| February 2007 |
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(28) - L'AMBASCIATORE CASTELLANETA
AD ATLANTA (GEORGIA) PER LA PROCLAMAZIONE DELL'"ITALIAN DAY"
ATLANTA ( aise) - 28 Febbraio 2007 -L'Ambasciatore d'Italia negli Stati Uniti, Giovanni Castellaneta, accompagnato da Lila Castellaneta, e da Angela Della Costanza Turner, Console d’Italia in Georgia, si è recato nei giorni scorsi ad Atlanta per la proclamazione dell’"Italian Day", approvato con una risoluzione Bipartisan sia dalla Camera che dal Senato dello Stato della Georgia.
In particolare, la risoluzione approvata proclama l’"Italy Day" sulla base dei rapporti economici tra Italia e Georgia, "vincolati anche alla presenza di numerose aziende e industrie italiane in Georgia", "che forniscono lavoro ai georgiani". Per questo, si sottolinea, "è nell’interesse dello Stato aumentare tali opportunità attraverso operazioni industriali, di business e investimenti". La risoluzione "incoraggia maggiori collaborazioni e scambi tra la Georgia e l’Italia nei settori della ricerca, delle nuove tecnologie, nanotecnologie, telecomunicazioni, e della medicina", e giudica "vantaggioso per entrambe le parti rafforzare tali legami, attraverso, da una parte i programmi di scambio per studenti stranieri tra istituzioni culturali e, dall’altra, gli sforzi delle città di Atlanta e Firenze, per raggiungere un gemellaggio".
Durante la visita in Georgia, l’Ambasciatore ha tenuto un discorso di saluto e ringraziamento al Congresso, ed ha successivamente avuto un cordiale incontro sia con il presidente del Senato, Eric Johnson, che con lo speaker della camera, Glenn Richardson. L’Ambasciatore ha inoltre incontrato il governatore dello Stato, Sonny Perdue e vari imprenditori italiani che operano nell’area. A conclusione della visita ad Atlanta, l’Ambasciatore ha visitato la fabbrica della Pirelli.
La visita in Georgia è di grande rilevanza anche per la politica economica, visto che la Georgia è ormai considerata il decimo Stato dell’Unione sia in termini di popolazione, che di ricchezza prodotta. Essa è il centro naturale della regione del Sud-Est degli Stati Uniti che ha avuto negli ultimi anni un notevole sviluppo economico, proponendosi come uno dei poli di maggiore interesse per i rapporti commerciali tra l’America e il resto del mondo. (aise)
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(27)- Washington: ospite in ambasciata il governatore dell’Arizona
(9colonne Atg) WASHINGTON - In occasione della riunione nella capitale Statunitense della National Governors Association (l'Associazione che riunisce tutti i governatori degli USA) per l’inaugurazione del lavori per il 2007, la presidentessa Janet Napoletano, governatore dell’Arizona, e gran parte dei governatori sono stati ospiti dell'Ambasciatore d'Italia negli Usa, Giovanni Castellaneta, e dell’ambasciatrice, Lila Castellaneta, per un ricevimento presso l’ambasciata d'Italia a Washington. Il meeting annuale quest’anno ha avuto come tema principale l'innovazione, e come evidenziato dall’Ambasciatore Castellaneta questo è uno dei settori nei quali l'Italia è particolarmente rispettata: “Vogliamo essere sempre più vicini a ciascuno dei vostri stati - ha detto l’Ambasciatore Castellaneta ai governatori - l'Italia è pronta a lavorare in modo più stretto con ognuno di voi”. Il ricevimento è stato inoltre l’occasione - ha dichiarato il governatore Napoletano - per rinsaldare gli ottimi rapporti che gli Stati hanno con i paesi europei e con l’Ue, continuando a lavorare per soprattutto sugli scambi accademici e sul commercio sono considerati i punti di forza di questo rapporto da continuare e da rafforzare. |
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(27) - FORTE IL CONTRIBUTO DELL’ITALIA ALLE OPERAZIONI DI PACE DELL’ONU: La Presidente dell’Assemblea generale Al Khalifa on visi\ta a Brindisi
BRINDISI ( aise) – 27 Febbraio 2007 - Accompagnata dal Sottosegretario agli Esteri Vittorio Craxi la Presidente dell'Assemblea Generale dell'ONU, Sheika Haya Rashed Al Khalifa, ha visitato ieri la Base Logistica delle Nazioni Unite di Brindisi. Lì la Al Khalifa ha espresso il proprio apprezzamento per il "forte contributo" assicurato dall'Italia, in termini di infrastrutture e personale, ad una struttura - unica al mondo -da cui dipende l'intera logistica delle numerose operazioni di pace delle Nazioni Unite.
Come deciso nel luglio dello scorso anno, quando furono stanziati all’uopo 2,4 milioni di euro, la Base di Brindisi verrà allargata alla luce della crescita nel numero e nelle dimensioni delle operazioni di pace ONU. Il Dipartimento per le Operazioni di Pace dell'ONU (DPKO), inoltre, ha deciso di collocare a Brindisi la sede dell'istituenda Forza di Polizia Permanente delle Nazioni Unite destinata ad intervenire in Paesi che emergono da conflitti armati e volta a rafforzare le capacità delle Nazioni Unite nel settore, di crescente importanza, del consolidamento della pace.
In tale contesto, l'Italia assicura anche il sostegno logistico per la distribuzione degli aiuti umanitari da parte del Programma Alimentare Mondiale nelle varie aree di crisi generate da conflitti o disastri naturali, per il tramite del deposito dell'organizzazione situato presso l'aeroporto di Brindisi. (aise) |
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(26)- PRESENZA ITALICA AI PREMI OSCAR :
Scorsese Oscar per la migliore regia per “Departed” miglior film,migliore sceneggiatura non originale e miglior montaggio. Terzo Oscar per Milena Caponero
Los Angeles -(Amico)- 26 febbraio 2007- Dopo anni di nominations , finalmente Il regista italo-americano Martin Scorsese ha vinto il premio Oscar per la miglior regia per “The Departed”, che ha vinto anche gli Oscars come miglior film, migliore sceneggiatura non originale e miglior montaggio.
Oscar per i migliori costumi per “Marie Antoinette” all’italiana Milena Caponero che ha cosi ricevuto la terza statuetta, e che e’ stata nominata ben altre otto volte prima per i costumi dei famosi film di Stanley Kubrick.
Il Compositore italiano Ennio Morricone. ha ricevuto il premio alla carriera.e quando il famoso direttore d’orchestra è salito sul palco tutto il teatro si è alzato in piedi ad applaudire l’autore delle celebri note che hanno accompagnato film di grande successo.
Morricone aveva gia ricevuto cinque nomination per la migliore colonna sonora, per film famosi come “C’era una volta in America”, “Days of heaven”, “Mission”, “Gli intoccabili”, “Bugs”. Il compositore italiano commosso ha ringraziato il pubblico in Italiano .Clint Eastwood, il protagonista di tanti film del regista Sergio Leone ha tradotto per il compositore dei motivi dei film che hanno lanciato lanciato la sua carriera.
Altri italiani in gara erano Aldo Signoretti e Vittoria Sodano per il make-up dei film di Mel Gibson “Apocalypto”.
Fra gli Italo-americani Leonardo di Caprio nominato come migliore attore per “Blood Diamond”.
Il film “Nuovo Mondo”di Crialese, presentato dall’ Italia non era stato nominato fra i film stranieri
Bellissima la seguenza preparata da Giuseppe Tornatore, vincitore di un Oscar, sullo stile della seguenza dei baci nel suo Nuovo Cinema Paradiso .Lungo some sempre ma piacevolmente garbato lo spettacolo che ogni anno festeggia il Cinema. |
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(24) - UNESCO: ADOTTA UNA LINGUA - Una giornata internazionale dedicata alla lingua madre
(9colonne Atg) ROMA – 24 febbraio 2007- “Adotta una lingua!” è l’invito alla base del progetto presentato dalla Commissione nazionale italiana per l’Unesco, rivolto alle Università e a tutte le realtà pubbliche o private interessate, in occasione della Giornata internazionale Unesco della lingua madre. Il progetto è stato presentato il 20 febbraio nel corso di una tavola rotonda che ha avuto luogo presso l’Istituto italo-latino americano a Roma. La lingua madre è l’unico mezzo capace di esprimere appieno ogni necessità di comunicazione – spiega l’Unesco –: “non è semplice veicolo di messaggi, ma è l’espressione di tutto un mondo di valori culturali e sociali, di tradizioni e di conoscenze. In questo senso, la lingua è espressione del patrimonio culturale immateriale, che va salvaguardato e trasmesso alle generazioni future”. Più del 50% delle circa 6.700 lingue parlate attualmente nel mondo è oggi a rischio di estinzione. Il 96% delle lingue esistenti al mondo è parlato soltanto dal 4% della popolazione mondiale. Meno di un quarto delle lingue esistenti al mondo sono utilizzate a scuola o su internet. “Chi sa ancora parlare del mondo naturale in cui vive – spiega Maurizio Guerre, linguista dell’Università degli studi l’Orientale di Napoli e promotore del progetto ‘Adotta una lingua!’ –, chi è capace di riconoscere, e descrivere nella sua lingua il canto di un uccello sarà partecipe del suo destino. Chi, invece, sotto la pressione storica della discriminazione e dell’emarginazione viene spinto ad abbandonare il suo mondo, una volta disconosciuta e dimenticata la lingua e la cultura dei suoi antenati, acquisisce altri orizzonti conoscitivi”.
"Questi sono, per lo più, frammentati ed incerti, e, lungi dal renderlo automaticamente un cittadino di un mondo più vasto, lo caricano di ulteriori stigmi di subalternità – aggiunge Guerre -. L’abbandono della lingua madre non fa approdare ad un pieno controllo espressivo in una lingua dominante ma, spesso, a possibilità espressive soltanto parziali, marginali, e, in quanto tali, oggetto di discriminazione". La tutela della diversità linguistica rientra dunque nella più ampia tutela della diversità culturale, la cui salvaguardia “è di fondamentale importanza in un mondo sempre più globalizzato”, spiega la nota. Lo sviluppo del dialogo tra le culture, la promozione del pluringuismo, la tutela delle lingue minoritarie sono i terreni sui quali l’Unesco ha sviluppato diversi programmi di intervento. L'iniziativa vuole promuovere l'"adozione" di una lingua minoritaria o in via di estinzione, in Italia o all’estero. Questo comporta un primo sforzo volto alla documentazione e all’informazione, attraverso diversi mezzi comunicativi, sulla realtà linguistico-culturale identificata. Il coinvolgimento implicherà in una fase successiva azioni positive in contatto con le comunità linguistiche, aventi l’obiettivo di favorire la conservazione e la conoscenza del patrimonio culturale di cui esse sono depositarie. |
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(23) – IL GOVERNO DIMISSIONARIO RINVIATO AL PARLAMENTO.
