dei cittadini italiani ivi residenti; valuta favorevolmente il provvedimento.. Relatore della proposta di rilievi è stato l'onorevole Giovanni Bianchi (Margherita). Nel corso del dibattito il ministro Mirko Tremaglia ha dichiarato che, per quanto concerne la partecipazione al referendum da parte dei residenti all'estero, a suo giudizio le relative operazioni potranno svolgersi nei modi e nei tempi previsti. (aise)
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INAUGURATA LA MOSTRA 'FASHION ITALIAN STYLE': UN SECOLO DI MODA ITALIANA PROTAGONISTA AL FASHION INSTITUTE OF TECNOLOGY DI NEW YORK
NEW YORK\ aise\ - Nel bel mezzo della Fashion Week, è stata inaugurata ieri, 11 febbraio, a New York dal Vice Ministro alle Attività Produttive, Adolfo Urso, la mostra "Fashion: Italian Style", che rimarrà aperta al pubblico fino al 12 aprile presso il Museo del Fashion Institute of Technology (FIT).
La mostra è una delle iniziative più prestigiose previste nel 2003 dal progetto Italia - Life in I style, promosso dal Ministero delle Attività produttive e dall'Istituto per il Commercio Estero, in collaborazione con le associazioni di categoria che compongono il tavolo Moda, tessile-abbigliamento, calzature, occhialeria, oreficeria e cosmesi in un modello di collaborazione tra pubblico e privato. Con 300 mila euro di stanziamento pubblico, l'esposizione del made in Italy promette di diventare un evento particolarmente significativo per la moda italiana.
Pezzo forte della mostra sono gli oltre 100 capi di abbigliamento provenienti dalla collezione del FIT, da collezioni private e dagli atelier italiani, dei più noti stilisti italiani, ma anche dei più giovani e delle piccole e medie realtà imprenditoriali. La mostra propone anche una retrospettiva storica dedicata a stilisti quali Walter Albini, le sorelle Fontana, Emilio Pucci, con qualche pezzo d'eccezione come le scarpe create da Ferragamo per Marylin Monroe. Non si tratta, però, solo di una passerella, ma c'è una volontà in più di capire come, da un'economia prevalentemente agricola uscita in ginocchio dalla seconda guerra mondiale, sia potuta emergere un fenomeno, un mito: la moda italiana. La mostra sarà illustrata da un catalogo curato da Valerie Steele e pubblicato dalla Yale University Press. (aise)
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RINNOVO COMITES/ IN VISTA UN RINVIO AD OTTOBRE
ROMA\ aise\ - La possibile, la necessaria, l'attesa riforma dei COMITES è stata al centro dell'audizione che il Comitato di Presidenza del Consiglio Generale degli Italiani all'Estero ha avuto al Comitato permanente per gli Italiani nel Mondo della Commissione Esteri della Camera.
Le imminenti elezioni per il rinnovo dei Comites, già rinviate dal giugno del 2002 e fissate per lo stesso mese di quest'anno, pongono un problema di tempi.
Ora - ci spiega il Presidente del Comitato italiani nel Mondo, Giovanni Bianchi - le ipotesi, rispetto ai lavori parlamentari, sono tre. Uno, che si dovrebbe votare grosso modo a giugno e, votando a giugno, sulla base della legge vigente; due, riuscire a fare la riforma in tempo utile e votare a giugno con le nuove norme; tre, tentare comunque di realizzare la riforma e arrivare, con un nuovo piccolo rinvio, ad un rinnovo in autunno, grosso. Questo è il dilemma aperto.. d.- E, lei , onorevole Bianchi, personalmente che ne pensa?
r.- Io ho detto, anche molto chiaramente, che dipende in gran parte dalle indicazioni che vengono dal CGIE in questo senso, perché il progetto di riforma ce l'hanno in mano loro. C'era un testo del Ministero per gli Italiani nel Mondo, ma poi il Ministero per gli Italiani nel Mondo, per abbreviare i tempi, ha sposato il testo del CGIE. È vero che, successivamente il Ministero degli Esteri ha presentato un suo testo, però, il discorso mi pare che non sia più spinoso del necessario. Non c'è, insomma, a mio avviso, un muro contro muro, nel senso che c'è già al lavoro una Commissione e quindi le ultime informazioni che ho parlano di un clima collaborativi, di una buona cooperazione e quindi di un tentativo di realizzare la riforma.
d.- Quindi, la presentazione di questo disegno di legge da parte del Governo non ha bloccato la possibilità di una riforma entro l'anno. r.- No. Semmai il dilemma è quello che dicevo. Considerato che l'ipotesi di una riforma in tempo utile per le elezioni a giugno non mi sembra praticabile, si tratta di decidere tra le elezioni a giugno con la vecchia legge o in autunno con la nuova.
d.- Fare la riforma entro giugno è, quindi, fuori discussione?
r.- Per come sta funzionando l'aula, è molto probabilmente che non ce la facciamo.
d.- E, in autunno è possibile? Non è che ci sia tutto questo tempo in più...
r.- Sì, io credo che la legge può essere fatta in tempo utile per poter votare in autunno. Ripeto, io non è che senta il bisogno, come Presidente del Comitato, di impegnarmi in un senso o nell'altro. Dipende dal tipo di lavoro e dalle intenzioni che si hanno. Se si riuscisse a fare le due cose, sia la riforma sia votare a giugno, il problema non sussisterebbe e sarebbero contenti tutti. Ma, siccome i tempi tecnici sono quelli che sono, è preferibile, in un modo o nell'altro, andare al voto, magari in autunno e senza prolungare all'infinito. (g.d.n./aise)
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IL 'POMODORO DI PACHINO' ENTRA IN EUROPA E SPAGHETTATE PIZZE E INSALATE DIVENTANO 'DOC'
ROMA\ aise\ - Il "Pomodoro di Pachino" IGP entra nella lista delle specialità tutelate dall'Unione Europea, portando così a 122 (il 20% del totale comunitario) i prodotti italiani che hanno ottenuto il prestigioso riconoscimento europeo, a conferma del successo del "made in Italy" alimentare. È quanto ha reso noto, ieri, la Coldiretti, sottolineando tra l'altro che dalla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale UE sono scaduti, senza intralci, i sei mesi a disposizione degli operatori per sollevare eventuali obiezioni.
I consumatori potranno, dunque, riconoscere e scegliere il vero Pomodoro Pachino IGP, per insalate, pizze e spaghettate "Doc", grazie ad un logo posto sulle confezioni, raffigurante la Sicilia con un cerchio nella punta estrema, dove è collocata la zona di produzione, all'interno di un rombo dagli angoli tondeggianti di colore verde scuro. La zona di produzione del "Pomodoro di Pachino" - ha precisato la Coldiretti - comprende l'intero territorio comunale di Pachino e Portopalo di Capo Passero e parte dei territori comunali di Noto (provincia di Siracusa) ed Ispica (provincia di Ragusa), ricadenti nella parte sud orientale della Sicilia. Le prime coltivazioni risalgono al 1925 ed erano localizzate lungo la fascia costiera in quelle aziende che disponevano di acqua di irrigazione da pozzi freatici. Il "Pomodoro di Pachino" - ha sottolinea, ancora, la Coldiretti - è prodotto in una zona caratterizzata da temperature elevate e da una elevata quantità totale di radiazioni solari, mentre la vicinanza del mare determina una mitigazione del clima ed una scarsa frequenza delle gelate invernali-primaverili. Un insieme di fattori che ha favorito lo sviluppo delle colture sotto serra e che, grazie alla qualità dell'acqua di irrigazione, determina le peculiari qualità organolettiche. La rintracciabilità e l'origine del prodotto - ha concluso l'associazione - è garantita dal fatto che i produttori devono iscrivere i terreni in un apposito elenco e sono tenuti a presentare annualmente all'Organismo di controllo una denuncia di produzione. Anche le strutture di confezionamento devono essere iscritte in un altro apposito elenco e presentare una denuncia annuale di prodotto lavorato. Ecco la lista, elaborata dalla Coldiretti, dei prodotti italiani in attesa del riconoscimento comunitario: Pane di Altamura DOP, Uva da tavola di Mazzarone IGP, Ficodindia dell'Etna DOP, Olio d'oliva Monte Etna DOP, Olio d'oliva Molise DOP, Olio d'oliva Alto Crotonese DOP, Olio d'oliva Colline di Romagna DOP, Olio d'oliva Pretuziano delle Colline Teramane DOP, Clementine del Golfo di Taranto IGP (prima pubblicazione già avvenuta); Olio d'oliva Valdemone DOP, Olio d'oliva Lucca DOP, Olio d'oliva Tuscia DOP, Olio d'oliva Tergeste DOP, Olio d'oliva Valle del Belice DOP, Olio d'oliva Terre Tarantine DOP, Olio d'oliva Caroceto DOP, Carciofo Paestum IGP, Melannurca Campana IGP, Mela Alto Adige DOP, Mela Val di Non DOP, Marrone di San Zeno DOP, Carota dell'altopiano del Fucino IGP, Farina di Neccio della Garfagnana DOP, Basilico Genovese DOP, Salame d'oca di Mortara IGP, Sopressa della Giudicarie DOP, Stelvio (formaggio) DOP, Fiordilatte dell'Appennino Meridionale DOP, Miele della Lunigiana DOP, Zafferano dell'Aquila IGP, Salame Cremona IGP, Lardo di Colonnata IGP (Domande ancora in fase istruttoria). (aise)
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INAUGURATA ALLA PRESENZA DEL MINISTRO TREMAGLIA LA MOSTRA SULL'EMIGRAZIONE ITALIANA NEL MONDO 'TANTE PATRIE UNA PATRIA'
La partenza
ROMA\ aise\ - Questa mostra ha lo scopo di far conoscere l'altra Italia, quella degli italiani emigrati all'estero, l'Italia misconosciuta e maltrattata da tutta la classe politica fino ad oggi. Occorre innalzarsi sopra i partiti per occuparsi dei tanti italiani che hanno camminato per le strade del mondo. È quanto ha dichiarato il ministro per gli Italiani nel Mondo, Mirko Tremaglia, presentando la mostra "Tante Patrie Una Patria - L'identità italiana nel mondo attraverso l'emigrazione", inaugurata oggi al Vittoriano.
L'esposizione raccoglie le testimonianze di anni e anni di emigrazione italiana all'estero:passaporti, biglietti di viaggio, lettere, giornali, stendardi. Pannelli illustrativi ricostruiscono i viaggi degli italiani verso l'America, prima fra tutte, ma anche verso l'Australia e l'Europa. Ampio spazio, inoltre, è stato dato ai filmati d'epoca che testimoniano il successo nel mondo della moda, della cucina, dell'arte e della letteratura "made in Italy".
Madrina e padrino della mostra, che sarà visitabile fino al 16 marzo, sono stati Maria Grazia Cucinotta e Gigi D'Alessio. L'attrice siciliana è la protagonista, insieme a Claudio Amendola, di "Marcinelle", il film per la televisione, in onda su RaiUno prossimamente, che narra il dramma dei 136 italiani morti in una miniera di carbone in Belgio. Gigi D'Alessio, invece, ha ottenuto dal ministro Tremaglia il patrocinio per il suo tour che, insieme alla canzone napoletana, lo porterà in giro per il mondo. (aise)
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LE ACCUSE DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO BERLUSCONI CHE ANNUNCIA: FARO' FINO IN FONDO IL MIO DOVERE DI PRESIDENTE DEL CONSIGLIO
ROMA\ aise\ - In una democrazia liberale nessuno è al di sopra della legge e, dunque, le sentenze si rispettano come si rispetta la presunzione di innocenza degli imputati. In una democrazia liberale i giudici applicano la legge, non fanno politica e non fanno "resistenza" a chi è stato scelto dagli elettori per governare. In una democrazia liberale la magistratura non si giudica da sé e non si auto-assolve in ogni sede disciplinare, penale e civile così come avviene oggi in Italia. In una democrazia liberale chi governa per volontà sovrana degli elettori è giudicato, quando è in carica e dirige gli affari di Stato, solo dai suoi pari, dagli eletti del popolo, perché la consuetudine e le leggi di immunità e garanzia lo mettono al riparo dal rischio della persecuzione politica per via giudiziaria. Succede così nel mondo, ma non nel nostro Paese. Con questa amara dichiarazione il Presidente del Consiglio Berlusconi ha accolto quest'oggi la sentenza della Corte di Cassazione, che ha respinto la richiesta di trasferimento per legittimo sospetto dei processi Imi-Sir/Lodo Mondadori e Sme, in cui il premier è imputato insieme all'on. Previti, da Milano ad altra sede........In Italia - ha affermato Berlusconi - le correnti politicizzate della magistratura, giusto dieci anni fa, imposero a un Parlamento intimidito e condizionato, un cambiamento della Costituzione del 1948 che ha messo nelle loro mani il potere di decidere al posto degli elettori. E questo potere arbitrario e di casta, è stato illiberalmente esercitato nel 1994 contro un governo sgradito alla magistratura giacobina di sinistra, governo messo platealmente sotto accusa attraverso il suo leader in un procedimento iniziato a Napoli mentre presiedeva una Convenzione delle Nazioni Unite e sfociato poi, per assoluta mancanza di fondatezza, in una clamorosa assoluzione molti anni dopo. Una situazione, questa, che secondo il Presidente del Consiglio va corretta per il bene del Paese e delle sue istituzioni. Il governo è del popolo e di chi lo rappresenta, non di chi, avendo vinto un concorso ha indossato una toga, ha soltanto il compito di applicare la legge.
Di fronte a questa incredibile persecuzione giudiziaria - ha, poi, proseguito Berlusconi - io continuerò a difendermi come ho fatto sinora nella certezza, limpida orgogliosa e serena, di non aver commesso reati contro la legge e contro la morale pubblica. Non soltanto. C'è qualcosa in più che va al di là del Berlusconi "imputato": questo qualcosa è il mandato degli elettori a governare nell'interesse della sicurezza e della libertà degli italiani, il mandato a cambiare il Paese attraverso la realizzazione del programma di riforme e di libertà civili approvato dai cittadini con il loro voto.
Oggi sono in gioco i principi della Costituzione e della divisione dei poteri, è in gioco il funzionamento delle istituzioni che hanno garantito al Paese una sana alternanza di forze diverse alla guida dello Stato, è in gioco la collocazione ferma del nostro Paese nella coalizione mondiale per le libertà e contro il terrorismo, è in gioco una giustizia davvero eguale per tutti e davvero amministrata in nome del popolo italiano e non in nome e per conto di una parte politica. Per tutte queste ragioni, ha concluso Berlusconi, farò fino in fondo il mio dovere di Presidente del Consiglio dei Ministri senza tradire mai il mandato dei miei elettori, perché è su quel mandato che si fondano la convivenza civile dei cittadini e l'immagine dell'Italia nel mondo.
Diverse, come era "legittimo" aspettarsi, le reazioni dal mondo politico e della magistratura. Un discorso arrogante e minaccioso quello di Berlusconi secondo il leader della Quercia, Piero Fassino, che dichiara: Berlusconi deve sapere che anche noi ci batteremo "fino in fondo" per impedire qualsiasi stravolgimento della legalità. Il discorso del Presidente del Consiglio, ha aggiunto Fassino, è quello di un uomo che pensa di potersi mettere al di sopra della legge e pretende un'inaccettabile impunità. Un attacco tanto più grave perché non era mai accaduto che venisse aggredita la suprema Corte di Cassazione, la più alta autorità della magistratura italiana. E Fassino non risparmia altre dure parole: un comportamento incredibile, che dimostra l'assenza di qualsiasi senso dello Stato e di qualsiasi rispetto del principio costituzionale dell'indipendenza della magistratura da parte di chi guida il Paese ed ha il dovere di sottoporsi alla legge e di accettarne le sue decisioni come fa qualsiasi cittadino.(aise)
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IL METROPOLITAN E IL LOUVRE MOSTRANO I VOLTI NOTI E MENO NOTI DEL MAESTRO DI VINCI: LEONARDO
NEW YORK\ aise\ - Il Louvre di Parigi e il Metropolitan Museum di New York hanno realizzato una delle più grandi e complete mostre mai allestite su Leonardo da Vinci, ormai considerato il genio, per antonomasia, del Rinascimento italiano. La rassegna è stata ideata da Francoise Viatte, del Dipartimento di Arte Grafica del Louvre, da George Goldner e Carmen Bambach del Metropolitan Museum di New York, e al progetto hanno collaborato, grazie ai prestiti dalle loro collezioni, la Biblioteca Reale di Windsor, gli Uffizi e la Biblioteca Reale di Torino. La rassegna newyorkese ha preso il via il 22 gennaio e terminerà il 30 marzo, per poi passare al Louvre dal 9 maggio al 14 luglio.
L'esposizione vede circa 120 opere di Leonardo con l'intento di descrivere i suoi importanti contributi come artista, scienziato, teorico e maestro, e, inoltre, cerca di approfondire alcuni aspetti fondamentali dell'attività del maestro, spiegarne passaggi ancora oscuri e illustrare la profonda cultura scientifica e umanistica di Leonardo e del suo ambiente. La mostra è pertanto scandita sui temi portanti della creazione leonardesca, seguendo cronologicamente la vicenda biografica del maestro. (aise)
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3 ITALIANI DELLE 'GANGS' NOMINATI AI BAFTA
Di Caprio e Scorsese in Gangs
LONDRA\ aise\ - Sono 3 gli italiani nominati per i Bafta (The British Academy of Film and Television Arts): Alberto Grimaldi, Dante Ferretti e Manlio Rocchetti, tutti per Gangs of New York, il film di Martin Scorsese che ha ottenuto ben 12 nomination. Grimaldi, produttore della pellicola con Harvey Weinstein, è stato candidato ai Bafta già nel 1987 per Ginger e Fred. Lo scenografo Ferretti, 6 volte nominato all'Oscar, ha vinto 2 Bafta: nel 1990 con Le avventure del Barone di Munchausen e nel 1995 con Intervista col vampiro. Il mago del make up Rocchetti si è aggiudicato l'Oscar nel 1990 per A spasso con Daisy. Primo avversario di Gangs of New York ai Bafta è Chicago che ha totalizzato lo stesso numero di nominations. In lizza anche The Hours, Il Signore degli Anelli: le due torri e Il pianista. (aise)
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L'ITALIA IN LUTTO PER LA SCOMPARSA DI GIANNI AGNELLI - PRIMO GRANDE AMBASCIATORE DEL MADE IN ITALY NEL MONDO
TORINO\ aise\ - L'Italia tutta è in lutto. All'età di 81 anni, "Giovanni Agnelli è spirato nella sua casa torinese, dopo mesi di malattia". Ad annunciarlo è un comunicato della famiglia. "L'hanno assistito - prosegue la nota - la moglie Marella e la figlia Margherita con i suoi figli. La camera ardente sarà allestita al Lingotto ed i funerali si svolgeranno a Villar Perosa in forma strettamente privata". Queste le parole con cui l'Italia intera è venuta a sapere questa mattina della morte di un uomo che è parte integrante della nostra storia imprenditoriale, politica, culturale e sociale. Come un 'tam tam' la notizia è arrivata nelle città, nelle case degli italiani, fino al mondo dell'imprenditoria, delle istituzioni oltrepassando velocemente anche i confini nazionali.
Una figura cruciale non solo per l'evoluzione ed i cambiamenti avvenuti nel Paese, ma anche per l'immagine di esso a livello internazionale, Agnelli ebbe idee talmente innovative da precedere di decenni la politica della diffusione nel mondo del made in Italy. L'Avvocato, con il suo profilo deciso, l'erre francese caratteristica di famiglia, l'orologio sul polsino e quel lieve claudicare a seguito di uno spaventoso incidente automobilistico nel '52 e' stato, infatti, per oltre cinquant'anni l'immagine dell'intero Paese, una sorta di modello cui ricondurre tutti i sogni e le passioni italiane, non ultima quella sportiva (Juventus e Ferrari), un'immagine tanto vincente da esportare lontano dai confini nazionali o anche da adottare, per i nostri emigrati che attraverso la sua storia potevano fregiarsi con orgoglio di essere italiani. Così per oltre cinquant'anni, dalla plancia di comando della Fiat, è stato anche il principale 'ambasciatore' di questa nostra Italia, che stava vivendo un inatteso e insperato boom economico, anche grazie alla sua azienda, seguendo una 'politica estera' che spesso ha anticipato quella istituzionale, come quando 'aprì' all'Urss con la fabbrica di auto a Togliattigrad, o quando nel '76 permise l'ingresso di capitali libici nel gruppo torinese. Per la sua attività in Fiat, che ha costituito l'impegno di una vita, Gianni Agnelli è stato e resta - per usare le parole del New York Times - soprattutto ''sinonimo del business italiano''. Quella dell''avvocato', infatti, non è stata una semplice storia di eredità familiare, ma una vera e propria 'carriera' vocazionale, che gli aveva fatto conquistare un ruolo 'carismatico' al di la' del peso rilevante delle aziende di famiglia nel sistema economico nazionale. Attento osservatore della politica nazionale e internazionale (non solo per gli sviluppi economici, ma anche per gli aspetti sociali), come il nonno era stato nominato senatore a vita. Una carica che sempre ha puntualmente onorato dai banchi di Palazzo Madama, così come non si è mai sottratto, con toni misurati, ai commenti politici. Habituee discreto dei luoghi cult della mondanità internazionale, ha impersonato anche mezzo secolo di eleganza italiana, negli austeri saloni di corso Marconi a Torino cosi' come sul molo di Capri.
Gianni Agnelli, nato a Torino nel 1921, orfano di padre a 15 anni, trascorre una giovinezza sotto l'ombra della figura imponente del nonno, con una frase nota 'remember you are an Agnelli' (Ricordati che sei un Agnelli). Frequenta la scuola di cavalleria di Pinerolo (a testimonianza del radicamento sabaudo-piemontese della famiglia, e da lui stesso confermato nel '99, quando, in occasione del centenario della Fiat, disse che Torino doveva restare la ''capitale industriale'' italiana), partecipa alla seconda guerra mondiale in Russia e in Tunisia e ottiene una decorazione. Alla Fiat entra alla fine del periodo bellico come vicepresidente, quando l'azienda e' guidata con pugno di ferro da Vittorio Valletta, che procede alla ''normalizzazione'' e avvia la produzione di quei modelli di auto popolare che imporranno la casa torinese come vera protagonista della motorizzazione di massa in Italia. Di questi anni, in cui sul piano aziendale ancora non doveva farsi carico di troppe responsabilità lo ricordiamo più come protagonista delle cronache 'rosa', con il matrimonio nel 1953 con Marella Caracciolo, e sportive, il grande amore per la Juventus (di cui Agnelli e' stato presidente dal 1948 al 1953). Di eventi privati si tornerà a parlare in anni recenti, questa volta tragici e dolorosi, che lo hanno reso ancora più vicino agli italiani: prima la scomparsa di Giovanni Alberto, Giovannino, il nipote - figlio del fratello Umberto - scelto per la successione alla Fiat, e poi quella di Edoardo, l'unico figlio maschio, morto nel novembre del 2000.
Gianni prenderà la guida della Fiat nel 1963 divenendone amministratore delegato e nel 1966 presidente. E' in questo periodo, in cui il gruppo sta rapidamente uscendo dalla dimensione nazionale per assumerne una mondiale, che Agnelli riesce a imporsi come leader di spicco: tanto nei momenti difficili come quello della grande crisi petrolifera e 'l'eclisse' dell'automobile quanto negli anni bui del terrorismo. Dal 1974 al 1976 è, anche, alla presidenza della Confindustria. Chiusa questa parentesi, l'avvocato torna a dedicare tutta la sua attività alla Fiat, dalla quale partono dopo qualche tempo quei segnali che daranno il via ad un cambiamento radicale dell'atmosfera, con la ripresa della capacità di governo delle fabbriche e il recupero di legittimazione sociale del ruolo dell'imprenditore e del profitto industriale. L'immagine di efficienza della Fiat, e quella personale di 'manager' di Gianni Agnelli marciano di pari passo, in un continuo crescendo. Pur diversificando, nel corso degli anni, gli investimenti, il cuore di Gianni e' sempre stato per l'auto, anche di recente, con la Fiat coinvolta nella più grave crisi della sua storia. Così benché malato, e talvolta assente per i controlli medici negli Stati Uniti, l'Avvocato è sceso più volte in campo per difendere il titolo e i vertici Fiat, ribadendo la bontà e l'efficacia dei diversi piani di ristrutturazione del gruppo. E a lui si sono rivolti gli appelli dei lavoratori degli stabilimenti Fiat che, mentre al Lingotto si succedevano i vari amministratori delegati, in lui riconoscevano il principale interlocutore, perché lui - e' stato sottolineato ancora oggi - era uno che ''credeva nell'auto''. E se l'auto ultimamente l'ha fatto soffrire, l'auto, quella rossa di Maranello, gli ha dato anche le ultime soddisfazioni. L'Avvocato e' scomparso dopo che la Ferrari, con Schumacher, ha sbancato negli ultimi due anni la Formula Uno. E con la Juventus, la 'vecchia signora' del calcio italiano che, dopo quattro anni, e' tornata lo scorso anno a fregiarsi dello scudetto tricolore. (v.g./aise)
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IL MINISTRO FRATTINI DI RITORNO DAL SUO VIAGGIO IN USA:
APPREZZAMENTO PER LA POLITICA INTERNAZIONALE ITALIANA
L'INCONTRO CON LA COMUNITA' DI IMPRENDITORI ITALIANI DI NEW YORK
ROMA\ aise\ - Grande apprezzamento delle autorità statunitensi per la linea politica italiana ed il crescente ruolo del nostro Paese in campo internazionale. È quanto si rileva nel rapporto che il Ministro degli Affari Esteri Frattini, rientrato questa mattina in Italia, ha presentato al Presidente del Consiglio Berlusconi, in seguito alle consultazioni e agli incontri che il Ministro ha avuto nei giorni scorsi a New York e Washington.
Dal rapporto emerge immediatamente una comune visione della politica internazionale sia con il Palazzo di Vetro, dove Frattini ha incontrato il Segretario generale dell'ONU, Kofi Annan, sia con i massimi vertici dell'amministrazione statunitense, primo fra tutti il Segretario di Stato, Colin Powell. Quest'ultimo ha, del resto dichiarato, che obiettivo dichiarato sia dell'Italia sia degli USA resta la soluzione pacifica del confronto con l'Iraq. Nonostante le dichiarazioni odierne che vedono l'inizio della guerra a metà febbraio, la speranza è che Saddam Hussein decida di cooperare con gli ispettori delle Nazioni Unite per consentire il completo disarmo del suo Paese.
L'Iraq - ha affermato il Ministro Frattini - ha armi di distruzione di massa non certo per collezionismo. Tuttavia dobbiamo aspettare il rapporto degli ispettori dell'ONU del 27 gennaio per capire se ci sono possibilità di evitare un conflitto. E da Baghdad abbiamo già recepito una disponibilità con la dichiarazione relativa all'esistenza di alcune testate per contenere armi per la distruzione di massa. È inutile fare politica sul "se". Aspettiamo i fatti.
Il primo viaggio del neo ministro degli esteri italiano in USA ha visto, inoltre, la possibilità per il nostro Paese di entrare a far parte del giro di consultazioni del Consiglio di Sicurezza dell'ONU, del quale al momento fanno parte per l'Unione Europea solo Gran Bretagna, Francia, Germania e Spagna. Si tratta, secondo Frattini, di una conferma della considerazione di cui godiamo, ribadita dall'impegno ricevuto dall'ONU e dal Dipartimento di Stato americano del riconoscimento del ruolo svolto dall'Italia a livello internazionale. Un riconoscimento che vedrà l'assegnazione all'Italia di nuovi e prestigiosi incarichi nel contesto delle istituzioni multilaterali, all'interno del quale, ha sottolineato il ministro Frattini, siamo ancora sottorappresentati. D'altronde, ha affermato Frattini in previsione di un eventuale contributo italiano alla ricostruzione dell'Iraq, l'Italia ha già dato altre dimostrazioni di poter contribuire efficacemente ai processi di ricostruzione e stabilizzazione democratica, ad esempio nei Balcani e in Afghanistan, perché, più che una potenza dotata di forza militare, la nostra è una potenza dotata di una grande varietà di risorse tecnologiche e logistiche. Frattini, nel corso della sua visita negli Stati Uniti, ha avuto anche modo di incontrare la comunità italiana di New York e, in particolare, la comunità degli imprenditori, con i quali ha potuto gettare le basi di un coordinamento con la madre patria sia per le questioni politiche sia economiche, in modo da far emergere una posizione unitaria del modello e del sistema Paese. (aise)
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PONTE SULLO STRETTO DI MESSINA
ROMA\ aise\ - Il ponte sullo Stretto di Messina è un'opera epocale che si inserisce tra le prime sei più importanti dell'impegno infrastrutturale del Governo. È quanto ha affermato il Presidente del Consiglio nel corso di una Conferenza Stampa al Ministero delle Infrastrutture. Berlusconi ha aggiunto che non ci sarà nessun contributo a fondo perduto da parte dello Stato ed ha espresso soddisfazione per l'anticipazione sui tempi previsti. Intanto il governo ha annunciato che attiverà opere pubbliche per 28.786 milioni di euro. L'annuncio è arrivato ancora una volta dal Presidente del Consiglio che ha ricordato come l'esecutivo, nel suo primo anno di vita (da giugno 2001 a giugno 2002) abbia attivato risorse per 32.214 milioni di euro. Berlusconi ha, inoltre, spiegato che nei prossimi dieci anni saranno realizzate 125 opere infrastrutturali, con il controllo dei relativi progetti affidato a dieci commissari straordinari che dovranno riferire direttamente al Presidente del Consiglio e al ministro per le Infrastrutture, che potranno intervenire in qualsiasi momento. (aise)
PONTE DI MESSINA: PRESENTATO IL PROGETTO PRELIMINARE
BERLUSCONI: COSTO ZERO PER LO STATO
AMBIENTALISTI: UNO STUDIO OSCURO E IRREALISTICO
ROMA\ aise\ - Non ci sarà nessun contributo a fondo perduto da parte delle casse pubbliche per la costruzione del Ponte sullo Stretto di Messina. È quanto ha dichiarato, oggi, il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, durante la conferenza stampa a seguito della visita presso il Ministero delle Infrastrutture.
Il progetto di costruzione, approvato oggi dalla Società Stretto di Messina SpA, come ha spiegato l'amministratore delegato della società, Pietro Ciucci, prevede il finanziamento per il 40% con un aumento di capitale da 2,5 miliardi di euro della società stretto di Messina da parte di Fintecna, principalmente, e dagli altri soci; il restante 60% verrà reperito sul mercato finanziario, pertanto, la costruzione del ponte sarà a costo zero per lo Stato.
Non tutti, però, sembrano esprimere entusiasmo e convinzione per il progetto. Primi fra tutti, Italia Nostra, Legambiente e Wwf che, questa mattina, in attesa di conoscerne i particolari, hanno espresso un giudizio piuttosto netto, giudicando lo studio oscuro, lacunoso ed irrealistico.
È una bugia - hanno dichiarato le associazioni - quella detta dall'amministratore delegato della società, che dichiara superato il problema della concessione di costruzione e gestione per legge dell'opera: infatti, la deroga alle procedure europee di gara per l'assegnazione delle concessioni e non degli altri lavori è possibile solo se "il concessionario partecipi direttamente e specificatamente all'esercizio dei pubblici poteri", cosa un po' difficile da sostenere per una società che ha come socio di maggioranza una società privata, la Fintecna del gruppo Iri con il 52% delle azioni.
Come si possa costruire un'opera talmente imponente nell'area più attiva dal punto di vista sismico del Mediterraneo, come dimostrano i recenti terremoti di Palermo e i fenomeni vulcanici dell'Etna, di Stromboli e Panarea; come si pensi di giustificare la redditività dell'opera; come si siano superate le problematiche costruttive di un' infrastruttura che ha uno sviluppo lineare doppio rispetto a quello delle altre esistenti al mondo; quali siano gli indicatori di sostenibilità, quali gli scenari comparativi di sviluppo e le valutazioni strategiche compiute nell'elaborazione dello studio di impatto ambientale, sono, poi, le quattro questioni considerate oscure all'osservazione di Desideria Pasolini Dall'Onda, presidente di Italia Nostra, Ermete Realacci, presidente di Legambiente e di Fulco Pratesi, presidente del Wwf.
Nel particolare, per quanto riguarda la sismicità, il geologo e conduttore della trasmissione "Gaia il pianeta che vive", Mario Tozzi, si domanda cosa ce ne facciamo di un ponte che, per assurdo, rimanesse in piedi se il terremoto prossimo venturo fosse veramente "solo" di magnitudo 7,1 della scala Richter? Invece di riunire due future aree cimiteriali, Reggio Calabria e Messina, non sarebbe meglio spendere prima quelli e altri denari nella ristrutturazione di città che hanno solo il 25% degli edifici realizzati con criteri antisismici? (aise)
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TONY RENIS TO PAIR BOCELLI WITH GIANNINI IN FILM BASED ON MASCAGNI'S OPERA CAVALLERIA RUSTICANA
CAPRI, ITALY - Prominent Italian-American producer and songwriter Tony Renis announced he will create a new film starring tenor Andrea Bocelli and actor Giancarlo Giannini based on the Italian opera "Cavalleria Rusticana" by Pietro Mascagni.
Renis announced the project on New Year's Eve at the Capri, Hollywood film festival.
Bocelli's recent album "Tuscan Skies" includes both songs by Renis and a song titled "Mascagni," which features excerpts from the opera. The album is a crossover from Bocelli's opera roots to easy-listening popular music.
Giannini, who has starred on film, stage and television, is best known for his work with legendary director Lina Wertmuller. He was nominated for an Oscar in 1976 for his work in her "Seven Beauties."
Renis, who is the Capri, Hollywood fesitival's ambassador to the world and is based in California and Rome, said the film project will enable him to be more involved with Italian film-making professionals such as photographer Vittorio Storaro and Oscar-winning film editor Peter Scalia.
The opera, set in a Mediterranean village, tells the story of a scorned and jealous lover who publicizes her rival's infidelity. But the man of her affection ultimately is the one who pays the price for the attack.
For more information: E-mail Caprinelmondo@tin.it
Website: www.Caprihollywood.com
USA Contact Janet Staihar, 301-320-5218; e-mail: Jstaihar@comcast.net
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MESSAGGIO DI GIOVANNI PAOLO II PER LA CELEBRAZIONE DELLA GIORNATA MONDIALE DELLA PACE (1° GENNAIO 2003)
CITTA DEL VATICANO \ aise\ - Il primo gennaio 2003 si celebra la Giornata Mondiale della Pace. Ecco il testo integrale del Messaggio del Papa Giovanni Paolo II per quest'occasione.
Sono trascorsi quasi quarant'anni da quell'11 aprile 1963, in cui Papa Giovanni XXIII pubblicò la storica Lettera enciclica Pacem in terris. Si celebrava in quel giorno il Giovedì Santo. Rivolgendosi "a tutti gli uomini di buona volontà", il mio venerato Predecessore, che sarebbe morto due mesi più tardi, compendiava il suo messaggio di pace al mondo nella prima affermazione dell'Enciclica: "La pace in terra, anelito profondo degli esseri umani di tutti i tempi, può venire instaurata e consolidata solo nel pieno rispetto dell'ordine stabilito da Dio" (Pacem in terris, introd.: AAS, 55 [1963], 257).
Parlare di pace ad un mondo diviso.
In realtà, il mondo a cui Giovanni XXIII si rivolgeva era in un profondo stato di disordine. Il XX secolo era iniziato con una grande attesa di progresso. L'umanità aveva invece dovuto registrare, in sessant'anni di storia, lo scoppio di due guerre mondiali, l'affermarsi di sistemi totalitari devastanti, l'accumularsi di immense sofferenze umane e lo scatenarsi, nei confronti della Chiesa, della più grande persecuzione che la storia abbia mai conosciuto.
Solo due anni prima della Pacem in terris, nel 1961, il " muro di Berlino " veniva eretto per dividere e mettere l'una contro l'altra non soltanto due parti di quella Città, ma anche due modi di comprendere e di costruire la città terrena. Da una parte e dall'altra del muro la vita assunse uno stile differente, ispirato a regole tra loro spesso contrapposte, in un clima diffuso di sospetto e di diffidenza. Tanto come visione del mondo quanto come concreta impostazione della vita, quel muro attraversò l'umanità nel suo insieme e penetrò nel cuore e nella mente delle persone, creando divisioni che sembravano destinate a durare per sempre.
Inoltre, proprio sei mesi prima della pubblicazione dell'Enciclica, mentre a Roma si era da pochi giorni aperto il Concilio Vaticano II, il mondo, a causa della crisi dei missili a Cuba, si trovò sull'orlo di una guerra nucleare. La strada verso un mondo di pace, di giustizia e di libertà sembrava bloccata. Molti ritenevano che l'umanità fosse condannata a vivere per tanto tempo ancora in quelle precarie condizioni di " guerra fredda ", costantemente sottoposta all'incubo che un'aggressione o un incidente potessero scatenare da un giorno all'altro la peggior guerra di tutta la storia umana. L'uso delle armi atomiche, infatti, l'avrebbe trasformata in un conflitto che avrebbe messo a repentaglio il futuro stesso dell'umanità.
I quattro pilastri della pace.
Papa Giovanni XXIII non era d'accordo con coloro che ritenevano impossibile la pace. Con l'Enciclica, egli fece sì che questo fondamentale valore - con tutta la sua esigente verità - cominciasse a bussare da entrambe le parti di quel muro e di tutti i muri. A ciascuno l'Enciclica parlò della comune appartenenza alla famiglia umana e accese per tutti una luce sull'aspirazione della gente di ogni parte della terra a vivere in sicurezza, giustizia e speranza per il futuro.
Da spirito illuminato qual era, Giovanni XXIII identificò le condizioni essenziali per la pace in quattro precise esigenze dell'animo umano: la verità, la giustizia, l'amore e la libertà (cfr ibid., I: l.c., 265-266). La verità - egli disse - sarà fondamento della pace, se ogni individuo con onestà prenderà coscienza, oltre che dei propri diritti, anche dei propri doveri verso gli altri. La giustizia edificherà la pace, se ciascuno concretamente rispetterà i diritti altrui e si sforzerà di adempiere pienamente i propri doveri verso gli altri. L'amore sarà fermento di pace, se la gente sentirà i bisogni degli altri come propri e condividerà con gli altri ciò che possiede, a cominciare dai valori dello spirito. La libertà infine alimenterà la pace e la farà fruttificare se, nella scelta dei mezzi per raggiungerla, gli individui seguiranno la ragione e si assumeranno con coraggio la responsabilità delle proprie azioni.