Il testo della dichiarazione del Presidente.
"Ho nei due giorni trascorsi ascoltato con attenzione e rispetto le voci di tutte le formazioni politiche presenti in Parlamento. Agli incontri hanno partecipato anche i leader dei partiti di entrambe le coalizioni confrontatesi nelle elezioni dello scorso 9 aprile.
Le consultazioni hanno confermato la particolare complessità e difficoltà della crisi apertasi con le dimissioni del governo presieduto dall'onorevole Prodi.
Tali dimissioni si erano rese necessarie non per obbligo costituzionale ma per dovere di chiarezza politica dopo gli esiti delle votazioni del 1° e del 21 febbraio al Senato, e per le divergenze e tensioni manifestatesi già prima nella maggioranza di governo.
Nel corso delle consultazioni tutte le componenti dell'Unione hanno riconosciuto la serietà dei problemi scaturiti sia dall'insufficiente coesione di posizioni e di comportamenti nello schieramento uscito vincente dalle elezioni del 9 aprile, sia dalla ristrettezza del suo margine di maggioranza in Senato. Le delegazioni dei gruppi parlamentari e dei partiti dell'Unione hanno peraltro espresso la convinzione di poter garantire - sulla base dell'accordo di programma e di metodo appena sottoscritto - l'indispensabile unitarietà ed efficacia dell'azione di governo nel prossimo futuro.
Nello stesso tempo le ipotesi legittime e motivate di sperimentazione di una diversa e più larga intesa di maggioranza, a sostegno di un governo impegnato ad affrontare le più urgenti scadenze politiche e in particolare la revisione della legge elettorale - ipotesi sostenute da alcuni componenti della Casa delle libertà - non sono risultate sufficientemente condivise per poter essere assunte come base della soluzione della crisi del governo Prodi.
Ho ritenuto altresì che non ricorrano le condizioni per un immediato scioglimento delle Camere, sia alla luce di una costante prassi istituzionale sia in considerazione di un giudizio largamente convergente, benché non unanime, sulla necessità prioritaria di una modificazione del sistema elettorale vigente.
In queste condizioni, è apparso chiaro che non vi sia allo stato una concreta alternativa a un rinvio - nonostante il parere contrario, nel merito, dei gruppi di opposizione - del governo dimissionario in Parlamento per la verifica, attraverso un voto di fiducia, del sostegno anche in Senato della necessaria maggioranza politica.
Tale accertamento potrà essere compiuto in tempi brevissimi, in modo da consentire - in caso di superamento della prova della fiducia - un immediato ristabilimento della normalità dell'azione di governo e dell'attività parlamentare.
Se si guarda ai delicati impegni europei e internazionali dell'Italia e a pressanti esigenze di intervento e di riforma in campo economico, sociale e istituzionale, si deve esprimere la preoccupazione e l'auspicio che il paese possa essere stabilmente e credibilmente governato, in un confronto costruttivo tra maggioranza e opposizione e attraverso un corretto rapporto tra governo e Parlamento". |
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(23) - CONSEGNATA LA MEDAGLIA NATO-ISAF AL PERSONALE DEL CONTINGENTE ITALIANO DI CAMP INVICTA
KABUL\ aise\ -23 febbraio 2007- Si è tenuta ieri, 22 febbraio, a Kabul, presso il compound militare di Camp Invicta, sede del contingente nazionale italiano, la Medal Parade ossia la cerimonia di consegna della medaglia Nato-Isaf ai soldati del Comando Contingente e del Gruppo Tattico "Italia", che, da quasi cinque mesi, svolgono il loro compito nell'ambito dell'operazione Isaf (International Security Assistance Force).
Durante la cerimonia, il comandante del contingente, Antonio Maggi, ha consegnato la medaglia ai militari italiani, uomini e donne, ed ha poi pronunciato parole di elogio per la costanza dimostrata nell'impegno e nella professionalità durante questi mesi trascorsi in Afghanistan.
Gli Ufficiali, Sottufficiali e graduati di Truppa a Camp Invicta provengono principalmente dal 7° Reggimento Alpini di Belluno, ma ci sono anche diversi "augmentees" provenienti da altre unità alpine, l'intera Compagnia Trasmissioni dell'11° Reggimento Trasmissioni di Civitavecchia ed un team cinofilo proveniente dal Reparto Cinofilo Addestrativo di Grosseto. (aise) |
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(22) - UNESCO: ADOTTA UNA LINGUA - Una giornata internazionale dedicata alla lingua madre
(9colonne Atg) ROMA – 22 febbraio 2007- “Adotta una lingua!” è l’invito alla base del progetto presentato dalla Commissione nazionale italiana per l’Unesco, rivolto alle Università e a tutte le realtà pubbliche o private interessate, in occasione della Giornata internazionale Unesco della lingua madre. Il progetto è stato presentato il 20 febbraio nel corso di una tavola rotonda che ha avuto luogo presso l’Istituto italo-latino americano a Roma. La lingua madre è l’unico mezzo capace di esprimere appieno ogni necessità di comunicazione – spiega l’Unesco –: “non è semplice veicolo di messaggi, ma è l’espressione di tutto un mondo di valori culturali e sociali, di tradizioni e di conoscenze. In questo senso, la lingua è espressione del patrimonio culturale immateriale, che va salvaguardato e trasmesso alle generazioni future”. Più del 50% delle circa 6.700 lingue parlate attualmente nel mondo è oggi a rischio di estinzione. Il 96% delle lingue esistenti al mondo è parlato soltanto dal 4% della popolazione mondiale. Meno di un quarto delle lingue esistenti al mondo sono utilizzate a scuola o su internet. “Chi sa ancora parlare del mondo naturale in cui vive – spiega Maurizio Guerre, linguista dell’Università degli studi l’Orientale di Napoli e promotore del progetto ‘Adotta una lingua!’ –, chi è capace di riconoscere, e descrivere nella sua lingua il canto di un uccello sarà partecipe del suo destino. Chi, invece, sotto la pressione storica della discriminazione e dell’emarginazione viene spinto ad abbandonare il suo mondo, una volta disconosciuta e dimenticata la lingua e la cultura dei suoi antenati, acquisisce altri orizzonti conoscitivi”.
"Questi sono, per lo più, frammentati ed incerti, e, lungi dal renderlo automaticamente un cittadino di un mondo più vasto, lo caricano di ulteriori stigmi di subalternità – aggiunge Guerre -. L’abbandono della lingua madre non fa approdare ad un pieno controllo espressivo in una lingua dominante ma, spesso, a possibilità espressive soltanto parziali, marginali, e, in quanto tali, oggetto di discriminazione". La tutela della diversità linguistica rientra dunque nella più ampia tutela della diversità culturale, la cui salvaguardia “è di fondamentale importanza in un mondo sempre più globalizzato”, spiega la nota. Lo sviluppo del dialogo tra le culture, la promozione del pluringuismo, la tutela delle lingue minoritarie sono i terreni sui quali l’Unesco ha sviluppato diversi programmi di intervento. L'iniziativa vuole promuovere l'"adozione" di una lingua minoritaria o in via di estinzione, in Italia o all’estero. Questo comporta un primo sforzo volto alla documentazione e all’informazione, attraverso diversi mezzi comunicativi, sulla realtà linguistico-culturale identificata. Il coinvolgimento implicherà in una fase successiva azioni positive in contatto con le comunità linguistiche, aventi l’obiettivo di favorire la conservazione e la conoscenza del patrimonio culturale di cui esse sono depositarie. |
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(22) - CRISI DI GOVERNO- I quotidiani Italiani all’estero sull’imprevista crisi
ROMA (aise) -22 Febbraio 2007- Anche se presa alla sprovvista come quella nazionale, la stampa quotidiana italiana all’estero appare piuttosto disincatata nei primi commenti sulle impreviste dimissioni del Governo Prodi.
Significativo, in questo senso, quanto scrive il quotidiano di Caracas La Voce d’Italia. "L’equilibrista è caduto. Contestato dai cattolici sui diritti civili, attaccato dalla "sinistra radicale" su Afghanistan e rapporti con gli Usa, Romano Prodi ha rassegnato le dimissioni da primo ministro". Ricordato che "dai partiti della maggioranza si dichiara la volontà di proseguire con questa alleanza, ma Prodi fa sapere: "resterò solo con un governo forte", La Voce "per riassumere il quadro che ha portato alla crisi di ieri" propone "la mirabile sintesi distillata nei giorni scorsi da Le Monde, il miglior epitaffio per questo esecutivo: "Ci sono Paesi dove la politica estera è oggetto di un vero dibattito, dove i governi sono minacciati di essere messi in minoranza, o addirittura rovesciati, perché nella coalizione che li sostiene ci sono correnti diverse. È quello che accade in Italia. Il governo Prodi cerca di conciliare l’alleanza con gli Stati Uniti con il rifiuto di dipendere da Washington. Per dirla in termini di politica interna, rifiuta sia l’atlantismo atavico della classe dirigente italiana sia l’antiamericanismo non meno atavico degli eredi del partito comunista, elementi indispensabili della coalizione. Per riuscirci, ci vuole la pazienza di Romano Prodi", ma, aggiunge La Voce, "neanche quella è bastata".
AmericaOggi , quotidiano di New York, dopo un breve resoconto dell’accaduto, dà conto delle prime reazioni nell’opposizione, citando il commento del portavoce di Berlusconi, Paolo Bonaiuti: "Ve l'avevo detto che dopo il Carnevale sarebbe arrivata la Quaresima, ed è arrivata la Quaresima", rilasciato "a caldo, rientrando assieme all'ex premier a Palazzo Grazioli", sul "voto del Senato sulla politica estera". America Oggi, riferito, quindi, del vertice della CdL, fornisce una ricostruzione dell’incidente Parlamentare.
"È mancato", scrive, "il voto del senatore Giulio Andreotti che in un primo tempo era dato in favore della mozione. Anche il senatore Pininfarina si è astenuto mentre il dissidente Ferdinando Rossi non ha partecipato al voto. In un primo momento Rossi in dichiarazione di voto aveva detto che si sarebbe astenuto ma poi sotto la pressione degli altri senatori della sinistra non ha votato".
Secondo il Corriere Canadese, quotidiano di Toronto, quello di ieri "è stato il risultato del logoramento dovuto a otto mesi di guerra a bassa intensità. Romano Prodi sbotta contro i dissidenti e i partiti della sinistra radicale. Il presidente del Consiglio non se lo aspettava, ma ora deve fare i conti con una crisi al buio". Secondo il Corriere, Prodi, "dimissionario al Quirinale", è "pronto ad accettare un governo bis solo a patto che la maggioranza sia più forte".
"Dalle parti di Palazzo Chigi e anche in diversi settori dell'Ulivo", scrive sempre il Corriere, "si guarda, con molta cautela, a Marco Follini e all'area dell'Udc. Potrebbe essere questa la carta da giocare, ma la sinistra radicale, che non è stata in grado di tenere le sue truppe, deve superare l'opposizione a questa prospettiva. Arriva la botta del Senato. Tutti nel governo e nel centrosinistra, nessuno escluso, sono tramortiti. Si parte con un vertice fiume a Palazzo Chigi. Che fare? Dopo una esitazione iniziale, Prodi si mostra deciso a salire al Quirinale per presentare le dimissioni". Secondo il Corriere Canadese, "nel vertice, a cui partecipano ministri e segretari di partito, in molti provano a fargli cambiare idea: la maggioranza dei ministri, i partiti della sinistra radicale, l'Udeur e la Margherita. Massimo D'Alema e Giuliano Amato, invece, sono convinti come lui che l'unico passaggio possibile siano le dimissioni formali. E così si fa".
Dopo le dimissioni, riferisce ancora il quotidiano di Toronto, "si lavora per uscire dalle secche. L'ipotesi circolata nelle ultime ore è quella di un allargamento della maggioranza a settori centristi. Sia Piero Fassino che D'Alema, nella riunione serale dell'ufficio di presidenza dei Ds, si sarebbero limitati a parlare di un allargamento a singoli. Lo stesso Prodi si dice disponibile a un bis solo se il governo esce da queste consultazioni con un rafforzamento decisivo: politico e nei numeri. E nell'Ulivo si pensa che l'unica strada percorribile sia quella di costruire una maggioranza allargata attorno a Prodi".
A sua volta, il quotidiano Gente d’Italia, diretto da Mimmo Porpiglia, che ha dedicato alla crisi di governo diversi servizi, in una ricostruzione del dopo-voto, sottolinea come "con l'apertura formale della crisi, il Capo dello Stato, che da oggi inizierà le consultazioni, potrebbe alla fine anche rinviare alle Camere il governo per una nuova fiducia". Tuttavia, scrive il quotidiano di Miami, "Prodi valuterà attentamente se accettare di passare le forche caudine del voto di fiducia alle Camere, o meglio al Senato, dove la maggioranza è comunque fortemente a rischio. Determinato comunque a non farsi "massacrare in Parlamento". Ma anche se le cose dovessero andar bene", si chiede il quotidiano, "che succederà tra due settimane sul voto dell'Afghanistan? È la domanda che si fanno in molti. Il premier, comunque, non vuol sentire parlare di nessun cambio di maggioranza, come ha sempre sostenuto. E se la situazione dovesse precipitare in campo le ipotesi sono articolate. Si va dal governo istituzionale guidato da Franco Marini, ipotesi di cui si parla da tempo nell'affrontare gli scenari del dopo Prodi. Oppure la soluzione tecnica alla Lamberto Dini. La "Velina rossa" lancia perfino un'altra, dirompente possibilità: quella di un governo guidato da Massimo D'Alema".
Gente d’Italia , inoltre, riferisce anche delle reazioni del Premier all’esito del voto al Senato che, "dopo lo "scivolone" a palazzo Madama, ha convocato subito un vertice a Palazzo Chigi con vicepremier, ministri, leader di partito e, dicono, il premier ne ha avute davvero per tutti. Furibondo con la sinistra radicale ("Sì, Prodi era molto, molto arrabbiato con noi", racconta Gennaro Migliore), ma, a quanto pare, il presidente del Consiglio si sarebbe sfogato anche sulla decisione di Massimo D'Alema di "drammatizzare" il voto di ieri al Senato con l'ultimatum da Ibiza e con alcune frasi pronunciate in aula, con cui il vicepremier ha "sfidato" gli alleati". Di qui, riferisce Gente d’Italia, "la decisione del premier di andare al Quirinale, aprire formalmente la crisi presentando le dimissioni. "Sono irrevocabili", ha scandito il premier di fronte agli esponenti della sinistra radicale che lo hanno pregato di tirare un attimo il freno, di non dimettersi e trovare una soluzione per andare avanti".
Infine, il quotidiano di Fiume La Voce del Popolo, che così riferisce in prima pagina: "Alla fine sono arrivate le dimissioni. Dopo la bocciatura al Senato sulla politica estera, al termine di un lungo pomeriggio scandito da un vertice di maggioranza e da un Consiglio dei Ministri, Romano Prodi ha rassegnato le dimissioni al Quirinale. Napolitano, rientrato in tutta fretta a Roma da Bologna, dopo un colloquio di 25 minuti, ha accettato le dimissioni. In serata il premier dimissionario si è recato alla Camera e al Senato per riferire della crisi ai presidenti Fausto Bertinotti e Franco Marini. Oggi iniziano le consultazioni al Quirinale. L’Esecutivo ha fatto dunque quadrato intorno al ministro Massimo D’Alema che alla vigilia del voto aveva annunciato: "Senza maggioranza non c’è più Governo". (aise) |
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(22) – ARTE ITALIANA PER LA NOTTE DEGLI OSCAR
(9colonne Atg) ROMA – 22 Febbraio 2007- Dopo le nomination alla 79esima edizione degli Academy Awards alla costumista Milena Canonero per i costumi del film “Marie Antoniette”, ad Aldo Signorotti e Vittorio Sodano per il trucco del film “Apocalypto” e l’Oscar alla carriera per Ennio Morricone, l’arte italiana sarà, insieme ad altri omaggi, un regalo per tutti i candidati all’Oscar. Grazie al progetto “Arthea: il nuovo linguaggio dell’arte”, nato dalla collaborazione del ministero per i Beni e le Attività Culturali e del Fai (Fondo ambiente italiano), è stata realizzata una raccolta di cartoline postali multilingue digitali legati alle più conosciute opere d’arte di grandi artisti fra cui Bernini, Canova, Caravaggio, Barocci. La cartolina digitale è una nuova applicazione per l’arte che utilizza un commento rapido ed esaustivo tradotto in cinque lingue (francese, inglese, italiano, spagnolo, tedesco), dal taglio narrativo originale, con immagini inedite delle opere illuminate da luci cinematografiche che evidenziano colori e forme, difficilmente apprezzabili ad occhio nudo. |
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(22) - CADE IL GOVERNO PRODI Ieri la bocciatura della mozione dell'Unione al Senato sulla politica estera .
Roma- 22 febbraio 2007 - "A tutte le rappresentanze e le persone che avrei dovuto incontrare tra oggi e domani a Bologna, esprimo il mio vivo rammarico per aver dovuto interrompere la visita e rientrare a Roma a seguito dell'esito del voto al Senato e del conseguente annuncio di un incontro da parte del Presidente del Consiglio che riceverò questa sera alle 19 al Palazzo del Quirinale. Nel salutare e ringraziare le istituzioni e le autorità locali, la stampa bolognese e i cittadini per l'accoglienza riservatami, formulo l'auspicio di poter presto tornare a Bologna per completare il programma cui avevo dato avvio questa mattina". Così ieri pomeriggio il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha salutato il capoluogo emiliano dopo che è stato raggiunto dalla notizia che il Presidente del Consiglio Romano Prodi desiderava essere ricevuto al Quirinale.
Nel primo pomeriggio, infatti, il Governo è stato battuto sulla risoluzione per approvare la relazione di politica estera del Ministro Massimo D'Alema in merito alla presenza militare italiana in Afghanistan: la maggioranza richiesta era infatti di 160 voti, mentre la risoluzione dell'Unione ha avuto solo 158 voti; i contrari sono stati 136, 24 gli astenuti. Un evento che ha messo a dura prova la coalizione di centro-sinistra, soprattutto alla luce delle precedenti dichiarazioni dello stesso Ministro D'Alema, che aveva fatto sapere che, se non si fosse raggiunta la maggioranza in questa votazione, "si andava a casa".
La risposta del Presidente Prodi non si è fatta attendere, e infatti in serata ha chiesto di essere ricevuto dal Capo dello Stato, al quale ha rassegnato le dimissioni del Governo da lui presieduto. Il Presidente della Repubblica si è riservato di decidere e ha invitato il Governo a rimanere in carica per il disbrigo degli affari correnti. Il Capo dello Stato procederà ora alle consultazioni, che hanno avuto inizio giovedì 22 febbraio 2007 alle ore 10.30. |
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(16) - LE AUTORITÀ DIPLOMATICO-CONSOLARI TRASCURANO I COMITES: Cicala ( Intercomites USA) scrive all’Ambasciatore
WASHINGTON\ aise\ - 16 Febbraio 2007- Ambasciate e Consolati continuano a trascurare i Comites escludendoli non solo dalla organizzazione ma anche dalla semplice partecipazione agli eventi organizzati per la collettività, nonostante sia l’una che l’altra abbiano dato in passato ottimi risultati. Questo, in sintesi, il contenuto di una lettera che Carmelo Cicala, Presidente del Comites di Washington e dell’Intercomites Usa ha inviato ieri all’Ambasciatore Giovanni Castellaneta a nome e per conto di tutti i suoi colleghi che guidano i Comitati per gli Italiani all’Estero negli Stati Uniti. "Nei mesi passati – scrive Cicala – i Comites sono stati molto attivi nelle loro funzioni di raccordo fra l'Autorità diplomatico-consolare e la collettività dei connazionali ivi residenti, nonché gli oriundi ed italofili. Dopo aver partecipato all'organizzazione della partecipazione italiana al convegno ACTFIL svoltosi a Nashville, Tennessee, nel 2006, proseguendo l'iniziativa iniziata l'anno scorso a Baltimore, Maryland, fra l'altro arricchita dal Suo intervento con il discorso inaugurale, questo Comites è attualmente impegnato in prima persona nello sforzo di accrescere la diffusione della lingua e cultura italiana in questo Paese. A questo scopo – ricorda ancora Cicala - il Comites di Washington DC, in coordinamento con la Direzione Didattica dell'Ambasciata sta organizzando, possibilmente per il maggio prossimo, un convegno per l'approfondimento sui ruoli che le varie istituzioni possono contribuire per la preparazione di candidati all'AP, per l'insegnamento della nostra lingua. Simili iniziative sono state promosse e continuano ad essere promosse da altri Comites USA".