Guardando al presente e al futuro con gli occhi della fede e della ragione, il beato Giovanni XXIII intravide ed interpretò le spinte profonde che già erano all'opera nella storia. Egli sapeva che le cose non sempre sono come appaiono in superficie. Malgrado le guerre e le minacce di guerre, c'era qualcos'altro all'opera nelle vicende umane, qualcosa che il Papa colse come il promettente inizio di una rivoluzione spirituale.
Una nuova coscienza della dignità dell'uomo e dei suoi inalienabili diritti. L'umanità, egli scrisse, ha intrapreso una nuova tappa del suo cammino (cfr ibid., I: l.c., 267-269). La fine del colonialismo, la nascita di nuovi Stati indipendenti, la difesa più efficace dei diritti dei lavoratori, la nuova e gradita presenza delle donne nella vita pubblica, gli apparivano come altrettanti segni di un'umanità che stava entrando in una nuova fase della sua storia, una fase caratterizzata dalla " convinzione che tutti gli uomini sono uguali per dignità naturale " (ibid., I: l.c., 268). Certo, tale dignità era ancora calpestata in molte parti del mondo. Il Papa non lo ignorava. Egli era tuttavia convinto che, malgrado la situazione fosse sotto alcuni aspetti drammatica, il mondo stava diventando sempre più consapevole di certi valori spirituali e sempre più aperto alla ricchezza di contenuto di quei "pilastri della pace" che erano la verità, la giustizia, l'amore e la libertà (cfr ibid., I: l.c., 268-269). Attraverso l'impegno di portare questi valori nella vita sociale, sia nazionale che internazionale, uomini e donne sarebbero diventati sempre più consapevoli dell'importanza del loro rapporto con Dio, fonte di ogni bene, quale solido fondamento e supremo criterio della loro vita, sia come singoli individui che come esseri sociali (cfr ibid.). Questa più acuta sensibilità spirituale, il Papa ne era convinto, avrebbe avuto anche profonde conseguenze pubbliche e politiche.
Davanti alla crescente consapevolezza dei diritti umani che andava emergendo a livello sia nazionale che internazionale, Giovanni XXIII intuì la forza insita nel fenomeno ed il suo straordinario potere di cambiare la storia. Quel che avvenne pochi anni dopo soprattutto nell'Europa centrale ed orientale ne offrì la singolare conferma. La strada verso la pace, insegnava il Papa nell'Enciclica, doveva passare attraverso la difesa e la promozione dei diritti umani fondamentali. Di essi infatti ogni persona umana gode, non come di beneficio elargito da una certa classe sociale o dallo Stato, ma come di una prerogativa che le è propria in quanto persona: "In una convivenza ordinata e feconda va posto come fondamento il principio che ogni essere umano è persona, cioè una natura dotata di intelligenza e di volontà libera; e quindi è soggetto di diritti e di doveri che scaturiscono immediatamente e simultaneamente dalla sua stessa natura: diritti e doveri che sono perciò universali, inviolabili, inalienabili" (ibid., I: l.c., 259).
Non si trattava semplicemente di idee astratte. Erano idee dalle vaste conseguenze pratiche, come la storia avrebbe presto dimostrato. Sulla base della convinzione che ogni essere umano è uguale in dignità e che, di conseguenza, la società deve adeguare le sue strutture a tale presupposto, sorsero ben presto i movimenti per i diritti umani, che diedero espressione politica concreta a una delle grandi dinamiche della storia contemporanea. La promozione della libertà fu riconosciuta come una componente indispensabile dell'impegno per la pace. Emergendo praticamente in ogni parte del mondo, questi movimenti contribuirono al rovesciamento di forme di governo dittatoriali e spinsero a sostituirle con altre forme più democratiche e partecipative. Essi dimostrarono, in pratica, che pace e progresso possono essere ottenuti solo attraverso il rispetto della legge morale universale, scritta nel cuore dell'uomo (cfr Giovanni Paolo II, Discorso all'Assemblea delle Nazioni Unite, 5 ottobre 1995, n. 3).
Il bene comune universale.
Su di un altro punto l'insegnamento della Pacem in terris si dimostrò profetico, precorrendo la fase successiva dell'evoluzione delle politiche mondiali. Davanti ad un mondo che stava diventando sempre più interdipendente e globale, Papa Giovanni XXIII suggerì che il concetto di bene comune doveva essere elaborato con un orizzonte mondiale. Ormai, per essere corretto, il discorso doveva far riferimento al concetto di "bene comune universale" (Pacem in terris, IV: l.c., 292). Una delle conseguenze di questa evoluzione era l'evidente esigenza che vi fosse un'autorità pubblica a livello internazionale, che potesse disporre dell'effettiva capacità di promuovere tale bene comune universale. Questa autorità, soggiungeva immediatamente il Papa, non avrebbe dovuto essere stabilita attraverso la coercizione, ma solo attraverso il consenso delle nazioni. Si sarebbe dovuto trattare di un organismo avente come "obiettivo fondamentale il riconoscimento, il rispetto, la tutela e la promozione dei diritti della persona" (ibid., IV: l.c., 294).
Non sorprende perciò che Giovanni XXIII guardasse con grande speranza all'Organizzazione delle Nazioni Unite, costituita il 26 giugno 1945. Egli vedeva in essa uno strumento credibile per mantenere e rafforzare la pace nel mondo. Proprio per questo espresse particolare apprezzamento per la Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo del 1948, considerandola "un passo importante nel cammino verso l'organizzazione giuridico-politica della comunità mondiale" (ibid., IV: l.c., 295). In tale Dichiarazione infatti venivano fissati i fondamenti morali sui quali avrebbe potuto poggiare l'edificazione di un mondo caratterizzato dall'ordine anziché dal disordine, dal dialogo anziché dalla forza. In questa prospettiva, il Papa lasciava intendere che la difesa dei diritti umani da parte dell'Organizzazione delle Nazioni Unite era il presupposto indispensabile per lo sviluppo della capacità dell'Organizzazione stessa di promuovere e difendere la sicurezza internazionale.
Non solo la visione precorritrice di Papa Giovanni XXIII, la prospettiva cioè di un'autorità pubblica internazionale a servizio dei diritti umani, della libertà e della pace, non si è ancora interamente realizzata, ma si deve registrare, purtroppo, la non infrequente esitazione della comunità internazionale nel dovere di rispettare e applicare i diritti umani. Questo dovere tocca tutti i diritti fondamentali e non consente scelte arbitrarie, che porterebbero a realizzare forme di discriminazione e di ingiustizia. Allo stesso tempo, siamo testimoni dell'affermarsi di una preoccupante forbice tra una serie di nuovi "diritti" promossi nelle società tecnologicamente avanzate e diritti umani elementari che tuttora non vengono soddisfatti soprattutto in situazioni di sottosviluppo: penso, ad esempio, al diritto al cibo, all'acqua potabile, alla casa, all'auto- determinazione e all'indipendenza. La pace richiede che questa distanza sia urgentemente ridotta e infine superata.
Un'osservazione deve ancora essere fatta: la comunità internazionale, che dal 1948 possiede una carta dei diritti della persona umana, ha per lo più trascurato d'insistere adeguatamente sui doveri che ne derivano. In realtà, è il dovere che stabilisce l'ambito entro il quale i diritti devono contenersi per non trasformarsi nell'esercizio di un arbitrio. Una più grande consapevolezza dei doveri umani universali sarebbe di grande beneficio alla causa della pace, perché le fornirebbe la base morale del riconoscimento condiviso di un ordine delle cose che non dipende dalla volontà di un individuo o di un gruppo.
Un nuovo ordine morale internazionale.
Resta comunque vero che, nonostante molte difficoltà e ritardi, nei quarant'anni trascorsi si è avuto un notevole progresso verso la realizzazione della nobile visione di Papa Giovanni XXIII. Il fatto che gli Stati quasi in ogni parte del mondo si sentano obbligati ad onorare l'idea dei diritti umani mostra come siano potenti gli strumenti della convinzione morale e dell'integrità spirituale. Furono queste le forze che si rivelarono decisive in quella mobilitazione delle coscienze che fu all'origine della rivoluzione non violenta del 1989, evento che determinò il crollo del comunismo europeo. E sebbene nozioni distorte di libertà, intesa come licenza, continuino a minacciare la democrazia e le società libere, è sicuramente significativo che, nei quarant'anni trascorsi dalla Pacem in terris, molte popolazioni del mondo siano diventate più libere, strutture di dialogo e di cooperazione tra le nazioni si siano rafforzate e la minaccia di una guerra globale nucleare, quale si profilò drasticamente ai tempi di Papa Giovanni XXIII, sia stata efficacemente contenuta. A questo proposito, con umile coraggio vorrei osservare come l'insegnamento plurisecolare della Chiesa sulla pace intesa come "tranquillitas ordinis" - "tranquillità dell'ordine", secondo la definizione di Sant'Agostino (De civitate Dei, 19, 13), si sia rivelato, alla luce anche degli approfondimenti della Pacem in terris, particolarmente significativo per il mondo odierno, tanto per i Capi delle nazioni quanto per i semplici cittadini. Che ci sia un grande disordine nella situazione del mondo contemporaneo è constatazione da tutti facilmente condivisa. L'interrogativo che si impone è perciò il seguente: quale tipo di ordine può sostituire questo disordine, per dare agli uomini e alle donne la possibilità di vivere in libertà, giustizia e sicurezza? E poiché il mondo, pur nel suo disordine, si sta comunque "organizzando" in vari campi (economico, culturale e perfino politico), sorge un'altra domanda ugualmente pressante: secondo quali principi si stanno sviluppando queste nuove forme di ordine mondiale?
Queste domande ad ampio raggio indicano che il problema dell'ordine negli affari mondiali, che è poi il problema della pace rettamente intesa, non può prescindere da questioni legate ai principi morali. In altre parole, emerge anche da questa angolatura la consapevolezza che la questione della pace non può essere separata da quella della dignità e dei diritti umani. Proprio questa è una delle perenni verità insegnate dalla Pacem in terris, e noi faremmo bene a ricordarla e a meditarla in questo quarantesimo anniversario.
Non è forse questo il tempo nel quale tutti devono collaborare alla costituzione di una nuova organizzazione dell'intera famiglia umana, per assicurare la pace e l'armonia tra i popoli, ed insieme promuovere il loro progresso integrale? È importante evitare fraintendimenti: non si vuol qui alludere alla costituzione di un super-stato globale. Si intende piuttosto sottolineare l'urgenza di accelerare i processi già in corso per rispondere alla pressoché universale domanda di modi democratici nell'esercizio dell'autorità politica, sia nazionale che internazionale, come anche alla richiesta di trasparenza e di credibilità ad ogni livello della vita pubblica. Confidando nella bontà presente nel cuore di ogni persona, Papa Giovanni XXIII volle far leva su di essa e chiamò il mondo intero ad una più nobile visione della vita pubblica e dell'esercizio della pubblica autorità. Con audacia, spinse il mondo a proiettarsi al di là del proprio presente stato di disordine, e ad immaginare nuove forme di ordine internazionale che fossero a misura della dignità umana.
Il legame tra pace e verità.
Contestando la visione di coloro che pensavano alla politica come ad un territorio svincolato dalla morale e soggetto al solo criterio dell'interesse, Giovanni XXIII, attraverso l'Enciclica Pacem in terris, delineò una più vera immagine dell'umana realtà e indicò la via verso un futuro migliore per tutti. Proprio perché le persone sono create con la capacità di elaborare scelte morali, nessuna attività umana si situa al di fuori della sfera dei valori etici. La politica è un'attività umana; perciò anch'essa è soggetta al giudizio morale. Questo è vero anche per la politica internazionale. Il Papa scriveva: "La stessa legge naturale che regola i rapporti tra i singoli esseri umani, regola pure i rapporti tra le rispettive comunità politiche" (Pacem in terris, III: l.c., 279). Quanti ritengono che la vita pubblica internazionale si esplichi in qualche modo fuori dell'ambito del giudizio morale, non hanno che da riflettere sull'impatto dei movimenti per i diritti umani sulle politiche nazionali e internazionali del XX secolo, da poco concluso. Questi sviluppi, che l'insegnamento dell'Enciclica aveva precorso, confutano decisamente la pretesa che le politiche internazionali si collochino in una sorta di "zona franca " in cui la legge morale non avrebbe alcun potere.
Forse non c'è un altro luogo in cui si avverta con uguale chiarezza la necessità di un uso corretto dell'autorità politica, quanto nella drammatica situazione del Medio Oriente e della Terra Santa. Giorno dopo giorno e anno dopo anno, l'effetto cumulativo di un esasperato rifiuto reciproco e di una catena infinita di violenze e di vendette ha frantumato sinora ogni tentativo di avviare un dialogo serio sulle reali questioni in causa. La precarietà della situazione è resa ancor più drammatica dallo scontro di interessi esistente tra i membri della comunità internazionale. Finché coloro che occupano posizioni di responsabilità non accetteranno di porre coraggiosamente in questione il loro modo di gestire il potere e di procurare il benessere dei loro popoli, sarà difficile immaginare che si possa davvero progredire verso la pace. La lotta fratricida, che ogni giorno scuote la Terra Santa contrapponendo tra loro le forze che tessono l'immediato futuro del Medio Oriente, pone l'urgente esigenza di uomini e di donne convinti della necessità di una politica fondata sul rispetto della dignità e dei diritti della persona. Una simile politica è per tutti incomparabilmente più vantaggiosa che la continuazione delle situazioni di conflitto in atto. Occorre partire da questa verità. Essa è sempre più liberante di qualsiasi forma di propaganda, specialmente quando tale propaganda servisse a dissimulare intenzioni inconfessabili.
Le premesse di una pace durevole.
C'è un legame inscindibile tra l'impegno per la pace e il rispetto della verità. L'onestà nel dare informazioni, l'equità dei sistemi giuridici, la trasparenza delle procedure democratiche danno ai cittadini quel senso di sicurezza, quella disponibilità a comporre le controversie con mezzi pacifici e quella volontà di intesa leale e costruttiva che costituiscono le vere premesse di una pace durevole. Gli incontri politici a livello nazionale e internazionale servono la causa della pace solo se l'assunzione comune degli impegni è poi rispettata da ogni parte. In caso contrario, questi incontri rischiano di diventare irrilevanti e inutili, ed il risultato è che la gente è tentata di credere sempre meno all'utilità del dialogo e di confidare invece nell'uso della forza come via per risolvere le controversie. Le ripercussioni negative, che sul processo di pace hanno gli impegni presi e poi non rispettati, devono indurre i Capi di Stato e di Governo a ponderare con grande senso di responsabilità ogni loro decisione. Pacta sunt servanda, recita l'antico adagio. Se tutti gli impegni assunti devono essere rispettati, speciale cura deve essere posta nel dare esecuzione agli impegni assunti verso i poveri. Particolarmente frustrante sarebbe infatti, nei loro confronti, il mancato adempimento di promesse da loro sentite come di vitale interesse. In questa prospettiva, il mancato adempimento degli impegni con le nazioni in via di sviluppo costituisce una seria questione morale e mette ancora più in luce l'ingiustizia delle disuguaglianze esistenti nel mondo. La sofferenza causata dalla povertà risulta drammaticamente accresciuta dal venir meno della fiducia. Il risultato finale è la caduta di ogni speranza. La presenza della fiducia nelle relazioni internazionali è un capitale sociale di valore fondamentale.
Una cultura di pace.
A voler guardare le cose a fondo, si deve riconoscere che la pace non è tanto questione di strutture, quanto di persone. Strutture e procedure di pace - giuridiche, politiche ed economiche - sono certamente necessarie e fortunatamente sono spesso presenti. Esse tuttavia non sono che il frutto della saggezza e dell'esperienza accumulata lungo la storia mediante innumerevoli gesti di pace, posti da uomini e donne che hanno saputo sperare senza cedere mai allo scoraggiamento. Gesti di pace nascono dalla vita di persone che coltivano nel proprio animo costanti atteggiamenti di pace. Sono frutto della mente e del cuore di "operatori di pace" (Mt 5, 9). Gesti di pace sono possibili quando la gente apprezza pienamente la dimensione comunitaria della vita, così da percepire il significato e le conseguenze che certi eventi hanno sulla propria comunità e sul mondo nel suo insieme. Gesti di pace creano una tradizione e una cultura di pace. La religione possiede un ruolo vitale nel suscitare gesti di pace e nel consolidare condizioni di pace. Essa può esercitare questo ruolo tanto più efficacemente, quanto più decisamente si concentra su ciò che le è proprio: l'apertura a Dio, l'insegnamento di una fratellanza universale e la promozione di una cultura di solidarietà. La "Giornata di preghiera per la pace", che ho promosso ad Assisi il 24 gennaio 2002 coinvolgendo i rappresentanti di numerose religioni, aveva proprio questo scopo. Voleva esprimere il desiderio di educare alla pace attraverso la diffusione di una spiritualità e di una cultura di pace.
L'eredità della "Pacem in terris".
Il beato Giovanni XXIII era persona che non temeva il futuro. Lo aiutava in questo atteggiamento di ottimismo quella convinta confidenza in Dio e nell'uomo che gli veniva dal profondo clima di fede in cui era cresciuto. Forte di questo abbandono alla Provvidenza, persino in un contesto che sembrava di permanente conflitto, non esitò a proporre ai leader del suo tempo una visione nuova del mondo. È questa l'eredità che egli ci ha lasciato. Guardando a lui, in questa Giornata Mondiale della Pace 2003, siamo invitati ad impegnarci in quei medesimi sentimenti che furono suoi: fiducia in Dio misericordioso e compassionevole, che ci chiama alla fratellanza; fiducia negli uomini e nelle donne del nostro come di ogni altro tempo, a motivo dell'immagine di Dio impressa ugualmente negli animi di tutti. È partendo da questi sentimenti che si può sperare di costruire un mondo di pace sulla terra.
All'inizio di un nuovo anno nella storia dell'umanità, è questo l'augurio che mi sale spontaneo dal profondo del cuore: che nell'animo di tutti possa sbocciare uno slancio di rinnovata adesione alla nobile missione che l'Enciclica Pacem in terris proponeva quarant'anni fa a tutti gli uomini e le donne di buona volontà. Tale compito, che l'Enciclica qualificava come "immenso", era indicato nel "ricomporre i rapporti della convivenza nella verità, nella giustizia, nell'amore, nella libertà". Il Papa precisava poi di riferirsi ai "rapporti della convivenza tra i singoli esseri umani; fra i cittadini e le rispettive comunità politiche; fra le stesse comunità politiche; fra individui, famiglie, corpi intermedi e comunità politiche, da una parte, e, dall'altra, la comunità mondiale". E concludeva ribadendo che l'impegno di "attuare la vera pace nell'ordine stabilito da Dio" costituiva un "ufficio nobilissimo" (Pacem in terris, V: l.c., 301-302). Il quarantesimo anniversario della Pacem in terris è un'occasione quanto mai opportuna per fare tesoro dell'insegnamento profetico di Papa Giovanni XXIII. Le comunità ecclesiali studieranno come celebrare questo anniversario in modo appropriato durante l'anno, con iniziative che non mancheranno di avere carattere ecumenico e interreligioso, aprendosi a tutti coloro che hanno un profondo anelito a "superare le barriere che dividono, ad accrescere i vincoli della mutua carità, a comprendere gli altri, a perdonare coloro che hanno recato ingiurie" (ibid., V: l.c., 304). Accompagno questi auspici con la preghiera a Dio Onnipotente, sorgente di ogni nostro bene. Egli, che dalle condizioni di oppressione e di conflitto ci chiama alla libertà e alla cooperazione per il bene di tutti, aiuti le persone in ogni angolo della terra a costruire un mondo di pace, sempre più saldamente fondato sui quattro pilastri che il beato Giovanni XXIII ha indicato a tutti nella sua storica Enciclica: verità, giustizia, amore e libertà. (aise)
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IL PROGRAMMA RADIOFONICO 'MELODIE ITALIANE' COMPIE 50 ANNI AL SERVIZIO DELLA COMUNITA' ITALO AMERICANA
(January 2003)
WASHINGTON\ aise\ - Domenica 5 gennaio 2003. "Melodie Italiane", il programma Radio in lingua italiana in onda tutte le domeniche dal 3 gennaio 1954, ha compiuto il 50mo anno di trasmissioni al servizio della Comunità Italiana e degli amici della lingua e cultura italiana nell'area metropolitana della Capitale e negli stati di Maryland, Virginia e West Virginia.
Il programma, di cui è produttore e conduttore Pino Cicala dal 12 Ottobre 1958, ha dato vita a numerose iniziative per l'informazione sull'Italia di oggi e sulla vera immagine della Comunità Italo Americana.
"Italian Holiday", lanciato nel 1960 per il Centenario dell'Unità d'Italia. "Varietà Italiano", nel 1968, il primo programma televisivo in lingua italiana trasmesso dal vivo alle 19:00 della domenica e ricco di ospiti, artisti, filmati. "Antenna Italia TV", iniziata con la prima trasmissione in diretta di una partita di calcio (Roma-Liverpool del 1984), cui fece seguito una serie di programmi, prima settimanali, con telegiornale, partite di calcio, 90mo minuto, notizie, produzioni locali e filmati RAI, e che divenne poi un appuntamento quotidiano con ben 11 ore di trasmissioni settimanali, via etere, fino all'arrivo di RAI International.
Il programma "Melodie Italiane" rimane l'appuntamento sicuro, puntuale ed accessibile a tutti, via etere nell'area metropolitana e dovunque nel mondo via internet al www.wfax.com, alle ore 14:00 della domenica con in vista il traguardo-record di mezzo secolo di servizio alla Comunità Italiana.
Tra i messaggi di felicitazioni pervenuti nell'occasione, l'Ambasciata Italiana di Washington si è congratulata con il produttore ed il conduttore, rilevando tra l'altro che il programma Radio, così come quelli televisivi del passato ed il ricco ed esauriente sito internet www.italianamericancommunications.org avviato due anni fa, costituisce un punto di riferimento sicuro, uno strumento di informazione prezioso, puntuale ed articolato, per la Comunità Italiana di Washington ed è altresì uno specchio fedele ed obiettivo della presenza italiana a Washington nelle sue varie forme, ossia di quella che amiamo definire la Washington Italiana. (aise)
Grazie a quanti hanno inviato auguri per l'occasione
Pino Cicala
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L'ITALIA CHE CAMBIA: PRESENTATO IL RAPPORTO CENSIS 2003 SULLA SITUAZIONE SOCIALE DEL PAESE
ROMA\ aise\ - Non c'è dubbio che, in questo momento, la società italiana abbia bisogno e diritto di dar voce a quel che sta sperimentando nel suo interno, visto che la sua dinamica profonda è continuamente rimossa. E il 37° Rapporto Censis 2003 sulla situazione sociale del Paese, presentata questa mattina nella sede del CNEL a Roma, vuole mettere in evidenza proprio "le grandi pur se silenziose novità" di questo periodo, al di là della logica "declino o sviluppo", da cui la società sembra, secondo il Censis, quest'anno disormeggiata. L'Italia, insomma, sembra voler vivere nello sviluppo più che nel declino. Dove sembra allora dirigersi la nostra società? Secondo il Rapporto Censis 2003 si intuiscono chiaramente quattro percorsi: verso una ricerca di qualità logistica della vita, con una diffusa propensione al borgo, piuttosto che alle città, da parte degli italiana; verso un implicito primato di convivialità della vita comune e dell'accoglienza reciproca; verso una crescente tendenza ad instaurare virtuosi stili di vita individuale e collettiva; verso la maturazione a livello individuale di un'etica della responsabilità sempre più relazionale. Sul piano economico, inoltre, dopo l'enfasi sul lavoro individuale, che cresce meno che nel passato, il Paese va verso la ricerca di un "noi" operante come sottosistema. La società italiana appare, dunque, proiettata interamente verso lo sviluppo, verso un suo "altrimenti" e se non vuole continuare a regredire nel suo ruolo e nella sua legittimazione di governo, la nostra classe dirigente deve anch'essa maturare un suo "altrimenti". (aise)
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SERVIZI SPECIALI/ CONSIGLIO EUROPEO DI BRUXELLES / BERLUSCONI: TANTI APPLAUSI ANCHE SE SUCCESSO NON COMPLETO/ PRODI: LO SPIRITO DELLA CONVENZIONE È RIMASTO VIVO
BRUXELLES\ aise\ - "Non si era mai visto che una presidenza di turno dell'Unione europea ricevesse tanti applausi anche in presenza di un risultato non completamente positivo, come è successo alla presidenza italiana". È entusiasta il Presidente Berlusconi, anche se il vertice di Bruxelles dei giorni scorsi ha visto il mancato accordo sulla Costituzione europea. Nonostante ciò, ha detto Berlusconi, sono stati raggiunti tanti risultati positivi: "abbiamo raggiunto un accordo sulla difesa comune, abbiamo approvato la prima manovra di politica economica dell'Unione europea e l'Agenzia per il controllo delle frontiere". Ed anche il Presidente della Commissione europea, Romano Prodi, per quanto amareggiato per il fallimento dell'accordo sul Trattato Costituzionale e convinto che "adesso è necessaria una pausa di profonda riflessione per riorganizzare le nostre idee", durante la conferenza stampa finale della CIG, ha dichiarato: "lo spirito della Convenzione è rimasto vivo. Ed eravamo d'accordo su quasi tutti i punti in discussione". (aise)
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Messa per i Caduti di Nassirya
Venerdi' scorso una Messa in suffraggio dei caduti di Nassirya e' stata celebrata a Washington per iniziativa degli addetti militari dell'Ambasciata d' Italia. Il Nunzio Apostolico, S.E.l'Arcivescovo Montalvo, ha celebrato la Messa alla quale hanno partecipato anche il ministro Matteoli, il sottosegretario dell'Elce, e l'Ambasciatore d'Italia Sergio Vento , che ha parlato agli intervenuti. Nella bella Chiesa di San Patrizio gremita di fedeli in un atmosfera di commossa partecipazione si sono incontrati funzionari, militari, rappresenanti della comunita', militari in uniforme ed in congedo tutti uniti nel ricordo dei caduti nella missione di pace e di ricostruzione.
La Messa si e' conclusa con la deposizione di una corona di fiori e mentre sulle note del Silenzio sono stati letti i nomi di tutti i caduti. A ciascun nome i convenuti hanno risposto " presente" perche' i caduti vivono per sempre nella memoria. (Pino Cicala)
© 2003 Pino Cicala. All rights reserved.
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Alla Maryland University un corso di laurea doppia in Italiano ed Educazione. (May 2003)
L'approvazione di un "Double Major in Italian and Education" da parte della Maryland University rappresenta un grande passo in avanti per l'insegnamento della lingua Italiana nel sistema scolastico pubblico degli Stati Uniti e premia il lavoro di anni di un apposito comitato che ha lavorato in stretta collaborazione col Primo Consigliere Giampaolo Cantini e la Dott.ssa Graziana Morini dell'Ambasciata d'Italia.
Il lusinghiero risultato e' stato comunicato dal Prof.Giuseppe Falvo che ha guidato l'iter della proposta alla Maryland University.
La possibilita' di creare un corpo insegnante qualificato e"certificato" per l'insegnamento della lingua Italiana si unisce all 'offerta nei licei di corsi di Italiano a livello universitario ed all'impegno delle maggiori organizzazioni Italo Americane ( NIAF,UNICO,OSIA) a investire una parte delle loro Borse di studio per gli studenti che vogliono diventare insegnanti di Italiano.
Sviluppi incoraggianti per il futuro dell'Italiano ,lingua sempre piu richiesta non solo dagli oriundi ,ma anche dal pubblico in generale che vuole godere e capire meglio quanto offre la cultura italiana. (Pino Cicala)
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NUOVE NORME DI CIRCOLAZIONE IN ITALIA
Le nuove norme di circolazione includono la patente a punti . I 20 punti della dotazione iniziale vengono scalati a seconda della gravita' dell'infrazione. Da un punto per l'inossevanza delle signalazioni luminose , si va ai 10 punti per guida in stato di ebberezza o sotto effetto di droghe, a velocita' superiori di 40 kilometri al limite,alle gare di velocita, ed alla circolazione nelle corsie di emergenza.Non dare la precednaza,passare con il rosso,non mettere le cinture costeranno 5 punti,mentre guidare telefonando ,circolare contromano in curva, o in retromarcia in autostrada o strade principali extraurbane costera' 4 punti. Previsti 3 punti per l'uso improprio di fari abbaglianti, circolazione senza casco,inosservanza degli obblighi verso i pedoni, e 2 punti se si supera il limite di velocita' tra i 10 e 40 chilometri, se non si osserva la segnaletica stradale o le norme in caso di ingombro della carreggiata per avaria. Usati i punti in dotazione sara' ritirata la patente.
La patente a punti ovviamente e' un'innovazione dovuta, e da amico la segnaliamo a chi va in Italia.
Sono norme la cui applicazione dovrebbe favorire l'uso delle strade nel rispetto reciproco. Noi la patente a punti l'abbiamo da sempre, ma spero che sara applicato anche in America il divieto di usare il telefono mentre si guida.
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SALUTE/ RICERCATORI ITALIANI INDIVIDUANO IL MECCANISMO D'AZIONE DI ALCUNI VIRUS TUMORALI
ROMA\\ aise\\ - Un attacco possibile al meccanismo attraverso il quale i virus oncogeni producono tumori quali adenoma e papilloma nelle cellule umane. E'quanto si cerca di attuare nei laboratori dell'Istituto di Biologia e Patologia Molecolari del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Roma e dell'Istituto Regina Elena di Roma, specializzati nello studio di alcuni virus, quali Adenovirus e Papillomavirus, che provocano tumori comuni, come quello della cervice uterina ed altre neoplasie epiteliali. Grazie a queste ricerche - nate dalla collaborazione tra il gruppo coordinato dal professor Marco G. Paggi all'Istituto Regina Elena e quello della dottoressa Patrizia Lavia al CNR e il contributo fondamentale dell'Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro (AIRC) e la Fondazione Italiana per la Ricerca sul Cancro (FIRC) - E' stato possibile comprendere come un virus sconvolge il delicato meccanismo con cui le cellule si dividono. Questa comprensione potrebbe aiutare a trovare la via per proteggersi in futuro dall'attacco del virus, impedendo la trasformazione delle cellule sane in tumorali. Ma in un futuro piu lontano potrebbe anche contrastare il cancro, ristabilendo cio che il virus ha modificato. (aBagliani che ha accompagnato l'ospite insieme al console onorario delle Mongolia. L'assessore Coppola, ricordando gli storici rapporti avviati da Venezia con l'oriente, ha fatto riferimento anche a progetti di cooperazione internazionale del Veneto con la Mongolia che sono in via di definizione. "La visita del Khamba Lama - ha dichiarato l'assessore - rafforza lo spirito di collaborazione ed e' un valore aggiunto alle iniziative comuni". (aise)
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PREMIO ITALIANI NEL MONDO/ TUTTI I PREMIATI NELLA MAGICA SERATA AL VITTORIANO
ROMA\ aise\ - "Non lasciate la patria vostra senza benedirla. Se anche è povera e se perciò dovete cercare pane e lavoro in un paese straniero, lontano dal vostro villaggio e dai vostri cari, amatela egualmente, fortemente, amatela per le sue glorie, per le sue miserie e per il suo avvenire che sarà grande". Questo uno stralcio del vademecum dell'emigrante (libercolo pubblicato nel 1911 dalla Dante Alighieri per gli italiani che emigravano, ideato per non far dimenticare la lingua e mantenere il legame con l'Italia ndr.), letto da Giorgio Albertazzi prima di 'aprire le danze' e cominciare così la consegna dei Premi per gli Italiani nel Mondo. Mercoledì sera si è infatti svolta, per la terza volta, nella 'mozzafiato' cornice della terrazza del Bollettino al Complesso del Vittoriano, la cerimonia di consegna del Premio per gli Italiani nel Mondo, istituito dalla Fondazione Marzio Tremaglia. Guglielmo Marconi- Scienziato e premio Nobel per la Fisica, Rubens Barrichello- Pilota di F1 (Ferrari), Barbara Ensoli e Mauro Ferrari- scienziati, Roberto Rocca, Roberto Ruggeri e Luigi Papaiz- Imprenditori, padre Luciano Segafreddo- Scrittore e giornalista, James Gobbo- Magistrato, Lawrence Auriana - Presidente Columbus Day, Maurizio Bevilacqua - Ministro del Canada per le Istituzioni Finanziarie internazionali, M° Antonio Pappano- Direttore D'Orchestra e dal 2005 Direttore dell'Accademia di Santa Cecilia, questi i nomi dei premiati alla serata del Vittoriano. (aise)
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CIAMPI: MONONGAH E' UNA MEMORIA CHE DEVE FARE SCUOLA PER UN 'ITALIA MIGLIORE'
NEW YORK\ aise \ - " Sono rimasto profondamente colpito quando ho saputo di Monongah. Sapere di questa strage, di questi uomini che venivano dall'Abruzzo, dalla Campania, dal Molise , dalla Calabria, e saperlo a distanza di un secolo.". Sono parole del Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi e compendiano il significato di una lunga, tenace, attenta indagine giornalistica portata avanti per otto mesi dal bimensile "Gente d'Italia", il cui direttore Mimmo Porpiglia ha ricevuto dal Capo dello Stato parole di profondo apprezzamento.
Saperlo e saperlo un secolo dopo. Certo, perche' il prossimo 6 dicembre saranno 96 anni dal quel tragico giorno in cui nella miniera di Monongah si scateno' l'inferno. Un'inferno da cui non ritornarono piu' 361 uomini, di cui 171 italiani, 105 polacchi e russi e 85 americani.
La scorsa settimana, per la prima volta, l'Italia ufficiale, nella persona di un gruppo di sindaci dei comuni da cui erano partite le vittime, ha onorato queste sue vittime del lavoro, della necessita' di lavorare ad ogni costo e lo ha fatto in un momento particolare, mentre piangeva un gruppo di ragazzi le cui vite erano state stroncate da un barbaro attentato in terra straniera.
Cerimonie semplici, ma, toccanti, quelle con cui si e' inteso onorare la memoria dei caduti nella miniera di Monongah. Prima nella locale Chiesa dello Spirito Santo e, successivamente nell'omonimo Cimitero, dove sono state lasciate targhe alla memoria appena benedette.
Gli aspetti piu' tragici del disastro sono venuti fuori via via che l'inchiesta di Gente d'Italia andava avanti.
Innanzitutto, le 250 vedove e i circa mille bambini rimasti orfani , a cui nessuno aveva dato il benche' minimo aiuto, dall'Italia, quell'Italia che oggi si distingue tra le nazioni per la sua solidarieta', non arrivo' neppure una lire, ne' a titolo di aiuto ne' a titolo di risarcimento. E, pochi spiccioli, arrivarono dei 734 dollari stanziati dalla compagnia per ciascuna delle vittime.
E, poi, lo portata della tragedia : se le cifre ufficiali parlano di 361 vittime di cui 171 italiane, l'inchiesta ha fatto venire alla luce alcuni aspetti del lavoro in miniera che farebbero lievitare pesantemente il bilancio effettivo. Scavando tra documenti e ricordi conservati di generazione in generazione, si e' saputo che era un fatto normale che nelle gallerie delle miniere di Monongah i minatori vi andassero con due , talvolta tre, aiutanti, secondo quello che in gergo veniva definito "buddy system", semplicemente perche' venivano pagati a quantita' di carbone estratto. D'altra parte, altre fonti , come uno studio dei cimiteri cittadini dell'epoca, scoperto da Gente d'Italia, parlava di 500 vittime e di 620 vittime parlava, ancora negli anni '50, un addetto ai cimiteri, mentre una corrispondenza da Washington del 9 marzo 1908, a indagini completate, parlava addirittura di 956 vittime. C'e' da dire, infine, che lo stesso direttore della miniera, tale L. Malone, al momento del disastrso, riferisce al giornale locale "Fairmont Times" che la mattina del 6 dicembre erano scesi nelle gallerie 478 operai soggetti a controllo "insieme ai loro aiutanti", oltre a 100 operai addetti alle pompe , e che solo tre eranousciti , poco prima dello scoppio, per andare allo spaccio a comprare birra , sigarette e olio per le lampada.
Anche sulle cause e' stato indagato a fondo. Intanto, le miniere di Monongah erano ritenute tra le piu' importanti e le piu' moderne dell'epoca in America , essendo dotate macchinari e locomotive che funzionavano ad elettricita' oltre che di vaste aree ventilate con aspiratori meccanici. Ma, erano anche un intricato budello di tunnel . Il professor Salvatore Tropea, docente di sociologia all'Universita' di Washington, che ha studiato le carte della miniera e' convinto che si sia trattato di una esplosione di gas. Il giorno prima, infatti, in occasione della festivita' di San Nicola , le miniere erano rimaste chiuse e i responsabili fecero spegnere gli areatori per risparmiare corrente elettrica, Cio' rese possibile l'ammassarsi nei tunnel di una letale miscela di gas che , al momento della riaccensione delle macchine, esplose con gli effetti disastrosi che abbiamo visto.
Nell'elenco dei nomi delle vittime pubblicato da Gente D'Italia una teoria di Abbate, Angiolillo, Basile, Brandi, Cimino, Colarusso, Colantuono, D'Alessandro, D'Onofrio, De Maria, Di Salvo, Fiorentino, Lombardi , Manzo, Mastripietro, Rinaldi, Iannaccone , Urso, che ne connota indiscutibilmente in senso meridionale la provenienza . E' stato cosi' che Angelo Di Paolo ( Canestro) , Paolo Fantauzzi ( Civita d'Antino), Riccardo Succurro (S.Giovanni in Fiore) , Giuseppe Persia ( Civitella Roveto), Franco Adducchio ( Duronia) , Marco Ciamarra ( Torella del Sannio) e Andrea Poltrone. ( Strongoli), tutti sindaci di comuni da cui partirono quasi cento anni fa gli sfortunati rimasti sotto le macerie di Monongah, hanno sentito il dovere di vedere quei posti, lasciare un segno del loro ricordo, stringere le mani di coloro che sono oggi a Monongah, a partire dal Sindaco Hoffman Roger sino alle centinaia di cittadini comuni per finire con il Segretario di Stato del West Virginia Joe Manchin . Il Presidente della Repubblica Ciampi, in visita negli Stati Uniti , pur con i tempi stretti per la necessita' di tornare in Italia dopo la strage di Nassirya li ha voluti incontrare, questi sindaci . "Bisogna ricordare i sacrifici di vita - ha detto loro - che tanti nostri italiani hanno sofferto , spinti dall'esigenza di trovare una fonte di lavoro, affrontando una vita dura. E , dalla memoria , troviamo forza e coraggio per proseguire nel nostro compito e nelle nostre responsabilita' per avere un'Italia sempre migliore.". E saranno ricordati degnamente. "I minatori scomparsi a Monongah - ha notato l'ambasciatore d'Italia negli Stati Uniti , Sergio Vento, presente all'incontro con Ciampi - rappresentano i primi drammatici capitoli della storia del lavoro italiano in questo Paese , lavoro che oggi tutti ammirano e apprezzano.". " Una storia - ha aggiunto Vento - che ci vien fatta conoscere da un'inchiesta, quella del giornale del direttore Porpiglia, connotata di alta maturita' e coscienza civile.".