"Nonostante questo, - commenta il Coordinatore dell’Intercomites Usa - i Comites, e non solo Washington, continuano ad essere esclusi da iniziative promosse o sponsorizzate dall'Istituzione di cui sono un Organismo, e non esclusivamente dalla partecipazione, ma anche come semplici spettatori. Le ho voluto citare questi esempi simbolo della sinergia proficuamente avviata tra Comites e Autorità diplomatico-consolari a favore della nostra collettività".
Proprio a Washington si è avuto esempio di questo modo di agire. "Abbiamo dovuto riscontrare, proprio ieri e tramite informazione diramata dall’Ufficio Stampa di questa Ambasciata, che, in occasione di un evento di capillare importanza delle attività dei Comites nel loro impegno per la diffusione dell'insegnamento della lingua e cultura italiana, che sarà ospitato in Ambasciata il 19 febbraio prossimo, l'Istituzione che io rappresento, (come pure per il resto dell'Intercomites), non è stata invitata, almeno nella persona del presidente. Lo stesso – aggiunge Cicala - dicasi per altri eventi cosi brillantemente organizzati in questi ultimi mesi e dall’Ambasciata e da Uffici Consolari, Istituti di Cultura o altri Enti di cui i Comites sono parte integrale".
Nella lettera, il Presidente del Comites di Washington si dice "certo" del fatto che "si tratta di occasioni sociali nell'ambito delle quali i Comites in generale ed il Comites di Washington D.C. in particolare, avrebbero la possibilità di allargare i propri orizzonti di conoscenze, e in tal modo farsi conoscere anche da un pubblico più vasto. Si tratta, a mio parere, di un importante tassello per suggellare una collaborazione fra Ambasciata, Uffici Consolari, IIC e altre Istituzioni peraltro pienamente ottimale ed efficace nella rappresentanza degli interessi della collettività e nell'osservanza prevista dalla Legge 23 ottobre 2003, n.286 (Art 1, Commi 4,5 e Art2) istitutiva dei Comites come organo di rappresentanza nei rapporti degli italiani all'estero nei rapporti con le rappresentanze diplomatico-consolari, fra le cui mansioni c'e anche il compito dell'Autorità diplomatico-consolare di far conoscere alle autorità locali l'esistenza dei Comites e le loro mansioni. Ripeto, l'organismo di raccordo fra collettività ed Istituzione".
Per Cicala, dunque, "è necessario debellare con appositi provvedimenti, quest'aria creata da alcuni dipendenti dei Consolati che i Comites siano una minaccia od un intralcio ai loro compiti. I Comites – ribadisce il Coordinatore dell’Intercomites - rappresentano i cittadini residenti nelle varie giurisdizioni in cui sono stati eletti, ed in molte il primo livello di informazioni per i nostri connazionali, che, magari con senso di imbarazzo per la loro non dimestichezza con la burocrazia, preferiscono il semplice approccio con uno dei loro eletti".
"I Comites – si legge ancora nella lettera - sono per aiutare non intralciare, sono al servizio delle collettività alla quale dedicano tanto tempo ed attenzione (accentuo, pur senza ricevere alcuna remunerazione) e nonostante questo, non di rado, sono indebitamente trattati come cittadini di classe inferiore, (la famosa valigia di cartone), da alcuni funzionari affetti da elitarismo, confortati dal fatto che difficilmente possono essere disciplinati, licenziati. La recente diatriba che coinvolge il Consolato di New York con il Comites NY/Connecticut – ricorda Cicala – ne è un triste esempio".
In conclusione, Cicala auspica un intervento dell’Ambasciatore affinché "si consideri l'opportunità di fare includere "nella lista" almeno nella persona dei rispettivi presidenti (estesa anche ai Consolati ed altre Istituzioni che fanno capo a codesta Ambasciata) i Comites per ogni evento per cui Lei riterrà opportuna la loro presenza come Organo di Raccordo nelle relazioni con le nostre collettività, che vivono l'italianità, la nostra cultura, l'Italia che tanto amiamo. La ringrazio infinitamente". (aise) |
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(16) -Washington: all’ambasciata italiana si parla di “università globale”
(9colonne Atg) WASHINGTON - Il prossimo 19 febbraio, presso l’ambasciata d’Italia a Washington, si svolgerà il ricevimento inaugurale della conferenza annuale della Aiea, Association of International Education Administrators, che quest’anno avrà per tema “The Global University: Opportunities and Challenges”, affrontando un tema cruciale anche per il sistema universitario. L’Aiea, che riunisce i responsabili delle relazioni internazionali di numerose e prestigiose Università statunitensi, si prefigge l’obiettivo di favorire e di incrementare l’internazionalizzazione dell’educazione superiore negli Stati Uniti. L’Associazione, nata nel 1982, è una rete tra i responsabili del settore internazionale delle Università e fornisce ai suoi membri consulenze sui diversi aspetti relativi all’internazionalizzazione in generale e sui programmi di studio all’estero in particolare. Per questo motivo l’ambasciata ha associato a questo evento università italiane interessate ad approfondire rapporti con realtà accademiche statunitensi. Il ricevimento in Cancelleria è stato pensato come una importante occasione per valorizzare l’offerta formativa italiana di qualità, consentendo a rappresentanti delle Università del nostro Paese di illustrare i corsi aperti agli studenti americani nonché di considerare possibili sinergie e collaborazioni. L’ambasciata ha negoziato con l’Aiea la costituzione di un comitato operativo composto da rappresentanti delle Università dei due Paesi per approfondire la cooperazione già esistente a livello bilaterale, e studiare modalità concrete per indirizzare gli studenti statunitensi verso il nostro Paese. Tale comitato si riunirà per la prima volta il 19 febbraio presso l’ambasciata. Gli incontri tra i responsabili dell’internazionalizzazione di Università dei due Paese consentiranno di acquisire utili informazioni sulle caratteristiche della domanda americana di programmi internazionali, facilitando in tal modo l’attrazione di studenti americani verso il nostro Paese. Attualmente circa 25.000 studenti statunitensi trascorrono periodi di studio in Italia, e certamente vi è ampio spazio per un significativo incremento di tal numero. Parteciperanno all’evento oltre 350 delegati del mondo universitario americano, e da parte italiana è prevista la presenza (a livello di rettori, prorettori o responsabili delle relazioni internazionali) delle seguenti Università: Bocconi, Liuc, Cattolica del Sacro Cuore, Pavia, Perugia per Stranieri, Siena per Stranieri, Torino, Trento. Il ministero dell’Università e Ricerca ha inoltre inviato il presidente dell’Isia per rappresentare il settore dell’Alta Formazione Artistica e Musicale. Da parte americana vi saranno rappresentanti di prestigiose Università quali: Brown, Cornell, Duke, Emory, Harvard, Johns Hopkins, Michigan, NYU, Pennsylvania, Yale. Su richiesta dell’ambasciata, all’evento sarà presente anche l’Enit, che allestirà uno stand al fine di distribuire materiale informativo sull’Italia ed in particolare sulle città delle Università partecipanti. Il ricevimento è organizzato dall’ambasciata d’Italia e da Aiea, in collaborazione con i seguenti sponsor: Ilica, EduItalia, Scuola Lorenzo de’ Medici (Firenze) e Università Cattolica del Sacro Cuore (Milano). |
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(16) - CONGRESSIONAL GOLD MEDAL OF HONOR FOR BRUMIDI
Bill reintroduced by Senators Enzi and Clinton.
Washington-(amico) Feb 16-2007- Senators Enzi and Clinton have reintroduced the bill to award Constantino Brumidi the Congressional Gold Medal, posthumously. This is wonderful news; but Senators Enzi and Clinton want and will need the support of the Italian American and Greek American communities, as well as all Friends of Constantino Brumidi to secure passage of this important legislation.
For this bill to pass in the Senate, it will require that two-thirds (67) of all Senators co-sponsor the legislation. This is a tall order. Please e-mail your Senators today and ask them to co-sponsor S. 254, A bill to award posthumously a Congressional gold medal to Constantino Brumidi. The easiest way to do this is to go to www.senate.gov where you will be instructed how to do this. It is quite simple. As an alternative, you may call the Capitol switchboard at (202) 224-3121 to reach your senator’s office. As few as 25 letters or calls to a senator can have a major impact. In your letter, please ask your senator to also give consideration to naming the Capitol Visitor Center , now under construction, after Brumidi.
Please remember, you are asking your Senators to "co-sponsor S. 254."
Use these words.
Please consider forwarding this message to friends, family members, colleagues and ethnic and cultural organizations you belong to.
Many, many thanks to Senators Enzi and Clinton for their noble efforts and to you, dear Friend of Constantino Brumidi, for writing your letters. |
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(15) - Roma: intitolato un viadotto a Salvo D’Acquisto
(9colonne Atg) ROMA – Il 14 febbraio, al km 30,577 della statale Aurelia, in località Torre di Palidoro (Comune di Fiumicino), luogo in cui venne trucidato dai nazisti il 23 settembre 1943, a soli 23 anni, il vice brigadiere dei Carabinieri e medaglia d'oro al Valore Militare, Salvo D'Acquisto, si è tenuta la cerimonia di intitolazione alla sua memoria del viadotto del nuovo svincolo di Palidoro. Davanti allo schieramento del picchetto d'onore dell'Arma dei Carabinieri e alla presenza delle massime autorità dell'Arma, Pietro Ciucci, presidente Anas e Piero Marrazzo, presidente della Regione Lazio, hanno scoperto una stele commemorativa da parte del fratello di Salvo D'Acquisto, Alessandro, e della nipote Valentina, tenente dei Carabinieri. "È la prima volta che Anas intitola un'opera stradale a una persona - ha detto il presidente di Anas, Pietro Ciucci – e, anche se a distanza di 64 anni, l’altissima lezione morale che traiamo da quegli avvenimenti non è venuta meno, né si è minimamente alterata. In Salvo D’Acquisto si incarna il più alto e assoluto valore morale, che ha come fondamento l’idea di “servizio”, vera missione anche a condizione di mettere a rischio la propria incolumità”. “Oggi non si inaugura solo un'opera viaria - ha proseguito il presidente della Regione Marrazzo - ma anche il ricordo del sacrificio di un uomo". Il ‘Viadotto Salvo D’Acquisto’ è a quattro campate, ha una carreggiata stradale di 10 metri ed è stato progettato e realizzato con particolare cura, per essere in piena armonia con l’ambiente ed il paesaggio circostanti. È costato 4 milioni di euro e separa la viabilità a lunga percorrenza da quella locale, eliminando un pericoloso incrocio a raso e migliorando l’accessibilità all’Ospedale Pediatrico “Bambin Gesù” di Palidoro. |
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(15)- MEDAGLIA D'ORO AL MERITO CIVILE PER I MINATORI ITALIANI MORTI NELLA MINIERA DI MONOGAH: Il Presidente del Molise,Iorio, scrive al Ministro Amato
CAMPOBASSO\ aise\ - 15 Febbraio 2007- Attribuire la Medaglia d'Oro al merito Civile ai 171 minatori italiani, di cui 87 molisani, che il 6 dicembre 1907 persero la vita nello spaventoso incidente nella miniera di Monogah (Virginia – USA) in cui lavoravano. È quanto chiesto al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano dal Presidente della Regione Molise, Michele Iorio, che in una lettera inviata il 13 febbraio al Ministro dell’Interno, Giuliano Amato, cui compete per legge la proposizione al Capo dello Stato dell'attribuzione dell'alta onorificenza, sottolinea come sia "giusto ricordare i nostri connazionali, e in particolar modo i nostri corregionali, che all'inizio del secolo intrapresero "il viaggio per una vita migliore" negli Stati Uniti e si impegnarono in lavori pericolosi e difficili per migliorare le proprie condizioni, e dare alle rispettive famiglie un futuro migliore".
"Purtroppo – ricorda Iorio - il destino volle che il loro "sogno" si trasformasse in tragedia a causa di un tragico incidente nella miniera in cui lavoravano. A noi dunque il compito di ricordare quell'evento e di far luce sulle cause che lo determinarono. Fatti questi, che l'oblio del tempo ha dimenticato, ma che restano nella loro tragicità e che ci impegnano come generazione del terzo millennio a ricordali e ad aprire un fruttuoso dibattito su quella che fu la prima ondata di emigrazione italiana".
Nella lettera, il Presidente della regione Molise ricorda come tra le vittime dell’esplosione ci furono "calabresi, abruzzesi e ben 87 molisani, provenienti da Bagnoli, Duronia, Fossato, Frosolone, Pietracatella, Torella del Sannio e Vastogiradi. Non si è mai potuto stabilire il numero esatto delle vittime italiane, perché non tutti i lavoratori venivano registrati, essendo in buona parte dei bambini".
"È questa senza dubbio – scrive ancora Iorio - una delle più grandi tragedie avvenute nelle miniere di tutto il mondo. In occasione del centenario di quel triste avvenimento si ritiene doveroso che la Repubblica Italiana tributi a quelle vittime gli appropriati onori ricordandone nel giusto modo la memoria e il sacrificio. Un onore che senza dubbio può essere concretizzato con l'attribuzione di un'alta onorificenza quale la "Medaglia d'Oro al Merito Civile" "per aver dato una testimonianza luminosa del lavoro degli italiani emigrati all'estero tanto da meritare il ricordo e l'unanime riconoscenza di tutta la Nazione italiana"". (aise) |
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(14) - IL PRESIDENTE NAPOLITANO AL PARLAMENTO UE:Il Trattato Costituzionale non e’ morto –Serve responsabilita e volonta’ politica per uscire dall’impasse e rilanciarne la ratifica
STRASBURGO 14 febbraio 2007 (aise) - Il Trattato costituzionale non è morto ed ha bisogno di un nuovo slancio, affinché si arrivi alla sua ratifica entro le elezioni europee del 2009, perché "con l'attuale quadro istituzionale non si può andare molto lontano". Per "l’Europa è tempo di uscire dall’impasse", di crescere. E per far ciò ha bisogno di "istituzioni forti".
Così, con un forte appello "al senso di responsabilità e alla volontà politica di tutti coloro che hanno ruoli di guida" nei Paesi europei, Giorgio Napolitano è tornato oggi, per la prima volta nella sua veste di Presidente della Repubblica italiana, al Parlamento europeo.
Per Napolitano si è trattato di un "ritorno" nell'emiciclo che in passato lo ha visto protagonista autorevole, anche come Presidente della Commissione per gli Affari Costituzionali. Un ritorno denso di significati, in una fase in cui il dibattito sul futuro dell'Europa e le celebrazioni del 50° anniversario della firma dei Trattati di Roma dovrebbero imprimere un nuovo impulso al processo costituzionale dell'Unione Europea.
Europeista convinto e da sempre strenuo difensore della Costituzione europea, Napolitano è stato accolto dall'Aula di Strasburgo subito dopo il colloquio con il Presidente dell'Europarlamento, Hans-Gert Poettering. Quindi, dopo aver firmato il Libro d'onore del Parlamento europeo, ha pronunciato il suo discorso nell'emiciclo del Parlamento riunito in seduta solenne.
E proprio all’Europarlamento, il Capo dello Stato ha rivolto parole di stima profonda, perché esso non solo "ha la stessa dignità, autorità e legittimità democratica di qualsiasi Parlamento liberamente eletto", ma anche perché ha sempre avuto un "ruolo propulsivo" nel rafforzamento della "costruzione dell’Europa unita". E, dunque, anche nella definizione del Trattato Costituzionale.
Il Parlamento europeo, ha ricordato Napolitano, approvò il 14 febbraio di 23 anni fa, nel 1984, il Progetto di Trattato che istituiva l'Unione europea e che, "elaborato e discusso per impulso di Altiero Spinelli", purtroppo non divenne Trattato. Sempre il Parlamento, al momento della firma del "deludente Trattato di Nizza", "si impegnò fino in fondo a dare il suo contributo" e alla fine "quel che si consegnò alla Conferenza Intergovernativa per le decisioni finali fu un materiale molto ricco di analisi, un testo lungamente meditato e discusso. Il risultato fu certamente un compromesso, ma non di basso livello: si trovò un terreno d'incontro tra punti di vista diversi, ciascuna parte, anche il Parlamento europeo, sacrificò in qualche misura le sue richieste e proposte, pur di giungere a un'intesa che facesse comunque avanzare la causa dell'unità e dell'integrazione europea".
"Si può forse oggi dichiarare con leggerezza che quel Trattato, non a caso chiamato "costituzionale", è morto?", ha detto Napoltano, rivolgendosi ai deputati europei. "Che quello straordinario e prolungato sforzo politico e culturale è destinato a finire nel nulla? Che le firme di 27 Capi di Stato o di governo in calce a quel testo non hanno più valore?". Certamente no.
"Sappiamo benissimo quale trauma abbia rappresentato il voto contrario alla ratifica del Trattato costituzionale nei referendum indetti in due dei sei Paesi fondatori della Comunità europea", ha aggiunto il Capo dello Stato, ben consapevole che quanto accaduto è il prezzo "di uno scarso sforzo per associare i cittadini alle grandi scelte dell'integrazione e unificazione europea".
Ma nel complesso, il Trattato sottoscritto a Roma nell'ottobre 2004 da 18 degli allora 25 membri "ha costituito un felice punto d'incontro", con esso si sono compiuti "i più decisi passi avanti in direzione di una politica estera e di sicurezza comune, di un effettivo spazio europeo di libertà, sicurezza e giustizia, di una cooperazione strutturata nel campo della difesa e di una cooperazione rafforzata in altri campi".
D’altra parte, "in un buon compromesso si tengono insieme sia l'accoglimento di certi punti di vista sia la rinuncia ad altri. Non lo si dimentichi nel momento in cui si parla di rimettere le mani sul testo", ha ammonito Napolitano: "nessuno può pensare di spostare a vantaggio delle proprie tesi l'equilibrio del compromesso raggiunto".
"Aprire un nuovo negoziato può significare aprire un vaso di Pandora, correre il rischio di ripartire da zero, avviare un confronto dai risultati e dai tempi imprevedibili", ha aggiunto il Presidente della Repubblica. E se da qualche parte si rimettessero in questione innovazioni quali l'istituzione di un ministro degli affari esteri europeo e di un servizio europeo per l'azione esterna, "si può esser certi che da altre parti verrebbe richiesto piuttosto il completamento o l'integrazione del Trattato del 2004 con nuove, più coraggiose e coerenti scelte per lo sviluppo del processo di integrazione. Verrebbe ad esempio comprensibilmente riproposta l'esigenza di una maggiore estensione dell'area delle decisioni a maggioranza in seno al Consiglio: anche perché", secondo Napolitano, "il superamento della regola dell'unanimità e del diritto di veto non esclude e, anzi, favorisce la ricerca di larghe intese, il raggiungimento in tempi rapidi di accordi accettabili".
"È tempo per l'Europa di uscire dall'impasse", ha dunque affermato il Capo dello Stato, convinto che "lavorare a un progetto di Costituzione per l'Europa non ha rappresentato un esercizio formalistico, non ha rappresentato un capriccio o un lusso: ha corrisposto a una profonda necessità dell'Europa nell'attuale momento storico".
Certo, "negli ultimi due anni l'Unione non è rimasta ferma. Essa ha dato la maggior prova di quel che potrebbe rappresentare sulla scena internazionale quando è riuscita a esprimersi con una sola voce sulla guerra in Libano, promuovendo una nuova e impegnativa missione per la pace in quella regione e in tutto il Medio Oriente". Ma, ha sottolineato ancora il Presidente Napolitano, "sulla strada dei risultati, Signori Deputati, con l'attuale quadro istituzionale non si può andare molto lontano". Si può "elaborare e prospettare le linee di nuove politiche comuni", tuttavia l’esperienza insegna che "documenti, comunicazioni e anche proposte legislative della Commissione possono sfociare in scarsi risultati o in solo lentissimi progressi".
"Per rendere vitali i progetti e per far crescere sul serio un'Europa dei risultati" è allora "decisiva la forza delle istituzioni e dell'impegno politico. È decisivo per l'Unione dotarsi di istituzioni più forti delle resistenze opposte da quegli Stati membri che restano più chiusi nella difesa di anacronistiche prerogative e di velleitarie presunzioni nazionali".