Sono giunti anche i messaggi del Ministro per gli Italiani nel Mondo Mirko Tremaglia, del Sottosegretario agli Esteri Mario Baccini, del Presidente della regione Campania Antonio Bassolino, del Responsabile per gli Italiani all'estero della Margherita Franco Danieli. E , a fianco dei comitati costituiti dai Sindaci, e' sceso in campo il Comitato costituito negli Usa, alla cui presidenza e' stato chiamato Vincenzo Centofanti, Consigliere del CGIE di Filadelfia e presente anch'egli - accompagnato dal Console Generale Motta - alle cerimonie commemorative di Monongah e che ne ha annunciato la costituzione al Presidente Ciampi . (g.d.n.\ aise)
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WASHINGTON OPERA: CARTELLONE 2003-2004
Lla 48ma stagione dell' Opera di Washington inizia Sabato 6 Settembre con "The Fledermaus" di Johann Strauss, alla DAR Constitution Hall. Le repliche settembre 6.11.13 (m),15,e 17. La prima parte della stagione continuera' alla Constitution Hall con Norma, di Bellini ,con la regia di Paolo Micciche' ed i costumi di Alberto Spiazzi.In Italiano con sovratitoli in Inglese avra' la prima il 7 ottobre e repliche il 9,12,15,18,e 20. Chiudera' la serie a Constitution Hall "Die Walkure" di Wagner con la regia di Francesca Zambello e con Placido Domingo nel ruolo di Sigmund.Recite il 5, 8 (m), 11, 14, 17,e 20 Novewmbre 2003 Sono tre produzioni nuove della Washington Opera nella sede temporanea della Constitution Hall.
Per il ritorno alla Kennedy Center Opera House Placido Domingo condurra' la Manon di Puccini Con Veronica Villaroel, Franco Farina, e Roberto Servile in una nuova produzione della Washington Opera. Recite il 27 Marzo, e 1, 4(m), 6, 10, 13, 16,e 19 aprile 2004.La seconda stagione continera' con "La Cerenentola" di Rossini, condotta dal Maestro Riccardo Frizza , costumi di Agostino Cavalca, con Sonia Ganassi, Simone Alberghini ed Alfonso Antoniozzi. Recite il 3, 7, 9, 15, 18(m), 20 e 22 Aprile. Giovanni Reggioli condurra' "La Traviata:" di Verdi, in un revival della produzione della Washington Opera con le scene ed I costumi di Giovanni Agostinucci,e la regia di Marta Domingo. Prima il 15 maggio e repliche il 18, 21 ,24, 27, 30(m) maggio e 2 Giugno 2004. La stagione si concludera' con un opera originale Americana, "A streetcar named desire" di Andre' Previn che si alternera' alla conduzione col Maestro Federico Cortese.
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SOCIETA'/ LA SICILIA CULLA DELLA BELLEZZA FEMMINILE NEL MONDO
CATANIA\ aise\ - La bellezza italiana nel mondo ha sangue siciliano, ha commentato il presidente di "Sicilia Mondo" Azzia, congratulandosi con Vanessa Auteri, componente del Gruppo Folklorico Italo-Venezuelano di Valencia, di cui è Presidente Enzo Auteri, catanese doc. Vanessa Fanesi Auteri, 24 anni, nata in Venezuela, da padre marchigiano e madre catanese, è arrivata seconda classificata a Miss Italia nel Mondo 2003, ed ha avuto, grazie al televoto, più preferenze dal pubblico di casa. Vanessa è di casa a Catania, essendo stata ospite delle colonie estive di "Sicilia Mondo" negli anni 1991 e 1992, quando era ancora bambina, e poi negli anni 1994 e 1995 come prima ballerina del gruppo folklorico di balli e canti tipici venezuelani, di grande successo nelle iniziative di "Turismo Sociale" organizzate da "Sicilia Mondo" a Catania in numerosi comuni della provincia ed a Ragusa, nella prima Giornata dei Ragusani nel Mondo. Come se non bastasse Miss Italia 2003 è Francesca Chillemi, 18 anni, siciliana, nata a Barcellona Pozzo di Gotto (Messina), mentre Miss Italia nel Mondo 2003 è stata eletta Stefanie Francesca Vatta, 17 anni, nata in Olanda, da padre catanese e madre olandese. (aise)
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GALA ANNUALE DEL;'ABRUZZO MOLISE HERITAGE SOCIETY (7 Dec 2003)
L'Abruzzo Molise heritage Society ha celebrato domenica 7 dicembre il quarto Gala. Durante la serata, alla quale ha partecipato come ospite d'onore il Primo Consigliere Alberto Galluccio dell'Ambasciata d'Italia,sono state consegnate le borse di studio a due studenti, Melissa Shalin che studia Antropologia ed Italiano alla Universita' del Mariland ed Arthuro De Felice che studia Italiano e Scienze Politiche alla Georgetown University e sono stati presentati i nuovi dirigenti del sodalizioche in pochi anni ha gia organizato tanti importanti eventi.
La nuova amministrazione, e' presieduta da Ennio Di Tullio,con Gene Fwann- Primo VP per membership,Sandra Burnis- Secondo VP per i programmi.Joe Novello, Tesoriere, Eileen Berna,Segretaria. Eletti al Board of directors Eileen Parise e William Gallerizzo che sostuiscono i membri uscenti Mario Ciccone e Sergio Fresco e si uniscono ai membri in carica Maria D'Andrea, Tony D'Onofrio, John Fusciello, Donald Mack, Barbara Mancini e Willimam Murmura. Ray Bernero e' stato nominatoal posto del defunto John Scialdone.
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La regione Molise ha compiuto 40 anni
Il Molise nasce il 27 dicembre del 1806 come Provincia del contado di Molise, parte della Capitanata, e passa poi dalla Puglia all' Abruzzo. Nel 1958 il senatore Magliano di Larino presenta al Senato un disegno di legge per l'istituzione della Regione Molise.
La legge viene approvata il 17 dicembre del 1963 e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 1l 27 dicembre nel giorno dell'anniversario a 157 anni dalla fondazione nel 1806 :-Un aspirazione durata piu di un secolo e mezzo.
Il Presidente Iorio ha ricordato i primi 40 anni di vita della regione da protagonista del suo destino ricordando che l'autonomia ha comportato una serie di conquiste ma ha sopratutto conferito dignita ad una entita territoriale che ha una sua storia ed una sua identita' culturale.
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CULTURA/ CELEBRATO A WASHIGTON IL 50MO ANNIVERSARIO DELL'ATTIVITÀ DEL ITALIAN CULTURAL SOCIETY
WASHINGTON\ aise\ - È stato celebrato nei giorni scorsi a Washington con un concerto ed un ricevimento, presso l'Ambasciata d'Italia, il 50mo anniversario dell'attività dell'Italian Cultural Society e per l'occasione il sindaco della capitale statunitense, Antony Williams, ha proclamato l'Italian Cultural Day.
Considerata la società culturale italiana più antica in America la cui tradizione, come attesta un'iscrizione, datata 1888, sul busto di Giuseppe Garibaldi posto all'ingresso della vecchia sede della Corte Suprema, presso il Campidoglio di Washington, l'ICS nasce nel 1953 per iniziativa di Salvatore J. Castiglione.
Insieme ad un gruppo di uomini di lettere italiani ed americani, Castiglione, docente e capo della facoltà di lingua e letteratura italiana presso la Georgetown University, diede carattere formale e legale alla società "non a scopo di lucro" al fine di promuovere l'arte e la cultura italiana. Dal 1978, con l'avvio del Language Program per iniziare a diffondere l'italiano, la parola "cultural" è stata aggiunta al nome della società.
Interamente gestita da volontari, l'ICS, di cui ora è presidente Luigi De Luca e di cui gli ambasciatori d'Italia negli Usa sono soci ad honorem, continua ad operare per promuovere la cultura e l'immagine dell'Italia in America. Affidandosi, per le sue entrate, alle quote d'iscrizione, alle donazioni dei soci e ad una raccolta fondi annuale, la Società conferisce borse di studio a studenti d'italiano delle università locali e premia giovani distintisi nelle arti, nelle scienze negli studi classici e, dallo scorso anno, anche nelle lavorazioni artigianali. (c.p./aise)
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Don Giovanni "dissoluto punito" alla Washington Opera (April 2003)
Il Don Giovanni che la Washingon Opera presenta alla Constitution Hall di Washington volutamente sottolinea il titolo secondario del libretto "il dissoluto punito" ed Erwin Schrott, che del carattere ha anche il fisico e la grinta convince nel ruolo,come altrettanto fanno i suoi colleghi magistralmente diretti da Placido Domingo e da Giovanni Reggioli che lo sostituisce sul podio per due recite.
La direzione e le scene di John Pascoe riescono ,con semplicita' fantasia e tecnica ,ispirata alle grandi macchine di scena delle rappresentazioni e delle feste barocche , a risolvere il problema insito in un teatro che non ha un palcoscenico,e quindi manca di quinte e sipari.Una macchina costruita con elementi che si spostano,scivolano ,si sovrappongono, girano su se stessi, crea spazi diversi sullo sfondo mutevole di proiezioni di saloni,cortili, piazze .
Io vorrei unire all'applauso anche i macchinisti, o extras che ,abbandonati i blue jeans di fatica , vestiti di nero,cambiano la scena,in vista del pubblico, con una coreografia di movimenti come in un coro da tragedia classica che lega momenti e luoghi dell'azione.
Dopo il nuovo e meraviglioso allestimento dell'Aida ,diretta da Paolo Micciche',con questo Don Giovanni, la sede temporanea del teatro dell'Opera di Washington sta introducendo una nuova maniera di presentare lo spettacolo indicando una via per il rinnovamento dell'Opera passando dalle scene statiche a quelle forme dinamiche che il pubblico di oggi ed i giovani possono meglio capire ed apprezzare. (Pino Cicala)
© 2003 Pino Cicala. All rights reserved.
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UNIONE EUROPEA A 25 MEMBRI(April 2003)
ATENE \ aise\- e' nata nel portico di Attalo III, ai piedi dell'Acropoli, l'Unione Europea a 25 membri. La neonata Europa a 25 ha un progetto collettivo per condividere il futuro come una comunita' dei valori, come si legge nella bozza della Dichiarazione adottata al summit Ue dai Quindici Paesi membri e dai dieci neo-firmatari del trattato di adesione (Repubblica Ceca, Estonia, Lettonia, Lituania, Slovacchia, Slovenia, Cipro, Malta, Polonia e Ungheria) che entreranno in Europa ufficialmente il primo maggio 2004.
Rispettare i diritti e la dignita' dei cittadini di paesi terzi che vivono e lavorano nell'Ue, come recita la bozza, sara' il primo dovere che l'Unione dovra' rispettare, i valori che noi apprezziamo non sono riservati solo ai nostri cittadini ma si applicano a tutti coloro che rispettano le leggi dei nostri paesi, recita, infatti, il documento.
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MEUCCI DAY- E' GIORNO DI FESTA PER L'EMIGRATO ITALIANO INVENTORE DEL TELEFONO
ROMA\ aise\ - È giorno di festa per l'inventore del telefono, quello "vero", cioè l'italiano Antonio Meucci, che, dopo la delibera storica con cui la Camera dei rappresentanti degli Stati Uniti nel 2001 gli ha riconosciuto la paternità dell'invenzione per decenni attribuita all'americano Alexander Bell, è stato celebrato oggi ufficialmente anche in Italia, nell'aula magna del ministero delle Comunicazioni, alla presenza del Capo dello Stato, Carlo Azeglio Ciampi. Le umili origini di Meucci, nato il 13 aprile del 1808, emigrato per sfuggire alle persecuzioni politiche - avendo partecipato alle cospirazioni per l'unità di Italia - prima a Cuba e poi a New York, dove rimase sino alla morte, lo portarono a brevettare l'invenzione nel '71 in una forma provvisoria che - ha ricordato Gasparri - doveva essere rinnovata annualmente e che mantenne fino al '73. Ma nel 1876 Bell presentò la domanda di brevetto da cui sono scaturite le polemiche andate avanti fino ai nostri giorni. Un tributo meritato e per troppo tempo non riconosciuto a Meucci è giunto anche dal ministro consigliere statunitense, Emil Skodon. (aise)
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VOTO ALL'ESTERO/ REFERENDUM/ AL 25 PER CENTO L'AFFLUENZA DEGLI ITALIANI ALL'ESTERO - AL 23,4 QUELLA DEGLI ITALIANI IN ITALIA/ TREMAGLIA FELICE ORGOGLIOSO E FIERO ACCOGLIE LE SCHEDE DEGLI ITALIANI A CIAMPINO
ROMA\ aise\ - La partitocrazia ha perso, gli Italiani nel mondo hanno vinto. I dati sull'affluenza alle urne per il referendum, che confermano il 25 per cento per i connazionali all'estero e il 23,4 per gli italiani in Italia, dimostrano che siamo riusciti a conquistare un traguardo straordinario. Questa è la prova generale per le Politiche del 2006. Nel mondo stravince l'Italia. Gli Italiani all'estero hanno votato dimostrando sul piano storico che hanno gli stessi diritti degli Italiani in Italia. Sono orgoglioso e fiero di questa grande prova e di questa conquista. Li ringrazio tutti, dal profondo del cuore. Questa è la vittoria della nostra politica, la politica dell'Italianità..
È il Ministro per gli Italiani nel Mondo, Mirko Tremaglia, che parla, commentando il dato di afflusso in Italia e quello degli italiani all'estero alla consultazione referendaria.
Mi viene voglia di dire - soggiunge Tremaglia - che abbiamo assunto il comando dell'Italianità, perché di questo si tratta. Io sono stato straordinariamente felice quando all'aeroporto di Fiumicino sono arrivati per la prima volta gli aerei con i plichi dei voti: come Ministro, ho voluto essere lì ad accoglierli. Lo dico con commozione, un immensa soddisfazione che non avevo mai avuto. Ogni voto è stato per me come un messaggio d'amore che i connazionali hanno inviato all'Italia. Da loro è venuta una formidabile lezione di moralità politica. È questa la grandezza dell'Altra Italia per la quale ho sempre combattuto e che amo profondamente..
Ieri il Ministro Tremaglia si è recato all'aeroporto di Fiumicino per "accogliere" le migliaia di schede votate dai nostri connazionali residenti in Sud America. Il Ministro, uscito appositamente dalla clinica, ai microfoni di Rai International, che ha ringraziato per il lavoro svolto, ha detto:
Non potevo mancare questo evento storico. Sono venuto qui per salutare tutte queste schede. È come salutare tutti i nostri connazionali e ringraziarli per questa ulteriore, grande, significativa prova che hanno dato di amore verso l'Italia..
Grande soddisfazione e commozione del Ministro che si è detto, dopo aver visto gli enormi plichi imballali contenenti i messaggi d'amore per l'Italia inviati dagli italiani in Sud America perfettamente guarito. (aise)
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NIENTE AMORE: SIAMO ITALIANI/ I NOSTRI GIOVANI PENSANO SOPRATTUTTO AL LAVORO: PER IL 40,8 PER CENTO E' L'OBIETTIVO PRIMARIO
ROMA\ aise\ - Niente amore, siamo italiani. Così sembrano dire i giovani italiani che, nonostante le vacanze in corso, indicano, comunque, il lavoro come l'obiettivo più importante per il loro futuro. Lo rileva l'Eurispes in un recente sondaggio, che ha interessato un campione di 1.000 ragazzi fra i 15 ed i 24 anni, rappresentativo dei due sessi e delle diverse aree geografiche del Paese. Infatti il 40,8% del campione ha indicato il lavoro come l'obiettivo più importante per il futuro; il 23,5% ha scelto l'amore, il 15,2% il successo, l'11% l'impegno sociale e il 6,2% i soldi. Il lavoro risulta quindi la meta fondamentale dei ragazzi, prima ancora dell'amore; questo risultato potrebbe rispecchiare il difficile momento attraversato dal Paese in relazione alle opportunità occupazionali. La preoccupazione e l'incertezza per il futuro lavorativo fanno probabilmente percepire a molti ragazzi il posto di lavoro come la priorità assoluta. Una minoranza significativa aspira al successo, che può essere inteso come riuscita personale, ma anche come fama. Risulta medio-basso l'interesse per l'impegno sociale; sono ancora meno numerosi coloro che mettono al primo posto il denaro.
Importanti divergenze emergono tra le scelte dei due sessi: fra i ragazzi prevalgono nettamente coloro che considerano il lavoro un obiettivo prioritario (ragazzi 48,8%; ragazze 33,1%), rispetto all'amore (ragazze 33,5%; ragazzi 13,2%). Inoltre il 9,1% dei giovani intervistati considera i soldi più importanti per il loro futuro, contro il 3,3 delle ragazze: fra i maschi è evidentemente più diffuso il valore del denaro, visto da alcuni come meta primaria. Per quanto riguarda poi l'impegno sociale le ragazze si prodigano nel 12% dei casi, contro il 10% dell'altro sesso. In tema di successo i maschi sono più arrivisti delle loro compagne: vi puntano per il 16,5% contro il 14%.
Analizzando i dati del campione in relazione al titolo di studio degli intervistati, emerge che fra i laureati è più diffusa l'aspirazione al successo (34,8%), persino a scapito del lavoro e dell'amore. Sono meno numerosi della media i soggetti con basso titolo di studio sensibili all'impegno sociale (5,3%), in favore del lavoro e delle questioni di cuore. Altre differenze interessanti emergono in riferimento alla condizione occupazionale: fra i soggetti non occupati sono molto più numerosi, rispetto ai lavoratori ed agli studenti, coloro che considerano il lavoro o i soldi il loro obiettivo più importante, a scapito dell'amore e del successo. Evidentemente i giovani a cui il lavoro manca sentono particolarmente la sua rilevanza, soprattutto in un periodo difficile come questo. Chi, al contrario, già è occupato, potrebbe avvertire in parte il lavoro come un obiettivo acquisito; mentre chi studia ancora sente probabilmente il problema più lontano. Il fatto che anche i soldi risultino molto importanti per i non occupati può essere spiegato abbastanza facilmente: chi non lavora ha di solito minori disponibilità economiche ed avverte la questione come prioritaria.
Queste le percentuali degli obiettivi più importanti per il futuro in base alla condizione occupazionale: amore (lavoratore 26%; non occupato 5,7%; studente 24,3%); impegno sociale (lavoratore 9,2%; non occupato 11,3%; studente 11,3%); lavoro (lavoratore 41,2%; non occupato 58,5%; studente 39,6%); soldi (lavoratore 7,6%; non occupato 17%; studente 5,3%); successo (lavoratore 15,3%; non occupato 5,7%; studente 15,8%).(aise)
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ATTENTATO NASSIRYA/ L'ITALIA RENDE ONORE AI CADUTI E SI STRINGE DENTRO E FUORI LA BASILICA DI SAN PAOLO PER I FUNERALI
ROMA\ aise\ - Un lungo applauso ha salutato i feretri che hanno lasciato la Basilica di San Paolo fuori le mura a Roma. Così l'Italia ha reso onore per l'ultima volta alle 19 vittime dell'attentato di Nassirya, al termine dei funerali di Stato nella basilica patriarcale. Il corteo funebre era partito questa mattina alle 9 dal Vittoriano, dove ieri per 24 ore tanta gente aveva sfilato in un silenzio composto e commovente nella camera ardente. Un applauso commosso ne ha accolto l'uscita dall'Altare della patria, lo stesso applauso che ha accolto le salme al loro ingresso nella Basilica, sulle note della marcia funebre, e le ha poi salutato, portate a braccia da uomini di tutte le Forze Armate, fuori dalla Basilica di San Paolo, dove decine di migliaia di semplici cittadini si sono raccolti sin dalle prime ore del mattino. I funerali sono iniziati alle 11.30: le bare, tutte avvolte nel tricolore, sono state allineate su due file davanti all'altare. Nelle prime file i familiari delle vittime, dietro di loro le massime autorità istituzionali e militari. Il Presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, prima di tutto, e accanto il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, il vice premier Gianfranco Fini, i Presidenti di Camera e Senato, Pier Ferdinando Casini e Marcello Pera, ed una numerosa delegazione del governo. Tantissimi i rappresentanti delle Forze armate, soprattutto dell'Arma dei carabinieri, tutti commossi, tanti in lacrime. C'erano anche i feriti dell'attentato di Nassirya, che, come avevano già manifestato nei giorni scorsi, non sono voluti mancare ai funerali dei compagni caduti.
A tutti loro il Cardinal Ruini, che ha officiato l'omelia, ha detto: "i nostri caduti hanno accettato di rischiare la vita, per servire la nostra Nazione e per portare nel mondo la pace" e a loro va espressa "gratitudine". Ricordando le tante manifestazioni di "affetto, riconoscenza e solidarietà" che dall'Italia intera, "dal cuore del nostro popolo", sono giunte "in questi lunghi giorni dalla tragica notizia dell'attentato" per i caduti, i feriti ed i loro familiari, il cardinale ha ammonito: il loro sacrificio sia "di esempio e di monito per tutti noi".
E di fronte all'insegnamento di Gesù, che "ci invita ad amare anche i nostri nemici", Ruini ha, poi, detto: "è questo il grande tesoro che non dobbiamo lasciar strappare dalle nostre coscienze e dai nostri cuori, nemmeno da parte di terroristi assassini". Al contrario "non fuggiremo davanti a loro. Anzi, li fronteggeremo con tutto il coraggio, l'energia e la determinazione di cui siamo capaci. Ma - ha esortato significativamente il Vescovo vicario di Roma - non li odieremo" e "non ci stancheremo di sforzarci di far loro capire che tutto l'impegno dell'Italia, compreso il suo coinvolgimento militare, è orientato a salvaguardare e a promuovere una convivenza umana, in cui ci siano spazio e dignità per ogni popolo, cultura e religione".
"Ricordati dei nostri fratelli - ha concluso Ruini - che hai chiamato a te da questa vita". Poi i nomi dei 19 caduti. L'Italia intera applaude commossa, mentre si fermano in segno di lutto uffici, bar, negozi, per accompagnare gli eroi con un ultimo saluto. Risuonano le tristi note del "Silenzio". Nella Basilica di San Paolo a Roma e, contemporaneamente, in 500 caserme dell'Esercito, sparse in tutto il territorio nazionale, e nelle basi delle sette missioni di pace dei militari italiani all'estero: in Iraq, innanzitutto, ma anche in Afghanistan, Bosnia, Kosovo, Albania, Macedonia e Libano. (aise)
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Programma in Italia per presidi di Licei Americani
Washington D.C. -Il Primo Consigliere Alberto Galluccio ha dato il benvenuto nel salone delle feste dell'Ambasciata d'Italia a 6 Presidi di altrettanti Licei dell'Area vincitori di un concorso per uno visita di lavoro di due settimane in Italia.
L'Ambasciata d'Italia ,il Washington Post e la National Italian American Foundation, con l'appoggio della Regione Lombardia e dell'Istituto Italiano di Cultura hanno istituito la"Summer Fellowship in Italy" per favorire la conoscenza della lingua e della cultura italiane.
I sei Presidi , scelti fra centinaia di concorrenti arriveranno a Milano il 22 Giugno per una visita di lavoro che prevede conferenze all'Istituto Regionale di Ricerca Educativa, alla Universita' Cattolica del Sacro Cuore,ed all Universita Bocconi, nonche' visite al Duomo, alla Chiesa di Sant Ambrogio, ed al Cenacolo a Santa Maria delle Grazie.
La seconda settimana a Siena prevede una serie di lezioni all'Universita per Stranieri e visite al laboratorio Multimediale e si concludera' con una conferenza sull'insegnamento dell'Italiano come lingua seconda.
Naturalmente nel giorno del Palio i Presidi assisteranno alla storica celebrazione. Un programma che avvicina all' Italia i Presidi nelle cui scuole sara' introdotto l' insegnamento della lingua Italiana, e che nasce da un progetto cui lavora da anni un comitato locale (COPILAS) con l'appoggio dell''Ambasciata d'Italia la leadership del Primo Consigliere Giampaolo Cantini e del suo successore Primo Consigliere Alberto Galluccio e della direttrice dell'ufficio educazione Graziana Morini.
I rappresentanti del Washington Post,della NIAF, del Copilas, degli gestori di Corsi di lingua Italiana,dell Istituto Italiano di Cultura , e le famiglie dei vincitori hanno festeggiato assieme ,ospiti dell'Ambasciata d'Italia, questo primo successo che testimonia l'importanza del lavorare assieme. (Pino Cicala)
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La mostra "iMade- i modi del produrre" e' giunta a Washington
Dopo Los Angeles, Miami e New York la mostra "iMade- i modi del produrre" e' giunta a Washington dove e stata inaugurata con un convegno all 'Ambasciata d'Italia dove l'Ambasciatore Sergio Vento,il Direttore dell' ICE per gli Stati Uniti ,Roberto Luongo e l'Assessore all'industria e turisno della Lombardia,Massimo Zanello, hanno salutato l'avvenimento eccezionale che presenta il design italiano.
L' Architetto Piero Sartogo,progettista dell'Ambasciata d'Italia a Washington ha parlato dell' Architettura Italiana contemporanea che unisce tradizione ed innovazione, ed i fratelli Karim ed Hari Rashid hanno presentato i loro progetti per famose case Italiane. La conferenza di apertura ,appaluditissima , e' stata moderata dalla curatrice del Cooper Hewitt International Design Museum, Signora Ellen Lupton.
Questo eccezionale incontro con il design Italiano continua in una mostra allestita dall' Arts Society del Fondo Monetario Internazionale nella sede della prestigoiosa istituzione dove abbiamo incontrato il Direttore dell ICE, che ha spiegato l'evento per il programma radio Italiano di Washington.
Noi stiamo promuovendo qui il progetto Italian life stile,ha detto il Dott Roberto Luongo, cioe' il progetto che promuove tutto il comparto dei beni di consumo italiano, dalla gioelleria ai mobili passando per l'abbigliamento, i tessuti, le calzature l'occhialeria, quindi il meglio di quello che viene riconosciuto nel mondo come le bellezze del nostropaese. Qui abbiamo il designo , abbiamo i mobili, che sono una parte importante, abbiamo quasi di tutto in questo comparto del cosidetto abitare quindi dai mobili agli articoli da tavolo, complemento, arredamento. Abbiamo circa tre miliardi di dollari di esportazione negli Stati Uniti, che e' circa il 12, 13 % del totale del nostro export negli Stati Uniti quindi un grande interesse, ed e' un grande piacere per noi averlo qui al fondo monetario internazionale perche' e' una sede internazionale, e davanti a tanti ospiti di tante nazioni abbiamo ai quali abbiamo fatto vedere ancora una volta il meglio del nostro paese. Il comparto dell'Abitare, e' ormai quasi uguale a quello della moda ed assieme rappresentano piu di un un terzo dell'esportazione.
Sulla nuova posizione dell' Euro e l'influenza sull' esportazione il Dottor Luongo ha detto che "Ovvianente abbiamo qualche piccola sofferenza che si inizia a fare sentire. Noi siamo abbastanza cauti perche' ancora non abbiamo i dati del primo semestre ma soltanto i primi quattro o cinque mesi.C'e' un lieve calo delle esportazioni italiane entro al 7- 8 % che pero' alla fine dell'anno non dovrebbe essere particolarmente negativo per il nostro paese" . La bilancia commerciale dell'Italia,ha continuato ,ha 14 miliardi di dollari di saldo attivo. Questa mostra ,che dura fino al 31 luglio, chiude il tour americano pero' il progetto continuera' con seminari di diffusione, molto importanti perche' fanno capire la connessione fra il design italiano e l'applicazione dell 'industria nel nostro paese. (Pino Cicala)
© 2003 Pino Cicala. All rights reserved.
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PRIMA DELLA WASHINGTON OPERA A CONSTITUTION HALL
Con il "Pipistrello" di Johann Strauss, la Washinton Opera ha inaugurato la stagione lirica alla Constitution Hall, sede temporanea durante i lavori di ristrutturazione del Kennedy Center, ove tornera' in primavera.
L'operetta di Strauss, quasi un Opera, come la ha definito Placido Domingo e' stata arricchita , nella prima di gala, dalla partecipazione di ospiti illustri , da balletti, e canzoni .Placido Domingo ha voluto cosi elevare l'operetta e dare la sua impronta personale a una prima che e' stata un grande party per lanciare a tempo di valzer la nuova stagione. Le musiche spumeggianti del Pipistrello, le invitanti melodie, l' intepetrazione di un cast di ottimi cantanti con l'orchestra come sempre magistralmente diretta dal maestro Heinz Fricke, hanno offerto un bella serata che si e' protratta fino alle ore piccole con il ricevimento di gala dopo lo spettacolo.
Fra gli ospiti illustri, che hanno raggiunto gli artisti per il grande party del secondo atto c'erano gli ambasciatori di Ungheria e di Russia, i Giudici Ginsburg,Breyer e Kennedy della Corte Suprema, per un mini splettacolo con il "pas de deux" da "The Flames of Paris" danzato da Gillina Murphy ed Ethan Steiffel con la coreografia di Nureyev,La "Melodia di Arrabal" di Ramirez cantata da Virginia Tola con l'accompagnamento dei chitarristi Tito Castro e Pancho Navarro che hanno eseguito "El dia che me quieras" di Cardel cantato da Placido Domingo.
Domingo e Tola si sono poi esibiti in un duetto dal "Gato Montes' di Penella e Placido Domingo ha concluso con l'amata "Tu che m' hai preso il cuor" dal paese del sorriso di Franz Lehar.
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SECONDA EDIZIONE DEKL WASHINGTON ITALIAN FILM FESTIVAL A WASHINGTON
Il secondo Washington Italia Film Festival e' stato annunciato dal fondatore Pascal Vicedomini in una conferenza stampa al Cafe Milano, con l'intevento ,per telefono dall'Italia,del Dottor Gianni Profita del Ministero dei Beni Culturali e di Marina Cicogna che si affianca alla Presidenza a Tony Renis.
Il Festival si propone di portare all' attenzione del pubblico quel Cinema Italiano che giunge in America in proporzioni minime ,rispetto alla percentuale di film americani distribuiti in Italia,e che spesso non entra nei grandi circuiti di distribuzione, dove negli ultimo 15 anni, vi sono entrati solo Cinema Paradiso, Il Postino, La vita e' Bella, e Mediterrameo. E' tempo di migliorare la situazione ed il Washington Italia Film Festival si propone appunto questo.
All' iniziativa partecipa la NIAF,National Italian American Foundation, l'Università Cattolica d'America che avra' una lezione dedicata al Cinema Italiano, America Oggi, e dall'Italia Capri Hollywood Festival, Cinecitta' Holding,ed i Ministeri della Cultura e degli Italiani nel Mondo.
Il Festival avra' inizio il 22 ottobre, e continuera' fino al 26 in congiunzione con il Convegno annuale della NIAF.Fra gli ospiti sono stati annunciati Roberto Benigni e Dino de Laurentis , che riceveranno premi speciali della NIAF , oltre a Claudia Cardinale, Valeria Golino, ed altri ,grandi nomi del mondo del cinema.
Durante il festival almeno venti film, scelti fra i classici della produzione italiana verranno proiettati nelle sale del Cinema Vision .Aprira' la serie l'omaggio di Martin Scorzese al cinema itailano col suo "Viaggio in Italia", ed il nuovo film di Pupi Avati, "Il cuore altrove:" per il quale e' prevista una visione special ospitata da Jack Valenti, all'American Motion Picture Association.
I dettagli sono in via di definizione, ma il festival e' cresciuto e si avvia ad affermarsi come una grande occasione per portare il Cinema italiano all'attenzione del grande pubblico americano e dei milioni di Italo Americani che saranno nella Capitale per l'annuale Gala della NIAF. (Pino Cicala)
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GLI USA PROROGANO IL TERMINE PER L'ATTIVAZIONE DEL PASSAPORTO A LETTURA OTTICA PER TURISTI ITALIANI
Roma\ aise\ - I cittadini italiani che intendono recarsi negli Stati Uniti, per affari o turismo per non più di 90 giorni e non sono provvisti di passaporto a lettura ottica, potranno continuare a farlo senza obbligo di visto fino al 26 ottobre del 2004. Le autorità americane hanno, infatti, prorogato il termine originariamente fissato al 1° ottobre 2003, a partire dal quale sarebbe stato necessario il passaporto a lettura ottica. Resta, dunque, un anno di tempo per adeguarsi alle nuove norme, ma intanto il Ministero degli Affari Esteri rinnova l'invito, a tutti coloro che siano ancora in possesso di libretti di vecchio modello, a sostituirli con passaporti a lettura.
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UN AMERICANO E CINQUE ITALIANI FRA I NUOVI CARDINALI
CITTA' DEL VATICANO\ aise\ - Giovanni Paolo II haannunciato per il 21 ottobre prossimo un Concistoro nel quale procederà alla nomina di 31 nuovi Cardinali.
Vi sono tra loro innanzitutto alcuni Collaboratori della Curia Romana.
Ecco i nomi: Mons. JEAN-LOUIS TAURAN; Mons. RENATO RAFFAELE MARTINO; Mons. FRANCESCO MARCHISANO; Mons. JULIÁN HERRANZ; Mons. JAVIER LOZANO BARRAGÁN; Mons. STEPHEN FUMIO HAMAO; Mons. ATTILIO NICORA".
Vi sono - ha proseguito - 19 Pastori di altrettante Chiese locali fra cui : Mons. ANGELO SCOLA, Patriarca di Venezia (Italia) , Mons. JUSTIN FRANCIS RIGALI, Arcivescovo di Filadelfia (Stati Uniti d'America,Mons. ENNIO ANTONELLI, Arcivescovo di Firenze (Italia),e Mons. TARCISIO BERTONE, S.D.B., Arcivescovo di Genova.
Tra i nuovi Porporati vi sono inoltre quattro ecclesiastici particolarmente meritevoli per il loro impegno al servizio della Chiesa. Infine ha nominato Cardinale un altro benemerito Presule, riservandosene il nome "in pectore".
"I candidati alla dignità cardinalizia, ha detto ilPapa concludendo, provengono da varie parti del mondo e svolgono mansioni diverse al servizio del Popolo di Dio. Nella loro schiera ben si rispecchia l'universalità della Chiesa con la molteplicità dei suoi ministeri. Affidiamo i nuovi eletti alla Vergine Santa invocandone la materna protezione su di loro e sui rispettivi compiti nella vigna del Signore". (aise)
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GIOVANNI PAOLO II E IL SUO IMPEGNO NELLA POLITICA ESTERA
ROMA\ aise\ - Giovanni Paolo II è il primo Papa del III millennio. Il primo Papa non italiano dopo 455 anni, e il primo polacco nella storia dei pontefici romani. Il primo successore di Pietro il cui operato sia stato seguito e conosciuto da miliardi di fedeli negli angoli più sperduti della terra. Le cui parole hanno saputo toccare anche i laici. Il Pontefice che ha voluto incontrare personalmente il maggior numero in assoluto di credenti, politici, religiosi e intellettuali nel mondo e nella storia, nonostante il tormento della malattia. Il primo che si è costantemente impegnato contro la guerra e prodigato a favore del dialogo tra le religioni. Ed è proprio sulle sue capacità mediatiche e diplomatiche che vogliamo puntare l'attenzione. Pertini al Quirinale e Andreotti a Palazzo Chigi; Jimmy Carter presidente degli Stati Uniti e Leonid Breznev alla guida dell'Unione Sovietica; Varsavia e quasi tutte le capitali dell'Est allineate con Mosca: ecco come si presentava lo scenario politico internazionale nell'ottobre 1978, quando il cardinale polacco Karol Wojtyla divenne papa con il nome di Giovanni Paolo II. C'era chi sosteneva che era finita "l'epoca della Guerra fredda", eppure la conferenza paneuropea di Helsinki (estate 1975) aveva confermato lo "status quo" post-bellico, con il Vecchio continente diviso fra Est e Ovest in maniera definitiva. Lo scontro proseguiva dietro le quinte, come lo stesso papa dovette sperimentare con il suo sangue, il 13 maggio 1981, raggiunto dal colpo di pistola sparato dal giovane turco Ali Acga: un attentato mai completamente chiarito in tutti i suoi aspetti (la cosiddetta "pista bulgara"). (.) (aise)
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CONFERENZA E CONCERTO SULLA GRECIA SALENTINA
L'Ambasciata;Italia e l'Ambasciata di Grecia hanno celebrato il retaggio comune dei centri di lingua greca del Sud Italia con un programma speciale con una conferenza del dott.Michele Sarbanes, sul tema "Democrazia e disastro", la spedizione ateniese in Sicilia e che si e conluso il giorno successivo con un concerto di Ellie Paspala, la cantante greca nata a New York, e tornata in Grecia dove e' una della piu famose ed amate artiste.
Con David Lynch e Stravros Lantisas Ellie Paspala dato vita a uno spettacolo entusiasmante che nella prima parte ha presentato le canzoni delle comunita' italiane di lingua greca, introdotte dall professoressa Isabella Bernardini dell'Universita di Lecce,e nella seconda parte nuove canzoni e vecchie canzoni rielaborate in toni moderni.Il Vice Capo Missione Dott. Stefano Stefanini ha dato il benvenuto agli ospiti per il concerto nel salone dell'Ambasciata d'Italia, presentato in collaborazione con la Fondazione Niarcos,La Societa per la preservazione del retaggio greco e l'istituto Itliano di cultura, nell' ambito della manifestazioni europee nel semestre della Presidenza italiana.
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Address by First Counsellor Alberto Galluccio on the occasion of the Columbus Day Celebration
Ladies and gentlemen,
I wish to thank Dr. Curfman and the National Columbus Celebration Association for organizing today's event to honor a great Italian, one of the most outstanding figures in the history of mankind.