Già "il Trattato costituzionale ha sgombrato il campo da ogni timore o sospetto di svolta verso un superStato centralizzato", sancendo "il rispetto del principio di sussidiarietà". Ora, "occorre grande realismo da tutte le parti. Realismo e insieme determinazione per non far prevalere la tendenza, che ancora una volta si manifesta, a indebolire e annacquare la scelta che più di cinquant'anni orsono venne compiuta. Si scelse allora la prospettiva di un'Europa capace di integrarsi, una e plurale, ricca nelle sue diversità, consapevole del suo comune retaggio di civiltà, forte nel combinare la cooperazione tra governi nazionali con una nuova dimensione sovranazionale".
Questa, a cinquant’anni dai Trattati di Roma, è l’occasione da cogliere "per confermare quella prospettiva e quella scelta, rendendone chiare le nuove ragioni e le nuove ambizioni".
"L'amica Francia", che insieme all’Olanda non ha ratificato il Trattato, "ha un senso così alto del suo ruolo nell'Europa e nel mondo, che non ci farà mancare questo suo ormai decisivo apporto", ha detto Giorgio Napolitano, fiducioso anche dell'impegno della Presidenza tedesca "per la riaffermazione dell'obiettivo di giungere all'adozione del Trattato costituzionale".
L’auspicio, e la "necessità", è che "alle elezioni del 2009 si possa presentare ai cittadini il Trattato costituzionale entrato in vigore, con il suo messaggio e il suo programma". Questo è "l’appello al senso di responsabilità e alla volontà politica" che Napolitano ha rivolto a "tutti coloro che hanno ruoli di guida nei nostri Paesi".
Certo, "nessuno ignora la portata delle nuove minacce, sfide e opportunità che sono dinanzi a noi. L'Europa potrà incidere sulle relazioni internazionali e sullo sviluppo globale, potrà ritrovare slancio e dinamismo e potrà contare nel mondo, solo se rafforzerà la propria coesione e unità, dotandosi rapidamente, come Unione, delle istituzioni e delle risorse necessarie. L'alternativa, dovremmo saperlo, è un drammatico declino del ruolo di tutti i nostri Paesi, del ruolo storico del nostro continente".
"L'Italia farà la sua parte", ha assicurato Napolitano, "darà come ha dato fin dall'inizio del processo di integrazione il suo contributo", con lo stesso impegno che fu di Alcide De Gasperi e Altiero Spinelli. Questo è pensiero italiano, non solo nelle parole del Presidente, ma "nell'insieme delle sue forze politiche e nel sentire profondo dei suoi cittadini".
"Non possiamo fermarci quando attorno a noi il mondo intero è in movimento", scrisse Jean Monnet nel 1976. E "trent'anni dopo, quelle parole sono ancora più vere, suonano come un assillo a cui non si può più sfuggire", perché, ha concluso Napolitano, "la causa dei nostri popoli, delle nostre nazioni, del nostro comune futuro si serve solo lavorando per un'Europa unita". (r.a.\aise) |
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(14) - I DI.CO. NON AVRANNO IL MIO VOTO: Il Senatore Pallaro contro il disegno di legge approvato dal CDM.
ROMA\ nflash\ -14 Febbraio 2007- La maggioranza di governo non potrà contare sul voto del senatore Pallaro (Aisa) se il disegno di legge sui DI.CO dovesse arrivare a Palazzo Madama. A dichiararlo è lo stesso senatore eletto in Sud America nella Lista Aisa e confluito nel gruppo misto. "Considero fuorviante e pericolosa la volontà di equiparare le coppie di fatto alla famiglia tradizionale, prima cellula da cui dipende il futuro di ogni società", ha detto in proposito Pallaro. "Il matrimonio – ha aggiunto - non è solo un documento, un dovere cui sottostare; è una scelta di vita, basata sulla reciprocità tra l’uomo e la donna, che crea comunione duratura e permanente. Invito il Governo ad investire i fondi necessari ai DICO in interventi a sostegno della famiglia: penso specialmente all'abolizione dell'ICI sulla prima casa delle giovani coppie, al sostegno per le spese scolastiche dei figli ed alla deducibilità delle spese sanitarie per i nonni a carico". Approvato lo scorso 8 febbraio dal Consiglio dei Ministri, il disegno di legge su "Diritti e doveri delle persone stabilmente Conviventi (DICO)" ha lo scopo di "tutelare i soggetti più deboli nella convivenza, superando disparità e disuguaglianza tra cittadini". Il disegno di legge, dunque, chiarisce i diritti e i doveri delle persone, anche dello stesso sesso, che hanno dato vita a convivenze stabili, legate da vincoli affettivi, di solidarietà e reciproca assistenza. (nflash) |
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(14) - A PECHINO SIGLATO L’ACCORDO PER PORRE FINE AL PROGRAMMA NUCLEARE MILITARE NORD-COREANO: LA SODDISFAZIONE DELLA FARNESINA
ROMA\ nflash\ - 14 febbraio 2007- i è tenuto ieri, 13 febbraio, a Pechino il negoziato per porre fine al programma nucleare militare nord-coreano. Ed i sei Paesi partecipanti - Corea del Nord, Corea del Sud, Cina, Stati Uniti, Russia e Giappone - hanno siglato un accordo. Immediata la soddisfazione della Farnesina che, in una nota, spiega: "l'intesa, di cui si dovrà verificare la concreta applicazione, rappresenta un significativo passo avanti verso la denuclearizzazione della penisola coreana, dopo il punto critico raggiunto con il test nucleare nord-coreano del 9 ottobre scorso, condannato dall'intera comunità internazionale e che ha portato all'adozione della risoluzione 1718 del Consiglio di Sicurezza". L'Italia ha assunto, come membro non permanente del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite per il 2007-2008, la Presidenza del Comitato sanzioni per la Corea del Nord", ma ha sempre "condotto una politica di sostegno alle iniziative per favorire un ruolo più attivo dell'Unione Europea a sostegno del negoziato a sei, e per incoraggiare il proseguimento del dialogo intercoreano". (nflash) |
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(10) - “IGNOTUS”DI MAX BARTOLI ALL’AUDITORIUM DELL’AMBASCIATA
alla presenza dell'autore
Washington DC, 10 febbraio 2007- Vincitore del premio Best International Short all'International Independent Film Festival di New York e premio come migliore cortometraggio al Salento International Film Festival e al Festival Cinema Libero di Roma, sarà invece il cortometraggio di Max Bartoli "Ignotus" il protagonista della serata di martedì, 20 febbraio. "Ignotus" (Italia, 2005, 15 min., in italiano con sottotitoli in inglese) racconta di un cavaliere ferito che, nell’Italia del XIII secolo, rammenta i momenti più importanti della sua vita nel momento in cui i suoi nemici lo stanno per raggiungere e uccidere. E proprio quando ogni speranza sembra essere perduta...
La pellicola, interpretata da Sergio Sivori, Cristina Giordana, Franco Mannella, Bruno Stanzione e Nadya Cazan, sarà proiettata alle ore 18.30 presso l’Auditorium dell'Ambasciata d'Italia, alla presenza dell'autore, che interverrà sulla rilevanza odierna del corto quale genere mediatico.
Durante la serata, verrà proiettato anche il documentario "Time Travelers", girato in diversi borghi medievali italiani, che illustra diversi aspetti della vita quotidiana dell'Italia del XII e XIII secolo. (aise)
Prenotazioni necessarie - RSVP – (202) 518 0998 xt 1 |
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ESTERI/ DEFINITIVAMENTE CHIUSO IL CASO DELLA LETTERA AMBASCIATORI: IERI L’INCONTRO TRA IL MINISTRO D’ALEMA E L’AMBASCIATORE USA SPOGLI
ROMA\ aise\ - Il caso sollevato dalla lettera sulla missione italiana in Afghanistan, pubblicata nei giorni scorsi da sei Ambasciatori su La Repubblica, è definitivamente chiuso. A sancirlo il Ministro degli Affari Esteri, Massimo D'Alema, al termine del colloquio con l'Ambasciatore americano a Roma, Ronald Spogli.
In realtà l’incontro, avvenuto ieri a Palazzo Chigi, era stato programmato già da tempo, prima della partenza del Ministro D'Alema per il Giappone e la Corea, e rientra nella consuetudine di contatti con i rappresentanti diplomatici dei principali Paesi amici e alleati. Ma di certo D'Alema e Spogli non potevano non discutere di quanto accaduto nei giorni scorsi, anche perché tra i firmatari della lettera vi era, oltre agli ambasciatori di Gran Bretagna, Olanda, Romania, Australia e Canada, lo stesso capo missione statunitense. Ma, alla fine di un lungo e cordiale colloquio, il Ministro D'Alema e l'Ambasciatore Spogli hanno convenuto sul fatto che "il caso è da considerarsi definitivamente chiuso".
L’incontro ha consentito poi di fare il punto su vari temi dell'attualità internazionale di interesse comune di Italia e Stati Uniti. Ne è emersa confermata la volontà dei due Governi di proseguire quella tradizionale costruttiva collaborazione nella gestione delle principali aree di crisi, che caratterizza il rapporto tra i due Paesi e tra i due Governi, e che si fonda su una consolidata intesa ed amicizia e su una ampia condivisione di valori e obiettivi.
In particolare, con riferimento all'Afghanistan, il Ministro D'Alema ha confermato l'impegno del Governo italiano a continuare a contribuire nell'ambito delle Nazioni Unite e dell'Alleanza Atlantica all'opera di stabilizzazione e ricostruzione del Paese. E l'Ambasciatore Spogli ha confermato che l'amministrazione americana apprezza e condivide l'impegno italiano in Afghanistan. (aise) |
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(8)- IL CONSIGLIO DEI MINISTRI VARA IL DECRETO LEGGE: Nel weekend si torna a giocare in campo ma pubblico solo negli stadi a norma
ROMA ( aise) – 8 Febbraio 2007 - Dopo il Consiglio dei ministri straordinario di ieri pomeriggio, in cui è stato varato il decreto legge per contrastare la violenza negli stadi, il Commissario Straordinario della Figc, Luca Pancalli, ha annunciato ufficialmente la ripresa di tutti i campionati di calcio nazionali, dai professionisti ai dilettanti. Ieri mattina era già iniziato, anche se a porte chiuse, il Torneo giovanile di Viareggio.