Throughout the United States, Italians and Americans of Italian origin cherish together the celebration of Columbus Day. It was upon the initiative of Italian American Congressmen and organizations that, almost thirty years ago, celebrations were established across the nation and the "Columbus Day" was proclaimed a national holiday.
The vision, the determination, the courage of Christopher Columbus is, indeed, a cornerstone of the human adventure throughout the centuries. Columbus historical figure is of particular relevance also in Italy, where he was born, and it bears a special significance in the relationship between Italy and the United States of America.
Columbus is a symbol of the strength of freedom: his perseverance in his search, his determined challenge to tradition, both stand as a cornerstone for our modern societies, where innovation plays a fundamental role in ensuring a future for billions of human beings. For all Italians, and especially for those living in the United States, the discovery by Columbus of this immense continent has a symbolic value and is a reason of special pride. Indeed, Christopher Columbus was able to defy hostility to change and to overcome many adversities in his quest towards the unknown.
From the last decades of the nineteenth century to the years fifties and sixties of the twentieth century, millions of Italians came to this country in search of greater opportunities. Since then, they and their descendants have achieved impressive results through hard work, dedication and loyalty to the values and laws of this country.
It is not surprising, then, that in their struggle for advancement and achievement, the Americans of Italian descent have always looked up to Christopher Columbus as their symbol, their hero. Columbus' journey to a new world was also, in some respects, their journey to a new world, a human adventure in search for better conditions of life, social progress, and a long term perspective for their children and families. Today Italy pays tribute to the legacy of one of his greatest sons, a man of knowledge and passion, a man of the great civilization of the Renaissance. Once again, today's ceremony is held in the framework of the very close relationship of friendship and strong solidarity between Italy and the United States of America, our principal ally in safeguarding the institutions of democracy and the values of peace and freedom.
Thank you.
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UN INEDITO FELLINI SBALORDISCE IL GUGGENHEIM DI NEW YORK
NEW YORK\ aise\ - "Film restaurati, caricature di attori, foto originali, disegni a sfondo erotico, e persino pubblicità. Tutta l'enorme produzione di Federico Fellini sbarca New York. E lo fa in grande stile. Al Guggenheim il grande maestro in mostra, per una retrospettiva a dieci anni dalla morte". A poche settimane dalla inaugurazione della mostra del grande regista italiano in una delle sedi culturali più rinomate al mondo, il Guggenheim di New York appunto, il mensile Gente d'Italia, edito a Miami in lingua italiana, racconta le prime impressioni dei visitatori, che hanno già decretato il successo dell'iniziativa. "È la prima volta - dicono gli organizzatori di Cinecittà holding e Comunicare organizzando, con la collaborazione dell'Enit e dell'Istituto Italiano di Cultura - in cui vengono proposti insieme una rassegna completa dei suoi film insieme ad un'esibizione dei disegni raramente visti dal pubblico. Una grande personale, approfittando dei vari restauri che ci sono stati per lo scorso festival di Cannes, per cui al museo sulla quinta strada si é data appuntamento mezza New York, ma anche tanta Italia. (.) tre mesi per conoscere Fellini in tutte le sue sfaccettature, in quella che è stata già definita la più grande mostra multimediale che sia mai stata realizzata. Due forme di espressione, la pittura e la cinematografia, che si sono intrecciate nella mente e nella vita del genio felliniano di cui ancora, mentre i 250 fortunati si affollano all'ingresso della sala dove c'é la presentazione de "le tentazioni del dottor Antonio", i critici cinematografici ricordano con le lacrime agli occhi quando il regista disegnò ad un tavolo di ristorante tutta la sceneggiatura de "La voce della luna". (aise)
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PREMI "LEONARDO" E "QUALITÀ ITALIA": "MADE IN ITALY" È IL MARCHIO PIÙ FORTE DEL MONDO
ROMA\ aise\ - Il Made in Italy "è il marchio più forte del mondo" e "recenti ricerche lo dimostrano con chiarezza". Lo ha dichiarato il Presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, incontrando questa mattina al Palazzo del Quirinale i vincitori dei Premi "Leonardo" e "Qualità Italia", alla presenza del Comitato Leonardo, delle giurie dei Premi, nonché del Presidente della Corte Costituzionale, del Ministro delle Attività Produttive e della stilista Laura Biagiotti, già cavaliere del Lavoro. Se il Made in Italy è oggi il marchio più forte del mondo, questo, ha aggiunto Ciampi, lo si deve alla "emozione" che il consumatore può trovare nei prodotti italiani e che "gli consenta di condividere uno stile di vita, una visione estetica della qualità che è unica al mondo, inimitabile". Ma l'Italia oggi si trova di fronte ad una sfida: "mantenersi all'altezza di questa immagine" e, per riuscirvi, "il binario che dobbiamo percorrere è obbligato, chiaro": secondo il Capo dello Stato, "serve una risposta di sistema", per la quale è necessario "l'impegno dei produttori, quello degli istituti creditizi e finanziari che devono indubbiamente fare di più a favore della internazionalizzazione delle nostre imprese, accompagnandole e sostenendole negli stessi luoghi di produzione e di collocamento". Il nostro Paese parte, certamente, avvantaggiato, perché "agli italiani è riconosciuta una netta superiorità nel campo della creatività. Ma la creatività non è improvvisazione; ha bisogno di una organizzazione sempre più attenta e specializzata". (aise)
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FULBRIGHT SCHOLARSHIPS FOR TEACHERS OF ITALIAN
Amico is happy to forward the following infornation from the Educational Office of the Embassy of Italy
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Dates: July 5 - July 31, 2004
Eligibility:
- U.S. citizenship;
- Full-time high school teachers of Italian language;
- Fluency in Italian;
- At least 3 years of full-time experience by the time of departure for the seminar;
- Little recent or limited experience in Italy.
Preference will be given to candidates who teach in schools that plan on participating in the Advanced Placement Program for Italian language (please indicate your school's plans in your application essay).
Itinerary: One-day orientation program. Four weeks of intensive language study held at the University of Venice "Ca Foscari."
Program Content:
- Introductory cultural orientation to Italy;
- Language instruction including practical exercises provided by professors of Italian at the University of Venice;
- Guidance in developing curriculum projects;
- Visits to historical monuments and museums in or near Venice.
Fulbright Grant covers:
- Tuition and teaching materials;
- International travel;
- Travel and accommodation for a one-day orientation;
- Room and board in Venice;
- Guided tours.
Participants are advised to bring additional funds for personal expenses.
Dependents: Not allowed
Deadlines:
- Application must be postmarked by December 31, 2003;
- Candidates must use the paper Fulbright Teacher Exchange Program Application Form 2004-2005. No on-line submission of application, please!
- Application Form may be requested by mail (see address below), phone (202-314-3520), fax (202-479-6806), or accessed in PDF format at www.fullbrightexchanges.org
For more information please contact Ruta Chagnon, U.S. Department of State, at (202) 619-4565, rchagnon@pd.state.gov
Mail application to:
Fulbright Teacher and Administrator Exchange Program
600 Maryland Avenue, SW, Suite 320 - Washington, DC 20024
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TRANSATLANTIC MOBILITY OF RESEARCHERS CONFERENCE AT THE EMBASSY OF ITALY - - Click for pdf.
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I PASTORI DI SAN LORENZO MAGGIORE SBARCANO A NEW YORK: SARÀ POI LA VOLTA DELLE RELIQUIE DI SAN GENNARO
NAPOLI\ aise\ - I pastori di San Lorenzo Maggiore a Napoli sbarcheranno presto a New York, dove saranno i protagonisti di una esposizione che sarà allestita presso la sede della Regione Campania nella città americana. A darne la notizia il presidente della Regione, Antonio Bassolino, durante la cerimonia di inaugurazione del Museo del Tesoro di San Gennaro.
I pastori di San Lorenzo Maggiore fanno parte del presepe seicentesco che i Frati Minori Conventuali allestivano ogni anno all'interno della Cappella Buonaiuti. "Prima o poi - ha annunciato Bassolino - contiamo di fare la stessa cosa anche con le reliquie di San Gennaro". (aise)
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A WASHINGTON SI CELEBRA VENEZIA CON UN OMAGGIO A LA FENICE E LA PRESENTAZIONE DEL LIBRO 'VENETIAN STORIES'
WASHINGTON\ aise\ - Venezia è stata la protagonista assoluta della serata organizzata ieri dall'Ambasciata italiana a Washington per celebrare due importanti eventi: la imminente riapertura del teatro "La Fenice" e la pubblicazione del libro "Venetian stories" di Jane Turner Rylands.
L'evento, organizzato dall'Istituto Italiano di Cultura e patrocinato dall'Ambasciatore d'Italia Sergio Vento insieme al direttore dello Shakespeare Theatre di Washington Michael Kahn, ha visto la presenza di numerosi personaggi della scena letteraria ed artistica della capitale americana ed è stato aperto dall'intervento del consigliere culturale Pasquale Ferrara.
Celebrando la ormai prossima apertura de "La Fenice", Ferrara ha ricordato che il teatro veneto "è considerato anche dagli americani non solo un tempio della cultura, non solo un simbolo, ma patrimonio comune dell'umanità". È stato, poi, presentato al pubblico il libro scritto da Jane Turner Rylands, che, moglie del direttore della collezione Peggy Guggenheim, da vent'anni vive a Venezia, tanto da sentirla oggi come la sua "vera patria". E così la Rylands ha voluto raccontarla, da dietro le quinte, nella vita di tutti i giorni, attraverso le storie di tutti quei personaggi che ogni giorno l'attraversano. (aise)
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SERVIZI SPECIALI/ CONSIGLIO EUROPEO DI BRUXELLES/ LE RELAZIONI TRANSATLANTICHE SONO INSOSTITUIBILI
BRUXELLES\ aise\ - Le relazioni transatlantiche sono insostituibili. È quanto di più importante emerge nella dichiarazione che il Consiglio europeo, riunito a Bruxelles il 12 dicembre scorso, ha adottato ed in cui si ribadisce l'impegno dell'UE a favore di un partenariato transatlantico costruttivo, equilibrato e proiettato verso il futuro. "Valori condivisi e interessi comuni" costituiscono la base del partenariato europeo con gli Stati Uniti e il Canada, "che è altresì radicato nella nostra crescente interdipendenza politica e economica". Agendo insieme, l'UE e i suoi partner transatlantici possono costituire "una formidabile forza per il bene nel mondo". Si è, dunque, prospettata la difesa di un'agenda comune basata sulla promozione dello stato di diritto, sulla democrazia e sui diritti umani, sulla riduzione della povertà, sulla protezione della salute e dell'ambiente. "L'UE chiede un ordine internazionale basato su un multilateralismo efficace", ma ricorda che oltre a lottare contro le minacce immediate per la sicurezza occorre affrontare i fattori che stanno alla base di tali minacce. "Dobbiamo sviluppare ulteriormente politiche efficaci e sostenibili e agire insieme. Solo utilizzando la gamma completa degli strumenti disponibili - politici, economici, strumenti di gestione civile e militare delle crisi - potremo affrontare efficacemente tutte le sfide cui siamo confrontati". (aise)
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LA VICENDA DEI SENATORI CANCELLATI / TREMAGLIA : HANNO DECISO CONTRO IL PARERE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI MA IN AULA I SEI SENATORI DEVONO ESSERE RIPRISTINATI
ROMA\ aise\ - Il Ministro per gli Italiani nel Mondo non ci sta. Mirko Tremaglia non riesce a farsi una ragione di quella che egli stesso definisce "la vicenda inqualificabile avvenuta in Commissione Affari Costituzionali al Senato" e non ha certamente atteso le prese di posizione di altri. Anzi , ricorda, "so soltanto che l'unico voto contrario alla soppressione di sei senatori degli italiani all'estero è stato quello dei rappresentanti di An."
Quello che il ministro non ha difficolta' a definire "Il misfatto" , è avvenuto, come oramai tutti sanno, alla Commissione Affari Costituzionali, nella seduta notturna del 16 dicembre scorso. Gia' in data precedente, il Ministro Tremaglia aveva mandato una lettera al Presidente del Consiglio e, per conoscenza, al sottosegretario Letta.
Ora, Tremaglia vuole "chiarire una volta per sempre che si tratta del pacchetto delle riforme costituzionali e che il Consiglio dei Ministri ha deciso, dopo il mio intervento, che restasse il numero di 12 deputati e 6 senatori."
"Dopo quanto è accaduto - aggiunge Tremaglia - la mia reazione è stata ed è durissima, con tutte le conseguenze del caso. Tutto deve essere rivisto in Aula per confermare quanto è disposto dall'attuale Costituzione della Repubblica.
Resto in attesa di quanto verrà deciso a tal proposito dalla maggioranza.". (aise)
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The second Washington, Italia Film Festiva October 22-26, 2003 at Visions Cinema.
The festival will include 20 screenings of films illustrating Italian culture or achievements by Italians and Italian-Americans. Free- Additional information at http://www.visionsdc.com.
Wednesday, Oct 22 2:00 PM - IL MIO VIAGGIO IN ITALIA (MY VOYAGE TO ITALY) 6:00 PM - IL CUORE ALTROVE INCANTATO (ENCHANTED) 8:30 PM - CIAO AMERICA 10:30 PM-BUONGIORNO NOTTE (GOOD MORNING, NIGHT)
Thursday, October 23 2:00 PM - NUOVO CINEMA PARADISO (CINEMA PARADISO) 4:30 PM - L PRANZO DELLA DOMENICA (SUNDAY LUNCH) 7:00 PM - CASOMAI (IF BY CHANCE) 9:00 PM - IL PIU' BEL GIORNO DELLA MIA VITA (THE MOST BEAUTIFUL DAY OF MY LIFE) 11:00 - PM ROSA FUNZECA
Friday, October24 12:00 PM - EL ALAMEIN 2:00 PM - LA CORSA DELL'INNOCENTE (THE FLIGHT OF THE INNOCENT) 4:00 PM- MEDITERRANEO 6:00 PM - IL POSTINO (THE POSTMAN) 8:00 PM - UOMINI E DONNE (LOVE, LIFE, KIDS AND DOGS) 10:00 PM - PRENDIMI E PORTAMI VIA
Saturday, October25 12.00 PM BENTROVATO (CIAO AMERICA) 2:00 PM RISO AMARO (BITTER RICE) 4:30 PM TRIBUTO TO FEDERICO FELLINI 5:30 PM VIVA ROBERTO BENIGNI 7:00 PM LA VITA E' BELLA (LIFE IS BEAUTIFUL) 9:30 PM IO NON HO PAURA (I AM NOT SCARED)
Sunday, October 26 12.00 PM SCIUSCIA' (SHOESHINE) 2:00 PM LA MEGLIO GIOVENTU' (THE BEST OF YOUTH) 8:30 PM COME L'AMERICA (ALMOST AMERICA)
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ATTENTATO DIPLOMATICI USA/ IL MESSAGGIO DEL MINISTRO FRATTINI AL SEGRETARIO DI STATO POWELL: SDEGNO E SGOMENTO MA ORA MOLTIPLICHIAMO I NOSTRI SFORZI
ROMA\ aise\ - "Non vi sono parole per esprimere lo sdegno e lo sgomento che tutti proviamo di fronte al vile attentato terroristico che, nella Striscia di Gaza, è costato la vita a cittadini americani". Il Ministro degli Affari Esteri, Franco Frattini, ha inviato oggi al segretario di Stato americano, Colin Powell, un messaggio per esprimere le più sincere condoglianze del Governo italiano ai familiari delle vittime e al Governo degli Stati Uniti d'America. "Il tragico attentato di Gaza ci impone di moltiplicare i nostri sforzi, perché la Comunità internazionale, sotto la guida del Quartetto, eserciti con determinazione crescente, la propria influenza nella Regione per indurre le Parti ad interrompere il ciclo della violenza, riavviare il dialogo e - ha concluso il Ministro Frattini - promuovere costruttivamente il raggiungimento dell'obiettivo di una pace equa, globale e duratura in Medio Oriente". (aise)
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MADE IN ITALY/ PASTE PATACCATE, MORTADELLE CONTRAFFATTE, VINO E FORMAGGI IMITATI: NEGLI STATI UNITI IL BOOM DEL FALSO "MADE IN ITALY"
MIAMI\ aise\ - "Paste pataccate, mortadelle contraffatte, vino e formaggio imitati, oli d'oliva che d'Italia hanno solo una bandierina verde, bianca e rossa ma sono prodotti con olive nordafricane. Il panorama del "mangia italiano" negli Stati Uniti è veramente... avariato. Pieno di trucchi, come nel gioco delle tre carte. Un "made in Italy" che non vuol dire nulla perchè molto spesso i prodotti usati per produrre un alimento sono tutt'altro che italiani o, manufatti in altri Paesi e poi impaccati in Italia e spacciati per prodotti nostrani". Il falso made in Italy è ormai una questione planetaria. Ne parla anche Massimo Jaus nel numero di ottobre del mensile, edito a Miami in lingua italiana, Gente d'Italia, per il quale negli USA si tratta di "una vera minaccia". Lo chiamano 'foodpiracy', agropirateria, e sta facendo man bassa del mercato USA superando di gran lunga l'originale in termini di vendite e guadagni. Per rendere l'idea: il mercato della pasta negli Usa totalizza 1.275 milioni di dollari. Di questi la metà riguardano la pasta pataccata, quella che sulla confezione al posto di 'maccheroni' scrive 'macaroni'.
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I FESTEGGIAMENTI ORGANIZZATI PER I 25 ANNI DI PONTIFICATO
ROMA\ aise\ - La Chiesa vuole celebrare i 25 anni di pontificato di Giovanni Paolo II con grande solennità, solo due papi, nella storia della Chiesa hanno superato i 25 anni di Pontificato: Pio IX e Leone XIII. Le cerimonie ufficiali per festeggiare Giovanni Paolo II sono già iniziate l'8 maggio scorso, con un Congresso accademico di due giorni all'Università Lateranense. Subito dopo, domenica 11 maggio, si è tenuta l'apertura delle celebrazioni a Cracovia, organizzata questa volta dal governo italiano in collaborazione con quello polacco. Il governo italiano ha anche mobilitato gli "Istituti italiani di cultura all'estero" invitandoli a promuovere manifestazioni ispirate alla frase di Wojtyla: "L'Italia è la mia seconda patria". Sempre per dare importanza a questa ricorrenza storica, il Vaticano, in collaborazione con la Polonia, ha emesso un francobollo d'argento di euro 2,28, e inoltre, una serie di 25 francobolli con 25 diverse fotografie del Papa, ed ha coniato una edizione limitata di otto monete. I festeggiamenti veri e propri sono concentrati a ottobre. Si sono aperti il 7 ottobre con il pellegrinaggio del Papa a Pompei dove ha concluso l'Anno del Rosario. Oggi, 15 ottobre, il cardinale Joseph Ratzinger, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede e decano del Collegio cardinalizio, ha invitato a Roma tutti i cardinali del mondo. La mattina di giovedì 16 ottobre i cardinali parteciperanno a una Messa. Il 17 e il 18 saranno impegnati in un convegno. Il 18 mattina, l'agenda prevede un "Messaggio al Santo Padre". La sera del 18 ottobre ci sarà un grande concerto in Vaticano e il giorno dopo, 19 ottobre, i festeggiamenti si concluderanno con la solenne beatificazione di Madre Teresa. (aise)
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VATICANO/ IL PAPA CANONIZZA ALTRI TRE BEATI: SAN DANIELE COMBONI- SANT'ARNOLD JANSSEN E SAN JOSEF FREINADEMETZ
CITTA' DEL VATICANO\ aise\ - Il Papa ha canonizzato altri tre Beati. Alle 10 di ieri (domenica 5 ottobre), XXVII domenica del tempo "per annum", Giovanni Paolo II ha celebrato l'Eucaristia sul sagrato della Patriarcale Basilica Vaticana e ha proceduto alla Canonizzazione dei Beati: Daniele Comboni (1831-1881), Vescovo, fondatore della Congregazione dei Missionari Comboniani del Cuore di Gesù e delle Suore Missionarie Comboniane Pie Madri della Nigrizia; Arnold Janssen (1837-1909), presbitero, fondatore della Società del Verbo Divino, della Congregazione delle Suore Missionarie Serve dello Spirito e della Congregazione delle Suore Serve dello Spirito Santo dell'Adorazione Perpetua; Josef Freinademetz (1852-1908), presbitero, della Società del Verbo Divino. (aise)
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VATICANO/ IL PAPA DOMANI A POMPEI/ AL PONTEFICE SARÀ OFFERTA IN DONO UN PRESEPE D'ARGENTO
CITTA' DEL VATICANO\ aise\ - A Giovanni Paolo II, in visita domani a Pompei, sarà donata una miniatura del presepe classico napoletano del peso totale di circa mille chili (opera unica al mondo) che l'argentiere Lello Fusco esporrà al Borgo Orefici di Napoli a partire dal giorno dell'Immacolata. Il presepe, realizzato interamente in argento massiccio, occuperà una superficie di circa 24 metri quadrati. L'esposizione permanente dell'opera sarà promossa in collaborazione con il Consorzio A.R.E.P.O. del Borgo Orefici, presieduto da Gianni Lepre. In occasione della visita del Papa un'altra miniatura del presepe d'argento sarà donata al Santuario della Beata Vergine di Pompei. (aise)
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UE/ IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA CIAMPI AI CAPI DI STATO E DI GOVERNO DELLA CONFERENZA INTERGOVERNATIVA: 'LA COSTITUZIONE DARA' ALL'EUROPA UN SOLIDO PROFILO ISTITUZIONALE
CASTELPORZIANO\ aise\ - "L'Europa deve poter influire sul corso degli eventi. L'Europa deve far valere la propria voce" e "senza spirito unitario e senza governabilità, la capacità dell'Unione Europea di contare di più sarà gravemente frenata". È quanto ha dichiarato il Presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, accogliendo, nella sua residenza di Castelporziano, i Capi di Stato e di Governo dell'Unione Europea e dei Paesi in via di adesione, che sabato 4 ottobre hanno dato il via ai lavori della Conferenza Intergovernativa e ai quali il primo cittadino italiano ha ribadito ancora una volta che solo "una Costituzione darà all'Europa un solido profilo istituzionale, adeguato alla sua ampliata dimensione, ai tempi moderni". Per questo "l Conferenza Intergovernativa dovrà chiarire punti non pienamente definiti, comporre vedute ancora divergenti" per realizzare quel Trattato che nel suo progetto "supera la contrapposizione fra visione federale e confederale in una visione unitaria", "espressa dalla soggettività giuridica riconosciuta all'Unione Europea". (aise)
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CULTURA/ IL MINISTRO FRATTINI PRESENTA LA III EDIZIONE DELLA SETTIMANA DELLA LINGUA ITALIANA NEL MONDO: IMPEGNATI DAL 20 AL 25 OTTOBRE 88 ISTITUTI ITALIANI DI CULTURA
ROMA\ aise\ - La terza edizione della Settimana della Lingua Italiana nel Mondo, in programma dal 20 al 25 ottobre, sarà presentata nel corso di una conferenza stampa che si terrà il 3 ottobre alle ore 12.00 nella sala delle conferenze internazionali del ministero degli Affari Esteri. L'iniziativa, organizzata dal Ministero degli Affari Esteri e dal Ministero per gli Italiani del Mondo in collaborazione con l'Accademia della Crusca, prevede un fitto calendario di manifestazioni finalizzate alla promozione culturale dell'Italia attraverso la diffusione della lingua italiana nel mondo, che, sotto l'alto patronato della Presidenza della Repubblica, vedrà impegnati 88 Istituti Italiani di Cultura, 256 istituzioni scolastiche, 340 lettori di italiano operanti presso università straniere e oltre mille italianisti stranieri presenti nelle università di tutto il mondo. L'evento centrale del programma sarà una videoconferenza, prevista per il 23 ottobre, che collegherà il Ministero degli Affari Esteri con le sedi di Seul, Budapest, La Valletta, New York, Zurigo e Madrid e con la Rappresentanza permanente presso l'Unione europea a Bruxelles. (aise)
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Just in time for Halloween, more than 500 items to be sold from productions including Madama Butterfly, The Tales of Hoffman, Lucia di Lammermoor, The Barber of Seville, I Puritani, Boris Goudonov, and Tristan und Isolde.
The Washington Opera is holding its second sale of costumes and accessories on Saturday and Sunday, October 11 and 12 from 10:00 a.m. to 5:00 p.m. at The Washington Opera Studios, 6925 Willow Street, N.W. (Takoma Park) Washington DC. Just in time for Halloween or get a jump on Holiday shopping, or that special outfit for 'Carnival"! The company is once again offering the public the unique opportunity to purchase a great costume from the opera stage.
More than 500 items representing a wide variety of periods and styles in various adult sizes from some of the company's colorful productions will be offered. Whole costumes, costume pieces, hats, and accessories that are 'party ready' with a few selling 'as is' are for sale at affordable prices.
Take this unique opportunity to purchase a piece of opera history - the entire costume and headdress worn by The Washington Opera's General Director Plácido Domingo in Il Guarany will be offered through a sealed envelope auction, and the wonderful shirt that graced the back of Samuel Ramey in Boris Goudonov, and Ruth Ann Swenson's bloody gown from Lucia di Lammermoor are among the items that can be purchased.
And volunteer professional stylists will be on hand to 'put together your special costume look".
All items are priced to sell - from $25 to $350 with a select number of items in the $500 - $1000 price range. Payment may be made with cash or credit card (Visa or Master Card accepted), and shoppers will have the opportunity to purchase Washington Opera merchandise (check with TTS). For more information call 202.448.3400 or visit our website at www.dc-opera.org
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ITALIAN AMERICAN GOLF TOURNAMENT A GREAT SUCCESS
From Co-chairman Luois Giacchino this special announcement to Amico
-On September 8th, 2003 the 30th running of the Italian American Golf Tournament took place at the beautiful University of Maryland Golf Course.
It was a perfect sunny day with light clouds in the far distance for the 124 golfers who gathered for a 9AM tee-off. Several players from outside the Washington DC area were in attendance. An extra feature this year was a Putting Challenge at the beginnig of the day. In the afternoon, while the players and volunteers enjoyed a delicious buffet, which included portobello ravioli alfredo, 50 prizes were given out. Last years winning team, of Joe Lamari, again took the top honors this year. The team of Angelo Catucci came in second. Third place went to Ken Carson's team.
Planning is already underway for another tournament in 2004. The proceeds of the event go to support Casa Italiana, the cultural arm of Holy Rosary Church, and the Scholarship and Civic Programs of the Lido Civic Club of Washington D.C.
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COMMEMORAT0 A WASHINGTON IL FONDATORE DELLA F.B.I.-
Washington DC,2 Settembre 2003- Il Giudice Edward D.Re, con un eloquente rievocazione storica del contributo italiano alla vita ed alla storia dell' America ,e dell'opera del compianto John la Corte, ha concluso l'annuale commemorazione che dal 1961 celebra la fondazione del Federal Bureau of Investigations da parte di Charles J. Bonaparte.
Nel 1961, ha ricordato il Giudice Re, su iniziativa della Italian Historical Society of America,l'Attorney General Robert Kennedy accetto' la Stele che e' posta nella Hall del Dipartimento della Giustizia e ,da allora, ogni anno la cerimonia si ripetete puntualmente con l' intervento di autorita,'rappresentanti della comunita',funzionari del Dipartimento di Giustizia e membri della Italian Historical Society guidati da John la Corte Jr., erede e continuatore dell'opera iniziata dal padre.
Il compianto John La Corte Sr. si dedico'con passione alla ricerca storica del contributo di Italiani al progresso dell'America:- Charles Bonaparte, Giovanni da Verrazzano, John Cabot, exploratori, educatori, artisti sono stati "scoperti" da John la Corte, ed hanno ricevuto il meritato riconoscimento.
Charles J Bonaparte, figlio di Girolamo, (fratello di Napoleone) sposo' un ereditiera di Baltimora. Laureatosi ad Harvard servi' nell'Amministrazione degli Stati Uniti prima come sottosegretario alla Marina e poi come "Attorney General". Stanco di dovere servirsi di investigatori privati, chiese ed ottenne dal Presidente Theodore Roosevelt il permesso di organizzare una sua forza investigativa, non una polizia nazionale, e fondo' cosi l'attuale Federal Bureau of Investigation. Charles Bonaparte fondo'poi anche la Lega Nazionale per la Riforma del Servizio Civile (il pubblico impiego), e la Lega Nazionale dei Comuni.
Fra gli ospiti alla manifestazione l'Ambasciatore d'Italia negli Stati Uniti, S.E. Sergio Vento.
L'Avvocato Francesco Isgro' ,nativo di Messina, Senior Litigation Counsel della Divisione Civile del Dipartimento ha fatto gli onori di casa,e dopo gli inni, eseguiti dai membri della Italian Opera Company di New York, l'Avvocato Ronald A. Cimino, Capo della sezione Tasse della Divisione Anticrimine ha dato il benvenuto ufficiale .Il Presidente della Societa' ,John La Corte Jr, ha ringraziato gli organizzatori della manifestazione e subito dopo il Giudice Francis M.Allegra, della Corte Federale ,ha presentato l'oratore ufficiale Edward D. Re ex Giudice Capo della Corte Internazionale, ora tornato alla cattedra di legge della St. John University.
Appuntamento al 2004 nella Great Hall del Dipartimento di Giustizia e nell 'Auditiorium della FBI dedicato alla memoria del suo fondatore. (Pino Cicala)
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URGENTE- AVVISO DI SELEZIONE PER L'ASSUNZIONE DI UN IMPIEGATO A CONTRATTO PRESSO L'AMBASCIATA D'ITALIA IN WASHINGTON
L'Incaricato d'Affari a.i. dell'Ambasciata d'Italia in Washington RENDE NOTO che viene emanato un avviso di selezione per l'assunzione di un impiegato a contratto locale con mansioni esecutive da adibire ai servizi di segreteria-copia. Possono partecipare alle prove i candidati in possesso dei seguenti requisiti:
1. abbiano alla data dell'avviso compiuto i diciotto anni di età;
2. siano di sana costituzione;
3. abbiano la residenza da almeno due anni negli Stati Uniti;
4. siano in possesso di diploma di istruzione secondaria di primo grado o equivalente
Le domande di ammissione alle prove di esame dovranno pervenire entro e non oltre le ore 24 del giorno 02 settembre 2003 in carta libera al seguente indirizzo:
Ambasciata d'Italia
Ufficio Personale
3000 Whitehaven St., NW
Washington, DC 20008
Per motivi di urgenza, la domanda potrà essere anticipata per fax al seguente numero: (202) 518-2152.
Si consiglia di utilizzare l'apposito modello di domanda disponibile nel sito web di questa Ambasciata (http://www.italyemb.org), (ndr )dove troverete il bando di concorso con tutte le informazioni relative alle prove d'esame, ed alla documentazione richiesta.
Per ogni ulteriore informazione e chiarimento rivolgersi all'Ufficio Personale dell'Ambasciata d'Italia in Washington al numero telefonico (202) 612-4495. Washington, il 18 agosto 2003 p. l'Ambasciatore Stefano Stefanini Incaricato d'affari a.i.
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IL PRESIDENTE CIAMPI RICORDA LA TRAGEDIA NEL MESSAGGIO INVIATO AL MINISTRO TREMAGLIA: 'GLI EMIGRANTI DI ALLORA FURONO PRECURSORI DELL'INTEGRAZIONE EUROPEA'
ROMA\ aise\ - "La commemorazione del sacrificio dei 136 cittadini italiani che quarantasette anni fa persero la vita, insieme ad altri minatori, a Marcinelle, è un nobile gesto dall'alto significato civile ed umano ed un risultato apprezzato della tenace iniziativa che Ella ha promosso". Queste le parole con cui il Presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, si rivolge a Mirko Tremaglia, Ministro per gli Italiani nel Mondo, nel messaggio inviato in occasione della ricorrenza della tragedia verificatasi nella miniera di Marcinelle l'8 agosto 1956.
Il capo dello Stato ricorda poi nel messaggio le ore passate a Marcinelle durante la sua visita di Stato in Belgio nell'ottobre scorso: "scorrono nella mente le immagini dei familiari straziati dal dolore, composti nel contegno" ma "le difficoltà ed i sacrifici affrontati dai nostri connazionali nei decenni scorsi", aggiunge Ciampi, "propongono oggi alle giovani generazioni un esempio di dedizione al lavoro e di solidarietà familiare e sociale. Gli emigranti di allora furono precursori dell'integrazione europea (...)". (aise)
"Grande Commozione anche quest'anno in occasione dell'Anniversario, il 47°, della Catastrofe di Marcinelle "BOIS DU CAZIER", una ricorrenza di alto valore morale e civile che ci offre l'occasione per riflettere, ancora una volta, sulle nostre radici, la nostra identità e sui grandi sacrifici che molti nostri connazionali sopportarono, sempre con grande dignità malgrado le condizioni di estrema precarietà di allora. "Anche quest'anno ha partecipato il Ministro per gli Italiani nel mondo, Mirko Tremaglia. L'Associazione ha espresso delusione a causa dell'assenza della "la Regione Sicilia", augurandosi che "il Presidente Cuffaro il prossimo anno vorrà colmare quest'assenza per commemorare anche i minatori Siciliani che persero la vita nel lontano 1956". "Tantissime Personalità Italiane e Belghe erano presenti per commemorare questo 47° anno, tra loro una Siciliana Doc, l'attrice Maria Grazia Cucinotta (di Messina), invitata per presentare il Film dedicato a quel terribile 8 agosto, che Rai Uno presenterà nel mese di ottobre in due puntate". (aise)
FILADELFIA\ aise\ - Raccogliendo l'invito del Ministro degli Italiani nel mondo, Mirko Tremaglia, su iniziativa del locale CTIM un Comitato rappresentativo delle associazioni italiane della Pennsylvania ha commemorato a Filadelfia la giornata del Sacrificio Italiano nel Mondo. Il Comitato si e' recato alla Indipendence Hall e davanti alla famosa Liberty Bell, la campana della Libertà, uno dei più sacri monumenti d'America, con una breve cerimonia il Consigliere del CGIE Enzo Centofanti ha ricordato il sacrificio dei minatori italiani di Marcinelle e anche quello delle molte centinaia di minatori italiani periti nelle miniere di Monongah Mines nella vicina West Virginia. La cerimonia si e' conclusa con un minuto di silenzio a cui hanno partecipato anche i numerosi turisti presenti. (aise)
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BRUMIDI
Il Congressman John Mica della Florida ed il Senatore Trent Lott hanno introdotto una risoluzione per autorizzare e richiedere al Presidente degli Stati Uniti un proclama per la commemorazione, nel 2005, del bicentenario della nascita di Constantino Brumidi, il Michelangelo del Capitol.
Constantino Brumidi nacque a Roma il 26 Luglio del 1805 ed un comitato, che sta organizzando un' appropriata celebrazione per il bicentenario, nel 198mo anniversario della nascita , lo ha ricordato con una cerimonia alla tomba del grande artista nel cimitero Glenwood. Per anni la tomba di Brumidi era stata senza nome e solo nel 1950, per l'intervento della signora Myrtle Cheney Murdock che aveva scritto il libro "Constantino Brumidi : Il Michelangelo del Capitol degli Stati Uniti", il Congressman John Murdock , suo marito, ottenne dal Congresso l'appropriazione di 500 dollari per una targa di bronzo che fu installata il 19 febbraio 1952 con una cerimonia alla quale parteciparono i Cappellani della Camera e del Senato e ,oratore ufficiale, lo Speaker della Camera Sam Rayburn.
Brumidi era stato commemorato nel 1951, nel 146mo anniversario della nascita con un programnma speciale nella Rotonda sotto il suo piu grande affresco, l'Apoteosi di Washington, e nel 1966, su proposta del Congressman Frank Annunzio e del Senatore Paul Douglas, fu approvato un busto che venne dedicato, nella Rotonda del Capitol, il 30 aprile 1968 nel punto dove egli cadde da un impalcatura.
Alla cerimonia parteciparono gli Ambasciatori d'Italia e di Grecia, lo Speaker della Camera e la Signora Murdock che scopri' la scultura. opera di Jimilu Mason.
Nel centenario della morte, il 19 febbraio 1980, il Congresso ricordo' Costantino Brumidi con una cerimonia condotta dal Congressman Peter Rodino alla presenza dei membri Italo Americani del Congresso, del Senatore Byrd e dell'Ambasciatore d'Italia.
Si avvicina ora il bicentennario della nascita di Brumidi, e la Constantino Brumidi Society, di cui e' Chiarman l'Avvocato Joseph Grano e' in piena attivita': Poche persone ma entusiamo senza fine per proporre le manifestazioni che serviranno a fare conoscere Brumidi a tutti ed fare diventare famoso, come merita, il suo nome.
Brumidi, nativo di Roma, era gia un apprezzato artista ed i suoi lavori possono essere ammirati in tante chiese e palazzi, (Palazzo Torlonia,Vaticano,San Giovanni in Laterano ) ma dopo la Repubblica Romana, per motivi politici fu costretto ad emigrare e venne in America dove lavoro' a New York, (Church Our lady of the Scapular and St Stephens), Baltimora, Filadelfia e poi a Washington dove fu chiamato a decorare l'Agriculture Committee Room, eseguendo cosi' il primo affresco negli Stati Uniti.
A Washington si puo ammirare un suo affresco all'altar maggiore della Chiesa di St. Aloisius. Mori' tre mesi dopo la caduta dall' impalcatura mentre lavorava al fregio circolare della cupola.
Sulla sua tomba ,72 anni dopo la sua morte scrissero quanto lui aveva detto quando gli fu commissionata la decorazione del Capitol: "Non ho piu desiderio di fama e fortuna. La mia sola ambizione, e la mia preghiera quotidiana, e' che possa vivere abbastanza a lungo per rendere bello il Capitol della sola Nazione del mondo in cui vi e' liberta' " ( Pino Cicala )
© 2003 Pino Cicala. All rights reserved.
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A Conversation with the Chair of the Brumidi Society on the Italian Melody Hour
PC- Mr Joe Grano, is the chair of the Constantino Brumidi Society, and is working to get proper and due recognition for the work and the Artist known as the Michelangelo of the Capitol. The Committee is at work and this week they organized a cremony at the Brumidi grave in Glenwood Cemetery
JG- Saturday, on the 198th anniversary of his birth we went to the Glenwood cemetery and talked about his life, said same prayers on his behalf, and also gave thanks to Senator Trent Lott and Representative John Mica of Florida for introducing a resolution both in the Senate and in the House honoring Constantino Brumidi and recognizing the work that he did in the United States and specifically in the United States Capitol. This is the beginning of our efforts to celebrate in, 2005,the bicentennial of his birth, the 150th anniversary of starting to work in the Capitol and finally the 125th anniversary of his death, If you don't celebrate Constantino Brumidi in 2005 you will have to wait a pretty long time.We want to do many things to recognize the man. We have applied for a first class stamp in his honor, we are looking to have an exibition in the Smithsonian about his life and his work. People are talking about making a video, a two hour documentary suitable for public television ,on his life and work, and we need to raise a lot of money for that. I am hoping to find someone who could write a popular biography because he had certainly a very , very interesting life. I would hope to get a coin and a medal, issued by the United States Government. So we do all the things that are done to honor somebody who has made a significant contribution to American life.