Proprio le porte chiuse sono il punto su cui maggiormente si stanno scatenando le polemiche in queste ore. In base al decreto del Governo, che riprende in toto le disposizioni del pacchetto Pisanu del 2005 e, in alcuni casi, le inasprisce, solo gli stadi che rispettano determinati standard di sicurezza potranno contenere il pubblico. La situazione degli stadi italiani, da questo punto di vista, non è però delle migliori.
In base alle disposizioni governative, secondo le quali viene sospesa ogni deroga al decreto Pisanu, domenica prossima si giocherebbero a porte aperte 5 partite su 10, mentre in B la situazione è leggermente migliore, con 7 partite su 11 che vedrebbero spettatori e tifosi sugli spalti. La lista definitiva degli impianti off limits verrà decisa questa mattina dalla riunione dell’Osservatorio per le manifestazioni sportive, a cui il Governo ha delegato pieni poteri in materia e che vede riuniti i rappresentanti delle forze dell’ordine, i Vigili del Fuoco, i Ministeri competenti, ma anche le componenti del calcio e una delegazione della Uefa.
Le polemiche non mancano, sia perché dovrebbero rimanere chiusi stadi come il San Siro di Milano e il San Paolo di Napoli, ma anche perché questa ripresa “dimezzata” del campionato, a detta di molti Presidenti di società, falserebbe il buon esito del campionato stesso.
Il Presidente del Napoli De Laurentiis, che ieri aveva rilasciato dichiarazioni non certo tenere nei confronti dell’operato del Governo – “chiudere gli stadi è roba da fascisti” – guida infatti la protesta dei Presidenti di B, i quali minacciano anche uno sciopero ad oltranza. La Confindustria del pallone si incontrerà questo pomeriggio per decidere la posizione ufficiale da prendere.
Le partite verranno giocate tutte alla luce del sole, con i posticipi serali che, per il momento, sono eliminati dalla programmazione. La Serie A giocherà tutta la domenica alle 15, la B il sabato alla stessa ora. Una sorta di ritorno all’antico, quando le partite si giocavano tutte in contemporanea e il tifoso era un fedele utente delle radiocronache di “Tutto il calcio minuto per minuto”, e non delle dirette televisive.
Inutile dire che stadi chiusi e posticipi serali eliminati hanno degli effetti negativi sull’“industria” calcio nel suo insieme, con piattaforme televisive che probabilmente chiederanno un “risarcimento danni” e abbonati che, non potendo godere dello spettacolo della partita, subiranno un danno economico certamente rilevante. Ma questi aspetti, per il momento, rimangono in secondo piano nelle decisioni del Governo, il quale ha inteso, come ha detto il Ministro dello Sport e delle politiche Giovanili, Giovanna Melandri, “garantire la sicurezza negli stadi, per i tifosi, per le famiglie e per gli agenti”.
Sulla stessa linea il Ministro dell’Interno, Giuliano Amato, il quale ha sottolineato che “chi ama il calcio è d'accordo con questo provvedimento, chi non lo ama si opporrà”.
La situazione degli abbonati, che molti Presidenti di A e di B stanno difendendo a spada tratta e sulla quale stanno facendo leva in queste ultime ore, è stata comunque al centro dell’incontro di ieri in Consiglio dei Ministri. Per rendere minimi i danni agli stessi abbonati, il Consiglio dei Ministri ha deliberato che, negli impianti che metteranno tornelli e filtri di accesso, sarà permesso l’ingresso dei tifosi muniti di abbonamento, in attesa del completo adeguamento dell’impianto. “Entro un mese”, ha affermato il Ministro Amato, “gli abbonati potranno tornare in tutti gli stadi”.
Le misure del decreto legge sono in linea con quello che era stato annunciato lunedì scorso. Oltre alle porte chiuse per gli stadi non a norma, ci sarà il divieto della vendita in blocco dei biglietti per i tifosi della squadra ospite, la flagranza differita di reato che viene estesa da 36 a 48 ore dal compimento dello stesso, maggiore severità per chi lancia o utilizza nello stadio, ma anche nelle immediate vicinanze di esso, petardi, fumogeni o oggetti contundenti, divieto di accesso allo stadio e misure di prevenzione rafforzate per le persone che sono indiziate di aver agevolato manifestazioni di violenza, estese anche ai minorenni. Inoltre, vengono portate da un minimo di 5 ad un massimo di 15 anni le pene per chi commette atti di resistenza o di violenza nei confronti delle forze dell’ordine.
Il decreto prevede, tra le atre cose, uno snellimento delle procedure burocratiche per l’adeguamento degli stadi, che sono infatti tutti di proprietà pubblica.
Ritorna così il “giocattolo” tanto amato dagli italiani, ma è prevedibile che le polemiche non tenderanno a placarsi nelle prossime ore. Resta il fatto che queste misure debbono essere considerate solo come il primo passo di un percorso di più lunga durata, in cui deve confluire l’azione di tutti, dalle istituzioni politiche al mondo del calcio. Perché non tutto il tifo ultras è “marcio”. Perché la maggior parte di esso è maturato ed è disponibile al dialogo. Perché non si deve agire solo in situazioni di emergenza, come accade adesso, ma con strategie a lungo termine, mirate e allo stesso tempo efficaci. Perché il calcio, quello vero, quello pulito, è tanto importante nel nostro paese. Non solo il calcio come industria ma anche come fattore sociale e culturale, di dialogo e di vita, di rispetto e di sana competizione. (g.verde\aise) |
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(7) – FIRMATO IL PROTOCOLLO D’INTESA PER IL JOINT STRIKE FIGHTER :- Il Joint Strike Fighter é tra i più importanti programmi del Dipartimento della Difesa USA e del Ministero della Difesa italiano
Washington ( 7 Febbraio 2007 ) - L’Italia ha firmato il Protocollo d’Intesa che regolerà gli accordi del programma di cooperazione per la prosecuzione della partecipazione italiana al Programma Joint Strike Fighter.
Durante una cerimonia svolta a Washington DC il 7/2/2007, il Sottosegretario di Stato alla Difesa italiano, On. Sen. Giovanni Lorenzo Forcieri ha firmato l’accordo già siglato da Stati uniti, Paesi Bassi, Canada, Australia, Regno Unito, Turchia e Norvegia. Gli Stati Uniti erano rappresentati nell’occasione dal Deputy Secretary of Defense Gordon England.
Il Protocollo d’Intesa fornisce un quadro di riferimento per future iniziative nella preparazione alla produzione, il sostegno e il successivo sviluppo nell’ambito dell’attuale accordo per lo Svipuppo e la Dimostrazione del Sistema in vigore tra gli Stati Uniti e le altre otto nazioni partner del JSF che verrà così ampliato. L’ultima nazione partner (Danimarca), dovrebbe firmare il Protocollo d’Intesa alla fine di febbraio 2007.
Il Joint Strike Fighter é attualmente tra i più importanti programmi del Dipartimento della Difesa USA e del Ministero della Difesa italiano. L’F-35 Lightning II é un caccia stealth multiruolo progettato per rimpiazzare con un numero sensibilmente inferiore una ampia gamma di aeromobili esistenti. Sarà prodotto in tre varianti: una a decollo e atterraggio convenzionale, una per portaerei e una a decollo e atterraggio corto. In termini di sviluppo, l’Italia é il secondo partner non USA, con una quota pari a circa il 4% del programma.
Il primo velivolo sperimentale per la fase di Sviluppo e Sperimentazione ha già condotto fino a oggi con successo sette voli sperimentali che hanno provato la maturità del sistema.
Nel confermare il proprio impegno nei confronti del programma, l’Italia attende l’avvio delle prossime fasi per incrementare i propri ritorni tecnologici e ampliare la partecipazione globale alle attività di progettazione, produzione e sostegno logistico del Lightning II. |
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(7) - NIAF ACCEPTING APPLICATIONS
FOR GRADUATES TO LEADERS IN
COMMUNICATION WORKSHOP IN NYC
(WASHINGTON, D.C. – February 6, 2007) The National Italian American Foundation (NIAF) is now accepting applications for its Graduates to Leaders (G2L) Workshop in Communications in New York City. The all-expenses-paid NIAF program will be held June 10-12. Through lectures and discussions, students will be given an “insider’s” view into the communications/journalism field and meet with today’s most experienced and influential media personalities. The seminars will also serve as networking forums introducing participants to a professional support group of Italian Americans in communications.
Application deadline is Friday, April 13, 2007. To apply and for more
information, visit www.niaf.org/g2l/index.asp. |
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(5) - IL PRESIDENTE NAPOLITANO SULLE VIOLENZE DI CATANIA: Strncare ogni torbida orchestrazione di violenza contro le forze di Polizia
ROMA( aise – 5 Febbrario 2007 ) - "Ogni torbida orchestrazione di violenza contro le forze di polizia in Italia va decisamente stroncata" e, "affinché ritorni serenità e normalità sui campi di calcio, c’è da attendersi che decisioni severe e comportamenti conseguenti vengano assunti dalle autorità di governo e da tutti i soggetti del mondo sportivo". Così il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, nel messaggio diffuso oggi, 5 gennaio, in occasione dei funerali dell'Ispettore capo di Polizia Filippo Raciti, che ha perso la vita durante gli assurdi scontri di venerdì, in occasione della partita Catania-Palermo.
Nel messaggio, letto dal Capo della Polizia, il Prefetto Gianni De Gennaro, durante la celebrazione dei funerali, Napolitano auspica inoltre "che ogni sforzo venga compiuto dalla scuola e dalle famiglie che hanno la responsabilità di educare i più giovani alla cultura della legalità e della non violenza".
Poi, il Capo dello Stato esprime alla moglie ed ai figli dell’Ispettore Raciti la sua "commossa partecipazione" al loro dolore. "È stata assurdamente stroncata dalla violenza più cieca la vita di un fedele servitore dello Stato, sempre impegnato a garantire il rispetto della legge e la sicurezza dei cittadini".