PC-Things have been done in the past to celebrate his work. I was present to the dedication of his bust in the Capitol, and there are other things...
JG- First, in 1950, Congress appropriated $ 400.00 for a marker in his grave at Glenwood Cemetery.
Myrtle Cheney Murdoch, who was the wife of a congressman , fell in love with his work and wrote a biography. She was looking for his grave and could not find it and finally she found the grave and it was unmarked. So she went to her husband, who obtained that the Federal Goverment would pay for a grave marker. It was unveiled in 1952 on the anniversary of his death, and House Speaker Rayburn dedicated the monument and then in 1966 ,money was appropriated for a bust of Brumidi to be placed in the Capital, and there was a big ceremony in the Rotonda for the unveiling, and finally in 1980 there was a ceremony for the hundreth anniversary of his death and the President made September 19, 1980 Constantino Brumidi Day in recognition of his arrival in America in 1852.
There have been a lot of things done in his behalf but I think that if you ask people if they know who painted the dome in the Capitol, very few people would know that.What we want to do is to make sure that Constantino Brumidi become a household name and that everybody would know of his accomplishments in America and be proud of it.
PC-I know that Beside the Capitol Brumidi did work in other places, even in the city, of Washington and in some houses in Capitol Hill.
JG- The altar in St Aloisius Church is his work and he he did work in Churches in Baltimore, Philadelphia and most notably in the church of St. Stephen, (originally called St. Steven) in New York designed by Reinwich, the same man who did the Smithsonian Castle. Brumidi did the frescoes and paintings and that Church in New York has the second largest amount of Brumidi's work in the world, and we trying to raise money to fully restore that Church to the way it looked in Brumidi's time.
PC- Brumidis 'd work is all over the world. Of course there is lot of work in Italy, in Palazzo Torlonia,Santa Maria dell'Archetto, the Vatican,San Giovanni in Laterano and many other places. Brumidi was an extabilished painter before he came to the United States as a political refugee.It is significant the inscription on his grave marker which was repeating his comment upon receiving the commission for the Capitol.
JG- Basically he said that his "one ambition and daily prayer was to live long enough to make beautiful the Capitol building of the one Country in the world where there was freedom".
PC- Thank You Mr Grano and good luck in your endeavour.
JG- Thank you, and everybody will know Brumidi in 2005.
PC- We hope so.
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VATICANO/ TERZO VIAGGIO APOSTOLICO DEL PAPA IN SLOVACCHIA
ROMA\ aise\ - - Giovedi11 settembre, il Santo Padre e' partito, da Fiumicino, per il suo terza Viaggio apostolico in Slovacchia. La permanenza Papa nel Paese slavo durer fino al 14 settembre, giorno in cui proceder celebrer la Messa di beatificazione di Vasil Hopko (1904-1976) e Zdenka Cecilia Schelingov (1916-1955). Giovanni Paolo II incontrer il Capo di Stato, il Presidente del Parlamento e il Primo Ministro della Repubblica Slovacca. Mentre venerd 12 settembre prevista la Sua visita alla cattedrale di Tyrana. Domenica le due beatificazione avverranno presso la Spianata di Petralka a Bratislava.
CITTA' DEL VATICANO - "Mi accingo domani a compiere il mio terzo viaggio apostolico in Slovacchia, terra arricchita dalla testimonianza di eroici discepoli di Cristo, che hanno lasciato eloquenti impronte di santit nella storia della Nazione. Carissimi Fratelli e Sorelle, vi invito ad accompagnarmi con la preghiera. Affido questo Viaggio apostolico alla Madre del Redentore, tanto venerata in Slovacchia. Sia Lei a guidare i miei passi e ottenga per il popolo slovacco una rinnovata primavera di fede e di civile progresso". Con l'annuncio del 101 viaggio apostolico, si conclusa l'Udienza Generale del mercoled in Piazza S. Pietro dove il Santo Padre - proveniente dalla residenza estiva di Castel Gandolfo - ha incontrato gruppi di pellegrini e fedeli giunti dall'Italia e da ogni parte del mondo.
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TREMAGLIA PER I 70 ANNI DEL MAESTRO CLAUDIO ABBADO: LE SUE DOTI NON COMUNI E I SUOI SUCCESSI - OMAGGIO STRAORDINARIO AL GENIO DELL'ITALIANITA'
ROMA\ aise\ - Il Ministro per gli Italiani nel Mondo, Mirko Tremaglia, ha inviato un telegramma augurale al Maestro Claudio Abbado in occasione del suo settantesimo compleanno. "In questo giorno - si legge tra l'altro nel testo del messaggio - sono lieto di far giungere a Lei l'augurio cordiale e riconoscente mio personale e di tutta la comunità degli Italiani nel mondo". In particolare, Tremaglia ha ringraziato il Maestro per gli eccezionali successi ottenuti in tanti anni di luminosa carriera: "La Sua non comune sensibilità musicale e i prestigiosi successi ottenuti sui podi delle più importanti orchestre rappresentano un tributo eccezionale al genio dell'italianità che Lei ha saputo rappresentare ovunque, accompagnandolo con straordinarie doti umane. Per questo - conclude il telegramma - nel rinnovarLe fervidi auspici, Le invio anche i sentimenti personali di sincera gratitudine per aver portato sempre alto il nome del nostro Paese nel mondo".(aise)
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ITALIA E STATI UNITI INSIEME PER COMBATTERE LA SINDROME DI LOU GEHRIG: SI PARTE DA AVELLINO CON IL PRIMO SUMMIT SPONSORIZZATO DAL NIAF SUI GIOCATORI DI CALCIO COLPITI DALLA MALATTIA
WASHINGTON\ aise\ - Dal 30 giugno al 1° luglio rinomati studiosi, tra cui un neurologo dell'Università di Medicina di Miami ed un fisico italiano, si incontreranno ad Avellino, per esaminare il caso dei giocatori italiani di calcio e di altri atleti che soffrono della sindrome di Lou Gehrig.
L'obiettivo dell'incontro, sponsorizzato ed organizzato dal National Italian American Foundation (NIAF), è stabilire un collegamento a livello internazionale tra gli studi clinici ed epidemiologici sulla malattia, che, nota anche come Amyotrophic Lateral Sclerosis (ALS), colpisce i neuroni del sistema motorio.
Il 19 giugno cadrà il centenario della nascita della leggenda del baseball Lou Gehrig, in occasione del quale il Congressman Eliot Engel di New York ha ottenuto dai Membri del Congresso americano una risoluzione per onorare Gehrig e sensibilizzare in tal modo la popolazione nei confronti di questa devastante malattia. Intanto, in un reportage esclusivo realizzato nel mese di maggio dalla CBS Television di Miami, il magistrato italiano Raffaele Guariniello aveva rivelato una certa incidenza tra i giocatori di calcio italiani colpiti dalla sindrome. Il giornalista, vincitore degli Emmy Award e corrispondente della WFOR-TV (CBS-Miami), Michele Gillen, ha viaggiato attraverso l'Italia per investigare su tale ipotesi ed intervistare i giocatori afflitti dalla malattia.
Nel reportage realizzato dalla CBS, gli stessi atleti, paralizzati a poco più di trent'anni sulla sedia a rotelle a causa della malattia, chiedevano al mondo un aiuto per studiare le cause della loro malattia e poter così aiutare in futuro altri atleti. Questo appello ha colpito l'attenzione del National Italian American Foundation (NIAF), la Fondazione Nazionale Italo Americana fondata nel '75 con sede centrale a Washington D.C., maggior rappresentante dei circa 15 milioni di cittadini italo americani negli Stati Uniti.
Il summit si terrà al Greenpark Hotel Titino a Mercogliano, in provincia di Avellino, paese d'origine di Adriano Lombardi, uno dei più importanti giocatori di calcio, poi allenatore, del sud d'Italia, costretto oggi alla paralisi perché colpito dalla malattia. Lombardi, la cui storia è stata raccontata nel reportage di Gillen, è troppo malato per recarsi negli Stati Uniti e sottoporsi a cure ed analisi. Sarà, quindi, Walter G. Bradley, rettore del Dipartimento di Neurologia presso l'Università di Miami e direttore medico del Centro Kessenich Family MDA ALS della stessa città, a venire in Italia, ad Avellino, per fornire a Lombardi, insieme ad altri specialisti italiani, adeguate cure ed avviare contemporaneamente studi più approfonditi sugli altri atleti italiani che soffrono di questo male. Durante il convegno, il NIAF consegnerà al Dr. Bradley il NIAF US/Italy "Fight for Life" Award per il suoi studi sulla sindrome di Lou Gehrig, i suoi sforzi nella ricerca di una cura e la sua sensibilità verso quanti colpiti dalla malattia. Lombardi riceverà, poi, il premio "Champion of Spirit" dalla Fondazione Primo Carnera, una organizzazione internazionale no-profit con base a Miami, che prende il nome da campione di box italiano Primo Carnera. (aise)
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MUSICA/L'ASSOCIAZIONE DEI FONOGRAFICI ITALIANI CANDIDA ARBORE ALLA DIREZIONE ARTISTICA DI SANREMO
ROMA\ aise\ - Circolano da giorni alcune voci su probabili nuovi direttori artistici per il prossimo Festival di Sanremo. L'Afi - Associazione Fonografici Italiani che rappresenta oltre 150 etichette discografiche indipendenti - avanza ufficialmente la candidatura di Renzo Arbore. Grande conoscitore della musica e dei costumi, Arbore possiede, ad avviso dell'Afi, tutte le qualità per risultare un ottimo direttore artistico del Festival che, oggi più che mai, ha bisogno di rilanciare la tradizione musicale italiana attraverso un progetto innovativo. (aise)
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L'Italia assume la Presidenza di Turno dell Unione Europea il 1mo luglio. La firma del trattato costituitivo dell' Unione Europea avra' luogo a Roma durante il semestre di presidenza dell' Italia.
LA COSTITUZIONE DELLA NUOVA EUROPA SARA' FIRMATA A ROMA/ LE CONCLUSIONI DEL CONSIGLIO EUROPEO DI SALONICCO
PORTO CARRAS\ aise\ - La Costituzione della nuova Europa verrà firmata a Roma.. È quanto ha assicurato il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, aggiungendo che si tratta di una grande vittoria per l'Italia.
La Conferenza Intergovernativa (Cig), che dovrà varare la stesura finale della Costituzione, inizierà i lavori intorno alla metà di ottobre a Roma ed il Consiglio europeo ha concordato sul principio che la firma dei nuovi trattati costituzionali avvenga a Roma, qualunque sia la presidenza sotto la quale si concluderà la conferenza intergovernativa. A ribadirlo è stato il Ministro degli Affari Esteri, Franco Frattini, che ha aggiunto: è stata una decisione del Consiglio europeo che il presidente Berlusconi ha ottenuto come primo significativo riconoscimento di quello che tutti si attendono dalla presidenza italiana..
Si è così concluso il vertice UE di Salonicco. In primo piano, ovviamente, la consegna ai Capi di Stato e di Governo dei "Venticinque" della bozza di Costituzione europea da parte del Presidente della Convenzione Valery Giscard D'Estaing. La bozza, che si compone di 59 articoli ed è rilegata in un volume con una fodera in pelle blu, è stata definita dal Ministro degli Esteri greco, George Papandreu, un passo avanti storico per l'Europa, tutti gli Stati membri ne guadagneranno..
Nel documento finale del vertice si invita, dunque, la presidenza italiana a lanciare, entro luglio, la procedura per convocare la Conferenza intergovernativa in ottobre, in modo tale da consentire la chiusura dei lavori dopo il primo maggio del 2004 - è questa, infatti, la data che segna l'ingresso di dieci nuovi Paesi nell'UE - ma entro giugno, ossia prima delle elezioni europee. Intanto ieri, da Roma, è arrivato il monito del Presidente Ciampi: È prioritario - ha dichiarato - consolidare i risultati acquisiti. Il prossimo semestre di Presidenza è diverso dagli altri: le decisioni dei prossimi mesi incideranno in maniera durevole sulla vita di generazioni di europei". Sarebbe dunque un errore che le soluzioni consensuali raggiunte dalla Convenzione venissero rimesse in discussione dalla Conferenza intergovernativa.
Molti altri sono però stati i temi passati in rassegna dai quindici leader europei, insieme ai colleghi dei Paesi candidati, in meno di due giorni: dall'allargamento alla politica di sicurezza e difesa, dal medio oriente all'immigrazione.
Proprio in materia di immigrazione, i quindici hanno raggiunto un accordo di massima sulla necessità di una responsabilità comune verso il fenomeno migratorio: tutela delle frontiere, misure di integrazione e di accordo con i Paesi terzi, regime d'asilo europeo e stanziamento di fondi adeguati all'emergenza del problema sono i cardini dell'accordo, basato inoltre su modalità di emissione di visti e inclusione di dati biometrici secondo uno standard comune europeo. Nessuna intesa, invece, sulle proposte avanzate dall'Inghilterra per la creazione di campi profughi in attesa di asilo fuori dalle frontiere UE e zone di protezione nelle immediate vicinanze delle zone di crisi.
Si è, poi, discusso di allargamento. Nel documento finale del vertice è stata confermata l'adesione dei dieci nuovi Stati membri entro il 1° maggio 2004 e quella di Bulgaria e Romania entro il 2007. Nel frattempo si incoraggia la Turchia a proseguire i suoi sforzi per poter avviare i negoziati di adesione all'Unione. Il Consiglio Europeo ha confermato il totale e pieno sostegno per l'allargamento verso i Paesi balcanici occidentali, che entreranno a far parte dell'UE non appena risponderanno ai criteri richiesti. Legami sempre più stretti e più ampie vie di cooperazione saranno, inoltre, stabiliti con "il nuovo vicinato". Quali saranno, allora, gli orientamenti della politica economica europea? I quindici hanno deciso di creare le condizioni economiche più propizie per favorire crescita e stabilità. Si è deciso, quindi, di attuare riforme per la creazione di impiego, rendendo i mercati del lavoro più efficienti e adattabili, e di rafforzare la gestibilità delle finanze pubbliche continuando a ridurre il tasso di debito pubblico, riformando il sistema delle pensioni e della sanità. Si parla anche di un piano di investimenti per rilanciare l'economia europea in collaborazione con la Banca Europea di Investimento.
Si passa, dunque, agli affari esteri, PESC e PESD, ossia politica estera e di sicurezza comune e politica di difesa. "La nostra Unione - si legge nel documento finale - è determinata ad assumere le sue responsabilità per garantire un'Europa sicura in un mondo migliore". Per questo i quindici dichiarano di voler sostenere la prevenzione dei conflitti, di operare in favore della giustizia e dello sviluppo sostenibile, di voler contribuire alla pace, difendendola "nella nostra regione e ovunque nel mondo". In particolare i leader europei riuniti a Salonicco hanno affidato all'Alto Rappresentante per la Politica Estera, Javier Solana, l'esame delle sfide future, per presentare al prossimo Consiglio degli Affari Generali una strategia di sicurezza comune dell'Unione da adottarsi durante il Consiglio europeo che si terrà a fine anno. Corea del Nord, Iran e questione mediorientale sono, naturalmente, i temi più pressanti, ma accanto ad essi si parla esplicitamente di rapporti con gli Stati Uniti. "Resta essenziale - si afferma nel documento - che le relazioni transatlantiche evolvano su un piano di eguaglianza in tutti gli aspetti, non solo tra le due parti, ma anche per la comunità internazionale". (r.a.\aise)
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L'AMBASCIATORE USA MEL SEMBLER IN VISITA A PADOVA ACCOLTO NELLA BASILICA DEL SANTO
PADOVA\ aise\ - Dopo la visita dell'ambasciatore d'Israele a Roma Ehud Gol che lo scorso 17 giugno è giunto al Santo per inaugurare la mostra della fotografa israeliana Varda Polak Sahm "Di solo pane", la Basilica di Sant'Antonio ha accolto domenica 22 giugno scorso l'Ambasciatore degli Stati Uniti, Mel Sembler che, accompagnato dalla moglie, dal Console Generale a Milano Douglas L. McElhaney e dalla sua scorta, si è recato in visita privata a Padova.
Nel pomeriggio ha richiesto di visitare la Basilica del Santo e nell'occasione, accompagnato dal Sindaco di Padova Giustina Destro e dal Presidente della Camera di Commercio di Padova Gianfranco Chiesa, è stato accolto da padre Salvatore Ruzza, che ha fatto gli onori di casa in sostituzione del padre Rettore Domenica Carminati assente, e ha incontrato padre Luciano Bertazzo, direttore generale del "Messaggero di sant'Antonio", noto anche in America con le due testate "Messenger of saint'Anthony" in lingua inglese e l'edizione del "Messaggero di sant'Antonio per gli italiani all'estero". L'ambasciatore ed il suo seguito sono giunti in Basilica dopo le 17 durante la Santa Messa e hanno visitato la Cappella dell'Arca, la Cappella di San Giacomo affrescata da Altichiero e da Jacopo Avanzi, la Cappella del Tesoro nella quale si sono soffermati lungamente ad ammirare le Reliquie del Santo. Poi l'ambasciatore Sembler è passato nella Sacrestia per la firma nel Libro degli Ospiti ed ha proseguito la sua visita, accompagnato da padre Ruzza e da padre Bertazzo, nel Chiostro del Noviziato e nel Chiostro del Beato Luca dove ha ammirato la statua del Santo in bronzo opera di Lorenzo Queen. Dopo lo scambio dei regali di rito, un libro fotografico sulla Basilica donato da padre Ruzza e un libro sugli Stati Uniti ai frati della Basilica, l'ambasciatore Sembler con il console McElhaney ed il suo seguito hanno lasciato la Basilica per proseguire il loro pomeriggio padovano. (aise)
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Mostre di Artisti Europei alle Gallerie di Dupont Circle
Sotto gli Auspici ed in collaborazione con le Ambasciate delle Nazioni dell'Unione Europea Le Gallerie d'Arte di Dupont Circle hanno ospitato artisti delle varie Nazioni che hanno offerto a Washington uno sguardo alle tendenze dell' Arte europea contemporanea. L'apertura dell'eccezionale evento, celebrata contemporaneamente in 11 Gallerie ha avuto il Battesimo Ufficiale all'Ambasciata d'Italia con il saluto di benvenuto dell'Ambasciatore d'Italia S.E. Sergio Vento.
L'Italia che il primo luglio assumera' la Presidenza dell'Unone Europea, e' stata rappresentata da un gruppo di artisti scelti dalla Galleria FYR che, col patrocinio della Citta di Firenze, hanno portato i " Colori della Toscana" .
La Signora Rosanna Ossola, Direttrice della Foyer Artists Gallery di Firenze,ha spiegato la sua scelta, qualitativamente e per la diversita' delle opere di maestri storici quali Silvio Loffredo, Enzo Faraoni, Ken Tielkemeyer, Carmelo Bolognese, Patrizia Gozzini, Raimondo Izzo, Antonio Martini, Alessandro Nutini, tutti artisti che vivono a Firenze e che rappresentano la migliore produzione che in questo momento rappresenta l'arte in Toscana. La Mostra che si conclude il 28 giugno ha ottenuto un buon successo di pubblico e di critica.
Altrettanto successo ha ottenuto la citta' di Washington che la Signora Ossola ha definito affascinante e ricchissimna d'arte. Voglio approfittare di questa visita per visitarne i meravigliosi musei di questa citta' cosi tranquilla, piacevole, bellissima da camminare e con tanto verde, ha detto ai microfoni del programma Radio Italiano di Washington. E' stato un periodo piacevolissimo e mi sono commossa il giorno che nella Chiesa di Washington e' stata celebrata la Festa della Repubblica Italiana. Questo e' stato veramente un momento commovente, ha contnuato, e mi piacerebbe tornare con un altra mostra, mi piacerebbe perche' ho trovato tanta simpatia e tanto calore ed un grande amore per l'Italia. (Pino Cicala)
© 2003 Pino Cicala. All rights reserved.
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ESCE PER LA PRIMA VOLTA IN ITALIA 'MADRE CABRINI LA SANTA DEGLI EMIGRANTI' DELLO SCRITTORE ITALOAMERICANO PIETRO DI DONATO
ROMA\ aise\ - Pietro Di Donato è giustamente conosciuto per il suo Christ in Concrete, romanzo che è diventato un classico, e che fu pubblicato per la prima volta nel 1939, per poi costituire la parte centrale di una trilogia composta da This Woman (1958) e Three Circles of Light (1960). Può sorprendere che l'autore, nel 1960, abbia scritto anche la bella e puntuale biografia Immigrant Saint, the Life of Mother Cabrini.
Eppure, questo resoconto rappresenta il suo libro più venduto e forse più importante negli Stati Uniti, ora pubblicato per la prima volta in Italia nella collana "Radici" dopo il successo di "Cristo tra i muratori" (Il Grappolo, 2001).
Gli occhi vivaci di Francesca si aprono alla vita nell'estate del 1850 in un paesino della Lombardia, S. Angelo Lodigiano. Cresciuta fra mille attenzioni e protezioni in una semplice e devota famiglia di contadini respira il Vangelo fin da piccola grazie all'esempio dei genitori e alle letture serali del padre, Agostino, tratte dagli Annali della Propagazione della Fede. Matura, così, riconoscendo nei Santi un modello di vita da interiorizzare e da raggiungere. La prova del fuoco della sua vocazione sarà il difficile soggiorno in un orfanotrofio di Codogno in cui le orfane subiscono maltrattamenti fisici e morali. E proprio da quell'istituto nascerà il nucleo originario della sua congregazione, le Sorelle Missionarie del Sacro Cuore.
Importante figura nella vita di Francesca sarà il vescovo di Piacenza, Giovanni Scalabrini, che orienterà il suo anelito missionario verso gli Stati Uniti e alla cura degli emigranti che partivano a frotte in quegli anni, cercando migliori condizioni di vita, e che spesso si trovavano a sopravvivere in condizioni penose e socialmente emarginate. Lì e in molte altre parti del mondo Francesca fonderà diverse case, scuole, orfanotrofi, ospedali. Il libro pone bene in luce la sua fede profondamente vissuta e applicata al quotidiano, abile nel creare un'atmosfera di materna umanità e acuta nel realizzare progetti che hanno contribuito ad emancipare gli emigranti e a farli divenire persone, soggetti attivi del Nuovo Mondo. (aise)
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PONTE SULLO STRETTO/ VIA LIBERA AMBIENTALE DELLA COMMISSIONE SPECIALE ISTITUITA DAL MINISTERO PER IL PROGETTO PRELIMINARE MA...
ROMA\ aise\ - Via libera ambientale con numerose prescrizioni al progetto preliminare del Ponte sullo Stretto di Messina. La Commissione speciale per la valutazione di impatto ambientale, istituita dal Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio per valutare le opere strategiche inserite nella legge obiettivo, ha infatti espresso nei giorni scorsi un parere positivo sull'opera indicando nel contempo prescrizioni ed approfondimenti che dovranno essere contenuti nell'elaborazione del progetto definitivo. La Commissione, che ha esaminato il quadro di riferimento programmatico ed il quadro di riferimento progettuale dell'opera, si è soffermata in particolare sul quadro di riferimento ambientale. Nell'ambito di questo quadro ha dettato una serie di prescrizioni che riguardano in particolare la problematica geo-sismo-tettonica dell'aria dello stretto; la tutela delle aree a delicato equilibrio ambientale, in particolare i Pantani di Ganzirri; la salvaguardia delle falde sotterranee; la predisposizione di un piano di monitoraggio che valuti gli effetti sulle specie migratorie sensibili; l'analisi dei materiali di scavo in vista di un loro riutilizzo; l'adozione di opere di mitigazione del rumore; l'utilizzo di impianti di illuminazione che diminuiscano l'inquinamento luminoso sul mare. Inoltre nel parere vengono indicate misure per mitigare l'impatto del ponte sul paesaggio e viene prescritto di predisporre un progetto di monitoraggio ambientale in fase di progettazione definitiva ed un sistema di gestione ambientale.
Particolare attenzione è stata posta dalla Commissione alle osservazioni degli enti e delle associazioni di cittadini relative alle compatibilità con gli strumenti urbanistici, agli effetti sull'ambiente e sul paesaggio, agli impatti di cantiere, al rischio sismico e geologico, ai problemi legati al traffico di cantiere del Ponte stesso e dei suoi collegamenti. La Commissione provvederà a verificare che il progetto definitivo sia coerente con il progetto esaminato e che siano state correttamente rispettate tutte le prescrizioni riportate nel parere.
Il parere sul Ponte dello Stretto è il primo parere espresso dalla Commissione speciale per la valutazione di impatto ambientale, che ha già in valutazione altri 16 progetti riguardanti autostrade e ferrovie, per gran parte dei quali la relativa istruttoria sarà completata entro il mese di luglio. I dati relativi al progetto del Ponte sullo Stretto, così come gli altri progetti, saranno diffusi, una volta concluso l'iter di valutazione via internet attraverso il sito "www.atlanteitaliano.it" o attraverso il sito "www.minambiente.it" senza gli allegati cartografici. (aise)
PONTE SULLO STRETTO/ ...LEGAMBIENTE DENUNCIA 'TROPPI BUCHI E LACUNE IN UN PROGETTO DATO PER BLINDATO' E ANNUNCIA 'RICORREREMO AL TAR E ALLA CORTE EUROPEA'
ROMA\ aise\ - La nuova Commissione Via ha detto sì. I 21 componenti della struttura per la valutazione di impatto ambientale oggi hanno detto sì al Ponte sullo Stretto in modo pilatesco, ma ha condizionato il suo assenso a una serie di prescrizioni che modificano sostanzialmente il progetto. Variazioni che sicuramente influenzeranno anche il costo economico dell'opera, rendendolo molto più oneroso. Ma quello che è veramente assurdo è che il progetto, spacciato fino a oggi come definitivo, in realtà presenta una serie infinita di buchi e le prescrizioni della commissione via lo testimoniano. Stiamo insomma per buttarci in quella che pomposamente viene definita l'ottava meraviglia del mondo senza avere chiari alcuni elementi progettuali indispensabili. Un bel pasticcio.. Roberto Della Seta, portavoce nazionale di Legambiente, è completamente sbigottito per come la nuova commissione Via abbia detto il suo prima sì della nuova era Lunardi e per le lacune che interessano un progetto così mastodontico. Lacune colpevoli e taciute fino ad oggi sia dall'amministrazione centrale dello Stato che dalla società Ponte sullo Stretto di Messina. Lo testimoniano con evidenza le scarne osservazioni (8 pagine in tutto per un ponte sospeso di 3.300 metri!!!) tra cui si legge: diamo "parere favorevole circa la compatibilità, fatti salvi tutti gli adempimenti e le autorizzazioni, a condizione che si ottemperi alle prescrizioni sopra riportate".
E quali sono questi adempimenti? Studi geologici, studi sismici, studi tettonici, uno specifico piano di monitoraggio per i Siti di importanza comunitaria, una ricostruzione del modello idrogeologico per tutte le gallerie. Ma allora, si chiedono da Legambiente, viene spontanea la domanda: ma la società Ponte sullo Stretto di Messina come ha fatto a disegnare un progetto senza tener conto di questi aspetti basilari? Ecco quanto traspare dalla Via: "Si prescrivono studi geosismologici e geotettonici [...] al fine di una ricostruzione integrata della geometria del bacino e della sua posizione nell'ambito delle geostrutture sismogenetiche regionali; per i due Pantani di Ganzirri (siti di importanza comunitaria) visti i delicati equilibri idrodinamici tra le falde acquifere e le acque marine, le fondazioni delle torri profonde oltre 50 metri e tutti gli scavi devono essere perfettamente isolate da un punto di vista idraulico; per tutte le gallerie va ricostruito il modello idrogeologico del sottosuolo. Si prescrive per le aree Sic e per le aree prossime uno specifico piano di monitoraggio che consenta di valutare anche gli eventuali effetti di disturbo da parte di cantieri e strutture. Si prescrive per le attività di cantiere un Piano di Gestione Ambientale secondo i criteri della ISO 14001. Per assicurare la compatibilità dell'opera si dovrà attuare una significativa riqualificazione del territorio e delle sue realtà anche al fine di risolvere le contraddizioni accumulatesi nel tempo".
Siamo pronti a fare ricorso al Tar e alla Corte di Giustizia europea. - annuncia Della Seta - Non ci sono infatti state messe a disposizione prima del parere della Via e nonostante le nostre numerose richieste alla società Ponte sullo Stretto, come previsto dalle direttive, le integrazioni su studi sismici, sulla galleria Ponte-Stazione di Messina, sull'inquinamento acustico, su Sic e Zps.. Ultima, ma non in ordine di importanza, l'assenza della Valutazione ambientale del collegamento ferroviario tra il Ponte e la rete nazionale. Non c'erano nel SIA, denuncia Legambiente, e non ci sono ancora. Come si fa a pensare - conclude Della Seta - che non siano parte integrante della valutazione? Ora Legambiente pone un interrogativo al Cipe, che dirà l'ultima parola sul progetto preliminare: quali sono a questo punto i costi veri? quanto è modificato il progetto? chi paga le modifiche?. (aise)
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PAPA GIOVANNI PAOLO II TESTIMONIAL PER LA FARNESINA DELLA LINGUA ITALIANA NEL MONDO (May 2003)
ROMA\ aise\ - Papa Giovanni Paolo II sarà il testimonial ufficiale della lingua italiana nel mondo. La notizia, già diffusa alcuni mesi fa dalla Farnesina, è stata ribadita ieri, 6 maggio, nel corso di una conferenza stampa di presentazione delle manifestazioni promosse dal Ministero degli Affari Esteri ed in particolare dagli Istituti Italiani di Cultura in occasione del XXV anniversario del Pontificato di Carol Wojtyla.
La sua voce - ha dichiarato ieri il Sottosegretario di Stato, Mario Baccini, nel corso della conferenza - è stata una cassa di risonanza di qualità e spessore per l'italiano, "lingua franca" della Chiesa. Il suo magistero rappresenta il frutto maturo dell'umanesimo, laico e cristiano, che ha le sue radici in Italia..
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E' UNA RICERCATRICE GENOVESE IL NUOVO MEMBRO DEL CONSIGLIO DIRETTIVO DELLA PIU' PRESTIGIOSA ASSOCIAZIONE MONDIALE DI RICERCA SUI TUMORI IN USA (May 2003)
FILADELFIA\ aise\ - Giovane, donna, fortemente appassionata del proprio lavoro, mamma, moglie e scrittrice di romanzi. È l'identikit di Adriana Albini, la ricercatrice genovese che è appena stata eletta membro del Consiglio Direttivo del Women in Cancer Research dell'American Association for Cancer Research, la più prestigiosa associazione mondiale di ricerca sui tumori, con sede a Filadelfia, negli Stati Uniti. Il suo primo intervento come consigliera avverrà durante il convegno internazionale annuale per la ricerca sul cancro che si terrà a luglio a Washington e conterà la partecipazione di oltre 100 mila scienziati da tutto il mondo.
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ASSEGNATO AL PRESIDENTE DI SICILIAMONDO AZZIA IL PREMIO 'TRINACRIA D'ORO 2003' (May 2003)
GARFIELD\ aise\ - La "Federazione Siciliana del New Jersey" che raggruppa 14 associazioni nello Stato del New Jersey ha premiato l'avv. Domenico Azzia, Presidente di "Sicilia Mondo" per la dedizione e l'impegno nei confronti dei siciliani all'estero con la consegna della "Trinacria d'oro 2003", il massimo riconoscimento assegnato ogni anno alle personalità meritevoli che si sono particolarmente distinte. La manifestazione si è svolta con un Gala solenne presso il "Venetian", in River Drive a Garfield (New Jersey), presenti oltre 400 invitati con la consegna del premio da parte del Chairman Sal Chianetta, Marco Cangialosi e Jack Di Piazza, fondatori della "Federazione Siciliana" e del Presidente in carica Franco Amato.
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A 34 ANNI GLI ITALIANI VIVONO ANCORA CON MAMMA E PAPA' --L'IDENTIKIT DELLA FAMIGLIA ITALIANA IN UNA RICERCA PUBBLICATA DALL'ISTAT (May 2003)
ROMA\ aise\ - In Italia crescono sempre più i single e sempre più numerosi sono i figli di circa 30 anni che ancora vivono in casa con mamma e papà. Ecco alcuni dei dati più significativi sui comportamenti e gli aspetti più importanti della vita quotidiana delle famiglie italiane, rilevati dall'ISTAT nel 2002 su un campione di circa 20 mila famiglie (per un totale di 53 mila persone) e pubblicati nel volume "Famiglie, Abitazioni e Sicurezza dei cittadini".
Una sorta di identikit della famiglia italiana, insomma, che partendo dalla definizione di "famiglia" - persone che vivono insieme e sono legate fra loro da vincoli di matrimonio, parentela, adozione o affettivi - rende subito chiaro un ormai quasi inarrestabile cambiamento in atto nella società italiana: crescono i single.
Su 21 milioni e 800 mila famiglie presenti nel nostro paese, quasi un quarto (23,9%) è rappresentato da persone sole, per un totale di circa 5 milioni e 210 mila individui.
Una leggera crescita si osserva nelle nuove tipologie familiari: le libere unioni, o convivenze, rappresentano il 3,1% delle coppie (1,8% nel 1994-1995); le famiglie ricostituite, cioè formatesi dopo lo scioglimento di una precedente unione coniugale di almeno uno dei partner, sono il 4,3% (erano il 4,1% nel 1994-1995).
Un altro interessante dato messo evidenziato dalla ricerca è quello dei figli che rimangono a vivere con i genitori. Dal 1993 si è assistito ad un aumento della percentuale di figli tra 18 e 34 anni che rimangono nella famiglia di origine.
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Prospettive riguardo alle attuali relazioni economiche tra USA ed Europa in una congiuntura economica difficile" (May 2003)
Conferenza Economica Biennale della NIAF in collaborazione con la Camera di Commercio di Bergamo Centro Congressi Giovanni XXIII - Bergamo - 19 Giugno 2003
La National Italian American Foundation, organizzazione leader degli americani di origine italiana (25 milioni) terrà a Bergamo, giovedì 19 Giugno p.v., presso il Centro Congressi Giovanni XXIII, la sua conferenza economica biennale, organizzata con la collaborazione della Camera di Commercio bergamasca.
La conferenza verterà sul tema "Prospettive riguardo le attuali relazioni economiche tra Stati Uniti ed Europa". Presiederà la conferenza Dick Grasso, chairman della Borsa di New York e vice chairman della NIAF. Saranno presenti il Ministro delle Attività Produttive, on. Antonio Marzano e il Ministro per gli Italiani all'Estero, on. Mirko Tremaglia, bergamasco.
Relatori della conferenza che si svolgerà dalle 9 alle 16 saranno: Maria Cino, assistente e direttore generale del Servizio per il Commercio Estero e Americano presso il Dipartimento Statunitense del Commercio; Mario Draghi, vice presidente della Gold Sachs International; Mario Gabelli, presidente e funzionario esecutivo, Gabelli Asset Management Inc; John J. La Falce, ex Membro del Congresso; Mary Podesta, consigliere, Investment Company Institute; Giovanni Prezioso, consigliere generale, Commissione sulla Sicurezza e Cambio USA; on. James Rogan, sotto segretario del Dipartimento per il Commercio USA e ex membro del Congresso.
Interverrà, inoltre, il dott. Massimo Capuano, presidente della Borsa di Milano. Sono previsti un lunch di lavoro presso lo stesso Centro Congressi e una cena di gala presso il Castello di Cavernago.
Per informazioni : www.niaf.org
Ufficio stampa: Stefania Nicotra, NIAF, sede di Roma, 011/39/06/84242655 or 84242663
Email: s.nicotra@italyitalymagazine.com
o Elissa Ruffino, NIAF, 202/939-3106 elissa@niaf.org
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L'AMBASCIATORE VENTO RICEVUTO DAL PRESIDENTE BUSH: FARE FRONTE INSIEME ALLE SFIDE DEL MONDO ODIERNO (May 2003)
WASHINGTON\ aise\ - Italia e Stati Uniti condividono un profondo impegno a difendere e promuovere la libertà e la democrazia e il rispetto della legge.. L'Ambasciatore d'Italia a Washington, Sergio Vento, ha presentato le sue credenziali al Presidente George W. Bush, che lo ha ricevuto ieri, 8 maggio, nello Studio Ovale della Casa Bianca. Faremo fronte insieme, come abbiamo fatto in passato, alle sfide politiche del mondo odierno - ha dichiarato Vento - e supereremo insieme, come abbiamo fatto in passato, le opposizioni che possono essere d'ostacolo alla pace nel mondo.. L'Ambasciatore ha ricordato che l'Italia è sempre stata buona amica degli USA e, dunque, la partnership transatlantica resta la pietra angolare delle relazioni tra i due Paese, che l'Italia continuerà a coltivare, specialmente mentre si prepara ad assumere la presidenza dell'Unione Europea il prossimo luglio.. Il soldi appoggio del popolo italiano ai nostri sforzi di ricostruzione dell'Iraq e alla guerra in corso contro il terrorismo - ha risposto il Presidente Bush - è fonte di grande conforto per il popolo degli Stati Uniti. Siamo certi che tale appoggio è profondo e irremovibile.. Bush ha, poi, aggiunto che gli Stati uniti fanno affidamento sull'Italia, uno dei nostri amici più antichi e leali e che, tra l'altro, svolge un ruolo chiave nel rapporto tra USA ed Europa. Sappiamo - ha concluso il Presidente americano - che l'Italia è impegnata a conseguire l'obiettivo, da noi condiviso, di fare del mondo un posto più libero e più sicuro per i nostri e per tutti i popoli.. (aise)
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IL POETA JOSEPH TUSIANI VISITA LA COMUNITA' EMIGRATA DI TORONTO (May 2003)
TORONTO\ aise\ - È stato un incontro, quello organizzato dalla Federazione Pugliesi dell'Ontario- Canada in collaborazione con il Roseto Club, al quale ha partecipato un pubblico attento. Ospite della serata è stato il professor Joseph Tusiani a Toronto per una conferenza organizzata dall'Università della città sulla poesia multilingue alla quale hanno partecipato poeti di vari Paesi.
Tra i presenti alla serata culturale il professor Salvatore Bancheri della UofT, associazioni, studenti e decine di soci del roseto Club con a capo l'infaticabile presidente Mary Capobianco: è stato Phil Zita, presidente della Federazione a tracciare un breve profilo del romanziere e poeta noto in Nord America per le sue traduzione di classici italiani come The complete works of Michelangelo, La Gerusalemme liberata e il Mondo del Creato di Tasso. Alla serata è intervenuto anche Emilio Alusio, consigliere regionale dei Pugliesi nel Mondo che ha ricordato la meritevole assegnazione del premio Puglia 1999 a Tusiani per la sua prolifica opera letteraria.
Tusiani ha inoltre recitato quattro sue poesie: The difficult world, Notte in Manhattan, Quest'u vine e trascende e la Chiazzetta. Infine, la segretaria Grazia Piccolo ha presentato la professor Tusiani una targa ricorso a nome della Federazione Pugliesi in Ontario- Canada mentre Mary Capobianco ha donato al latinista e poeta di San Marco in Lamis (Foggia) alcuni libri di autori rosetani come Michele Marcantonio e monsignor Luigi Sbrocchi. A concludere la serata è stato un rinfresco mentre il professor Tusiani non ha nascosto la commozione per questo incontro ricco di calore e affetto con i pugliesi in Canada. (aise)
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IL MINISTRO FRATTINI E IL MINISTRO RUSSO IGOR IVANOV PRESENTERANNO 'L'ITALIA PER SAN PIETROBURGO 300' (May 2003)
ROMA\ aise\ - Il Ministro degli Affari Esteri, Franco Frattini, e il Ministro degli Esteri russo, Igor Ivanov, insieme al Vice Ministro per le Attività Produttive, Adolfo Urso, e al Sottosegretario al Ministero dei Beni e delle Attività Culturali, Mario Pescante, presenteranno a Villa Madama a Roma, il 7 maggio alle 11.00, "L'Italia per San Pietroburgo 300", un programma di manifestazioni culturali per celebrare il trecentesimo anniversario della fondazione di San Pietroburgo.
Il programma, approntato dal Ministero degli Affari Esteri in collaborazione con la Presidenza del Consiglio, il Ministero per le Attività Produttive, il Ministero per i Beni e per le Attività Culturali e la Fondazione "Centro per lo sviluppo dei rapporti Italia-Russia", prevede l'organizzazione, da maggio a dicembre 2003, di oltre 90 manifestazioni in campo artistico, musicale, dello spettacolo, della moda, del "design" e la presentazione di importanti interventi di restauro, di valorizzazione urbana e varie iniziative nei settori merceologico e commerciale. Le manifestazioni si svolgeranno in Italia ed in Russia con il patrocinio di oltre 40 istituzioni italiane pubbliche e private (Ministeri, Regioni, Comuni, fondazioni, banche ed associazioni). Le iniziative si inseriscono nel quadro delle celebrazioni organizzate, in occasione dell'importante ricorrenza, da vari Paesi europei. In tale contesto, una partecipazione italiana ampia e di alto livello testimonia il profondo legame tra Italia e Russia. Il programma delle manifestazioni, il cui filo conduttore è costituito da esperienze comuni ai due Paesi, pone l'enfasi sull'interdipendenza tra rapporti artistico-culturali e rapporti politico-commerciali. (aise)
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Intervista al Regista Paolo Micciche' (March 2003)
La Washington Opera ha scelto l' Aida di Verdi per aprire la stagione alla Constitution Hall che la ospitera' ,mentre sono in corso lavori di rifacimento dell'Opera House del Kennedy Center. A risolvere i problemi di un teatro creato per ospitare convenzioni politiche,senza palcoscecnico o spazi per l'orchestra e' stato chiamato Paolo Micciche',un regista famoso per le sue creazioni virtuali per le sue luci dinamiche.La prima ha riscosso un grande successo di pubblico e di critica ed ha sottolineato una presenza italiana non solo musicale ma alla regia, di Micciche', alla scenografia di Mastromattei,ed ai costumi di Spiazzi, e sulla scena con gli Italo americani Franco Farina come Radames, e Marianne Cornetti come Amneris,e con la giovanissima Barbara Quintiliani come la Sacerdotessa.Ad assistere il direttore il Maestro Giovanni Reggioli.Italiani anche i tessuti Luminex, con fibre ottiche incorporate , che hanno dato colore anche alle emozioni dei personaggi.Un opera nuova che ha avvicinato l'azione scenica al pubblico. Il Regista Paolo Micciche ha spiegato questa suo linguaggio in un intervista a Melodie Italiane, il programma di Antenna Italia condotto da Pino Cicala.
***
Micciche'- L'idea base di questo linguaggio e' quella di potere mettere assieme il palcoscenico con la musica perche' l'opera dal dopoguerra ha ricevuto molto aiuto dal teatro di prosa, perche' il teatro di prosa ha permesso una coscienza drammaturgica che all'opera mancava, .l'opera era essenzialmente voci e fondali, non c'era neanche la figura del regista e quindi l'apporto della prosa e' stato molto importante , per la recitazione, per l'ambientazione, pero' era il linguaggio della prosa ma l'opera e' diversa perche' ha le parole ma ha sopratutto la musica. Allora come potere passare visivamente con la musica attraverso tutti gli stati d'animo e le accelerazioni i salti stilistici che la musica ci porta Grazie a una nuova tecnologia , che e' quella di queste macchine, che permettono non la proiezione di una diapositiva ma di film in movimento, siamo riusciti a potere avere uno sviluppo nel movimento sia ambientale che cromatico della parte visiva ed in aggiunta abbiamo integrato questo con degli strumenti che erano da sempre appannaggio del rock,del pop, della televisione,cioe' le moving lights ,le luci che si muovono nello spazio.Usate assieme a queste macchine con ,l'attenzione che l'Opera necessita, ci possono portare insieme alla musica dovuque la musica vada. Ecco questo era l'obiettivo. Credo che noi siamo cambiati rispetto a tanti anni fa, oggi la nostra percezione visiva e' cambiata, abbiamo bisogno di piu perche' le nostre sollecitazioni sono tante ed il fatto che poi ( questo linguaggio ) sia stato anche apprezzato e' perche' probabilmente dentro le persone c'era anche la necessita' di avere qualcosa di piu di una scena ferma per quaranta minuti.
Pino Cicala- Ho notato la reazione sopratutto dei giovani a queste luci rock che possono condurci in un viaggio immaginario da un ambiente all'altro, non suggerito ma creato nella fantasia dello spettatore cui lei cosi la trasmette
M- Io infatti sono molto contento. I registi hanno una tara genetica, e non sono mai contenti del proprio spettacolo ed io ,come tutti i registi che si rispettano ,non ero contento perche' si poteva fare molto di piu, pero' poi quando ho visto la reazione del pubblico che era cosi di entusiasmo di felicita', allora a quel punto anch'io ho dovuto convenire ed esserne contento. Io non capisco i colleghi che non hanno interesse al pubblico perche' dicono che non importa il pubblico,importa quello che uno sto facendo, ma noi apriamo il sipario ed andiamo a dialogare con la gente che e' in quel momento in quella sala, e non possiamo dire non ci interessa, dobbiamo stabilire un contatto. Lei diceva dei giovani, io ebbi una grandissima soddisfazione a Verona proprio quando ho fatto per la prima volta in Italia ,con questo language, Madama Butterfly all'Arena e fu un po uno choc per un certo tipo di pubblico e le opinioni furono divise in quell' occasione pero' tutti i giovani, tutti ,dal primo all'ultimo furono conquiststi e anche senza sapere che io ero il regista sentii frasi come "ma allora se e' questa l'Opera" ed "io pensavo che l'Opera fosse una cosa noiosa e polverosa" ," se questa e' l'Opera piace anche a me".
P- Purtroppo il teatro contiene solo un certo numero di posti e ci sono poche recite quindi questa Aida non potranno vederla in molti e i giovani , che certamente avrebbero la stessa reazione , sono tenuti fuori dai prezzi. Come si fa a portare l'opera ,a divulgarla ,e quando si realizza qualcosa come questa Aida, non limitarla ad un elite. L'Opera non e'nata elitistica ma infatti era un genere popolare.
M- Assolutamente vero,ma con me Lei sfonda una porta aperta perche' Io per anni ho portato in Europa ma anche in Sudafrica ed in Argentina l'Opera negli Stadi , coperti ed aperti ,perche' questa tecnologia, grazie al cielo , permette proiezioni anche fino a centotrenta metri. Il problema era anche questo ,che quando uno va in uno Stadio se si ingrandisce quello che e' linguaggio di un teatro chiuso non ottiene un grande risultato perche' in realta se tutto e' legato alla recitazione dei cantanti ,da cento metri non si potra' vedere nulla, quindi questo linguaggio di una scenografia che non e' piu scenografia ma diventa regia, diventa un altro personaggio che comunica col suo movimento, e' quello che ha permesso in molte occasioni, (io ho girato molte capitali europee con un altra edizione di Aida diversa da questa), ad arrivare anche ai trentamila spettatori per sera. Io penso che il futuro dell' Opera sia questo e vada per due strade che sono completamente opposte. I grandi spettacoli, perche' il pubblico ora e' ,potenzialmente,grande ed i piccoli spettacoli per un pubblico selezionato; credo che ,nel tempo, il medio piano piano perdera' terreno. La Televisione e la Radio sono i mezzi del consumo medio quotidiano ,opere rare per un elite, con un codice preciso, e grandi opere,grandi spazi che permettano a tanta gente di potere riemozionarsi come per altro Verdi voleva. Verdi perseguiva costantemente il rapporto col pubblico, voleva colpire il pubblico, ma non colpire con degli effettacci gratuiti, e nel Macbeth nel 1847 ,alla Pergola di Firenze, volle avere l'antenato di quelle macchine per proiezione che sto usando io ora, la lanterna magica,che era un dispositivo di vetrini con sopra disegnate delle immagini che permettevano di proiettare e di dare piu forza al dramma.Io penso che se Verdi fosse vivo oggi non ce l'avrebbe con me ce l'avrebbe con chi continua a fare spettacoli vecchi di cinquantanni .Perche'sarebbe il primo, un uomo che a novant'anni fa il Falstaff, che si rinnova ancora una volta, sarebbe il primo che vorrebbe vedere qualcosa di nuovo per tenere vivo il rapporto con il pubblico, sopratutto il pubblico giovane ,perche' i giovani di oggi sono una parte de publico di domani
P- Per continuare ad avere successo bisogna coninuamente riinventarsi, penso che valga per tutti i generi di spettacolo
M- Se andiamo alla National Gallery a vedere un quadro e poi torniamo dopo dieci anni piu o meno il quadro e' rimasto quello ma l'Aida di Verdi, per esempio, e' un pacco di fogli, e' un libro, non e' un Opera, diventa un Opera quando noi la mettiamo in scena, quindi non possiamo prescindere dal farla reagire chimicamente col nostro tempo, la nostra sensibilita', le nostre orecchie che sono cambiate, i nostri occhi. Siamo abituati ai dischi ,abbiamo bisogno di un altra sonorita', sono tanti i problemi, ecco perche l' Opera anche dei piccoli spazi, perche' nei piccoli spazi il suono e ancora un suono fisico.
P- Placido Domingo, presentando il passaggio alla Constitution Hall ci tenne a dire che l'Opera non va amplificata. Avete avuto problemi di acustica
M- Il problema non e' stato tra amplificare o no.La difficolta era dovuta al fatto che l'Orchestra era posizionata dietro i cantanti e quindi bisognava trovare le sonorita' ottimali che pero' ,nel caso della Constitution Hall ,non erano quelle di avere piu suono ma esattamente il contrario, quella di bilanciare in basso il suono, perche l'acustica della Constitution Hall e' magnifica. Credo dovuto anche al fatto che c'e' molto legno ed il legno e' un ottimo conduttore di suono. Io quando sono entrato l'anno scorso per la prima volta ho provato a cantare ed ho detto voi non avete bisogno di amplificazione perche' la voce torna magnificamente. Constitution Hall e' un ottimo spazio per fare della musica e il rapporto fra palcoscenico e pubblico e strettissimo. Lei ha visto che la prima fila quasi puo stringere la mano ai cantanti, quindi e' un fatto emotivo molto importante, c'e' un avvicinamento fisico fra gli attori e il pubblico
P- Non si va a scuola di talento e fantasia. Come ha sviluppato questo grande dono...
M- Io sono nato all'Arena di Verona. Ho cominciato a fare la comparsa quando avevo quindici anni,quindi diciamo che una sensibilita' per gli spazi non tradizionali e' proprio quasi genetica e poi mi sono posto il problema della musicalita' ,della resa musicale nell 'Opera.Ho incontrato, giovane ,un grande artista italiano che purtroppo e' scomparso due anni fa, Beni Montresor, che e' stato uno dei visionari,dei visivi piu importanti che il nostro paese ha avuto dal dopoguerra.Prima che lui cominciasse a fare il regista la nostra consonanza fu tale che lui mi invito' a fare la regia di uno spettacolo suo,quando avevo venticinque anni. Lui sosteneva che la musica ha altre esigenze e che la luce per esempio non era uno strumento solo per illuminare, funzionale , ma la luce doveva comunicare emozioni : i colori e la luce dovevano comunicare le emozioni della musica. Era il passo precedente a quello che ho fatto Io poi. Ancora non c'erano questi strumenti quindi si fece,mi ricordo,a Santiago del Cile un "Cosi fan tutte" che dava la possibilita' alla musica di Mozart ,finalmente, di liberarsi da tutti gli oggettini,di non rimanere impigliata in tutti i dettagli, ma di spandersi nello spazio, di avere un amplificazione panica ."Cosi fan tutte" aveva poi riassunto nei materiali il '700 , nella ceramica bianca, nello specchio e in questa luce panica staordinaria. Ecco e' stato lavorando con Beni, avendo questa straordinario privilegio di lavorare con un artista di questa portata, che e' stato il primo passo, poi quando mi sono imbattuto finalmemte in una tecnologia giusta, che non e' quella della proiezione, che non accetta le luci di scena, e che le luci di scena annullano sostanzialmente, ma della "film-projection" , a quel punto ho portato alle estreme conseguenze il lavoro iniziato con Beni Montresor che ha portato a questi risultati espressivi che spero di ripetere con "Norma" in ottobre.
P- Lei ha dei laboratori per i giovani che possono continuare ...Bisogna rinnovare l' Opera ma bisogna anche rinnovare il patrimonio umano..
M- Qui tocchiamo un tasto dolente perche' il nostro paese e' un po troppo conservatore , sotto questo punto di vista ,ed i teatri Italiani hanno ancora strutture ed apparecchiature di vent'anni fa e non mi pare che ci siano dei segni che vogliano intraprendere nuove strade. Certo una scuola, un centro di formazione sarebbe molto importante, pero' in Italia ,per fare un esempio, io insegno al conservatorio di Siena, insegno recitazione per cantanti lirici, ed arte scenica ed i cantanti fanno recitazione solo il quarto ed il quinto anno di conservatorio. Siamo molto indietro. Bisogna dare un accelerazione se non vogliamo perdere il pubblico di domani.
M- Ci sono in numero sempre maggiore artisti orientali ed americani ed un giovane tenore italiano mi diceva che purtroppo i migliori maestri se ne sono andati e quindi vengono in America a studiare con cantanti italiani che si sono trasferiti qui.
M- Purtroppo e' quella la sensazione che ho anch'io. Infatti a molti amici americani dico di credere che oggi hanno la migliore scuola al mondo, un poco perche hanno sviluppato molto gli studi e le tecniche,un po, come dice lei, perche' molti italiani insegnano anche qui . Ci sono tanti motivi per cui l' Italia e' in questa situazione . Certamente il fatto di essere la patria dell'Opera dovrebbe essere una spinta verso il progresso e l'innovazione e non l'autocompiacimento
P- Non si puo dormire sugli allori. Forse siamo troppo legati a vecchie tradizioni .
M- Si questo e' vero infatti non per entrare in considerazioni di carattere politico economico, perche' personalmente io penso che il sistema misto privato-statale sia ancora da preferire con equilibrio fra la presenza dello stato e presenza del privato e non mi trova d'accordo una presenza sostanzialmente del privato in tutti i campi, pero' nel campo dell' Opera credo che i teatri comunque tendono alla conservazione . Bisogna fare i conti con il pubblico ,perche' si e' dei privati, come faceva Verdi che aveva un impresario che gli commissionava qualcosa, per avere pubblico ed avere successo. Ora il progresso e' insito in questo meccanismo,quando c'e' un lavoro fisso noi del mestiere diciamo che e' la tomba del teatro.Se la routine prende piede , il teatro, con la vivacita ,con la sua provocazione, con la sua innovazione, finisce.
P- Ho sentito la PBS comincera' a registrare i programmi della Washington Opera. Anche l' Aida ?
M- Questo francamrente non lo so, lo spero, perche' mi auguro che sia la prima di questa lunga serie che questo straodinario uomo di teatro che e' Domingo, di molteplici competenze, e curiosita', ha portato alla Washington Opera.
P- E' una Washington Opera sempre piu italiana in carattere con la scelta dell'Aida per qusta seconda parte del cartellone del 2002-2003 ed e' veramente a signicativa la scelta di un Opera Italiana per il ritorno al Kennedy Center, fra un anno ,con la Manon Lescaut che Domingo stesso dirigera'
M- Ma d'altronde noi siamo portatori di questa grande cultura musicale e teatrale. Saremo in grado di essere degni della nostra tradizione quanto saremo in grado di saperci rinnovare. Questo e' quello che mi guida giornalmente nel mio lavoro : cerco di captare i segnali dell'esterno pero' non cercando di modernizzarla in modo forzato. L'Aida o il Rigoletto non e' moderno se si mettono i blue jeans, e' moderno se lo si rilegge semplicemente, ed io invito gli appassionati dell 'Opera a fare due esercizi ,uno e' di leggersi le lettere di Verdi perche' dentro potranno trovare delle sorprese veramente inaspettate, e l'altro e', per coloro che hanno un educazione musicale, di andare a vedere un audizione critica degli spartiti verdiani e troveranno tante cose che sono la guida di una rilettura. Quando si rilegge un opera non bisogna andare a rileggerla all'ultimo stadio della tradizione,ma va ripresa in mano e rivista dall'inizio. Io facendo le altre opere ,anche Rigoletto e Aida, ho scoperto tante cose che normalmente non vengono fatte e che Verdi ha scritto. Ecco, Il moderno e' azzerare , ripartire dal testo e ricercare di reinterpetrarlo per come e'
P- Quindi in effetti ' grande rispetto di quella che era l'intenzione dell'autore
M- Assolutamente. Se io ho un buon rapporto sempre in teatro ,che non fallisce mai in tutte le mie produzioni, e' con il direttore d'Orchestra che e' il mio alleato.
P- Lei diceva prima di guardare al futuro,penso che l'Opera e' in buone mani con persone come Lei .
M- La ringrazio molto - Ripeto il mio obiettivo quotidiano e' proprio quello di fare il possibile e di riuscire ad aprire una nuova strada che tante altre persone , meglio di me, siano in grado di fare per rinnovare l'Opera. Questa e' la cosa che mi preme di piu.
P- La ringrazio anche a nome della comunita' Italiana perche' ci ha fatto un grande onore anche per la nostra vera immagine
M- Grazie a Voi ed un saluto a tutti gli Italiani a Washington ed in tutti gli Stati Uniti
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NATURE MORTE DI ADRIAN COORTE
Fino agli anni 50 Adrian Coorte era praticamente sconosciuto ma oggi e' giustamente consderato uno dei miglioi pittori di nature morte. La mostra dei suoi lavori, allestita dalla National Gallery of Art di Washington non e' grande per quantita di oggetti, ed infatti e' contenuta in una sala, ma i quadri, di sorprendente freschezza, sono una parentesi di gioia visiva. Le sue composizioni sono lineari, il davanzale su cui posa frutta, conchiglie, asparagi ha fisicamente la ruvidezza appena levigata del tufo. Dettaglio ,trasparenza e luce attraverso cui si vede il fondo quasi sempre nero, a volte rischiarato da un accenno di luce. E non solo insetti, ramoscelli intricati in elaborate composizioni barocche, ma frutti di bosco, mirtilli, fragole, asparagi ( di cui doveva essere ghiotto). In un vaso di ceramica una scena bucolica, e sulle fragole un fiore. Una farfalla svolazza su un fascio di asparagi in un altro quadro- e tutto e' di una semplicita' e charezza riposante che accompagna anche le composizioni piu elaborate come nel quadro Vanitas dove le cose che allietano la vita, inutili spesso ma sempre care, sono accanto a un teschio che pero' non spaventa, pulito e quasi ritroso come chi si sente un estraneo.
La mostra Piccole meraviglie- Nature morte olandesi di Adrian Coorte continuera' fino al 28 settembre 2003.
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CIAMPI A BERLINO/ ...MA DALLE FILE DI STUDENTI TORNA LA POLEMICA SUI FASCI LITTORI DELL'AMBASCIATA/ IL PRESIDENTE ALLA INAUGURAZIONE DELL'AMBASCIATA: IN QUESTO EDIFICIO NON AVVERTO IL PESO DEL PASSATO MA LA SFIDA ESALTANTE DI OPERARE PER IL FUTURO
BERLINO\ aise\ - Berlino mi sembra il luogo predestinato per farci riflettere, sul nostro passato, sul nostro futuro, perché crocevia dei destini d'Europa, oggi profondamente trasformata.
E se la capitale tedesca ha portato il Presidente della Repubblica italiana Ciampi a riflettere sul ruolo dell'Italia e della Germania nella costruzione dell'Europa, qualcuno, una giovane studentessa dell'Università di Humboldt, ha tirato nuovamente in ballo la polemica sui restauri dell'Ambasciata d'Italia a Berlino, costruita durante il Terzo Reich e regalata da Hitler a Mussolini, ma mai inaugurata per il precipitare della guerra.
Tenuta a margine della visita del Capo dello Stato in Germania, tale polemica era sorta nei giorni scorsi a causa della presenza, all'interno dell'edificio, di due fasci littori, che furono eliminati durante i recenti restauri ma che ora pare la Farnesina abbia intenzione di ripristinare (vedi aise n.173 del 24 giugno 2003).
Direi - ha risposto Ciampi alla giovane studentessa, che ha chiesto spiegazioni a riguardo - che manifestano un periodo storico che abbiamo vissuto. L'Italia non ha abbattuto ogni indicazione del ventennio in cui operò il regime fascista: non per un fatto di rievocazione, ma piuttosto di attestazione del periodo storico..
Dall'Ambasciata il Presidente Ciampi ha, poi, fornito la risposta più lampante: in questo edificio, imponente ma ora anche funzionale, non avverto il peso del passato, ma la sfida esaltante di operare per il futuro..
Inaugurando, assieme alla moglie Franca, la sede restaurata dell'Ambasciata Ciampi ha spiegato: il restauro della nostra Ambasciata a Berlino si iscrive in un solco storico: iniziato dopo la caduta del muro e il superamento della guerra fredda, è approdato alla ritrovata unità dell'Europa. Esso sottolinea il rilancio della città di Berlino, del cui straordinario sistema urbanistico la sede diplomatica italiana è parte integrante e qualificante..
Per noi europei - ha proseguito - il futuro, che ha di fronte le sfide globali del XXI secolo, è fatto, sempre di più, d'interessi condivisi, d'azioni da intraprendere insieme, di una sentita e concreta comunanza di obiettivi e di strumenti per raggiungerli. Gli ideali di libertà e di democrazia, ancorati alla matrice umanistica e cristiana della civiltà europea, ispirazione per generazioni di pensatori italiani e tedeschi, sono sopravvissuti al disegno di potere che umiliava la civiltà occidentale. Essi sono rimasti riferimenti costanti; ci hanno guidato, nella ribellione contro gli orrori dei totalitarismi e dei nazionalismi, alla riconquista della libertà, della democrazia, della pace, della dignità umana.. Accogliendo, poi, nella sede diplomatica, il presidente tedesco e caro amico Johannes Rau e le numerose personalità e ministri al seguito, Ciampi ha concluso: l'Italia e la Germania sono accomunate dal percorso compiuto parallelamente nella ricomposizione della democrazia dopo la tragedia del conflitto mondiale.
Esse avvertono oggi la responsabilità, davvero non comune, della costruzione di un' Europa unita. È importante che la loro azione, sviluppata con successo alla Convenzione, continui, nello spirito comunitario dei Paesi Fondatori, per rafforzarne i risultati e farne la solida base di una vera Costituzione europea.. (r.a.\aise)
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L'Italia agli Oscar (Feb 2003)
Scontata l'esclusione del Pinocchio di Benigni, l'Italia e' presente agli Oscar con le candidature di Alberto Grimaldi, co-produttore di Gangs of New York, e gli scenografii Dante Ferretti e Francesca Lo Schiavo.
Alberto Grimaldi ha prodotto alcuni dei piu grandi film Italiani con Fellini (Casanova e Satyricon) Bertolucci ( Ultimo Tango a Parigi e Novecento ), Pasolini (Decamerone, Racconti di Canterbury, Salo') E Leone ( Per Qualche Dollaro in piu ed Il Bello,il Brutto e il Cattivo). Il film e' passato attraverso varie vicende legali prina che a Grimaldi fossero riconosciuti i diritti di produzione. Dante Ferretti da solo ed in coppia a Francesca Lo Schiavo ha avuto ben sette precedenti nominations. Per Gangs of New York essi hanno ricostruito a Cinecitta' un vecchio malfamato quartiere di New York, ed un quartiere signorile con ristoranti e decorazioni di lusso.
Il film di Scorzese potrebbe dare all'Italia due Oscar importanti, come miglior film e come migliore scenografia.Lo sapremo il 23 marzo, a primavera. (Pino Cicala)
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Aida in costumi Luminex alla Constitution Hall (Feb 2003)
Poster by Olbinski
Arte. Musica. Tecnologia. Sono stati tre elementi della presentazione in anteprima dei costumi dell' Aida che avra' la prima Sabato 22 febbraio nella rinnnovata Constitution Hall.
L'Ambasciatore Salleo che ha ospitato nella Ambasciata d'Italia l'eccezionale avvenimento ha sottolineato questi tre aspetti artistico musicale e tecnologico che sono l'Italia di oggi protesa al futuro e rispettosa delle tradizioni .
L'Aida aprira' la seconda parte della stagione della Washington Opera, che durante I lavori di ristrutturazione del teatro dell'Opera del Kennedy Center usera' la Constitution hall.
Per la presentazione dell'Opera si e' costruita, nella platea, una piattaforma che sara il palcoscenico attorno al quale gli spettatori saranno disposti come a ventaglio. Difficolta' enormi quindi per l'accesso in scena dei protagonisti,in mancanza di quinte, per la scenografia,, per l' orchestra che sara' disposta alle spalle dietro tendaggi speciali che permettono il passaggio dei suoni, problemi di acustica in un locale costruito per ospitare congressi.
A risolvere queste difficolta' e' stato chiamato il mago del virtuale Paolo Micciche'. Le Scene sono di Antonio Mastromattei e dall' Italia vengono anche i costumi, di Alberto Spiazzi in tessuti Luminex, un altra creazione Italiana che unisce l'esperienza dell industria tessile italiana alla tecnologia e che permette di inserire nei filati fibre ottiche in tessuti luminosi usati per le scene ed i costumi che nelle parole del creatore riflettono non solo la luce ma anche le emozioni interne del personaggio.
Aida apre sabato 22 febbraio con Franco Farina come Radames, Marianne Cornetti, Amneris, e Barbara Quintiliani come la Sacerdotessa.(Pino Cicala)
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La Washington Opera Company alla Constitution Hall (January 30, 2003)
Placido Domingo
La Washington Opera Company concludera' la stagione 2002-2003 alla Constitution Hall, sede temporanea durante i lavori di ristrutturazione del teatro dell'Opera del Kennedy Canter.
La Constitution Hall, costruita per ospitare congressi politici, sara' adattata per l'Opera con la costruzione di un palcoscenico nella parte anteriore della platea, mentre l'orchestra, mancando il "golfo mistico" sara' sistemata nell'attuale palcoscenico, dietro una velatura particolare che consente il passaggio del suono. Maestro, Orchestra e Cantanti comunicheranno attraverso una serie di monitors. La mancanza di "quinte", le difficolta' di cambi di scena, sono alcuni dei problemi che la produzione ha dovuto affrontare, e l'acustica ha richiesto particolari accorgimenti perche', ha detto Placido Domingo, nell'Opera non c'e' posto per amplificazione.
Ad aprire le presentazioni alla Constituion Hall e' stata scelta "Aida", la monumentale opera di Giuseppe Verdi, ed un direttore Italiano, il mago del virtuale e della fantasia creativa Paolo Micciche'. Un onore ed un onere non indifferente che ancora una volta riconosce la centralita' dell'Opera Italiana. Franco Farina sara' Radames.
All'Aida seguiranno "Don Giovanni" di Mozart, e "Fidelio" di Beethoven che sara' diretta da Francesca Zambello.
Per la Stagione 2003-2004 sono in cartellone sette Opere, fra le quali il Pipistrello di Strauss, La Norma di bellini, Le Walkirie di Wagner, che saranno presentate alla Constitution Hall.
Per il ritorno alla rinnovata Opera House del Kennedy Center, il direttore artistico Placido Domingo ha scelto la "Manon Lescaut" di Puccini, che lui stesso condurra', e per la quale sono in corso trattative con La Scala. Seguiranno "Cenerentola" di Rossini (che sara' condotta da Riccardo Frizza, con Simone Alberghini ed Alfonso Antoniozzi), "Traviata" di Verdi (scene e costumi di Giovanni Agostinucci, condotta da Giovanni Reggioli. In tutto sono quattro le opere italiane in cartellone per la stagione 2003-2004 che si concludera', come e' tradizione con un opera americana, "Un tram chiamato Desiderio", dal capolavoro di Tennesse Williams, diretto dall' autore, Andre' Previn, che sara' sostituito in due recite da Federico Cortese.
Una stagione interessante, ricca, e molto italiana, e nel gradito annunzio del Presidente del Board of Directors Michael Sonnenreich, senza aumento del prezzo dei biglietti. (Pino Cicala)
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I Foggiani: Avieri Americani in Italia nella Grande Guerra (January 30, 2003)
Dear Bert..cosi iniziano le lettere che il Tenente George Lewis inviava alla fidanzata Bertha Harsch.
Le lettere, gli appunti del suo diario,e tante fotografie documentano un periodo poco noto degli anni 1917 e 1918 quando avieri americani, addestrati a Foggia, al comando del Capitano Fiorello La Guardia, combatterono accanto agli Italiani contribuendo alla conclusione vittoriosa della Grande Guerra.
Il Tenente George Lewis visse quegli anni documentando il quotidiano che poi che si rivelo' staordinario. Nelle sue fotografie dell'Italia di allora, degli incontri con pionieri del volo, di piloti e progettisti, del volo sulle Alpi verso la Francia dove l'attendeva il progettista Ingegner Gianni Caproni sul "Grande 600 "aperto, dell 'incontro con Hemingway e con Luigi Rizzo sono la testimonianza visiva di un epoca e di un epopea.
Lettere, appunti, foto, raccolte dal figlio Edward che le ha organizzato raccontandole, sono ora in un libro che, pubblicato dal Museo Aeronatico Caproni di Trento, vuole rendere omaggio alla cooperazione dell'Italia e dell'America nella Grande Guerra.
L'Ambasciatore d'Italia, Ferdinando Salleo, che ha voluto presentare il libro in Ambasciata, ha sottolineato la continuita' del legame fra le due nazioni, ed il Capo di Stato Maggiore dell'Aeronatica Italiana, Generale Ferracuti, ha partecipato alla cerimonia alla quale sono intervenuti numerosi giovani ufficiali della Aeronautica Americana ed Italiana nonche' tanti discendenti di quegli avieri che mantengono vivo il ricordo della grande avventura nella associazione dei "Foggiani".
Il libro "Dear Bert" e' un documento essenziale nella storia della Grande Guerra. (Pino Cicala)
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Pinocchio di Benigni (Jan 2003)
Non sono stati troppo anzi affatto benigni i critici americani del film PINOCCHIO prodotto diretto e interpetrato dal grande attore, vincitore di un Oscar per "La vita e' bella".
Io ho letto Pinocchio quando ero ancora alle elementari e vedendo il film ho incontrato i personaggi che mi avevano affascinato da bambino. Pinocchio, infatti, non e' solo una favola ma una lezione,un maestro in piu, che fa capire il bene ed il male, i doveri dei bambini,il rispetto dei genitori e delle autorita' e ammonisce a guardarti dai cattivi ,dai pericoli,dai mostri.
Forse oggi in concetto del baubau che impaurisce i bambini non e' piu di moda in una societa in cui la violenza riempe film e videogiochi e mi sorprende che i critici si siano lamentati che il "mostro che mangia Geppetto" spaventa i bambini, e che i movimenti di Benigni non hanno l'agilita di un atleta.
Pinocchio e' un burattino che sogna di diventare un bambino vero non ha e non cerca quei poteri soprannaturali che i caratteri dei fumetti acquistano da costumi fantastici.Pinocchio ha solo un vestito di carta fiorata. Certo il doppiaggio non e' perfettamente sincronizzato ma di questo bisognerebbe parlarne ai doppiatori.
Perche' non parlare degli altri elementi che definiscono un film che racconta il "Pinocchio di Collodi" e non il "Pinocchio dal film omonimo" . E' una storia senza strappalagrime disneyane, in un paese italiano agli inizi dello Stato Italiano, raccontata con grande maestria, tecnica eccezionale,effetti speciali che non assaltano, un ritmo misurato, una fotografia in cui ogni fotogramma e' una composizione pittorica,un paesaggio urbano senza concessioni al pacchiano, e la splendida campagna toscana. La colonna sonora, ed i costumi esprimono amore e rispetto per la storia . Poco sulle scene spettacolo nel teatro dei burattini e nel paese dei balocchi molto,invece , sull'eta' di Benigni, che hanno giudicato troppo vecchio per sognare di essere Pinocchio.
Forse lo volevano in un costume da superhero.
Pinocchio e' un film da vedere e merita il successo che ha ottenuto in Europa dove, evidentemente, conoscono il Pinocchio del Collodi. Bravo Benigni, Grazie. (Pino Cicala)
e voi cosa ne pensate ? fatecelo sapere usando il FEEDBACK in questo sito
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IL PROGRAMMA RADIOFONICO 'MELODIE ITALIANE' COMPIE 50 ANNI AL SERVIZIO DELLA COMUNITA' ITALO AMERICANA
(January 2003)
WASHINGTON\ aise\ - Domenica 5 gennaio 2003. "Melodie Italiane", il programma Radio in lingua italiana in onda tutte le domeniche dal 3 gennaio 1954, ha compiuto il 50mo anno di trasmissioni al servizio della Comunità Italiana e degli amici della lingua e cultura italiana nell'area metropolitana della Capitale e negli stati di Maryland, Virginia e West Virginia.
Il programma, di cui è produttore e conduttore Pino Cicala dal 12 Ottobre 1958, ha dato vita a numerose iniziative per l'informazione sull'Italia di oggi e sulla vera immagine della Comunità Italo Americana.
"Italian Holiday", lanciato nel 1960 per il Centenario dell'Unità d'Italia. "Varietà Italiano", nel 1968, il primo programma televisivo in lingua italiana trasmesso dal vivo alle 19:00 della domenica e ricco di ospiti, artisti, filmati. "Antenna Italia TV", iniziata con la prima trasmissione in diretta di una partita di calcio (Roma-Liverpool del 1984), cui fece seguito una serie di programmi, prima settimanali, con telegiornale, partite di calcio, 90mo minuto, notizie, produzioni locali e filmati RAI, e che divenne poi un appuntamento quotidiano con ben 11 ore di trasmissioni settimanali, via etere, fino all'arrivo di RAI International.
Il programma "Melodie Italiane" rimane l'appuntamento sicuro, puntuale ed accessibile a tutti, via etere nell'area metropolitana e dovunque nel mondo via internet al www.wfax.com, alle ore 14:00 della domenica con in vista il traguardo-record di mezzo secolo di servizio alla Comunità Italiana.
Tra i messaggi di felicitazioni pervenuti nell'occasione, l'Ambasciata Italiana di Washington si è congratulata con il produttore ed il conduttore, rilevando tra l'altro che il programma Radio, così come quelli televisivi del passato ed il ricco ed esauriente sito internet www.italianamericancommunications.org avviato due anni fa, costituisce un punto di riferimento sicuro, uno strumento di informazione prezioso, puntuale ed articolato, per la Comunità Italiana di Washington ed è altresì uno specchio fedele ed obiettivo della presenza italiana a Washington nelle sue varie forme, ossia di quella che amiamo definire la Washington Italiana. (aise)
Grazie a quanti hanno inviato auguri per l'occasione
Pino Cicala
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PASSO AVANTI VERSO L'APPROVAZIONE DEL REGOLAMENTO DI ATTUAZIONE DELLA LEGGE ORDINARIA PER L'ESERCIZIO DEL VOTO DEGLI ITALIANI ALL'ESTERO
ROMA\ aise\ - Ancora un passo nell'iter parlamentare per l'approvazione del regolamento di attuazione della legge ordinaria per l'applicazione del voto degli italiani all'estero. La Commissione Affari Esteri della Camera, infatti, ha inviato ieri alla Commissione Interno i propri rilievi sullo schema di regolamento di attuazione della legge 27 dicembre 2001, n. 459. Nell'atto trasmesso si legge che la III Commissione (esteri), esaminato lo schema di regolamento di attuazione della legge 27 dicembre 2001, n. 459; valutate positivamente, per quanto di competenza, le modalità di compilazione di un elenco aggiornato dei cittadini residenti all'estero, ai sensi degli articoli 5 e 6; ritenuto che, nei casi di cui all'articolo 9, comma 3, con i governi degli stati con i quali non sono state concluse le intese in forma semplificata di cui all'articolo 19 della legge n. 459 del 2001, sia in ogni caso possibile stipulare accordi formali di diritto internazionale, per la precisazione delle condizioni per l'esercizio del diritto di voto da parte dei cittadini italiani ivi residenti; valuta favorevolmente il provvedimento.. Relatore della proposta di rilievi è stato l'onorevole Giovanni Bianchi (Margherita). Nel corso del dibattito il ministro Mirko Tremaglia ha dichiarato che, per quanto concerne la partecipazione al referendum da parte dei residenti all'estero, a suo giudizio le relative operazioni potranno svolgersi nei modi e nei tempi previsti. (aise)
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IL POPOLARE GIORNALISTA TV CLAUDIO ANGELINI NUOVO DIRETTORE DELL'ISTITUTO ITALIANO DI CULTURA DI NEW YORK
ROMA\ aise\ - Sarà Claudio Angelini, popolare giornalista della televisione, il nuovo Direttore dell'Istituto Italiano di Cultura di New York. La conferma giunge dal Sottosegretario agli Affari Esteri, Mario Baccini, come riporta un articolo pubblicato sull'ultimo numero del mensile edito a Miami, in lingua italiana, "La Gente d'Italia".