Quindi Napolitano si rivolge al Prefetto De Gennaro e, "attraverso lei, a tutte le donne e gli uomini della Polizia di Stato". Il suo è "un messaggio di piena e forte solidarietà e vicinanza. Gli italiani debbono essere consapevoli del prezioso servizio che a tutela dei loro diritti costituzionali e del comune interesse a una pacifica convivenza civile prestano le forze dell’ordine, contro cui", ha ribadito, concludendo, "si è condotta a Catania la vile aggressione che ha avuto per vittima Filippo Raciti". (aise) |
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(4)- AGRIGENTO - SAGRA DEL MANDORLO IN FIORE
Agrigento -4 febbraio 2007-Ogni anno, tra la prima e la seconda domenica di febbraio, Agrigento si pone al centro del mondo con la Sagra del Mandorlo in Fiore e l'annesso Festival Internazionale del Folklore.
Miti e tradizioni popolari si fondono in una grande manifestazione di respiro internazionale dove simbolicamente tutti i popoli della terra si uniscono in nome della pace per festeggiare l'arrivo anticipato della primavera che si manifesta, cosa più unica che rara, nel magico sbocciare dei fiori di mandorlo che rendono la Valle dei Templi di una suggestione a dir poco unica.
Partita come Sagra tipicamente paesana, quella del Mandorlo in Fiore ha subito negli anni diverse evoluzioni che l'hanno sempre più arricchita fino ad arrivare anche all'organizzazione di importanti eventi musicali che hanno avuto come scenario naturale l'incomparabile bellezza della Valle dei Templi. (Comune di Agrigento)
Migliaia di turisti ogni anno si riversano ad Agrigento per assistere alle varie manifestazioni e all'assegnazione del Tempio d'Oro, premio che va al miglior gruppo folkloristico. Da ricordare anche l'accensione del tripode dell'amicizia e la fiaccolata della pace a cui partecipano tutti gli esponenti dei gruppi folklorici arrivati da ogni parte del mondo. |
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(4) APERTO IL CARNEVALE DI VIAREGGIO - Il Carnevale 2007 si propone come una festa all’insegna della pace, dell’amore e della solidarietà.
VIAREGGIO (aise) 4 Febbraio 2007-- Si è aperto domenica, con tre spettacolari lanci dal cielo, l’attesissimo appuntamento con il Carnevale di Viareggio, che proseguirà per tutto il mese di febbraio con le altre quattro sfilate tradizionali, previste per 11, 18, 20 e 25 febbraio.
Il Carnevale di Viareggio, nato nel 1873, conta una tradizione di 134 anni di storia ed è insieme a Venezia la manifestazione carnevalesca più nota in Italia ed una tra le manifestazioni più importanti d’Europa, richiamando ogni anno centinaia di migliaia di visitatori e attirando su di sé l’attenzione di tutti i grandi media nazionali e internazionali.
Quest'anno inoltre il Carnevale viareggino collabora per la prima volta con la Fondazione Telethon. Numerose le iniziative previste: la prima è il Trofeo Telethon, riservato al carro più bello tra quelli di prima categoria. Le votazioni raccolte durante le cinque sfilate permetteranno al vincitore di aggiudicarsi il nuovo trofeo, la cui consegna avverrà il 26 marzo durante la manifestazione conclusiva. La seconda iniziativa è la possibilità data a tutti i partecipanti al Carnevale di Viareggio di votare tramite sms il carro che dovrà aggiudicarsi il Trofeo Telethon; in questo modo per ogni sms si potranno donare 2 euro a Telethon, contribuendo quindi alla ricerca scientifica attraverso la grande festa del Carnevale.
Il Carnevale 2007 si propone, dunque, come una festa all’insegna della pace, dell’amore e della solidarietà. Ma i grandi carri di cartapesta resteranno il fulcro e l’appeal della manifestazione, che nelle sue sfilate propone anche quest’anno un grande spettacolo di cui i palcoscenici viaggianti costituiti dai grandi carri sono solo uno degli ingredienti. Sono infatti almeno 800mila le persone che animano i grandi viali a mare dal 4 al 25 febbraio: accanto alla parata dei carri allegorici saranno presenti bande musicali e gruppi folcloristici provenienti da tutto il mondo e poi spettacoli pirotecnici e gruppi di animazione mascherati.
I giganteschi carri di cartapesta sono veri e propri capolavori d’arte, alti 20 metri e lunghi 14, realizzati dai maghi del Carnevale di Viareggio che regalano uno spettacolo unico ed emozionante. 9 le costruzioni di prima categoria, ossia le più grandi (pesano circa quaranta tonnellate ciascuna), e 4 le costruzioni di seconda categoria, due carri e due complessi mascherati di circa trenta tonnellate ciascuno. Inoltre saranno presenti dieci mascherate in gruppo, composte ciascuna da otto elementi in cartapesta alti circa tre metri, dieci maschere isolate e alcuni carri rionali.
Due i personaggi che in questo Carnevale 2007 si spartiscono la scena di cartapesta: Romano Prodi da un lato e Marcello Lippi dall'altro. Il primo è rappresentato sul carro di Alessandro Avanzini, come un rattoppato cavaliere dalle armi di legno che tenta, come nell'Armata Brancaleone di Mario Monicelli, una disperata impresa per salvare l'Italia; Prodi torna anche sulla costruzione di Franco Malfatti nelle vesti di capitano della nave "Italia-Colino" che, piena di buchi, imbarca acqua ovunque. Lippi troneggia invece sul carro di Emilio Cinquini incoronato imperatore d'Italia dopo la vittoria ai Mondiali di calcio, e ancora è acclamato come Papa in Santo subito, la mascherata di Giampiero Ghiselli. Il calcio è protagonista anche della costruzione di Fabrizio Galli che raffigura uno strano animale, il "Centauro di Calciopoli", nato dallo scandalo calcistico e che fonde le membra della maggiori squadre italiane in esso coinvolte.
Spazio anche alla questione sociale: Alfredo Ricci riflette sugli alimenti transgenici e gli ogm che ormai non ci permettono di mangiare niente con sicurezza; la mascherata di Michele Canova studia invece gli effetti disastrosi che la tv e lo zapping hanno sui nostri cervelli.
Immancabile una visione politica d'insieme: ecco che Paolo Lazzari mette in scena con la sua mascherata l'Italian Circus dove Casini, Prodi, Rutelli, Marini, Ciampi e Berlusconi si cimentano in prove di acrobazia, giocoleria e numeri con bestie feroci.
Ma Carnevale non vuol dire soltanto cartapesta: sono attesissime anche le feste rionali, con un denso programma degli appuntamenti per le vie del centro, ed i veglioni in maschera organizzati dai migliori locali della Versilia, da Viareggio a Lido di Camaiore fino a Marina di Pietrasanta e Forte dei Marmi. Un tuffo nella trasgressione carnevalesca è d’obbligo venendo a Viareggio!
Infine, ricco sarà anche il programma riservato agli spettacoli e alla cultura, le commedie musicali in vernacolo, gli appuntamenti enogastronomici nei migliori ristoranti della città e tante altre importanti iniziative. Nutrito anche l’elenco delle manifestazioni sportive, tra le quali il 59° Torneo Mondiale di Calcio giovanile "Coppa Carnevale".
Informazioni, curiosità ed il programma completo di tutte le iniziative collegate al Carnevale 2007 sono disponibili online sul sito ufficiale del Carnevale di Viareggio: www.ilcarnevale.com. (aise) |
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(4) - SALUTO DELL’ON MICHELE IORIO
Il Presidente della Regione Molise ai microfoni di Antenna Italia
Washington - 4 Febbraio 2007- Il Presidente della Regione Molise, On Michele Iorio, di passaggio da Washington ha accettato l’invito di Antenna Italia .
Abbiamo approfittato per salutarlo per salutarlo e chiedergli di dirci cosa c’e’ di nuovo per il Molise e quali sono i programmi per il futuro
Pres.Iorio- Si mi fa tanto piacere e vi ringrazio di questa opportunita che mi date, Sono qui a A Washington per lavoro, per una visita di relazioni ,per incontrare tante personalita, per intessere dei rapporti che siano pro duttivi anche per l’interesse del Molise..
Approfitto per salutare la comunita italiana ed in particolare la comunita molisana..
Sono stato rieletto da poco Presidente della Regione e stiamo portando avanti ,in questo periodo, dei programmi molto ambiziosi per la crescita e lo sviluppo economico del Molise. In prospettiva ci sono delle iniziative interessantissime che riguardano sia gli interventi strutturali sulle strade,(siamo prossimni a iniziare la costruzione di un autostrada che attraversera il Molise e quindi lo mettera in condizione di essere piu utilizzabile, piu sviluppato, stiamo facendo anche delle politiche per incentivare il turismo,le attivita imprenditoriali, sta diminuendo la disoccupazione abbiamo raggiunto dei livelli abbastanza buoni anche se ancora soffriamo della disoccupzaione giovanile sopratutto per i giovani laureati e diplomati che non riescono a trovare lavoro ancora nel Molise; ci preoccupiamo per questo e stiamo sviluppando molto la nostra Universita. Ecco questo e’ in appello che vorrei fare ai giovani molisani qui a Washington come in tutti gli Stati Uniti. Stiamo lavorando per collaboarare tra le varie Universita ed avere degli scambi anche culturali,degli scambi formativi in tutte e due le direzioni per giovani che possono venire qui negli Stati Uniti e viceversa
Pino Cicala -Quindi anche borse di studio ed altre facilitazioni
Pres. Iorio- Si anche Borse di studio, Masters che la Regio ne sta finanziando a totale carico ; anzi direi che un certo numero, sono addirittura riservate ai molisani residenti all estero
Pino Cicala - Questo e’ molto importante. Quali son le modalita particolari da seguire
Pres. Iorio - Ci sono dei bandi pubblici che noi cercheremo adesso di pubblicizzare nel miglior modo possible, comunque sono tutti su internet–sul sito Molise.it,
Pino Cicala - Anche noi abbiamo un sito web e c’e’ anche un sito web della Societa Abruzzo Molise quindi se Lei ci da delle informazioni saremo lietissimi di pubblicarle anche sui nostri siti locali. Tanti auguri per il Molise e congratulazioni per quello che fa
Pres.Iorio- Grazie, Grazie saluto tutti molto affettuosamente, ringrazio questa emittente per questa bella possibilita che mi ha dato di poter parlare a tante persone.
Pino Cicala- Per noi e’ un piacere ed anche un onore. Grazie ancora, auguri |
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(2) - IL MINISTRO BERSANI A WASHINGTON E NEW YORK
Per incontri istituzionali e con la comunita economica
ROMA (aise 2 febbraio 2007) - Dal 4 al 6 febbraio prossimi, il Ministro dello Sviluppo Economico, Pierluigi Bersani, sarà in visi | | |