Abbiamo scelto Angelini per le sue indubbie capacità professionali, per la sua cultura e per la sua esperienza di lavoro a New York, spiega il Sottosegretario in "transito" a Miami nei giorni scorsi, prima di rientrare a Roma dopo una "missione" ai Caraibi, che, racconta ancora il mensile "La Gente d'Italia", l'ha visto protagonista nella promozione dell'Italia alle prossime elezioni del Consiglio di Sicurezza dell'Onu per il biennio 2007-2008. (aise)
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INAUGURATA LA MOSTRA 'FASHION ITALIAN STYLE': UN SECOLO DI MODA ITALIANA PROTAGONISTA AL FASHION INSTITUTE OF TECNOLOGY DI NEW YORK
NEW YORK\ aise\ - Nel bel mezzo della Fashion Week, è stata inaugurata ieri, 11 febbraio, a New York dal Vice Ministro alle Attività Produttive, Adolfo Urso, la mostra "Fashion: Italian Style", che rimarrà aperta al pubblico fino al 12 aprile presso il Museo del Fashion Institute of Technology (FIT).
La mostra è una delle iniziative più prestigiose previste nel 2003 dal progetto Italia - Life in I style, promosso dal Ministero delle Attività produttive e dall'Istituto per il Commercio Estero, in collaborazione con le associazioni di categoria che compongono il tavolo Moda, tessile-abbigliamento, calzature, occhialeria, oreficeria e cosmesi in un modello di collaborazione tra pubblico e privato. Con 300 mila euro di stanziamento pubblico, l'esposizione del made in Italy promette di diventare un evento particolarmente significativo per la moda italiana.
Pezzo forte della mostra sono gli oltre 100 capi di abbigliamento provenienti dalla collezione del FIT, da collezioni private e dagli atelier italiani, dei più noti stilisti italiani, ma anche dei più giovani e delle piccole e medie realtà imprenditoriali. La mostra propone anche una retrospettiva storica dedicata a stilisti quali Walter Albini, le sorelle Fontana, Emilio Pucci, con qualche pezzo d'eccezione come le scarpe create da Ferragamo per Marylin Monroe. Non si tratta, però, solo di una passerella, ma c'è una volontà in più di capire come, da un'economia prevalentemente agricola uscita in ginocchio dalla seconda guerra mondiale, sia potuta emergere un fenomeno, un mito: la moda italiana. La mostra sarà illustrata da un catalogo curato da Valerie Steele e pubblicato dalla Yale University Press. (aise)
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RINNOVO COMITES/ IN VISTA UN RINVIO AD OTTOBRE
ROMA\ aise\ - La possibile, la necessaria, l'attesa riforma dei COMITES è stata al centro dell'audizione che il Comitato di Presidenza del Consiglio Generale degli Italiani all'Estero ha avuto al Comitato permanente per gli Italiani nel Mondo della Commissione Esteri della Camera.
Le imminenti elezioni per il rinnovo dei Comites, già rinviate dal giugno del 2002 e fissate per lo stesso mese di quest'anno, pongono un problema di tempi.
Ora - ci spiega il Presidente del Comitato italiani nel Mondo, Giovanni Bianchi - le ipotesi, rispetto ai lavori parlamentari, sono tre. Uno, che si dovrebbe votare grosso modo a giugno e, votando a giugno, sulla base della legge vigente; due, riuscire a fare la riforma in tempo utile e votare a giugno con le nuove norme; tre, tentare comunque di realizzare la riforma e arrivare, con un nuovo piccolo rinvio, ad un rinnovo in autunno, grosso. Questo è il dilemma aperto.. d.- E, lei , onorevole Bianchi, personalmente che ne pensa?
r.- Io ho detto, anche molto chiaramente, che dipende in gran parte dalle indicazioni che vengono dal CGIE in questo senso, perché il progetto di riforma ce l'hanno in mano loro. C'era un testo del Ministero per gli Italiani nel Mondo, ma poi il Ministero per gli Italiani nel Mondo, per abbreviare i tempi, ha sposato il testo del CGIE. È vero che, successivamente il Ministero degli Esteri ha presentato un suo testo, però, il discorso mi pare che non sia più spinoso del necessario. Non c'è, insomma, a mio avviso, un muro contro muro, nel senso che c'è già al lavoro una Commissione e quindi le ultime informazioni che ho parlano di un clima collaborativi, di una buona cooperazione e quindi di un tentativo di realizzare la riforma.
d.- Quindi, la presentazione di questo disegno di legge da parte del Governo non ha bloccato la possibilità di una riforma entro l'anno. r.- No. Semmai il dilemma è quello che dicevo. Considerato che l'ipotesi di una riforma in tempo utile per le elezioni a giugno non mi sembra praticabile, si tratta di decidere tra le elezioni a giugno con la vecchia legge o in autunno con la nuova.
d.- Fare la riforma entro giugno è, quindi, fuori discussione?
r.- Per come sta funzionando l'aula, è molto probabilmente che non ce la facciamo.
d.- E, in autunno è possibile? Non è che ci sia tutto questo tempo in più...
r.- Sì, io credo che la legge può essere fatta in tempo utile per poter votare in autunno. Ripeto, io non è che senta il bisogno, come Presidente del Comitato, di impegnarmi in un senso o nell'altro. Dipende dal tipo di lavoro e dalle intenzioni che si hanno. Se si riuscisse a fare le due cose, sia la riforma sia votare a giugno, il problema non sussisterebbe e sarebbero contenti tutti. Ma, siccome i tempi tecnici sono quelli che sono, è preferibile, in un modo o nell'altro, andare al voto, magari in autunno e senza prolungare all'infinito. (g.d.n./aise)
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LA CAMPANIA E SAN GIORGIO A CREMANO RICORDANO CON UNA SERIE DI EVENTI MASSIMO TROISI ARTISTA E UOMO INDIMENTICABILE
NAPOLI\ aise\ - La Regione Campania ha deciso di ricordare il cinquantesimo anniversario della nascita di Massimo Troisi con una serie di iniziative organizzate assieme al Comune di San Giorgio a Cremano, la città natale del compianto artista, e con una serata speciale in programma lunedì 3 marzo al Teatro Bellini di Napoli.
Il ciclo di manifestazioni è stato presentato ieri, dall'assessore regionale al Turismo, Spettacolo e Cultura, Teresa Armato, e dal sindaco di San Giorgio, Ferdinando Riccardi.
La serata conclusiva del 3 marzo sarà curata e condotta da Gianni Minà su incarico dell'assessore Armato e significativamente intitolata "Noi meridionali presunti emigranti", con una citazione di uno tra i più celebri tormentoni del film d'esordio "Ricomincio da tre". Nel corso dell'evento si ripercorrerà la parabola artistica ed esistenziale di un personaggio davvero unico e originalissimo, attraverso le testimonianze di coloro che ebbero la fortuna di conoscerlo e frequentarlo: un vero e proprio percorso a sorpresa nel mondo di Massimo, dunque, con i suoi amici che s'alterneranno sul palco uno dopo l'altro.
Massimo Troisi - ha sottolineato in conferenza stampa l'assessore Teresa Armato - era così: napoletano e italiano allo stesso tempo; riusciva a usare indifferentemente la lingua, il dialetto, i gesti, il silenzio, l'allegria e una malinconica tristezza per esprimere con straordinaria acutezza le tante contraddizioni della vita e della nostra società. Un suo merito grandissimo risiede nell'aver definitivamente sfatato un'idea vecchia e puramente folkloristica di "napoletanità", rileggendola in chiave moderna e persino internazionale.
La serie di iniziative su Troisi è iniziata oggi a Villa Bruno di San Giorgio a Cremano, dove è stata inaugurata la mostra "Pittosculture" di Lello Esposito, scultore e pittore napoletano ma anche amico di Troisi. Sempre a Villa Bruno sarà possibile visitare la mostra permanente "Massimo Troisi attore", all'interno della quale è esposta anche la bicicletta utilizzata nell'ultimo film "Il Postino".
È stato organizzato, poi, un programma di visite guidate delle scuole alle mostre e per assistere alla proiezione d'una serie di cortometraggi. E sempre alle scuole è rivolta l'iniziativa "Auguri Massimo", attraverso la quale sarà possibile sostenere progetti di adozione a distanza in Sud America e Africa, in collaborazione con l'associazione Italia Solidale. All'Università di Salerno, inoltre, è in programma in questi giorni un seminario di studi sulla figura di Massimo Troisi.
Dal 1 al 6 luglio, si svolgerà l'ottava edizione del "Premio Massimo Troisi", quest'anno dedicato a Peppino De Filippo e punto di riferimento per giovani artisti grazie all'assegnazione dei riconoscimenti ai migliori cortometraggi comici, scritture comiche, attori e cortometraggi studenteschi. La Regione e il Comune di San Giorgio a Cremano - ha concluso l'assessore Armato - hanno deciso di promuovere insieme una serie di eventi per ricordare Massimo Troisi come artista completo e come persona indimenticabile, per tenere sempre a mente il suo messaggio artistico, culturale e civile. Come istituzioni vogliamo costruire qualcosa di positivo proprio a partire da questo suo "messaggio", per esempio pensando ad aumentare le opportunità e le prospettive per i giovani artisti: esiste una grande ricchezza che può essere espressa attraverso l'arte della rappresentazione cinematografica e teatrale, della quale Troisi è stato uno tra i massimi esponenti. (aise)
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IL 'POMODORO DI PACHINO' ENTRA IN EUROPA E SPAGHETTATE PIZZE E INSALATE DIVENTANO 'DOC'
ROMA\ aise\ - Il "Pomodoro di Pachino" IGP entra nella lista delle specialità tutelate dall'Unione Europea, portando così a 122 (il 20% del totale comunitario) i prodotti italiani che hanno ottenuto il prestigioso riconoscimento europeo, a conferma del successo del "made in Italy" alimentare. È quanto ha reso noto, ieri, la Coldiretti, sottolineando tra l'altro che dalla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale UE sono scaduti, senza intralci, i sei mesi a disposizione degli operatori per sollevare eventuali obiezioni.
I consumatori potranno, dunque, riconoscere e scegliere il vero Pomodoro Pachino IGP, per insalate, pizze e spaghettate "Doc", grazie ad un logo posto sulle confezioni, raffigurante la Sicilia con un cerchio nella punta estrema, dove è collocata la zona di produzione, all'interno di un rombo dagli angoli tondeggianti di colore verde scuro. La zona di produzione del "Pomodoro di Pachino" - ha precisato la Coldiretti - comprende l'intero territorio comunale di Pachino e Portopalo di Capo Passero e parte dei territori comunali di Noto (provincia di Siracusa) ed Ispica (provincia di Ragusa), ricadenti nella parte sud orientale della Sicilia. Le prime coltivazioni risalgono al 1925 ed erano localizzate lungo la fascia costiera in quelle aziende che disponevano di acqua di irrigazione da pozzi freatici. Il "Pomodoro di Pachino" - ha sottolinea, ancora, la Coldiretti - è prodotto in una zona caratterizzata da temperature elevate e da una elevata quantità totale di radiazioni solari, mentre la vicinanza del mare determina una mitigazione del clima ed una scarsa frequenza delle gelate invernali-primaverili. Un insieme di fattori che ha favorito lo sviluppo delle colture sotto serra e che, grazie alla qualità dell'acqua di irrigazione, determina le peculiari qualità organolettiche. La rintracciabilità e l'origine del prodotto - ha concluso l'associazione - è garantita dal fatto che i produttori devono iscrivere i terreni in un apposito elenco e sono tenuti a presentare annualmente all'Organismo di controllo una denuncia di produzione. Anche le strutture di confezionamento devono essere iscritte in un altro apposito elenco e presentare una denuncia annuale di prodotto lavorato. Ecco la lista, elaborata dalla Coldiretti, dei prodotti italiani in attesa del riconoscimento comunitario: Pane di Altamura DOP, Uva da tavola di Mazzarone IGP, Ficodindia dell'Etna DOP, Olio d'oliva Monte Etna DOP, Olio d'oliva Molise DOP, Olio d'oliva Alto Crotonese DOP, Olio d'oliva Colline di Romagna DOP, Olio d'oliva Pretuziano delle Colline Teramane DOP, Clementine del Golfo di Taranto IGP (prima pubblicazione già avvenuta); Olio d'oliva Valdemone DOP, Olio d'oliva Lucca DOP, Olio d'oliva Tuscia DOP, Olio d'oliva Tergeste DOP, Olio d'oliva Valle del Belice DOP, Olio d'oliva Terre Tarantine DOP, Olio d'oliva Caroceto DOP, Carciofo Paestum IGP, Melannurca Campana IGP, Mela Alto Adige DOP, Mela Val di Non DOP, Marrone di San Zeno DOP, Carota dell'altopiano del Fucino IGP, Farina di Neccio della Garfagnana DOP, Basilico Genovese DOP, Salame d'oca di Mortara IGP, Sopressa della Giudicarie DOP, Stelvio (formaggio) DOP, Fiordilatte dell'Appennino Meridionale DOP, Miele della Lunigiana DOP, Zafferano dell'Aquila IGP, Salame Cremona IGP, Lardo di Colonnata IGP (Domande ancora in fase istruttoria). (aise)
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INAUGURATA ALLA PRESENZA DEL MINISTRO TREMAGLIA LA MOSTRA SULL'EMIGRAZIONE ITALIANA NEL MONDO 'TANTE PATRIE UNA PATRIA'
La partenza
ROMA\ aise\ - Questa mostra ha lo scopo di far conoscere l'altra Italia, quella degli italiani emigrati all'estero, l'Italia misconosciuta e maltrattata da tutta la classe politica fino ad oggi. Occorre innalzarsi sopra i partiti per occuparsi dei tanti italiani che hanno camminato per le strade del mondo. È quanto ha dichiarato il ministro per gli Italiani nel Mondo, Mirko Tremaglia, presentando la mostra "Tante Patrie Una Patria - L'identità italiana nel mondo attraverso l'emigrazione", inaugurata oggi al Vittoriano.
L'esposizione raccoglie le testimonianze di anni e anni di emigrazione italiana all'estero:passaporti, biglietti di viaggio, lettere, giornali, stendardi. Pannelli illustrativi ricostruiscono i viaggi degli italiani verso l'America, prima fra tutte, ma anche verso l'Australia e l'Europa. Ampio spazio, inoltre, è stato dato ai filmati d'epoca che testimoniano il successo nel mondo della moda, della cucina, dell'arte e della letteratura "made in Italy".
Madrina e padrino della mostra, che sarà visitabile fino al 16 marzo, sono stati Maria Grazia Cucinotta e Gigi D'Alessio. L'attrice siciliana è la protagonista, insieme a Claudio Amendola, di "Marcinelle", il film per la televisione, in onda su RaiUno prossimamente, che narra il dramma dei 136 italiani morti in una miniera di carbone in Belgio. Gigi D'Alessio, invece, ha ottenuto dal ministro Tremaglia il patrocinio per il suo tour che, insieme alla canzone napoletana, lo porterà in giro per il mondo. (aise)
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LE ACCUSE DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO BERLUSCONI CHE ANNUNCIA: FARO' FINO IN FONDO IL MIO DOVERE DI PRESIDENTE DEL CONSIGLIO
ROMA\ aise\ - In una democrazia liberale nessuno è al di sopra della legge e, dunque, le sentenze si rispettano come si rispetta la presunzione di innocenza degli imputati. In una democrazia liberale i giudici applicano la legge, non fanno politica e non fanno "resistenza" a chi è stato scelto dagli elettori per governare. In una democrazia liberale la magistratura non si giudica da sé e non si auto-assolve in ogni sede disciplinare, penale e civile così come avviene oggi in Italia. In una democrazia liberale chi governa per volontà sovrana degli elettori è giudicato, quando è in carica e dirige gli affari di Stato, solo dai suoi pari, dagli eletti del popolo, perché la consuetudine e le leggi di immunità e garanzia lo mettono al riparo dal rischio della persecuzione politica per via giudiziaria. Succede così nel mondo, ma non nel nostro Paese. Con questa amara dichiarazione il Presidente del Consiglio Berlusconi ha accolto quest'oggi la sentenza della Corte di Cassazione, che ha respinto la richiesta di trasferimento per legittimo sospetto dei processi Imi-Sir/Lodo Mondadori e Sme, in cui il premier è imputato insieme all'on. Previti, da Milano ad altra sede........In Italia - ha affermato Berlusconi - le correnti politicizzate della magistratura, giusto dieci anni fa, imposero a un Parlamento intimidito e condizionato, un cambiamento della Costituzione del 1948 che ha messo nelle loro mani il potere di decidere al posto degli elettori. E questo potere arbitrario e di casta, è stato illiberalmente esercitato nel 1994 contro un governo sgradito alla magistratura giacobina di sinistra, governo messo platealmente sotto accusa attraverso il suo leader in un procedimento iniziato a Napoli mentre presiedeva una Convenzione delle Nazioni Unite e sfociato poi, per assoluta mancanza di fondatezza, in una clamorosa assoluzione molti anni dopo. Una situazione, questa, che secondo il Presidente del Consiglio va corretta per il bene del Paese e delle sue istituzioni. Il governo è del popolo e di chi lo rappresenta, non di chi, avendo vinto un concorso ha indossato una toga, ha soltanto il compito di applicare la legge.
Di fronte a questa incredibile persecuzione giudiziaria - ha, poi, proseguito Berlusconi - io continuerò a difendermi come ho fatto sinora nella certezza, limpida orgogliosa e serena, di non aver commesso reati contro la legge e contro la morale pubblica. Non soltanto. C'è qualcosa in più che va al di là del Berlusconi "imputato": questo qualcosa è il mandato degli elettori a governare nell'interesse della sicurezza e della libertà degli italiani, il mandato a cambiare il Paese attraverso la realizzazione del programma di riforme e di libertà civili approvato dai cittadini con il loro voto.
Oggi sono in gioco i principi della Costituzione e della divisione dei poteri, è in gioco il funzionamento delle istituzioni che hanno garantito al Paese una sana alternanza di forze diverse alla guida dello Stato, è in gioco la collocazione ferma del nostro Paese nella coalizione mondiale per le libertà e contro il terrorismo, è in gioco una giustizia davvero eguale per tutti e davvero amministrata in nome del popolo italiano e non in nome e per conto di una parte politica. Per tutte queste ragioni, ha concluso Berlusconi, farò fino in fondo il mio dovere di Presidente del Consiglio dei Ministri senza tradire mai il mandato dei miei elettori, perché è su quel mandato che si fondano la convivenza civile dei cittadini e l'immagine dell'Italia nel mondo.
Diverse, come era "legittimo" aspettarsi, le reazioni dal mondo politico e della magistratura. Un discorso arrogante e minaccioso quello di Berlusconi secondo il leader della Quercia, Piero Fassino, che dichiara: Berlusconi deve sapere che anche noi ci batteremo "fino in fondo" per impedire qualsiasi stravolgimento della legalità. Il discorso del Presidente del Consiglio, ha aggiunto Fassino, è quello di un uomo che pensa di potersi mettere al di sopra della legge e pretende un'inaccettabile impunità. Un attacco tanto più grave perché non era mai accaduto che venisse aggredita la suprema Corte di Cassazione, la più alta autorità della magistratura italiana. E Fassino non risparmia altre dure parole: un comportamento incredibile, che dimostra l'assenza di qualsiasi senso dello Stato e di qualsiasi rispetto del principio costituzionale dell'indipendenza della magistratura da parte di chi guida il Paese ed ha il dovere di sottoporsi alla legge e di accettarne le sue decisioni come fa qualsiasi cittadino.(aise)
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IL METROPOLITAN E IL LOUVRE MOSTRANO I VOLTI NOTI E MENO NOTI DEL MAESTRO DI VINCI: LEONARDO
NEW YORK\ aise\ - Il Louvre di Parigi e il Metropolitan Museum di New York hanno realizzato una delle più grandi e complete mostre mai allestite su Leonardo da Vinci, ormai considerato il genio, per antonomasia, del Rinascimento italiano. La rassegna è stata ideata da Francoise Viatte, del Dipartimento di Arte Grafica del Louvre, da George Goldner e Carmen Bambach del Metropolitan Museum di New York, e al progetto hanno collaborato, grazie ai prestiti dalle loro collezioni, la Biblioteca Reale di Windsor, gli Uffizi e la Biblioteca Reale di Torino. La rassegna newyorkese ha preso il via il 22 gennaio e terminerà il 30 marzo, per poi passare al Louvre dal 9 maggio al 14 luglio.
L'esposizione vede circa 120 opere di Leonardo con l'intento di descrivere i suoi importanti contributi come artista, scienziato, teorico e maestro, e, inoltre, cerca di approfondire alcuni aspetti fondamentali dell'attività del maestro, spiegarne passaggi ancora oscuri e illustrare la profonda cultura scientifica e umanistica di Leonardo e del suo ambiente. La mostra è pertanto scandita sui temi portanti della creazione leonardesca, seguendo cronologicamente la vicenda biografica del maestro. (aise)
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3 ITALIANI DELLE 'GANGS' NOMINATI AI BAFTA
Di Caprio e Scorsese in Gangs
LONDRA\ aise\ - Sono 3 gli italiani nominati per i Bafta (The British Academy of Film and Television Arts): Alberto Grimaldi, Dante Ferretti e Manlio Rocchetti, tutti per Gangs of New York, il film di Martin Scorsese che ha ottenuto ben 12 nomination. Grimaldi, produttore della pellicola con Harvey Weinstein, è stato candidato ai Bafta già nel 1987 per Ginger e Fred. Lo scenografo Ferretti, 6 volte nominato all'Oscar, ha vinto 2 Bafta: nel 1990 con Le avventure del Barone di Munchausen e nel 1995 con Intervista col vampiro. Il mago del make up Rocchetti si è aggiudicato l'Oscar nel 1990 per A spasso con Daisy. Primo avversario di Gangs of New York ai Bafta è Chicago che ha totalizzato lo stesso numero di nominations. In lizza anche The Hours, Il Signore degli Anelli: le due torri e Il pianista. (aise)
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L'ITALIA IN LUTTO PER LA SCOMPARSA DI GIANNI AGNELLI - PRIMO GRANDE AMBASCIATORE DEL MADE IN ITALY NEL MONDO
TORINO\ aise\ - L'Italia tutta è in lutto. All'età di 81 anni, "Giovanni Agnelli è spirato nella sua casa torinese, dopo mesi di malattia". Ad annunciarlo è un comunicato della famiglia. "L'hanno assistito - prosegue la nota - la moglie Marella e la figlia Margherita con i suoi figli. La camera ardente sarà allestita al Lingotto ed i funerali si svolgeranno a Villar Perosa in forma strettamente privata". Queste le parole con cui l'Italia intera è venuta a sapere questa mattina della morte di un uomo che è parte integrante della nostra storia imprenditoriale, politica, culturale e sociale. Come un 'tam tam' la notizia è arrivata nelle città, nelle case degli italiani, fino al mondo dell'imprenditoria, delle istituzioni oltrepassando velocemente anche i confini nazionali.
Una figura cruciale non solo per l'evoluzione ed i cambiamenti avvenuti nel Paese, ma anche per l'immagine di esso a livello internazionale, Agnelli ebbe idee talmente innovative da precedere di decenni la politica della diffusione nel mondo del made in Italy. L'Avvocato, con il suo profilo deciso, l'erre francese caratteristica di famiglia, l'orologio sul polsino e quel lieve claudicare a seguito di uno spaventoso incidente automobilistico nel '52 e' stato, infatti, per oltre cinquant'anni l'immagine dell'intero Paese, una sorta di modello cui ricondurre tutti i sogni e le passioni italiane, non ultima quella sportiva (Juventus e Ferrari), un'immagine tanto vincente da esportare lontano dai confini nazionali o anche da adottare, per i nostri emigrati che attraverso la sua storia potevano fregiarsi con orgoglio di essere italiani. Così per oltre cinquant'anni, dalla plancia di comando della Fiat, è stato anche il principale 'ambasciatore' di questa nostra Italia, che stava vivendo un inatteso e insperato boom economico, anche grazie alla sua azienda, seguendo una 'politica estera' che spesso ha anticipato quella istituzionale, come quando 'aprì' all'Urss con la fabbrica di auto a Togliattigrad, o quando nel '76 permise l'ingresso di capitali libici nel gruppo torinese. Per la sua attività in Fiat, che ha costituito l'impegno di una vita, Gianni Agnelli è stato e resta - per usare le parole del New York Times - soprattutto ''sinonimo del business italiano''. Quella dell''avvocato', infatti, non è stata una semplice storia di eredità familiare, ma una vera e propria 'carriera' vocazionale, che gli aveva fatto conquistare un ruolo 'carismatico' al di la' del peso rilevante delle aziende di famiglia nel sistema economico nazionale. Attento osservatore della politica nazionale e internazionale (non solo per gli sviluppi economici, ma anche per gli aspetti sociali), come il nonno era stato nominato senatore a vita. Una carica che sempre ha puntualmente onorato dai banchi di Palazzo Madama, così come non si è mai sottratto, con toni misurati, ai commenti politici. Habituee discreto dei luoghi cult della mondanità internazionale, ha impersonato anche mezzo secolo di eleganza italiana, negli austeri saloni di corso Marconi a Torino cosi' come sul molo di Capri.
Gianni Agnelli, nato a Torino nel 1921, orfano di padre a 15 anni, trascorre una giovinezza sotto l'ombra della figura imponente del nonno, con una frase nota 'remember you are an Agnelli' (Ricordati che sei un Agnelli). Frequenta la scuola di cavalleria di Pinerolo (a testimonianza del radicamento sabaudo-piemontese della famiglia, e da lui stesso confermato nel '99, quando, in occasione del centenario della Fiat, disse che Torino doveva restare la ''capitale industriale'' italiana), partecipa alla seconda guerra mondiale in Russia e in Tunisia e ottiene una decorazione. Alla Fiat entra alla fine del periodo bellico come vicepresidente, quando l'azienda e' guidata con pugno di ferro da Vittorio Valletta, che procede alla ''normalizzazione'' e avvia la produzione di quei modelli di auto popolare che imporranno la casa torinese come vera protagonista della motorizzazione di massa in Italia. Di questi anni, in cui sul piano aziendale ancora non doveva farsi carico di troppe responsabilità lo ricordiamo più come protagonista delle cronache 'rosa', con il matrimonio nel 1953 con Marella Caracciolo, e sportive, il grande amore per la Juventus (di cui Agnelli e' stato presidente dal 1948 al 1953). Di eventi privati si tornerà a parlare in anni recenti, questa volta tragici e dolorosi, che lo hanno reso ancora più vicino agli italiani: prima la scomparsa di Giovanni Alberto, Giovannino, il nipote - figlio del fratello Umberto - scelto per la successione alla Fiat, e poi quella di Edoardo, l'unico figlio maschio, morto nel novembre del 2000.
Gianni prenderà la guida della Fiat nel 1963 divenendone amministratore delegato e nel 1966 presidente. E' in questo periodo, in cui il gruppo sta rapidamente uscendo dalla dimensione nazionale per assumerne una mondiale, che Agnelli riesce a imporsi come leader di spicco: tanto nei momenti difficili come quello della grande crisi petrolifera e 'l'eclisse' dell'automobile quanto negli anni bui del terrorismo. Dal 1974 al 1976 è, anche, alla presidenza della Confindustria. Chiusa questa parentesi, l'avvocato torna a dedicare tutta la sua attività alla Fiat, dalla quale partono dopo qualche tempo quei segnali che daranno il via ad un cambiamento radicale dell'atmosfera, con la ripresa della capacità di governo delle fabbriche e il recupero di legittimazione sociale del ruolo dell'imprenditore e del profitto industriale. L'immagine di efficienza della Fiat, e quella personale di 'manager' di Gianni Agnelli marciano di pari passo, in un continuo crescendo. Pur diversificando, nel corso degli anni, gli investimenti, il cuore di Gianni e' sempre stato per l'auto, anche di recente, con la Fiat coinvolta nella più grave crisi della sua storia. Così benché malato, e talvolta assente per i controlli medici negli Stati Uniti, l'Avvocato è sceso più volte in campo per difendere il titolo e i vertici Fiat, ribadendo la bontà e l'efficacia dei diversi piani di ristrutturazione del gruppo. E a lui si sono rivolti gli appelli dei lavoratori degli stabilimenti Fiat che, mentre al Lingotto si succedevano i vari amministratori delegati, in lui riconoscevano il principale interlocutore, perché lui - e' stato sottolineato ancora oggi - era uno che ''credeva nell'auto''. E se l'auto ultimamente l'ha fatto soffrire, l'auto, quella rossa di Maranello, gli ha dato anche le ultime soddisfazioni. L'Avvocato e' scomparso dopo che la Ferrari, con Schumacher, ha sbancato negli ultimi due anni la Formula Uno. E con la Juventus, la 'vecchia signora' del calcio italiano che, dopo quattro anni, e' tornata lo scorso anno a fregiarsi dello scudetto tricolore. (v.g./aise)
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IL MINISTRO FRATTINI DI RITORNO DAL SUO VIAGGIO IN USA:
APPREZZAMENTO PER LA POLITICA INTERNAZIONALE ITALIANA
L'INCONTRO CON LA COMUNITA' DI IMPRENDITORI ITALIANI DI NEW YORK
ROMA\ aise\ - Grande apprezzamento delle autorità statunitensi per la linea politica italiana ed il crescente ruolo del nostro Paese in campo internazionale. È quanto si rileva nel rapporto che il Ministro degli Affari Esteri Frattini, rientrato questa mattina in Italia, ha presentato al Presidente del Consiglio Berlusconi, in seguito alle consultazioni e agli incontri che il Ministro ha avuto nei giorni scorsi a New York e Washington.
Dal rapporto emerge immediatamente una comune visione della politica internazionale sia con il Palazzo di Vetro, dove Frattini ha incontrato il Segretario generale dell'ONU, Kofi Annan, sia con i massimi vertici dell'amministrazione statunitense, primo fra tutti il Segretario di Stato, Colin Powell. Quest'ultimo ha, del resto dichiarato, che obiettivo dichiarato sia dell'Italia sia degli USA resta la soluzione pacifica del confronto con l'Iraq. Nonostante le dichiarazioni odierne che vedono l'inizio della guerra a metà febbraio, la speranza è che Saddam Hussein decida di cooperare con gli ispettori delle Nazioni Unite per consentire il completo disarmo del suo Paese.
L'Iraq - ha affermato il Ministro Frattini - ha armi di distruzione di massa non certo per collezionismo. Tuttavia dobbiamo aspettare il rapporto degli ispettori dell'ONU del 27 gennaio per capire se ci sono possibilità di evitare un conflitto. E da Baghdad abbiamo già recepito una disponibilità con la dichiarazione relativa all'esistenza di alcune testate per contenere armi per la distruzione di massa. È inutile fare politica sul "se". Aspettiamo i fatti.
Il primo viaggio del neo ministro degli esteri italiano in USA ha visto, inoltre, la possibilità per il nostro Paese di entrare a far parte del giro di consultazioni del Consiglio di Sicurezza dell'ONU, del quale al momento fanno parte per l'Unione Europea solo Gran Bretagna, Francia, Germania e Spagna. Si tratta, secondo Frattini, di una conferma della considerazione di cui godiamo, ribadita dall'impegno ricevuto dall'ONU e dal Dipartimento di Stato americano del riconoscimento del ruolo svolto dall'Italia a livello internazionale. Un riconoscimento che vedrà l'assegnazione all'Italia di nuovi e prestigiosi incarichi nel contesto delle istituzioni multilaterali, all'interno del quale, ha sottolineato il ministro Frattini, siamo ancora sottorappresentati. D'altronde, ha affermato Frattini in previsione di un eventuale contributo italiano alla ricostruzione dell'Iraq, l'Italia ha già dato altre dimostrazioni di poter contribuire efficacemente ai processi di ricostruzione e stabilizzazione democratica, ad esempio nei Balcani e in Afghanistan, perché, più che una potenza dotata di forza militare, la nostra è una potenza dotata di una grande varietà di risorse tecnologiche e logistiche. Frattini, nel corso della sua visita negli Stati Uniti, ha avuto anche modo di incontrare la comunità italiana di New York e, in particolare, la comunità degli imprenditori, con i quali ha potuto gettare le basi di un coordinamento con la madre patria sia per le questioni politiche sia economiche, in modo da far emergere una posizione unitaria del modello e del sistema Paese. (aise)
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PONTE SULLO STRETTO DI MESSINA
ROMA\ aise\ - Il ponte sullo Stretto di Messina è un'opera epocale che si inserisce tra le prime sei più importanti dell'impegno infrastrutturale del Governo. È quanto ha affermato il Presidente del Consiglio nel corso di una Conferenza Stampa al Ministero delle Infrastrutture. Berlusconi ha aggiunto che non ci sarà nessun contributo a fondo perduto da parte dello Stato ed ha espresso soddisfazione per l'anticipazione sui tempi previsti. Intanto il governo ha annunciato che attiverà opere pubbliche per 28.786 milioni di euro. L'annuncio è arrivato ancora una volta dal Presidente del Consiglio che ha ricordato come l'esecutivo, nel suo primo anno di vita (da giugno 2001 a giugno 2002) abbia attivato risorse per 32.214 milioni di euro. Berlusconi ha, inoltre, spiegato che nei prossimi dieci anni saranno realizzate 125 opere infrastrutturali, con il controllo dei relativi progetti affidato a dieci commissari straordinari che dovranno riferire direttamente al Presidente del Consiglio e al ministro per le Infrastrutture, che potranno intervenire in qualsiasi momento. (aise)
PONTE DI MESSINA: PRESENTATO IL PROGETTO PRELIMINARE
BERLUSCONI: COSTO ZERO PER LO STATO
AMBIENTALISTI: UNO STUDIO OSCURO E IRREALISTICO
ROMA\ aise\ - Non ci sarà nessun contributo a fondo perduto da parte delle casse pubbliche per la costruzione del Ponte sullo Stretto di Messina. È quanto ha dichiarato, oggi, il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, durante la conferenza stampa a seguito della visita presso il Ministero delle Infrastrutture.
Il progetto di costruzione, approvato oggi dalla Società Stretto di Messina SpA, come ha spiegato l'amministratore delegato della società, Pietro Ciucci, prevede il finanziamento per il 40% con un aumento di capitale da 2,5 miliardi di euro della società stretto di Messina da parte di Fintecna, principalmente, e dagli altri soci; il restante 60% verrà reperito sul mercato finanziario, pertanto, la costruzione del ponte sarà a costo zero per lo Stato.
Non tutti, però, sembrano esprimere entusiasmo e convinzione per il progetto. Primi fra tutti, Italia Nostra, Legambiente e Wwf che, questa mattina, in attesa di conoscerne i particolari, hanno espresso un giudizio piuttosto netto, giudicando lo studio oscuro, lacunoso ed irrealistico.
È una bugia - hanno dichiarato le associazioni - quella detta dall'amministratore delegato della società, che dichiara superato il problema della concessione di costruzione e gestione per legge dell'opera: infatti, la deroga alle procedure europee di gara per l'assegnazione delle concessioni e non degli altri lavori è possibile solo se "il concessionario partecipi direttamente e specificatamente all'esercizio dei pubblici poteri", cosa un po' difficile da sostenere per una società che ha come socio di maggioranza una società privata, la Fintecna del gruppo Iri con il 52% delle azioni.
Come si possa costruire un'opera talmente imponente nell'area più attiva dal punto di vista sismico del Mediterraneo, come dimostrano i recenti terremoti di Palermo e i fenomeni vulcanici dell'Etna, di Stromboli e Panarea; come si pensi di giustificare la redditività dell'opera; come si siano superate le problematiche costruttive di un' infrastruttura che ha uno sviluppo lineare doppio rispetto a quello delle altre esistenti al mondo; quali siano gli indicatori di sostenibilità, quali gli scenari comparativi di sviluppo e le valutazioni strategiche compiute nell'elaborazione dello studio di impatto ambientale, sono, poi, le quattro questioni considerate oscure all'osservazione di Desideria Pasolini Dall'Onda, presidente di Italia Nostra, Ermete Realacci, presidente di Legambiente e di Fulco Pratesi, presidente del Wwf.
Nel particolare, per quanto riguarda la sismicità, il geologo e conduttore della trasmissione "Gaia il pianeta che vive", Mario Tozzi, si domanda cosa ce ne facciamo di un ponte che, per assurdo, rimanesse in piedi se il terremoto prossimo venturo fosse veramente "solo" di magnitudo 7,1 della scala Richter? Invece di riunire due future aree cimiteriali, Reggio Calabria e Messina, non sarebbe meglio spendere prima quelli e altri denari nella ristrutturazione di città che hanno solo il 25% degli edifici realizzati con criteri antisismici? (aise)
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TONY RENIS TO PAIR BOCELLI WITH GIANNINI IN FILM BASED ON MASCAGNI'S OPERA CAVALLERIA RUSTICANA
CAPRI, ITALY - Prominent Italian-American producer and songwriter Tony Renis announced he will create a new film starring tenor Andrea Bocelli and actor Giancarlo Giannini based on the Italian opera "Cavalleria Rusticana" by Pietro Mascagni.
Renis announced the project on New Year's Eve at the Capri, Hollywood film festival.
Bocelli's recent album "Tuscan Skies" includes both songs by Renis and a song titled "Mascagni," which features excerpts from the opera. The album is a crossover from Bocelli's opera roots to easy-listening popular music.
Giannini, who has starred on film, stage and television, is best known for his work with legendary director Lina Wertmuller. He was nominated for an Oscar in 1976 for his work in her "Seven Beauties."
Renis, who is the Capri, Hollywood fesitival's ambassador to the world and is based in California and Rome, said the film project will enable him to be more involved with Italian film-making professionals such as photographer Vittorio Storaro and Oscar-winning film editor Peter Scalia.
The opera, set in a Mediterranean village, tells the story of a scorned and jealous lover who publicizes her rival's infidelity. But the man of her affection ultimately is the one who pays the price for the attack.
For more information: E-mail Caprinelmondo@tin.it
Website: www.Caprihollywood.com
USA Contact Janet Staihar, 301-320-5218; e-mail: Jstaihar@comcast.net
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MESSAGGIO DI FINE ANNO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA CARLO AZEGLIO CIAMPI AGLI ITALIANI
ROMA \aise\ - Secondo una tradizione a cui gli italiani sono attaccati, intorno alle 20 e 30 del 31 dicembre la voce del Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi e' giunta in tutte le case per il discorso di fine anno agli italiani. Eccone il testo integrale:
Il nostro è un popolo generoso.
Care italiane, cari Italiani,in questa notte speciale, sospesa tra il vecchio e il nuovo, vi giunga l'augurio del vostro Presidente, anche lui come voi in famiglia, fra amici.
E' la quarta volta che, in questo momento dell'anno, entro nelle vostre case, ora con maggiore confidenza. I miei viaggi in Italia, i miei incontri con voi, mi hanno portato a conoscere più a fondo il nostro Paese, ad avere conferma dei sentimenti di crescente patriottismo, delle doti di cultura e di umanità delle nostre genti.
Nelle grandi città, come nei piccoli centri, sono tante le iniziative di sostegno ai più sfortunati e bisognosi, a coloro che soffrono per la solitudine, la malattia o la povertà. Il mio primo pensiero va a loro, e a tutti gli Italiani colpiti dalle recenti calamità naturali.
Il nostro è un popolo generoso. Da ciò traggo ragionata fiducia nel nostro avvenire. Voi sapete quanto sia grande il mio orgoglio di essere italiano, che è diventato ancora più forte visitando le nostre comunità nel mondo. Ad esse va la mia viva riconoscenza per il loro straordinario attaccamento all'Italia.
Il tema del buongoverno.
Nell'impegno di svolgere al meglio il compito che mi è stato affidato dal Parlamento, il mio fine è di accrescere la fiducia nelle istituzioni; di stimolarne il buon funzionamento; di favorire la distensione tra le forze politiche; di garantire il rispetto della Costituzione, sulla quale ho giurato.I punti cardinali del mio procedere sono la coscienza dell'identità italiana; l'impegno per la libertà e per la giustizia sociale; il senso dell'appartenenza all'Europa; l'impegno per la pace nel mondo. Penso che la memoria del passato sia il terreno su cui cresce l'unità della Nazione.Ho l'abitudine di riflettere su questo nostro appuntamento con qualche anticipo. So di dover scegliere soltanto alcuni fra i tanti argomenti che ho, che abbiamo, in mente. Un tema per me dominante è quello del buongoverno. Il buongoverno trae grande beneficio dal pluralismo delle istituzioni. Quale che sia la forma di governo, in democrazia pesi e contrappesi alimentano un sano dibattito politico. Questo ha bisogno di istituzioni di garanzia, neutrali rispetto alla contrapposizione dei partiti e al confronto parlamentare.
Il buongoverno presuppone stabilità, e parti politiche rispettose delle istituzioni e delle regole, disposte a riconoscere reciprocamente la legittimità che ciascuna di esse ha acquisito dal voto popolare. L'immagine di un'Italia divisa è dannosa per il nostro prestigio, come per la nostra economia, non meno di quanto lo fosse l'immagine di un'Italia affidata a governi di breve durata. Recentemente, visitando Mantova, ho avuto occasione di leggere un documento del nostro Risorgimento, che mi ha colpito. La nostra storia è ricca di insegnamenti. Ricordando i martiri di Belfiore, un sacerdote, Monsignor Martini, scriveva nel 1867 che "quei generosi e forti facevano fervidi voti per il maggior bene dell'Italia, e perché sparite le fazioni e le consorterie, gli Italiani tutti fossero di un solo volere".
Gli auguri a Papa Giovanni Paolo II.
L'auspicio contenuto in quelle parole è lo stesso espresso dal Papa nel suo recente discorso a Montecitorio, quando ci ha detto: "Seguendo con attenzione il cammino di questa grande Nazione, sono indotto a ritenere che, per meglio esprimere le sue doti caratteristiche, essa abbia bisogno di incrementare la sua solidarietà e coesione interna". Nel ricordo di quell'incontro, rivolgo a Sua Santità gli auguri più fervidi e affettuosi.Debbo dire che nelle mie visite ai capoluoghi di provincia trovo molti confortanti esempi di coesione interna, di capacità di dialogo, di cooperazione tra le forze politiche. Se altrettanto non avviene al centro, dobbiamo ricercarne i motivi.
Adeguare le garanzie costituzionali.
Per assicurare stabilità all'esecutivo, si è dato vita, quasi dieci anni fa, alla democrazia dell'alternanza, adottando il sistema elettorale maggioritario. Ma non è stato completato il cambiamento adeguando le garanzie istituzionali.
Urge provvedere. Diamo a chi è maggioranza la possibilità di svolgere, attraverso il necessario confronto parlamentare, il programma concordato con gli elettori. E diamo a chi è minoranza garanzie chiare e certe. Esse sono assicurazioni sul futuro anche per chi oggi è maggioranza. Chi governa lavora anche per chi verrà dopo.
Il messaggio che ho inviato a luglio al Parlamento, a difesa del pluralismo, della parità di condizioni e della libertà dell'informazione in ogni campo, a cominciare da quello radio-televisivo, mira a che sia raggiunto al più presto questo equilibrio nelle relazioni tra le parti politiche, nel libero giuoco delle opinioni. Realizzarlo è condizione per generare quella distensione di cui tutti avvertiamo il bisogno.Così come è necessario - un tema chiama l'altro - dare certezza di buon funzionamento dell'amministrazione della giustizia.
Giustizia in tempi giusti e indipendenza della Magistratura.
Salvaguardia dell'autonomia e dell'indipendenza della Magistratura, e giustizia resa in tempi ragionevoli: queste sono le garanzie che i cittadini richiedono. Dobbiamo sentire più vicina la Magistratura come istituzione: i giudici amministrano la giustizia - lo dice la Costituzione - nel nome del popolo italiano. Lo spirito di collaborazione è ancor più necessario in questa fase della nostra storia. Stiamo sviluppando uno stato democratico ispirato ai principi del federalismo solidale. Esso ha radici nella nostra storia comunale, una storia che non ha l'eguale, e nella pluralità degli stati da cui è nata l'Italia unita. Creare regole di buongoverno e rapporti di leale collaborazione, anche in campo fiscale, fra lo Stato centrale e i livelli comunale, provinciale, regionale, come fra l'uno e l'altro degli organi di governo locale, è compito difficile. Va affrontato con animo disposto al confronto e libero da pregiudizi. Si può essere aperti a ogni innovazione, purché resti fermo il principio di solidarietà, e non si metta a rischio, in nessun modo, l'unità nazionale.l La libertà dei cittadini, l'unità della Patria.
Vi sono principi intangibili, che non ammettono compromessi. Ancor prima che nella Costituzione, essi sono scolpiti nel marmo del Vittoriano, e in modo ancor più indelebile nel cuore di tutti gli Italiani: la libertà dei cittadini, l'unità della Patria.
Recuperare divario tra Nord e Sud.
Soltanto mobilitando gli sforzi di tutti, grazie a una giusta collaborazione tra le varie sedi di governo, locale e centrale, come fra pubblico e privato, potremo rafforzare quei territori e quei settori della nostra Italia che sono più deboli.
E' pur vero che il tradizionale divario fra Nord e Sud va attenuandosi, e che oggi vi è ovunque vitalità, e spirito d'iniziativa. E' vero anche che da alcuni anni il tasso medio di disoccupazione in Italia va diminuendo. Ma le disuguaglianze fra regioni rimangono inaccettabilmente alte. Non possiamo rassegnarci all'idea di avere una parte d'Italia a corto di manodopera, tanto da dover ricorrere, nel nostro stesso interesse, a una crescente immigrazione - ben vengano gli immigrati, nel rispetto della legge - e un'altra parte che soffre di livelli ancora troppo elevati di disoccupazione.
Inoltre, nella presente congiuntura non dobbiamo nasconderci la necessità, per tutto il Paese, di un potenziamento delle infrastrutture, di una accelerazione degli investimenti produttivi e di una maggiore prontezza nel reagire alle iniziative di una concorrenza internazionale agguerrita. A tal fine dobbiamo, in primo luogo, accrescere l'impegno nei settori della ricerca e della formazione, a tutti i livelli: dalla scuola primaria fino all'università. Soltanto così ci manterremo competitivi in un mercato globale che offre molte opportunità, ma che propone anche ardue sfide. La provincia italiana ha dato vita a originali modelli di sviluppo, mettendo a buon uso le grandi risorse naturali e culturali e rivelando una diffusa capacità imprenditoriale. Nell'arco di appena una generazione regioni arretrate, dalle quali la gente emigrava, hanno realizzato trasformazioni straordinarie, raggiungendo livelli di benessere tra i più alti in Europa.
La vitalità del nostro Paese, antico e giovane, è grande. Ma oggi occorre un nuovo slancio per creare un maggiore e più diffuso benessere e per assicurare occupazione economicamente valida anche a chi vede messo a rischio il proprio posto di lavoro.
Stiamo costruendo un'Europa unita.
Contemporaneamente alle riforme interne, noi stiamo costruendo un'Europa unita, e anche questo comporta trasferimenti di funzioni di governo. Vi è un nesso tra il processo di evoluzione federalista in corso in Italia, e non solo in Italia, e la costruzione di un'Europa che ha scelto come principio guida la sussidiarietà.
Appena un anno fa celebravamo la nascita dell'euro. La moneta europea ci protegge; essa si sta affermando come mezzo di scambio internazionale, e gode di crescente fiducia sui mercati.
Il recente vertice di Copenhagen ha deciso un allargamento dell'Unione Europea che sancisce la storica riunificazione del nostro continente. Ma proprio questa decisione rende indispensabile creare nuove norme, per ben governare una comunità di Stati tanto più vasta.
Dobbiamo operare affinché, prima delle elezioni europee della primavera del 2004, nasca una nuova Unione, con una sua Costituzione, che garantisca libertà, democrazia, e buongoverno su scala europea.
Fra sei mesi avrà inizio il semestre di presidenza italiana dell'Unione Europea. E' importante per l'intera Europa che in quel semestre si concludano i lavori della Conferenza intergovernativa. Si profila all'orizzonte la possibilità di un nuovo Trattato di Roma. Questa prospettiva emoziona un uomo della mia generazione, che ha indossato l'uniforme nell'ultima grande guerra europea; che ha vissuto con passione i giorni della riconciliazione tra i popoli d'Europa, i primi passi dell'unificazione. Sta ai giovani, che hanno beneficiato dei cinquant'anni di pace assicurati dall'opera dei fondatori dell'Europa unita, portarne a compimento la visione.
La pace nel mondo.
Un'Unione Europea più forte e più coesa potrà anche dare un più autorevole contributo alla pace nel mondo, contrastando la violenza in ogni sua forma. Non possiamo dimenticare i crimini e le minacce del terrorismo internazionale, e i pericoli che derivano dalla diffusione delle armi di sterminio. Questo mondo ha più che mai bisogno di ordine, di concordia, di solidarietà.
Non è un caso, ma fu una scelta ragionata dei nostri Padri costituenti, che lo stesso articolo della Costituzione - l'articolo 11 - affermi: "L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente...... alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo". Questo non vuol certo dire una Italia e una Europa che rinuncino, incuranti delle sorti del mondo, alle loro responsabilità internazionali. Anzi, come Italiani e come Europei, dobbiamo adoperarci più incisivamente per ristabilire la pace nelle aree di crisi, a cominciare dal Medio Oriente.
I soldati italiani nel mondo.
In questo spirito, un mio speciale augurio va ai nostri soldati che si impegnano, oltre le nostre frontiere, ad assicurare la pace a popoli anche lontani. La partecipazione dell'Italia alle missioni di mantenimento della pace, di lotta al terrorismo, deve continuare, laddove sia necessario spegnere focolai e minacce di guerra e di attentati. Le nostre Forze Armate, come le nostre Forze dell'Ordine, stanno facendo bene, in Patria, e ovunque siano inviate a operare, dimostrando professionalità e senso di umanità. Giustamente godono di prestigio e di fiducia. L'appello ai giovani : Perseguite, con passione e con tenacia, le vostre ambizioni, i vostri ideali.
Sono questi i sentimenti che animano gli Italiani, e in particolare i nostri giovani. Ed è a voi giovani che, nell'avviarmi alla conclusione, intendo rivolgermi direttamente.
Vi sento di fronte a me. Vi vedo con i vostri sguardi luminosi, pieni di entusiasmo, di desiderio della vita, che mi danno forza, quando vi incontro nelle città d'Italia o al Quirinale, e che al tempo stesso chiedono di essere rassicurati sul futuro. Ho molte cose che vorrei dirvi. Perseguite, con passione e con tenacia, le vostre ambizioni, i vostri ideali. Abbiate fiducia nella vita. Abbiate sempre, come punto di riferimento ultimo, la vostra coscienza. Vivete la comunità nelle sue varie forme: dalla più vicina, la vostra famiglia, all'intero mondo. Utilizzate le occasioni che la società stessa vi offre: dal servizio volontario, militare o civile, alle molteplici iniziative del volontariato. Dialogo, confronto, impegno concreto sono i modi attraverso i quali esprimere il vostro anelito di vivere la società. Questa società, per molti aspetti, può anche non piacervi. Ma vivendo nella società, affrontandone i problemi, operando, vi accorgerete che la state modificando. Vi ascoltiamo con attenzione, anche quando protestate. Ma è più facile ascoltare la vostra protesta quando essa si esprime con il ragionamento. A chi usa la violenza, nessuno dà ascolto. Abbiate fiducia in voi stessi. Ciò significa anche non avere timore di formare una vostra famiglia. Non negatevi quanto di più bello può darvi la vita.
Il saluto e gli auguri.
Care Italiane, cari Italiani. Non viviamo tempi tranquilli. Ma proprio per questo dobbiamo rinsaldare la nostra coesione, la nostra unità. Unità nella famiglia: famiglie più unite generano cittadini migliori. Unità nelle comunità locali. Unità nazionale, non fatta di retorica, ma di solidarietà concreta. Un'Italia concorde supererà ogni prova che il futuro potrà riserbarci. Ed ora vi lascio a festeggiare il Capodanno. A tutti, ovunque vi troviate, in Italia o nel mondo, l'augurio più vivo, di mia moglie e mio, di un sereno 2003. (aise)
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MESSAGGIO DI GIOVANNI PAOLO II PER LA CELEBRAZIONE DELLA GIORNATA MONDIALE DELLA PACE (1° GENNAIO 2003)
CITTA DEL VATICANO \ aise\ - Il primo gennaio 2003 si celebra la Giornata Mondiale della Pace. Ecco il testo integrale del Messaggio del Papa Giovanni Paolo II per quest'occasione.
Sono trascorsi quasi quarant'anni da quell'11 aprile 1963, in cui Papa Giovanni XXIII pubblicò la storica Lettera enciclica Pacem in terris. Si celebrava in quel giorno il Giovedì Santo. Rivolgendosi "a tutti gli uomini di buona volontà", il mio venerato Predecessore, che sarebbe morto due mesi più tardi, compendiava il suo messaggio di pace al mondo nella prima affermazione dell'Enciclica: "La pace in terra, anelito profondo degli esseri umani di tutti i tempi, può venire instaurata e consolidata solo nel pieno rispetto dell'ordine stabilito da Dio" (Pacem in terris, introd.: AAS, 55 [1963], 257).
Parlare di pace ad un mondo diviso.
In realtà, il mondo a cui Giovanni XXIII si rivolgeva era in un profondo stato di disordine. Il XX secolo era iniziato con una grande attesa di progresso. L'umanità aveva invece dovuto registrare, in sessant'anni di storia, lo scoppio di due guerre mondiali, l'affermarsi di sistemi totalitari devastanti, l'accumularsi di immense sofferenze umane e lo scatenarsi, nei confronti della Chiesa, della più grande persecuzione che la storia abbia mai conosciuto.
Solo due anni prima della Pacem in terris, nel 1961, il " muro di Berlino " veniva eretto per dividere e mettere l'una contro l'altra non soltanto due parti di quella Città, ma anche due modi di comprendere e di costruire la città terrena. Da una parte e dall'altra del muro la vita assunse uno stile differente, ispirato a regole tra loro spesso contrapposte, in un clima diffuso di sospetto e di diffidenza. Tanto come visione del mondo quanto come concreta impostazione della vita, quel muro attraversò l'umanità nel suo insieme e penetrò nel cuore e nella mente delle persone, creando divisioni che sembravano destinate a durare per sempre.
Inoltre, proprio sei mesi prima della pubblicazione dell'Enciclica, mentre a Roma si era da pochi giorni aperto il Concilio Vaticano II, il mondo, a causa della crisi dei missili a Cuba, si trovò sull'orlo di una guerra nucleare. La strada verso un mondo di pace, di giustizia e di libertà sembrava bloccata. Molti ritenevano che l'umanità fosse condannata a vivere per tanto tempo ancora in quelle precarie condizioni di " guerra fredda ", costantemente sottoposta all'incubo che un'aggressione o un incidente potessero scatenare da un giorno all'altro la peggior guerra di tutta la storia umana. L'uso delle armi atomiche, infatti, l'avrebbe trasformata in un conflitto che avrebbe messo a repentaglio il futuro stesso dell'umanità.
I quattro pilastri della pace.
Papa Giovanni XXIII non era d'accordo con coloro che ritenevano impossibile la pace. Con l'Enciclica, egli fece sì che questo fondamentale valore - con tutta la sua esigente verità - cominciasse a bussare da entrambe le parti di quel muro e di tutti i muri. A ciascuno l'Enciclica parlò della comune appartenenza alla famiglia umana e accese per tutti una luce sull'aspirazione della gente di ogni parte della terra a vivere in sicurezza, giustizia e speranza per il futuro.
Da spirito illuminato qual era, Giovanni XXIII identificò le condizioni essenziali per la pace in quattro precise esigenze dell'animo umano: la verità, la giustizia, l'amore e la libertà (cfr ibid., I: l.c., 265-266). La verità - egli disse - sarà fondamento della pace, se ogni individuo con onestà prenderà coscienza, oltre che dei propri diritti, anche dei propri doveri verso gli altri. La giustizia edificherà la pace, se ciascuno concretamente rispetterà i diritti altrui e si sforzerà di adempiere pienamente i propri doveri verso gli altri. L'amore sarà fermento di pace, se la gente sentirà i bisogni degli altri come propri e condividerà con gli altri ciò che possiede, a cominciare dai valori dello spirito. La libertà infine alimenterà la pace e la farà fruttificare se, nella scelta dei mezzi per raggiungerla, gli individui seguiranno la ragione e si assumeranno con coraggio la responsabilità delle proprie azioni.
Guardando al presente e al futuro con gli occhi della fede e della ragione, il beato Giovanni XXIII intravide ed interpretò le spinte profonde che già erano all'opera nella storia. Egli sapeva che le cose non sempre sono come appaiono in superficie. Malgrado le guerre e le minacce di guerre, c'era qualcos'altro all'opera nelle vicende umane, qualcosa che il Papa colse come il promettente inizio di una rivoluzione spirituale.
Una nuova coscienza della dignità dell'uomo e dei suoi inalienabili diritti. L'umanità, egli scrisse, ha intrapreso una nuova tappa del suo cammino (cfr ibid., I: l.c., 267-269). La fine del colonialismo, la nascita di nuovi Stati indipendenti, la difesa più efficace dei diritti dei lavoratori, la nuova e gradita presenza delle donne nella vita pubblica, gli apparivano come altrettanti segni di un'umanità che stava entrando in una nuova fase della sua storia, una fase caratterizzata dalla " convinzione che tutti gli uomini sono uguali per dignità naturale " (ibid., I: l.c., 268). Certo, tale dignità era ancora calpestata in molte parti del mondo. Il Papa non lo ignorava. Egli era tuttavia convinto che, malgrado la situazione fosse sotto alcuni aspetti drammatica, il mondo stava diventando sempre più consapevole di certi valori spirituali e sempre più aperto alla ricchezza di contenuto di quei "pilastri della pace" che erano la verità, la giustizia, l'amore e la libertà (cfr ibid., I: l.c., 268-269). Attraverso l'impegno di portare questi valori nella vita sociale, sia nazionale che internazionale, uomini e donne sarebbero diventati sempre più consapevoli dell'importanza del loro rapporto con Dio, fonte di ogni bene, quale solido fondamento e supremo criterio della loro vita, sia come singoli individui che come esseri sociali (cfr ibid.). Questa più acuta sensibilità spirituale, il Papa ne era convinto, avrebbe avuto anche profonde conseguenze pubbliche e politiche.
Davanti alla crescente consapevolezza dei diritti umani che andava emergendo a livello sia nazionale che internazionale, Giovanni XXIII intuì la forza insita nel fenomeno ed il suo straordinario potere di cambiare la storia. Quel che avvenne pochi anni dopo soprattutto nell'Europa centrale ed orientale ne offrì la singolare conferma. La strada verso la pace, insegnava il Papa nell'Enciclica, doveva passare attraverso la difesa e la promozione dei diritti umani fondamentali. Di essi infatti ogni persona umana gode, non come di beneficio elargito da una certa classe sociale o dallo Stato, ma come di una prerogativa che le è propria in quanto persona: "In una convivenza ordinata e feconda va posto come fondamento il principio che ogni essere umano è persona, cioè una natura dotata di intelligenza e di volontà libera; e quindi è soggetto di diritti e di doveri che scaturiscono immediatamente e simultaneamente dalla sua stessa natura: diritti e doveri che sono perciò universali, inviolabili, inalienabili" (ibid., I: l.c., 259).
Non si trattava semplicemente di idee astratte. Erano idee dalle vaste conseguenze pratiche, come la storia avrebbe presto dimostrato. Sulla base della convinzione che ogni essere umano è uguale in dignità e che, di conseguenza, la società deve adeguare le sue strutture a tale presupposto, sorsero ben presto i movimenti per i diritti umani, che diedero espressione politica concreta a una delle grandi dinamiche della storia contemporanea. La promozione della libertà fu riconosciuta come una componente indispensabile dell'impegno per la pace. Emergendo praticamente in ogni parte del mondo, questi movimenti contribuirono al rovesciamento di forme di governo dittatoriali e spinsero a sostituirle con altre forme più democratiche e partecipative. Essi dimostrarono, in pratica, che pace e progresso possono essere ottenuti solo attraverso il rispetto della legge morale universale, scritta nel cuore dell'uomo (cfr Giovanni Paolo II, Discorso all'Assemblea delle Nazioni Unite, 5 ottobre 1995, n. 3).
Il bene comune universale.
Su di un altro punto l'insegnamento della Pacem in terris si dimostrò profetico, precorrendo la fase successiva dell'evoluzione delle politiche mondiali. Davanti ad un mondo che stava diventando sempre più interdipendente e globale, Papa Giovanni XXIII suggerì che il concetto di bene comune doveva essere elaborato con un orizzonte mondiale. Ormai, per essere corretto, il discorso doveva far riferimento al concetto di "bene comune universale" (Pacem in terris, IV: l.c., 292). Una delle conseguenze di questa evoluzione era l'evidente esigenza che vi fosse un'autorità pubblica a livello internazionale, che potesse disporre dell'effettiva capacità di promuovere tale bene comune universale. Questa autorità, soggiungeva immediatamente il Papa, non avrebbe dovuto essere stabilita attraverso la coercizione, ma solo attraverso il consenso delle nazioni. Si sarebbe dovuto trattare di un organismo avente come "obiettivo fondamentale il riconoscimento, il rispetto, la tutela e la promozione dei diritti della persona" (ibid., IV: l.c., 294).
Non sorprende perciò che Giovanni XXIII guardasse con grande speranza all'Organizzazione delle Nazioni Unite, costituita il 26 giugno 1945. Egli vedeva in essa uno strumento credibile per mantenere e rafforzare la pace nel mondo. Proprio per questo espresse particolare apprezzamento per la Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo del 1948, considerandola "un passo importante nel cammino verso l'organizzazione giuridico-politica della comunità mondiale" (ibid., IV: l.c., 295). In tale Dichiarazione infatti venivano fissati i fondamenti morali sui quali avrebbe potuto poggiare l'edificazione di un mondo caratterizzato dall'ordine anziché dal disordine, dal dialogo anziché dalla forza. In questa prospettiva, il Papa lasciava intendere che la difesa dei diritti umani da parte dell'Organizzazione delle Nazioni Unite era il presupposto indispensabile per lo sviluppo della capacità dell'Organizzazione stessa di promuovere e difendere la sicurezza internazionale.
Non solo la visione precorritrice di Papa Giovanni XXIII, la prospettiva cioè di un'autorità pubblica internazionale a servizio dei diritti umani, della libertà e della pace, non si è ancora interamente realizzata, ma si deve registrare, purtroppo, la non infrequente esitazione della comunità internazionale nel dovere di rispettare e applicare i diritti umani. Questo dovere tocca tutti i diritti fondamentali e non consente scelte arbitrarie, che porterebbero a realizzare forme di discriminazione e di ingiustizia. Allo stesso tempo, siamo testimoni dell'affermarsi di una preoccupante forbice tra una serie di nuovi "diritti" promossi nelle società tecnologicamente avanzate e diritti umani elementari che tuttora non vengono soddisfatti soprattutto in situazioni di sottosviluppo: penso, ad esempio, al diritto al cibo, all'acqua potabile, alla casa, all'auto- determinazione e all'indipendenza. La pace richiede che questa distanza sia urgentemente ridotta e infine superata.
Un'osservazione deve ancora essere fatta: la comunità internazionale, che dal 1948 possiede una carta dei diritti della persona umana, ha per lo più trascurato d'insistere adeguatamente sui doveri che ne derivano. In realtà, è il dovere che stabilisce l'ambito entro il quale i diritti devono contenersi per non trasformarsi nell'esercizio di un arbitrio. Una più grande consapevolezza dei doveri umani universali sarebbe di grande beneficio alla causa della pace, perché le fornirebbe la base morale del riconoscimento condiviso di un ordine delle cose che non dipende dalla volontà di un individuo o di un gruppo.
Un nuovo ordine morale internazionale.
Resta comunque vero che, nonostante molte difficoltà e ritardi, nei quarant'anni trascorsi si è avuto un notevole progresso verso la realizzazione della nobile visione di Papa Giovanni XXIII. Il fatto che gli Stati quasi in ogni parte del mondo si sentano obbligati ad onorare l'idea dei diritti umani mostra come siano potenti gli strumenti della convinzione morale e dell'integrità spirituale. Furono queste le forze che si rivelarono decisive in quella mobilitazione delle coscienze che fu all'origine della rivoluzione non violenta del 1989, evento che determinò il crollo del comunismo europeo. E sebbene nozioni distorte di libertà, intesa come licenza, continuino a minacciare la democrazia e le società libere, è sicuramente significativo che, nei quarant'anni trascorsi dalla Pacem in terris, molte popolazioni del mondo siano diventate più libere, strutture di dialogo e di cooperazione tra le nazioni si siano rafforzate e la minaccia di una guerra globale nucleare, quale si profilò drasticamente ai tempi di Papa Giovanni XXIII, sia stata efficacemente contenuta. A questo proposito, con umile coraggio vorrei osservare come l'insegnamento plurisecolare della Chiesa sulla pace intesa come "tranquillitas ordinis" - "tranquillità dell'ordine", secondo la definizione di Sant'Agostino (De civitate Dei, 19, 13), si sia rivelato, alla luce anche degli approfondimenti della Pacem in terris, particolarmente significativo per il mondo odierno, tanto per i Capi delle nazioni quanto per i semplici cittadini. Che ci sia un grande disordine nella situazione del mondo contemporaneo è constatazione da tutti facilmente condivisa. L'interrogativo che si impone è perciò il seguente: quale tipo di ordine può sostituire questo disordine, per dare agli uomini e alle donne la possibilità di vivere in libertà, giustizia e sicurezza? E poiché il mondo, pur nel suo disordine, si sta comunque "organizzando" in vari campi (economico, culturale e perfino politico), sorge un'altra domanda ugualmente pressante: secondo quali principi si stanno sviluppando queste nuove forme di ordine mondiale?
Queste domande ad ampio raggio indicano che il problema dell'ordine negli affari mondiali, che è poi il problema della pace rettamente intesa, non può prescindere da questioni legate ai principi morali. In altre parole, emerge anche da questa angolatura la consapevolezza che la questione della pace non può essere separata da quella della dignità e dei diritti umani. Proprio questa è una delle perenni verità insegnate dalla Pacem in terris, e noi faremmo bene a ricordarla e a meditarla in questo quarantesimo anniversario.
Non è forse questo il tempo nel quale tutti devono collaborare alla costituzione di una nuova organizzazione dell'intera famiglia umana, per assicurare la pace e l'armonia tra i popoli, ed insieme promuovere il loro progresso integrale? È importante evitare fraintendimenti: non si vuol qui alludere alla costituzione di un super-stato globale. Si intende piuttosto sottolineare l'urgenza di accelerare i processi già in corso per rispondere alla pressoché universale domanda di modi democratici nell'esercizio dell'autorità politica, sia nazionale che internazionale, come anche alla richiesta di trasparenza e di credibilità ad ogni livello della vita pubblica. Confidando nella bontà presente nel cuore di ogni persona, Papa Giovanni XXIII volle far leva su di essa e chiamò il mondo intero ad una più nobile visione della vita pubblica e dell'esercizio della pubblica autorità. Con audacia, spinse il mondo a proiettarsi al di là del proprio presente stato di disordine, e ad immaginare nuove forme di ordine internazionale che fossero a misura della dignità umana.
Il legame tra pace e verità.
Contestando la visione di coloro che pensavano alla politica come ad un territorio svincolato dalla morale e soggetto al solo criterio dell'interesse, Giovanni XXIII, attraverso l'Enciclica Pacem in terris, delineò una più vera immagine dell'umana realtà e indicò la via verso un futuro migliore per tutti. Proprio perché le persone sono create con la capacità di elaborare scelte morali, nessuna attività umana si situa al di fuori della sfera dei valori etici. La politica è un'attività umana; perciò anch'essa è soggetta al giudizio morale. Questo è vero anche per la politica internazionale. Il Papa scriveva: "La stessa legge naturale che regola i rapporti tra i singoli esseri umani, regola pure i rapporti tra le rispettive comunità politiche" (Pacem in terris, III: l.c., 279). Quanti ritengono che la vita pubblica internazionale si esplichi in qualche modo fuori dell'ambito del giudizio morale, non hanno che da riflettere sull'impatto dei movimenti per i diritti umani sulle politiche nazionali e internazionali del XX secolo, da poco concluso. Questi sviluppi, che l'insegnamento dell'Enciclica aveva precorso, confutano decisamente la pretesa che le politiche internazionali si collochino in una sorta di "zona franca " in cui la legge morale non avrebbe alcun potere.
Forse non c'è un altro luogo in cui si avverta con uguale chiarezza la necessità di un uso corretto dell'autorità politica, quanto nella drammatica situazione del Medio Oriente e della Terra Santa. Giorno dopo giorno e anno dopo anno, l'effetto cumulativo di un esasperato rifiuto reciproco e di una catena infinita di violenze e di vendette ha frantumato sinora ogni tentativo di avviare un dialogo serio sulle reali questioni in causa. La precarietà della situazione è resa ancor più drammatica dallo scontro di interessi esistente tra i membri della comunità internazionale. Finché coloro che occupano posizioni di responsabilità non accetteranno di porre coraggiosamente in questione il loro modo di gestire il potere e di procurare il benessere dei loro popoli, sarà difficile immaginare che si possa davvero progredire verso la pace. La lotta fratricida, che ogni giorno scuote la Terra Santa contrapponendo tra loro le forze che tessono l'immediato futuro del Medio Oriente, pone l'urgente esigenza di uomini e di donne convinti della necessità di una politica fondata sul rispetto della dignità e dei diritti della persona. Una simile politica è per tutti incomparabilmente più vantaggiosa che la continuazione delle situazioni di conflitto in atto. Occorre partire da questa verità. Essa è sempre più liberante di qualsiasi forma di propaganda, specialmente quando tale propaganda servisse a dissimulare intenzioni inconfessabili.
Le premesse di una pace durevole.
C'è un legame inscindibile tra l'impegno per la pace e il rispetto della verità. L'onestà nel dare informazioni, l'equità dei sistemi giuridici, la trasparenza delle procedure democratiche danno ai cittadini quel senso di sicurezza, quella disponibilità a comporre le controversie con mezzi pacifici e quella volontà di intesa leale e costruttiva che costituiscono le vere premesse di una pace durevole. Gli incontri politici a livello nazionale e internazionale servono la causa della pace solo se l'assunzione comune degli impegni è poi rispettata da ogni parte. In caso contrario, questi incontri rischiano di diventare irrilevanti e inutili, ed il risultato è che la gente è tentata di credere sempre meno all'utilità del dialogo e di confidare invece nell'uso della forza come via per risolvere le controversie. Le ripercussioni negative, che sul processo di pace hanno gli impegni presi e poi non rispettati, devono indurre i Capi di Stato e di Governo a ponderare con grande senso di responsabilità ogni loro decisione. Pacta sunt servanda, recita l'antico adagio. Se tutti gli impegni assunti devono essere rispettati, speciale cura deve essere posta nel dare esecuzione agli impegni assunti verso i poveri. Particolarmente frustrante sarebbe infatti, nei loro confronti, il mancato adempimento di promesse da loro sentite come di vitale interesse. In questa prospettiva, il mancato adempimento degli impegni con le nazioni in via di sviluppo costituisce una seria questione morale e mette ancora più in luce l'ingiustizia delle disuguaglianze esistenti nel mondo. La sofferenza causata dalla povertà risulta drammaticamente accresciuta dal venir meno della fiducia. Il risultato finale è la caduta di ogni speranza. La presenza della fiducia nelle relazioni internazionali è un capitale sociale di valore fondamentale.
Una cultura di pace.
A voler guardare le cose a fondo, si deve riconoscere che la pace non è tanto questione di strutture, quanto di persone. Strutture e procedure di pace - giuridiche, politiche ed economiche - sono certamente necessarie e fortunatamente sono spesso presenti. Esse tuttavia non sono che il frutto della saggezza e dell'esperienza accumulata lungo la storia mediante innumerevoli gesti di pace, posti da uomini e donne che hanno saputo sperare senza cedere mai allo scoraggiamento. Gesti di pace nascono dalla vita di persone che coltivano nel proprio animo costanti atteggiamenti di pace. Sono frutto della mente e del cuore di "operatori di pace" (Mt 5, 9). Gesti di pace sono possibili quando la gente apprezza pienamente la dimensione comunitaria della vita, così da percepire il significato e le conseguenze che certi eventi hanno sulla propria comunità e sul mondo nel suo insieme. Gesti di pace creano una tradizione e una cultura di pace. La religione possiede un ruolo vitale nel suscitare gesti di pace e nel consolidare condizioni di pace. Essa può esercitare questo ruolo tanto più efficacemente, quanto più decisamente si concentra su ciò che le è proprio: l'apertura a Dio, l'insegnamento di una fratellanza universale e la promozione di una cultura di solidarietà. La "Giornata di preghiera per la pace", che ho promosso ad Assisi il 24 gennaio 2002 coinvolgendo i rappresentanti di numerose religioni, aveva proprio questo scopo. Voleva esprimere il desiderio di educare alla pace attraverso la diffusione di una spiritualità e di una cultura di pace.
L'eredità della "Pacem in terris".
Il beato Giovanni XXIII era persona che non temeva il futuro. Lo aiutava in questo atteggiamento di ottimismo quella convinta confidenza in Dio e nell'uomo che gli veniva dal profondo clima di fede in cui era cresciuto. Forte di questo abbandono alla Provvidenza, persino in un contesto che sembrava di permanente conflitto, non esitò a proporre ai leader del suo tempo una visione nuova del mondo. È questa l'eredità che egli ci ha lasciato. Guardando a lui, in questa Giornata Mondiale della Pace 2003, siamo invitati ad impegnarci in quei medesimi sentimenti che furono suoi: fiducia in Dio misericordioso e compassionevole, che ci chiama alla fratellanza; fiducia negli uomini e nelle donne del nostro come di ogni altro tempo, a motivo dell'immagine di Dio impressa ugualmente negli animi di tutti. È partendo da questi sentimenti che si può sperare di costruire un mondo di pace sulla terra.
All'inizio di un nuovo anno nella storia dell'umanità, è questo l'augurio che mi sale spontaneo dal profondo del cuore: che nell'animo di tutti possa sbocciare uno slancio di rinnovata adesione alla nobile missione che l'Enciclica Pacem in terris proponeva quarant'anni fa a tutti gli uomini e le donne di buona volontà. Tale compito, che l'Enciclica qualificava come "immenso", era indicato nel "ricomporre i rapporti della convivenza nella verità, nella giustizia, nell'amore, nella libertà". Il Papa precisava poi di riferirsi ai "rapporti della convivenza tra i singoli esseri umani; fra i cittadini e le rispettive comunità politiche; fra le stesse comunità politiche; fra individui, famiglie, corpi intermedi e comunità politiche, da una parte, e, dall'altra, la comunità mondiale". E concludeva ribadendo che l'impegno di "attuare la vera pace nell'ordine stabilito da Dio" costituiva un "ufficio nobilissimo" (Pacem in terris, V: l.c., 301-302). Il quarantesimo anniversario della Pacem in terris è un'occasione quanto mai opportuna per fare tesoro dell'insegnamento profetico di Papa Giovanni XXIII. Le comunità ecclesiali studieranno come celebrare questo anniversario in modo appropriato durante l'anno, con iniziative che non mancheranno di avere carattere ecumenico e interreligioso, aprendosi a tutti coloro che hanno un profondo anelito a "superare le barriere che dividono, ad accrescere i vincoli della mutua carità, a comprendere gli altri, a perdonare coloro che hanno recato ingiurie" (ibid., V: l.c., 304). Accompagno questi auspici con la preghiera a Dio Onnipotente, sorgente di ogni nostro bene. Egli, che dalle condizioni di oppressione e di conflitto ci chiama alla libertà e alla cooperazione per il bene di tutti, aiuti le persone in ogni angolo della terra a costruire un mondo di pace, sempre più saldamente fondato sui quattro pilastri che il beato Giovanni XXIII ha indicato a tutti nella sua storica Enciclica: verità, giustizia, amore e libertà. (aise) ###
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